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DISCORSO
AI FIGLI SPIRITUALI DI PADRE PIO (14 OTTOBRE 2006) |
Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Radio Vaticana,
14 Ottobre 2006
FEDE
E SCIENZA ALLEATE PER GUARIRE L’UOMO NEL CORPO E NELLO
SPIRITO: COSI’ IL PAPA AI FIGLI SPIRITUALI DI PADRE PIO,
IN PELLEGRINAGGIO A ROMA NEL CINQUANTESIMO ANNIVERSARIO
DELLA “CASA SOLLIEVO DELLA SOFFERENZA”, A SAN GIOVANNI
ROTONDO, IN PUGLIA
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Questa
è davvero “una grande festa di famiglia”: così il
cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, ha
accolto stamane i partecipanti al pellegrinaggio delle
Opere di San Pio da Pietrelcina, riuniti in Piazza San
Pietro per
la Messa
di ringraziamento nel cinquantesimo di fondazione della
“Casa Sollievo della Sofferenza, tra i “tanti frutti
di bene” che l’“umile Frate cappuccino” ha
suscitato nella Chiesa. Dopo la celebrazione eucaristica,
l’incontro gioioso con il Papa. Il servizio di Roberta
Gisotti.
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Sono
arrivate da ogni parte d’Italia e del mondo, circa 30
mila persone della grande famiglia di San Pio da
Pietrelcina, guidata da mons. Umberto D’Ambrosio,
arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo: i
Frati minori cappuccini del Santuario e della provincia, i
pellegrini dell’arcidiocesi, i gruppi di preghiera di
“Padre Pio”, i dirigenti, i medici, gli infermieri ed
il personale della “Casa Sollievo della Sofferenza”.
Benedetto XVI li ha ringraziati tutti per il sostegno
della loro preghiera:
“Tutti
insieme voi formate una grande famiglia spirituale, perché
vi riconoscete figli di Padre Pio, un uomo semplice, un
povero Frate, come diceva lui, al
quale Dio ha affidato il perenne messaggio del suo
Amore crocifisso per l’intera umanità”.
E
“dal cuore di Padre Pio” è nata
la Casa Sollievo
della Sofferenza, Casa “perché il malato, specialmente
quello povero, si sentisse a proprio agio”, e “potesse
trovare sollievo” “grazie a due forze convergenti: la
preghiera e la scienza”. “La fede in Dio e la ricerca
scientifica – ha sottolineato il Papa - cooperano al
medesimo fine”:
“Sì,
Dio è vita, e vuole che l’uomo sia guarito da ogni male
del corpo e dello spirito”.
“Tutto
nella Chiesa viene da Dio, e senza di Lui nulla può
reggersi”, e “le
opere di Padre Pio offrono un esempio straordinario di
questa verità”. “La Casa Sollievo – ha detto il
Papa - si può ben definire un “miracolo”:
“Chi
poteva umanamente pensare che accanto al piccolo convento
di San Giovanni Rotondo sarebbe sorto uno degli Ospedali
più grandi e più moderni del Meridione d’Italia?”
E
proprio nella Casa Sollievo della Sofferenza, ancora in
costruzione, nacquero i primi gruppi di preghiera, per
volontà di Padre Pio, in risposta all’appello lanciato
del Papa Pio XII, nel lontano inverno del 1942, per
invocare la pace nel mondo sconvolto dalla seconda guerra
mondiale. Oggi questa “rete spirituale”, “con
la Chiesa
, per
la Chiesa
e nella Chiesa”, conta su oltre tremila gruppi sparsi in
tutti i continenti.
“L’Opera
di Padre di Pio come un grande “cantiere” animato
dalla preghiera e destinato alla carità operosa”.
Il
Vangelo ha concluso Benedetto XVI non consente scappatoie:
“Chi
si rivolge al Dio di Gesù Cristo viene spinto a servire i
fratelli, e viceversa chi si dedica ai poveri vi scopre il
misterioso volto di Dio”.
