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UDIENZA AI VESCOVI DI ETIOPIA ED ERITREA (17 OTTOBRE 2005) |
Fonte: Radio Vaticana, 17 ottobre 2005
L’IMPORTANZA DEL DIALOGO ECUMENICO, IL DOVERE DELLA SOLIDARIETÀ NEI CONFRONTI DEI FRATELLI E DELLE SORELLE DELLA SOMALIA: AL CENTRO DEL DISCORSO DEL PAPA AI VESCOVI DI ETIOPIA ED ERITREA A CONCLUSIONE DELLA VISITA AD LIMINA, E NEL 75ESIMO DI FONDAZIONE DEL PONTIFICIO COLLEGIO ETIOPICO IN VATICANO
Questa mattina il Papa ha fatto visita al Pontificio Collegio Etiopico in Vaticano, a conclusione della visita ad Limina dei vescovi di Etiopia ed Eritrea e in occasione del 75esimo anniversario di fondazione del Collegio. Delle parole che il Papa ha rivolto ai vescovi ci riferisce Fausta Speranza:
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L’urgenza del dialogo ecumenico nei due Paesi africani dove i cattolici sono una piccola minoranza; l’importanza dell’impegno umanitario e della solidarietà nei confronti dei fratelli e delle sorelle della Somalia. Sono tra i punti forti del discorso di Benedetto XVI che sottolinea come nella travagliata regione che comprende l’Etiopia e l’Eritrea i cattolici diano testimonianza di unità. “Continuano – afferma precisamente - a proclamare ad una voce la fede apostolica trascendendo tutte le divisioni politiche ed etniche”. Tutto ciò gioca un ruolo fondamentale nel portare il messaggio di
riconciliazione del cristianesimo. Dove c’è genuino impegno a seguire Cristo – spiega il Papa – “difficoltà e fraintendimenti di qualunque tipo possono essere superati perché Dio ha riconciliato il mondo a sé”. E Benedetto XVI raccomanda anche ai vescovi, quali insegnanti della fede, di “aiutare il popolo a capire che non c’è pace senza giustizia e non c’è giustizia senza perdono”. Nel raccomandare la solidarietà alla vicina Somalia, ricorda che in quel Paese l’instabilità politica rende impossibile vivere con la dignità che appartiene ad
ogni essere umano. A proposito dell’impegno ecumenico, Benedetto XVI afferma: qualunque ostacolo possiate incontrare, non lasciatevi scoraggiare dal perseguire tale vitale obiettivo. Ribadisce che fra i cristiani la fraternità vera non è solo un sentimento e non implica indifferenza alla verità. E’ radicata nel Sacramento del Battesimo ed è legata ad una buona formazione teologica. Proprio quello che potrà assicurare in Etiopia il nascere di un’Università cattolica. Un progetto per il quale – aggiunge il Papa – grazie a Dio lunghi negoziati hanno recentemente portato frutto.
E il Papa ricordando che metà della popolazione nei due Paesi ha meno di vent’anni, sottolinea le potenzialità della vitalità e dell’entusiasmo delle nuove generazioni e l’importanza di aiutare i giovani a scoprire che nell’amicizia con Cristo possono trovare il compimento dei loro ideali, energie, desideri. E l’importanza anche di aiutare a riconoscere e rispondere generosamente quanti sono chiamati al sacerdozio o alla vita religiosa. Ricordiamo che oltre alla coincidenza in questi giorni della visita ad Limina dei
vescovi di Etiopia ed Eritrea con il 75esimo anniversario di fondazione del Pontificio Collegio Etiopico c’è anche, ancora in corso fino al 23 ottobre, la riunione della Conferenza episcopale dei due Paesi africani.
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