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INCONTRO CON IL PATRIARCA BARTOLOMEO I (28 GIUGNO 2008)

Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana

Radio Vaticana 27 giugno 2008

L’Anno Paolino aiuti i cristiani a rinnovare l’impegno ecumenico: l’esortazione di Benedetto XVI al Patriarca Bartolomeo I a poche ore dall’apertura dell’anno giubilare dedicato all’Apostolo delle Genti

Valorizzare la straordinaria eredità teologica e spirituale di San Paolo per rafforzare l’impegno ecumenico: è l’esortazione e l’incoraggiamento che il Benedetto XVI ha rivolto a tutti i fedeli in occasione dell’incontro di stamani con il Patriarca ecumenico Bartolomeo I. Un’udienza di grande significato ecumenico, giacché avviene alla vigilia della festa dei Santi Pietro e Paolo, Patroni di Roma, e nell’imminenza dell’apertura dell’Anno Paolino, stasera alla Basilica di San Paolo fuori le Mura, a cui prenderà parte lo stesso Bartolomeo I. Il servizio di Alessandro Gisotti:

San Paolo ci indica “una via sicura per mantenere l’unità e, nel caso della divisione, per ricomporla”: nell’incontro fraterno con Bartolomeo I, il Papa ha messo l’accento sulla figura dell’Apostolo delle Genti, a poche ore dall’inizio dell’Anno Paolino. Un’iniziativa, ha sottolineato, volta “a promuovere una sempre più approfondita riflessione sull’eredità teologica e spirituale lasciata alla Chiesa” da San Paolo “con la sua vasta e profonda opera di evangelizzazione”:
 
“Possa l'Anno Paolino, che questa sera inizierà solennemente, aiutare il popolo cristiano a rinnovare l'impegno ecumenico, e si intensifichino le iniziative comuni nel cammino verso la comunione fra tutti i discepoli di Cristo”.
 
Di questo cammino, ha aggiunto il Papa, la presenza di Bartolomeo I è “certamente un segno incoraggiante”. Ed ha ribadito che lo scambio di visite in occasione della celebrazione dei Santi Pietro e Paolo, Patroni della Chiesa di Roma, così come di San’Andrea, Patrono della Chiesa di Costantinopoli, “sono sempre occasioni importanti per fraterne conversazioni e comuni momenti di preghiera”.
 
“Cresce così la conoscenza personale reciproca; si armonizzano le iniziative e aumenta la speranza, che tutti ci anima, di poter giungere presto alla piena unità, in obbedienza al mandato del Signore”.
 
Il Papa ha inoltre espresso la sua gioia per l’indizione, anche da parte del Patriarca ecumenico, di un Anno Paolino:
 
“Questa felice coincidenza pone in evidenza le radici della nostra comune vocazione cristiana e la significativa sintonia, che stiamo vivendo, di sentimenti e di impegni pastorali. Per questo rendo grazie al Signore Gesù Cristo, che con la forza del suo Spirito guida i nostri passi verso l’unità”.
 
“San Paolo - è stata la riflessione del Pontefice - ci ricorda che la piena comunione tra tutti i cristiani trova il suo fondamento in un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo”. Ai cristiani di Corinto, in mezzo ai quali erano sorti dissensi, ha ricordato, “San Paolo non ha timore di indirizzare un forte richiamo perché siano unanimi nel parlare, scompaiano le divisioni tra loro e coltivino una perfetta unione di pensiero e di intenti”:
 
“Nel nostro mondo, in cui si va consolidando il fenomeno della globalizzazione ma continuano ciononostante a persistere divisioni e conflitti, l’uomo avverte un crescente bisogno di certezze e di pace”.
 
Allo stesso tempo, però, ha avvertito il Papa, l’uomo “resta smarrito e quasi irretito da una certa cultura edonistica e relativistica, che pone in dubbio l’esistenza stessa della verità”. Anche in questo caso, però, San Paolo ci è di grande aiuto:
 
“Le indicazioni dell’Apostolo sono, al riguardo, quanto mai propizie per incoraggiare gli sforzi tesi alla ricerca della piena unità tra i cristiani, tanto necessaria per offrire agli uomini del terzo millennio una sempre più luminosa testimonianza di Cristo, Via, Verità e Vita”.

 “Solo in Cristo e nel suo Vangelo - ha osservato il Papa - l’umanità può trovare risposta alle sue più intime attese”. Dal canto suo, il Patriarca Bartolomeo I ha ringraziato Benedetto XVI per l’invito a partecipare all’apertura dell’Anno Paolino ed ha ricordato la storica visita del Vescovo di Roma al Patriarcato ecumenico, ad Istanbul, nel novembre di due anni fa:
 
“Such visits have historically provided crucial exchanges…”
Queste visite - ha detto - hanno offerto la possibilità di incontri fondamentali tra le nostre Chiese. Eventi che sono la tangibile espressione di una più approfondita comunicazione attraverso il dialogo teologico, nell’orante attesa di una piena comunione sacramentale nel Corpo di Cristo. Richiamando poi le celebrazioni paoline a Tarso, Bartolomeo I ha sottolineato che, nelle Chiese dell’Asia Minore, la piccola scintilla delle origini è ancora oggi visibile e vibrante a testimonianza dell’eterna Verità del Signore Risorto, proclamata dall’Apostolo Paolo.