A
delineare i tratti distintivi della personalità di Padre
Pio, il cardinale Bertone nella omelia della Messa ha
posto in risalto
la Croce
, assunta su di sé, “quale sorgente di amore, di
misericordia e di perdono”, la sua dedizione nel
ministero di confessore per la cura delle anime e la
conversione dei peccatori e la forza inesauribile della
preghiera. Padre Pio santificato da Giovanni Paolo II nel
2002 soleva dire: “non sono che un povero frate che
prega”.
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DISCORSO DEL
SANTO PADRE
Signori
Cardinali,
venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio,
cari fratelli e sorelle!
Con
grande gioia vi incontro in questa Piazza, che nel 1999 e
nel 2002 ha visto le memorabili celebrazioni di
beatificazione e di canonizzazione di Padre Pio da
Pietrelcina. Oggi siete venuti numerosi in occasione del
50° anniversario di quella che costituisce una parte
cospicua e integrante della sua opera: la Casa Sollievo
della Sofferenza. Vi accolgo con affetto e rivolgo a
ciascuno di voi il mio saluto cordiale: all’Arcivescovo
Umberto D’Ambrosio, che ringrazio per le sue gentili
parole; ai Frati Cappuccini del Santuario e della
Provincia; ai dirigenti, ai medici, agli infermieri e al
personale dell’Ospedale; ai membri dei Gruppi di
Preghiera, provenienti da ogni parte d’Italia e anche da
altri Paesi; e ai pellegrini della diocesi di
Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo. Tutti insieme voi
formate una grande famiglia spirituale, perché vi
riconoscete figli di Padre Pio, un uomo semplice, un
"povero Frate", come diceva lui, al quale Dio ha
affidato il perenne messaggio del suo Amore crocifisso per
l’intera umanità.
Primi
eredi della sua testimonianza siete voi, cari Frati
Cappuccini, che custodite il Santuario di Santa Maria
delle Grazie e la nuova grande chiesa intitolata a San Pio
da Pietrelcina. Voi siete i principali animatori di quei
luoghi di grazia, meta ogni anno di milioni di pellegrini.
Spronati e sostenuti dall’esempio di Padre Pio e dalla
sua intercessione, sforzatevi di essere voi stessi suoi
imitatori per aiutare tutti a vivere una profonda
esperienza spirituale, centrata sulla contemplazione di
Cristo Crocifisso, rivelatore e mediatore dell’amore
misericordioso del Padre celeste.
Dal cuore
di Padre Pio, ardente di carità, ha preso origine la Casa
Sollievo della Sofferenza, che già col suo nome manifesta
l’idea ispiratrice da cui è sorta ed il programma che
intende realizzare. Padre Pio volle chiamarla
"casa" perché il malato, specialmente quello
povero, si sentisse in essa a proprio agio, accolto in un
clima familiare, e in questa casa egli potesse trovare
"sollievo" alla sua sofferenza. Sollievo grazie
a due forze convergenti: la preghiera e la scienza. Questa
era l’idea del Fondatore, che va sempre tenuta ben
presente e fatta propria da tutti coloro che operano
nell’Ospedale. La fede in Dio e la ricerca scientifica
cooperano al medesimo fine, che si può esprimere nel modo
migliore con le parole di Gesù stesso: "perché
abbiano la vita e l’abbiano in abbondanza" (Gv
10,10). Sì, Dio è vita, e vuole che l’uomo sia guarito
da ogni male del corpo e dello spirito. Per questo Gesù
si prese cura instancabilmente dei malati, preannunciando
con la loro guarigione il Regno di Dio ormai vicino. Per
lo stesso motivo la Chiesa, grazie ai carismi di tanti
santi e sante, ha prolungato e diffuso nel corso dei
secoli questo ministero profetico di Cristo, mediante
innumerevoli iniziative nel campo della sanità e del
servizio ai sofferenti.
Se la
dimensione scientifica e tecnologica è propria
dell’Ospedale, la preghiera invece si estende a tutta
l’opera di Padre Pio. E’ l’elemento, per così dire,
trasversale: l’anima di ogni iniziativa, la forza
spirituale che muove tutto e tutto orienta secondo
l’ordine della carità, che è ultimamente Dio stesso.
