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VISITA
PASTORALE A POMPEI (19 OTTOBRE 2008)
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Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Radio
Vaticana, 19 ottobre 2008
Il
Papa a Pompei: questa cittadella di Maria e della carità
dimostra che la fede trasforma il mondo
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Benedetto
XVI affida la Chiesa e il mondo intero alla Vergine
del Rosario di Pompei: ma pensa in particolare al
Sinodo dei Vescovi sulla Parola di Dio, alle
famiglie e, nell’odierna Giornata Missionaria
Mondiale, a quanti sono impegnati nell’annuncio
del Vangelo. Giunto in elicottero dal Vaticano, è
stato accolto alle 10.00 di questa mattina da 50
mila fedeli in festa per la terza visita di un
Successore di Pietro nella città rifondata dal
Beato Bartolo Longo. Ha quindi presieduto la Messa
nel Piazzale antistante il Santuario della Beata
Vergine del Rosario in una splendida giornata di
sole. Il servizio del nostro inviato Sergio
Centofanti.
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(musica)
Benedetto XVI prosegue il suo pellegrinaggio mariano
nel mondo: dopo i santuari di Lourdes, Loreto, Częstochowa,
Aparecida ed Efeso, è giunto a Pompei per venerare la
Vergine Maria, Regina del Santo Rosario. Nel suo indirizzo
di saluto l’arcivescovo prelato Carlo Liberati elenca al
Papa le opere nate grazie all’amore di un laico per
Maria: scuole, convitti e centri di accoglienza per
orfani, figli di carcerati, emarginati, poveri,
tossicodipendenti, alcolizzati, donne in difficoltà,
immigrate. Ma nessun vanto – precisa : “il Rosario è
la nostra forza!”. Il sindaco Claudio D’Alessio parla
della gente del Sud: “Viviamo in una terra a volte
martoriata, eppure bella e ricca di bene”. Il Papa
affida tutti a Maria e pensa in particolare alle persone
che soffrono e a quanti sono abbandonati ai loro drammi di
solitudine, di miseria. Li esorta a confidare sempre nel
sostegno materno della Vergine. Il Vangelo è davvero la
buona notizia perché ci annuncia che Dio è con noi e
viene a liberarci: “Dove c’è Lui, il male è vinto e
trionfano la vita e la pace” e tutto è rinnovato dal
suo amore:
“Sì, l’amore di Dio ha questo potere: di
rinnovare ogni cosa, a partire dal cuore umano, che è il
suo capolavoro e dove lo Spirito Santo opera al meglio la
sua azione trasformatrice. Con la sua grazia, Dio rinnova
il cuore dell’uomo perdonando il suo peccato, lo
riconcilia ed infonde in lui lo slancio per il bene”.
Certo – prosegue il Papa – occorre “rinnovarsi
continuamente” per “non ricadere nel conformismo della
mentalità mondana”. L’amore infatti deve essere il
programma costante di una comunità cristiana. E "la
nuova Pompei, pur con i limiti propri di ogni realtà
umana, è un esempio” di quella nuova civiltà
dell’amore “sorta e sviluppatasi sotto lo sguardo
materno di Maria”:
“Una cittadella di Maria e della carità, non però
isolata dal mondo, non, come si suol dire, una
‘cattedrale nel deserto’, ma inserita nel territorio
di questa Valle per riscattarlo e promuoverlo. La storia
della Chiesa, grazie a Dio, è ricca di esperienze di
questo tipo, e anche oggi se ne contano parecchie in ogni
parte della terra. Sono esperienze di fraternità, che
mostrano il volto di una società diversa, posta come
fermento all’interno del contesto civile. La forza della
carità, infatti, è irresistibile: è l’amore che
veramente manda avanti il mondo!”
Il Papa ricorda la storia di Pompei: una città
distrutta da una eruzione vulcanica devastante che
riprende vita per la conversione di un uomo, che, come San
Paolo, aveva perseguitato la Chiesa, “diventando un
militante anticlericale e dandosi anche a pratiche
spiritistiche e superstiziose”. Si parla di tendenze –
precisa - presenti anche nei nostri giorni. Un uomo
lontano dalla fede che cambia radicalmente perché
incontra il “vero volto di Dio” trasformando il
deserto in cui abita:
“Dove arriva Dio, il deserto fiorisce! Anche il
beato Bartolo Longo, con la sua personale conversione,
diede testimonianza di questa forza spirituale che
trasforma l’uomo interiormente e lo rende capace di
operare grandi cose secondo il disegno di
Dio”.
“Questa città, da lui rifondata – ha aggiunto il
Papa - è dunque una dimostrazione storica di come Dio
trasforma il mondo: ricolmando di carità il cuore
dell’uomo e facendone un “motore di rinnovamento
religioso e sociale” al servizio degli ultimi:
“Qui a Pompei si capisce che l’amore per Dio e
l’amore per il prossimo sono inseparabili. Qui il
genuino popolo cristiano, la gente che affronta la vita
con sacrificio, trova la forza di perseverare nel bene
senza scendere a compromessi. Qui, ai piedi di Maria, le
famiglie ritrovano o rafforzano la gioia dell’amore che
le mantiene unite”.
Il segreto di Pompei è il Rosario: “Questa preghiera
– ha affermato Benedetto XVI - ci conduce, attraverso
Maria, a Gesù”:
“Il Rosario è preghiera contemplativa accessibile
a tutti: grandi e piccoli, laici e chierici, colti e poco
istruiti. E’ vincolo spirituale con Maria per rimanere
uniti a Gesù, per conformarsi a Lui, assimilarne i
sentimenti e comportarsi come Lui si è comportato. Il
Rosario è ‘arma’ spirituale nella lotta contro il
male, contro ogni violenza, per la pace nei cuori, nelle
famiglie, nella società e nel mondo”.
Al termine della Messa il Papa ha guidato la Supplica
alla Beata Vergine del Rosario, scritta da Bartolo Longo
nel 1883: una preghiera commovente innalzata alla Madre
che Gesù ci ha donato sulla Croce per implorare
“misericordia per tutti”. Ha quindi offerto alla
Madonna una Rosa d'oro.
(musica)
All’Angelus Benedetto XVI affida a Maria il Sinodo
dei Vescovi sulla Parola di Dio perché “possa portare
frutti di autentico rinnovamento in ogni comunità
cristiana” e ricorda l’odierna Giornata Missionaria
Mondiale esortando ad offrire il Rosario per i missionari
e l’evangelizzazione. “Il primo impegno missionario di
ciascuno di noi – sottolinea con forza - è proprio la
preghiera”:
“E’ innanzitutto pregando che si prepara la via
al Vangelo; è pregando che si aprono i cuori al mistero
di Dio e si dispongono gli animi ad accogliere la sua
Parola di salvezza”.
Quindi ha ricordato la Beatificazione oggi a Lisieux,
in Francia, dei coniugi Martin, genitori di Santa Teresa
di Gesù Bambino, patrona delle missioni:
“Pensando alla Beatificazione dei coniugi Martin,
mi è caro richiamare un’altra intenzione, che mi sta
tanto a cuore: la famiglia, il cui ruolo è fondamentale
nell’educazione dei figli ad uno spirito universale,
aperto e responsabile verso il mondo e i suoi problemi,
come pure nella formazione delle vocazioni alla vita
missionaria”.
Il Papa invoca infine “la materna protezione della
Madonna di Pompei” sulle famiglie di tutto il mondo.
(musica)
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