DISCORSO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI

Santità,

con profonda e sincera gioia saluto Lei e il distinto seguito che L’accompagna e mi è gradito farlo con le parole tratte dalla seconda Lettera di San Pietro: "A coloro che hanno ricevuto in sorte con noi la stessa preziosa fede per la giustizia del nostro Dio e salvatore Gesù Cristo: grazia e pace sia concessa a voi in abbondanza nella conoscenza di Dio e di Gesù Signore nostro" (1,1-2). La celebrazione dei Santi Pietro e Paolo, Patroni della Chiesa di Roma, così come quella di Sant’Andrea, Patrono della Chiesa di Costantinopoli, ci offrono annualmente la possibilità di uno scambio di visite, che sono sempre occasioni importanti per fraterne conversazioni e comuni momenti di preghiera. Cresce così la conoscenza personale reciproca; si armonizzano le iniziative e aumenta la speranza, che tutti ci anima, di poter giungere presto alla piena unità, in obbedienza al mandato del Signore.

Quest'anno, qui a Roma, alla festa patronale si aggiunge la felice circostanza dell'inaugurazione dell'Anno Paolino, che ho voluto indire per commemorare il secondo millennio della nascita di San Paolo, con l’intento di promuovere una sempre più approfondita riflessione sull'eredità teologica e spirituale lasciata alla Chiesa dall’Apostolo delle genti, con la sua vasta e profonda opera di evangelizzazione. Ho appreso con piacere che anche Vostra Santità ha indetto un Anno Paolino. Questa felice coincidenza pone in evidenza le radici della nostra comune vocazione cristiana e la significativa sintonia, che stiamo vivendo, di sentimenti e di impegni pastorali. Per questo rendo grazie al Signore Gesù Cristo, che con la forza del suo Spirito guida i nostri passi verso l’unità.

San Paolo ci ricorda che la piena comunione tra tutti i cristiani trova il suo fondamento in "un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo" (Ef 4, 5). La fede comune, l’unico Battesimo per la remissione dei peccati e l'obbedienza all'unico Signore e Salvatore, possano pertanto quanto prima esprimersi appieno nella dimensione comunitaria ed ecclesiale. "Un solo corpo ed un solo Spirito", afferma l’Apostolo delle genti, ed aggiunge: "come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati" (Ef 4,4). San Paolo ci indica inoltre una via sicura per mantenere l’unità e, nel caso della divisione, per ricomporla. Il Decreto sull'Ecumenismo del Concilio Vaticano II ha ripreso l’indicazione paolina e la ripropone nel contesto dell’impegno ecumenico, facendo riferimento alle parole dense e sempre attuali della Lettera agli Efesini: "Vi esorto dunque io, il prigioniero del Signore, a comportarvi in maniera degna della vocazione che avete ricevuto, con ogni umiltà, mansuetudine e pazienza, sopportandovi a vicenda con amore, cercando di conservare l'unità dello Spirito per mezzo del vincolo della pace" (4,1-3).

Ai cristiani di Corinto, in mezzo ai quali erano sorti dissensi, San Paolo non ha timore di indirizzare un forte richiamo perché siano unanimi nel parlare, scompaiano le divisioni tra loro e coltivino una perfetta unione di pensiero e di intenti (cfr1 Cor 1,10). Nel nostro mondo, in cui si va consolidando il fenomeno della globalizzazione ma continuano ciononostante a persistere divisioni e conflitti, l’uomo avverte un crescente bisogno di certezze e di pace. Allo stesso tempo, però, egli resta smarrito e quasi irretito da una certa cultura edonistica e relativistica, che pone in dubbio l’esistenza stessa della verità. Le indicazioni dell’Apostolo sono, al riguardo, quanto mai propizie per incoraggiare gli sforzi tesi alla ricerca della piena unità tra i cristiani, tanto necessaria per offrire agli uomini del terzo millennio una sempre più luminosa testimonianza di Cristo, Via, Verità e Vita. Solo in Cristo e nel suo Vangelo l’umanità può trovare risposta alle sue più intime attese.

Possa l'Anno Paolino, che questa sera inizierà solennemente, aiutare il popolo cristiano a rinnovare l'impegno ecumenico, e si intensifichino le iniziative comuni nel cammino verso la comunione fra tutti i discepoli di Cristo. Di questo cammino la vostra presenza qui, oggi, è certamente un segno incoraggiante. Per questo esprimo ancora una volta a tutti voi la mia gioia, mentre insieme innalziamo al Signore la nostra grata preghiera.

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