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DISCORSO
AGLI STUDENTI DELLE PONTIFICIE UNIVERSITA' DI ROMA |
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il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Radio
Vaticana, 26 ottobre 2007
Benedetto XVI
agli universitari delle Accademie ecclesiastiche: servono
maestri e testimoni della fede "convenientemente
preparati"
Davanti
agli universitari degli atenei ecclesiastici di Roma, il
Papa afferma che “c’è bisogno di maestri nella fede e
di araldi e testimoni del Vangelo convenientemente
preparati”. Il Santo Padre ha salutato gli studenti
arrivati ieri pomeriggio a San Pietro per la messa d’inizio
anno accademico, e la cui omelia è stata tenuta dal
cardinale Zenon Grocholewski. Sentiamo Alessandro
Guarasci:
Il coro sottolinea i momenti più solenni della messa.
Sono migliaia gli studenti che sono arrivati a San Pietro
per questa celebrazione che segna l’inizio dell’anno
accademico. Nazionalità diverse che però trovano negli
atenei ecclesiastici romani una sorgente di cultura per
“approfondire – come ha detto il Papa – la
conoscenza della Rivelazione cristiana e di ciò che con
essa è collegato”. Benedetto XVI, riprendendo Giovanni
Paolo II, ribadisce come serva “enucleare
sistematicamente le verità in essa contenute, considerare
alla loro luce i nuovi problemi che sorgono e presentarle
agli uomini del proprio tempo nel modo adatto alle diverse
culture”.
“Un impegno, questo, quanto mai urgente nella
nostra epoca postmoderna dove si avverte il bisogno di una
nuova evangelizzazione che ha bisogno di maestri nella
fede e di araldi e testimoni del Vangelo convenientemente
preparati”.
Studiare nelle università ecclesiastiche è una “singolare
esperienza di comunione e di fraternità. Esperienza che,
per essere fruttuosa, ha bisogno dell’apporto di tutti e
di ciascuno”.
“La possibilità di studiare a Roma, sede del
successore di Pietro e quindi del ministero petrino, vi
aiuta a rafforzare il senso di appartenenza alla Chiesa e
l’impegno di fedeltà al Magistero universale del Papa”.
Per il Pontefice, ''La missione evangelizzatrice
propria della Chiesa domanda, in questo nostro tempo, non
solo che si propaghi dappertutto il messaggio evangelico,
ma che penetri in profondità nei modi di pensare, nei
criteri di giudizio e nei comportamenti della gente”. Un
concetto ribadito nella sua omelia dal cardinale
Grocholewski, prefetto della Congregazione per
l’Educazione Cattolica:
“Nel nostro lavoro universitario preghiamo lo Spirito
Santo di guidarci nella via della vera pace. Egli ci aiuta
a discernere nelle nostre rispettive culture ciò che è
portatore di semi di verità e condurre al loro compimento
con la forza del Vangelo, ma anche di ciò che ha bisogno
di essere purificato e convertito”.
“La pace di Cristo - ha ribadito il cardinale - è
fondamentalmente la comunione con Lui nell’Amore e nella
Verità”.
DISCORSO
DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
AGLI STUDENTI DELLE PONTIFICIE UNIVERSITÀ DI ROMA
PER L'APERTURA DELL'ANNO ACCADEMICO
Basilica
Vaticana
Giovedì, 25 ottobre 2007
Signori
Cardinali,
Venerati Fratelli nell'Episcopato e nel sacerdozio,
cari fratelli e sorelle!
Ringrazio
il Signore che mi concede anche quest'anno la possibilità
di incontrare, all'inizio di un nuovo anno accademico, i
docenti e gli studenti delle Università pontificie ed
ecclesiastiche presenti in Roma. È un incontro di
preghiera - è appena terminata la celebrazione della
Santa Messa, che costituisce il fulcro dell'intera nostra
vita cristiana - ; ed è, al tempo stesso, una propizia
occasione per riflettere sul senso e sul valore della
vostra esperienza di studio qui a Roma, nel cuore della
cristianità. A ciascuno di voi va il mio affettuoso
saluto, che rivolgo in primo luogo al Signor Cardinale
Zenon Grocholewski, Prefetto della Congregazione per
l'Educazione Cattolica, ringraziandolo per le gentili
espressioni che mi ha rivolto a nome di tutti voi. Saluto
pure gli altri Presuli presenti, i Rettori delle Università
e i Membri dei rispettivi Corpi Accademici, i Responsabili
e i Superiori dei Seminari e Collegi e gli studenti che
provengono praticamente da ogni parte del mondo.
