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ALLA
CONFERENZA INT. DEL PONT. CONSIGLIO PER GLI
OPERATORI SANITARI |
Radio Vaticana,
18 novembre 2010
Il Papa:
la giustizia sanitaria sia priorità dei governi. Appello
a difendere la vita anche controcorrente
◊ “Il
mondo della salute non può sottrarsi alle regole morali
che devono governarlo affinché non diventi disumano”:
è il forte appello di Benedetto XVI nel messaggio
indirizzato ai partecipanti alla XXV Conferenza
internazionale del Pontificio Consiglio per gli Operatori
Sanitari, apertasi stamani in Vaticano. L’assise che si
concluderà domani è incentrata sul tema “Per una cura
della salute equa ed umana alla luce dell’Enciclica Caritas
in veritate”. Nel messaggio, letto dal cardinale
segretario di Stato, Tarcisio Bertone, il Pontefice chiede
ai governi e alle istituzioni internazionali di favorire
l’accesso alle cure sanitarie a tutti, specie ai più
bisognosi. Il servizio di Alessandro Gisotti:
“E’ necessario operare con maggiore impegno a tutti
i livelli, affinché il diritto alla salute sia reso
effettivo”: è quanto chiede Benedetto XVI che nel suo
messaggio agli operatori sanitari incoraggia tutti gli
uomini di buona volontà a “dare un volto davvero umano
ai sistemi sanitari”. Il Pontefice ribadisce dunque che
la giustizia sanitaria “deve essere fra le priorità dei
governi”. E ciò perché, anche nel campo della salute,
“è importante instaurare una vera giustizia
distributiva che garantisca a tutti, sulla base dei
bisogni oggettivi, cure adeguate”. Il Messaggio
sottolinea che il servizio ai malati e sofferenti è parte
integrante della missione del cristiano. “Si promuove la
giustizia – afferma il Papa – quando si accoglie la
vita dell’altro e ci si assume la responsabilità per
lui, rispondendo alle sue attese, perché in lui si coglie
il volto stesso del Figlio di Dio”.
Il Papa mette poi in guardia dal rischio di trasformare
la salute in “consumismo farmacologico, medico e
chirurgico, diventando quasi un culto per il corpo”,
mentre permane la difficoltà per milioni di persone “ad
accedere a condizioni di sussistenza minimali e a farmaci
indispensabili per curarsi”. Quindi, constata che
“accanto a risultati positivi e incoraggianti”, vi
sono “opinioni e linee di pensiero” che feriscono la
dignità dell’uomo. Il messaggio menziona in particolare
le tecniche artificiali di procreazione che comportano la
distruzione di embrioni e l’eutanasia legalizzata. Il
Papa avverte che “la tutela della vita dal suo
concepimento al termine naturale, il rispetto della dignità
di ogni essere umano, vanno sostenuti anche
controcorrente”. I valori etici fondamentali, ribadisce,
“sono patrimonio comune della moralità universale e
base della convivenza democratica”.
Il Papa non manca di rivolgere un pensiero affettuoso
ai malati, esprimendo loro vicinanza e chiedendo di vivere
la malattia come un’occasione di grazia “per crescere
spiritualmente e partecipare alle sofferenze di Cristo per
il bene del mondo”. Infine, l’invito ad una
“profonda conversione dello sguardo interiore” sul
mondo. “Solo se si guarda al mondo con lo sguardo del
Creatore, che è sguardo d’amore – scrive il Papa –
l’umanità imparerà a stare sulla terra nella pace e
nella giustizia”.
Nel suo intervento d’apertura del Congresso, il
presidente del Pontificio Consiglio per gli Operatori
Sanitari, Zygmunt Zimowski, ha affermato che bisogna
promuovere un’assistenza sanitaria “umanizzata” che
rifugga da un atteggiamento tecnicista che finisce per
ignorare la persona del malato e la sua dignità. Dal
canto suo, il cardinale Tarcisio Bertone ha ribadito
l’appello contenuto nel messaggio del Papa affinché
l’accesso alle cure sanitarie diventi davvero
universale. Alla prima giornata di lavori, sono
intervenuti, tra gli altri, il cardinale Peter Turkson,
l'arcivescovo Gianfranco Ravasi e l’arcivescovo Angelo
Amato. Il presidente di “Giustizia e pace” ha ribadito
la necessità di un base etica dello sviluppo economico,
specie nell’ambito della sanità. Il presidente del
Pontificio Consiglio della Cultura ha sottolineato che,
come ci insegna Gesù nei Vangeli, la malattia non è mai
soltanto una questione biologica e che la Chiesa è
chiamata a curare gli infermi accanto all’annuncio della
Buona Novella. Il prefetto della Congregazione delle Cause
dei Santi ha esortato gli operatori pastorali a
valorizzare i Sacramenti per i malati, giacché
frastornati da una società superficiale, i cristiani
rischiano di dimenticare la cura della propria anima. Al
Congresso ha preso parte anche il ministro della Salute
italiano, Ferruccio Fazio.
In occasione del Congresso, la "GE Healthcare",
la divisione medica di General Electric, ha donato oggi
alla Fondazione "Il Buon Samaritano" dieci Vscan.
Questi strumenti diagnostici tascabili saranno destinati a
10 ospedali attivi nel Nordest della Repubblica
Democratica del Congo. Tali Vscan permetteranno ai dottori
di salvare innumerevoli vite umane grazie
all'identificazione tempestiva di alcune malattie che
potrebbero essere potenzialmente mortali.
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