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GLI INTERVENTI DEL PAPA SUL CONCILIO VATICANO II (6 DICEMBRE 2005)

Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana

Fonte: Radio Vaticana, 6 dicembre 2005

I RECENTI INTERVENTI DI BENEDETTO XVI SUI DOCUMENTI DEL CONCILIO VATICANO II, A 40 ANNI DALLA CONCLUSIONE DELL’ASSISE CONCILIARE. DOPODOMANI, L’ANNIVERSARIO CELEBRATO SOLENNEMENTE DAL PAPA CON UNA MESSA IN SAN PIETRO

- Servizio di Alessandro Gisotti - 

Fra due giorni, nella solennità dell’Immacolata Concezione, la Chiesa celebrerà il 40.mo anniversario della conclusione del Concilio ecumenico Vaticano II. Nell’occasione, il Papa presiederà una messa solenne nella Basilica di San Pietro. Fin dall’inizio del suo Pontificato, Benedetto XVI ha sottolineato la volontà di camminare sulla strada indicata da quello straordinario evento ecclesiale a cui il giovane professore Joseph Ratzinger prese parte in qualità di consulente dell’arcivescovo di Colonia. Molti gli interventi del Pontefice, in questi mesi, sull’eredità del Concilio, ripercorsi nel servizio di  Alessandro Gisotti: 

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“Firmam certamque voluntatem declamare volumus Concilii Vaticani continuandi exsecutionem”. 

“Voglio affermare con forza la decisa volontà di proseguire nell’impegno di attuazione del Concilio Vaticano II”. All’indomani dell’elezione alla Cattedra di Pietro, Benedetto XVI dichiara solennemente di voler continuare il cammino percorso da Giovanni Paolo II. Nella prima Messa da Pontefice, il 20 aprile nella Cappella Sistina, rileva che con il passare degli anni “i documenti conciliari non hanno perso di attualità”, ma anzi si rivelano “particolarmente pertinenti in rapporto alle nuove istanze della Chiesa e della presente società globalizzata”. Per Benedetto XVI, il Concilio Vaticano II non è solo uno straordinario evento ecclesiale. E’ anche un’esperienza personale di eccezionale valore. E’ lui stesso a confidarlo, il 18 agosto a Colonia, parlando ai giovani venuti da tutto il mondo per la GMG: 

“Besonders schön war es für mich, daß mir der damalige Erzbischof Kardinal Frings von Anfang".

 

“È stato molto bello per me - ricorda - il fatto che l'allora arcivescovo, cardinale Frings, fin dall'inizio mi diede la sua totale fiducia”, facendomi poi “il grande dono, sebbene io fossi giovane e inesperto, di chiamarmi come suo teologo, di portarmi a Roma, così che potessi partecipare al suo fianco al Concilio Vaticano II e vivere da vicino questo straordinario, grande evento storico”. In quelle giornate di Colonia, il Papa richiama spesso i documenti conciliari, in particolare la Nostra Aetate nella storica visita alla sinagoga della città tedesca e nell’udienza ai rappresentanti delle comunità musulmane, e il decreto conciliare Unitatis Redintegratio nell’incontro ecumenico. D’altro canto, il Pontefice approfitta degli appuntamenti domenicali dell’Angelus per offrire ai fedeli delle riflessioni sull’attualità del Concilio. Il 30 ottobre, rammenta il 40.mo anniversario dell’approvazione di alcuni documenti conciliari, tra i quali spicca la Dichiarazione Nostra Aetate

“Con la Dichiarazione Nostra Aetate i Padri del Vaticano II hanno proposto alcune verità fondamentali: hanno ricordato con chiarezza lo speciale vincolo che lega i cristiani e gli ebrei, hanno ribadito la stima verso i musulmani ed i seguaci delle altre religioni ed hanno confermato lo spirito di fraternità universale che bandisce qualsiasi discriminazione o persecuzione religiosa”.  

Sempre in quest’occasione, il Papa lancia un invito a tutti i fedeli affinché tengano vivo lo spirito del Concilio: 

“Cari fratelli e sorelle, mentre vi invito a riprendere tra le mani questi documenti, vi esorto a pregare insieme con me la Vergine Maria, affinché aiuti tutti i credenti in Cristo a tenere sempre vivo lo spirito del Concilio Vaticano II, per contribuire ad instaurare nel mondo quella fraternità universale che risponde alla volontà di Dio sull’uomo, creato a immagine di Dio”.

La settimana dopo, all’Angelus del 6 novembre, Benedetto XVI si sofferma sulla fruttuosa eredità della costituzione dogmatica Dei Verbum. Grazie a questo documento, definito dal Papa, “una delle colonne portanti dell’intero edificio conciliare”, si è dato un nuovo e forte impulso alla valorizzazione della Parola di Dio: 

“Tra i molteplici frutti di questa primavera biblica mi piace menzionare la diffusione dell’antica pratica della lectio divina, o “lettura spirituale” della Sacra Scrittura. Essa consiste nel rimanere a lungo sopra un testo biblico, leggendolo e rileggendolo, quasi “ruminandolo” come dicono i Padri, e spremendone, per così dire, tutto il “succo”, perché nutra la meditazione e la contemplazione e giunga ad irrigare come linfa la vita concreta”.  

Il 20 novembre, poi, nella solennità di “Cristo Re dell’Universo”, il Papa ribadisce che la missione della Chiesa è annunciare la Buona Novella in ogni tempo. Impegno al quale ci esorta uno dei documenti chiave del Concilio, la Gaudium et Spes: 

“Alla luce della centralità di Cristo, la Gaudium et Spes interpreta la condizione dell’uomo contemporaneo, la sua vocazione e dignità, come pure gli ambiti della sua vita: la famiglia, la cultura, l’economia, la politica, la comunità internazionale. E’ questa la missione della Chiesa ieri, oggi e sempre: annunciare e testimoniare Cristo, perché l’uomo, ogni uomo possa realizzare pienamente la sua vocazione”. 

 La libertà religiosa è il tema forte affrontato dal Papa all’Angelus di domenica scorsa. Ancora una volta, Benedetto XVI prende spunto da un documento conciliare: questa volta è la dichiarazione Dignitatis Humanae

“A motivo della loro dignità - dice il Concilio - tutti gli uomini, in quanto sono persone, dotate di ragione e di libera volontà… sono spinti dalla loro stessa natura e tenuti per obbligo morale a cercare la verità, in primo luogo quella concernente la religione”.

Nel giorno dell’Immacolata Concezione, Benedetto XVI celebrerà dunque la Messa per la conclusione del Concilio Vaticano II, 40 anni fa. Evento che per il giovane teologo di allora, oggi Papa, rappresenta una “bussola con cui orientarsi nel vasto oceano del terzo millennio”.

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