L'annuale
appuntamento che vede idealmente riunita qui, nella
Basilica Vaticana, l'intera famiglia Accademica delle
Università ecclesiastiche romane vi permette, cari amici,
di percepire meglio la singolare esperienza di comunione e
di fraternità che potete fare in questi anni: esperienza
che, per essere fruttuosa, ha bisogno dell'apporto di
tutti e di ciascuno. Avete preso parte insieme alla
Celebrazione eucaristica, ed è insieme che trascorrerete
questo nuovo anno. Cercate di creare tra di voi un clima
dove l'impegno dello studio e la fraterna cooperazione vi
siano di comune arricchimento per quanto concerne non solo
l'aspetto culturale, scientifico e dottrinale, bensì
anche il lato umano e spirituale. Sappiate profittare al
massimo delle opportunità che, al riguardo, vi sono
offerte a Roma, città davvero unica anche da questo punto
di vista.
Roma è
ricca di memorie storiche, di capolavori d'arte e di
cultura; è soprattutto piena di eloquenti testimonianze
cristiane. Sono nate, nel corso del tempo, Università e
Facoltà ecclesiastiche, ormai più che secolari, dove si
sono formate intere generazioni di sacerdoti e operatori
pastorali tra i quali non mancano grandi santi e illustri
uomini di Chiesa. Su questa stessa scia pure voi vi
inserite, dedicando anni importanti della vostra esistenza
all'approfondimento di varie discipline umanistiche e
teologiche. Finalità di tali benemerite istituzioni -
scriveva nel 1979 l'amato Giovanni Paolo II nella
Costituzione apostolica Sapientia
christiana - sono tra l'altro "coltivare e
promuovere, mediante la ricerca scientifica, le proprie
discipline, ed anzitutto approfondire la conoscenza della
Rivelazione cristiana e di ciò che con essa è collegato,
enucleare sistematicamente le verità in essa contenute,
considerare alla loro luce i nuovi problemi che sorgono, e
presentarle agli uomini del proprio tempo nel modo adatto
alle diverse culture" (Titolo I, art. 3 § 1). Un
impegno, questo, quanto mai urgente nella nostra epoca
post-moderna, dove si avverte il bisogno di una nuova
evangelizzazione, che abbisogna di maestri nella fede e di
araldi e testimoni del Vangelo convenientemente preparati.
In
effetti, il periodo di permanenza a Roma può e deve
servire a prepararvi per svolgere nel modo migliore il
compito che vi attende in diversi campi di azione
apostolica. La missione evangelizzatrice propria della
Chiesa domanda, in questo nostro tempo, non solo che si
propaghi dappertutto il messaggio evangelico, ma che
penetri in profondità nei modi di pensare, nei criteri di
giudizio e nei comportamenti della gente. In una parola,
occorre che tutta la cultura dell'uomo contemporaneo sia
permeata dal Vangelo. A rispondere a questa vasta e
urgente sfida culturale e spirituale vuole contribuire la
molteplicità degli insegnamenti, che vi sono proposti
negli Atenei e Centri di studio che frequentate. La
possibilità di studiare a Roma, sede del Successore di
Pietro e quindi del ministero petrino, vi aiuta a
rafforzare il senso di appartenenza alla Chiesa e l’impegno
di fedeltà al Magistero universale del Papa. Inoltre, la
presenza nelle Istituzioni accademiche e nei Collegi e
Seminari di docenti e allievi provenienti da ogni
Continente vi offre un'ulteriore opportunità di
conoscervi e di sperimentare la bellezza di far parte dell’unica,
grande famiglia di Dio: sappiate avvalervene appieno!
Cari
fratelli e sorelle, allo studio delle scienze umanistiche
e teologiche è indispensabile però che si accompagni
sempre una progressiva conoscenza, intima e profonda, di
Cristo. Ciò comporta che al necessario interesse per lo
studio e la ricerca voi uniate un sincero anelito per la
santità. Questi anni di formazione a Roma, oltre ad
essere di impegno intellettuale serio e assiduo, siano
perciò in primo luogo di intensa preghiera, in costante
sintonia con il divino Maestro che vi ha scelti al suo
servizio. Ugualmente, il contatto con la realtà religiosa
e sociale della città vi sia utile per un arricchimento
spirituale e pastorale. Invochiamo l'intercessione di
Maria, Madre docile e sapiente, perché vi aiuti ad essere
pronti in ogni circostanza a riconoscere la voce del
Signore, che vi custodisce e vi accompagna nel vostro
itinerario di formazione e in ogni momento della vita. Io
vi assicuro un ricordo nella preghiera e, augurandovi un
anno sereno e ricco di frutti, avvaloro questi miei voti
con una speciale Benedizione Apostolica.
©
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