Dio è amore. Perciò il binomio fondamentale che desidero
riproporre alla vostra attenzione è quello che sta al
centro della mia Enciclica: amore di Dio e amore del
prossimo, preghiera e carità (cfr Deus caritas est,
16-18). Padre Pio è stato anzitutto un "uomo di
Dio". Fin da bambino, egli si è sentito chiamare da
Lui e ha risposto "con tutto il cuore, con tutta
l’anima e con tutte le forze" (cfr Dt 6,5).
Così l’amore divino ha potuto prendere possesso della
sua umile persona e farne uno strumento eletto dei suoi
disegni di salvezza. Sia lodato Dio, che in ogni tempo
sceglie anime semplici e generose per compiere grandi cose
(cfr Lc 1,48-49)! Tutto nella Chiesa viene da Dio,
e senza di Lui nulla può reggersi. Le opere di Padre Pio
offrono un esempio straordinario di questa verità: la
Casa Sollievo si può ben definire un
"miracolo". Chi poteva umanamente pensare che
accanto al piccolo convento di San Giovanni Rotondo
sarebbe sorto uno degli Ospedali più grandi e più
moderni del Meridione d’Italia? Chi, se non l’uomo di
Dio, che guarda la realtà con gli occhi della fede e con
una grande speranza, perché sa che a Dio nulla è
impossibile?
Ecco
perché la festa della Casa Sollievo della Sofferenza è
al tempo stesso la festa dei Gruppi di Preghiera di Padre
Pio, cioè di quella parte della sua opera che
"bussa" continuamente al cuore di Dio, come un
esercito di intercessori e di riparatori, per ottenere le
grazie necessarie alla Chiesa e al mondo. Cari amici dei
Gruppi di Preghiera, la vostra origine risale
all’inverno del 1942, mentre la seconda guerra mondiale
sconvolgeva l’Italia, l’Europa e il mondo. Il 17
febbraio di quell’anno il mio venerato Predecessore,
Papa Pio XII, lanciò un appello al popolo cristiano perché
molti si riunissero a pregare insieme per la pace. Padre
Pio incitò i suoi figli spirituali a rispondere
prontamente alla chiamata del Vicario di Cristo. Così
nacquero i Gruppi di Preghiera, e come centro
organizzativo ebbero proprio la Casa Sollievo della
Sofferenza, che era ancora in costruzione. Un’immagine,
questa, che rimane un simbolo eloquente: l’Opera di
Padre di Pio come un grande "cantiere" animato
dalla preghiera e destinato alla carità operosa. I Gruppi
di Preghiera si sono diffusi nelle parrocchie, nei
conventi, negli ospedali, ed oggi sono più di tremila
sparsi in tutti i continenti. Voi, qui oggi, ne siete una
folta rappresentanza! Quella originaria risposta data
all’appello del Papa ha segnato per sempre il carattere
della vostra "rete" spirituale: la vostra
preghiera, come recita lo Statuto, è "con la Chiesa,
per la Chiesa e nella Chiesa" (Proemio), da vivere
sempre in adesione piena al Magistero, nell’obbedienza
pronta al Papa e ai Vescovi, sotto la guida del presbitero
nominato dal Vescovo. Sempre lo Statuto prescrive anche un
impegno essenziale dei Gruppi di Preghiera, e cioè la
"carità fattiva e operosa a sollievo dei sofferenti
e dei bisognosi come attuazione pratica della carità
verso Dio" (ibid.). Ecco nuovamente il binomio
preghiera e carità, Dio e prossimo. Il Vangelo non
consente scappatoie: chi si rivolge al Dio di Gesù Cristo
viene spinto a servire i fratelli, e viceversa chi si
dedica ai poveri vi scopre il misterioso volto di Dio.
Cari
amici, il tempo è trascorso, ed è giunto il momento di
concludere. Desidero lasciarvi il mio "grazie"
sincero per il sostegno che mi date con la vostra
preghiera. Il Signore vi ricompensi! Al tempo stesso, per
la comunità di lavoro della Casa Sollievo della
Sofferenza domando la speciale grazia di essere sempre
fedele allo spirito e al progetto di Padre Pio. Affido
questa preghiera alla celeste intercessione di Padre Pio e
della Vergine Maria. Con questi sentimenti imparto di
cuore a tutti voi e ai vostri cari la Benedizione
Apostolica.
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