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AL
PONTIFICIO ISTITUTO ECCLESIASTICO POLACCO |
Radio
Vaticana,
17 gennaio 2011
Il
Papa per i 100 anni del Pontificio Istituto Ecclesiastico
Polacco: la Chiesa ha bisogno di sacerdoti ben preparati
◊
La Chiesa ha bisogno di sacerdoti ben preparati, che siano
innamorati della Verità portata da Cristo, la
“condividano con molti” e siano fedeli alla sede di
Pietro. Sono gli argomenti centrali del discorso con il
quale Benedetto XVI ha celebrato questa mattina i 100 anni
di fondazione del Pontificio Istituto Ecclesiastico
Polacco, ricevendone in udienza responsabili e studenti.
Il servizio di Alessandro De Carolis:
“Ben preparati”, perché solo un sacerdote
profondamente formato può essere nel mondo un “altro
Cristo”. E saldamente uniti al Papa, perché questo
legame è garanzia che i frutti prodotti sono scaturiti
dalla stessa antica radice della Chiesa. Due indicazioni
“sensibili” offerte dal Papa ai futuri preti di una
nazione che al mondo ne ha dati innumerevoli e di
straordinaria tempra, la Polonia. Uno dei luoghi che
giusto da 100 anni si dedica alla loro preparazione è il
Pontificio Istituto Ecclesiastico Polacco, il cui
anniversario a cifra tonda è stato celebrato da Benedetto
XVI nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, al
cospetto degli insegnanti e degli studenti che lo
compongono. Con loro, il Papa ha ribadito un concetto
particolarmente trattato nell’ultimo periodo:
“La Chiesa ha bisogno di sacerdoti ben preparati,
ricchi di quella sapienza che si acquisisce
nell’amicizia con il Signore Gesù, attingendo
costantemente alla Mensa eucaristica e alla fonte
inesauribile del suo Vangelo. Da queste due insostituibili
sorgenti sappiate trarre il continuo sostegno e la
necessaria ispirazione per la vostra vita e il vostro
ministero, per un sincero amore alla Verità, che oggi
siete chiamati ad approfondire anche attraverso lo studio
e la ricerca scientifica e che potrete domani condividere
con molti”.
Questa ricerca della Verità, ha notato subito dopo
Benedetto XVI, “viene stimolata e arricchita dalla
vicinanza alla Sede Apostolica”. Verso la figura di
Pietro il Papa ha esortato a coltivare “amore” e
“devozione” e verso la Chiesa la spinta a un servizio
generoso:
“Rimanere legati a Pietro, nel cuore della Chiesa,
significa riconoscere, pieni di gratitudine, di essere
all’interno di una plurisecolare e feconda storia di
salvezza, che per una multiforme grazia vi ha raggiunti e
alla quale siete chiamati a partecipare attivamente
affinché, come albero rigoglioso, porti sempre i suoi
preziosi frutti”.
All’inizio del discorso, il Pontefice aveva ricordato
“l’illuminata intuizione” grazie alla quale nel 1910
mons. Józef Sebastian Pelczar – santo presule polacco
vissuto tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi
due decenni del secolo successivo – avviò l’Istituto,
poi approvato da San Pio X. E tra i Successori di Pietro
che mostrarono sollecitudine all’Istituto polacco il
Papa ha voluto citare anche Paolo VI e Giovanni Paolo II
– quest’ultimo affettuosamente definito anzitempo con
il titolo di “Beato”. Tutti richiami per sottolineare
quale sia la responsabilità che deriva dal prepararsi a
diventare sacerdote stando “nel cuore della cristianità”:
“Sentitevi ‘pietre vive’, parte importante di
questa storia che oggi richiede anche la vostra personale
ed incisiva risposta, offrendo il vostro generoso
contributo, come lo offrì, nel corso del Concilio
Vaticano II, l’indimenticabile Primate della Polonia, il
Cardinale Stefan Wyszyński, che proprio
nell’Istituto Polacco ebbe l’opportunità di preparare
la celebrazione del Millennio del Battesimo della Polonia
e lo storico Messaggio di riconciliazione che i vescovi
Polacchi indirizzarono ai Presuli Tedeschi, contenente le
famose parole: ‘Perdoniamo e chiediamo perdono’”.
DISCORSO DEL PAPA
Signori
Cardinali,
Venerati Fratelli nell’episcopato e nel sacerdozio,
cari Fratelli e Sorelle!
È con
grande gioia che vi accolgo nel Palazzo Apostolico e vi
porgo il mio più cordiale benvenuto. Saluto Lei, Mons.
Rettore, e tutta la comunità del Pontificio Istituto
Ecclesiastico Polacco, nonché gli ospiti. Ringrazio in
modo particolare il Cardinale Zenon Grocholewski per le
significative parole a me rivolte a nome di tutti i
presenti.]
Ciò che
vi ha portati qui, ad incontrare il Successore di Pietro e
ad essere confermati nella fede e nella vostra
appartenenza alla Chiesa, è una felice circostanza a voi
giustamente molto cara: il centenario di fondazione di
questa benemerita Istituzione. Sorta per illuminata
intuizione e mirabile iniziativa di san Józef Sebastian
Pelczar, allora Vescovo di Przemyśl, iniziò la sua
storia già durante il pontificato di san Pio X, al quale
fu presentato il progetto di fondazione. Il 13 maggio 1909
lo stesso Papa approvò la richiesta dei Vescovi polacchi
e il 19 marzo 1910, con il decreto Religioso Polonae
gentis, fu eretto l’Ospizio Polacco. Venne
solennemente inaugurato il 13 novembre 1910 da Mons.
Sapieha, divenuto in seguito Cardinale Arcivescovo di
Cracovia. L’Istituto ha così potuto godere, nel corso
degli anni, della sollecitudine e dell’affetto dei
diversi Pontefici, fra i quali ricordiamo, più vicini a
noi, il Servo di Dio Paolo VI e, naturalmente, il futuro
Beato, il Venerabile Servo di Dio Giovanni Paolo II,
che lo visitò nel 1980 ed ebbe modo di sottolineare il
suo grande significato per la Chiesa e per il popolo
polacco.
Celebrare
il primo centenario di questa importante Istituzione
costituisce un valido richiamo alla doverosa e
riconoscente memoria di coloro che ad essa hanno dato
inizio, con fede, con coraggio e con fatica; un richiamo,
al tempo stesso, alla responsabilità di portare avanti
nell’oggi le finalità originarie, adattandole
opportunamente alle nuove situazioni. Al di sopra di tutto
è da porre l’impegno di tenere viva l’anima
dell’Istituzione: la sua anima religiosa ed ecclesiale,
che risponde al provvidenziale disegno divino di offrire a
sacerdoti polacchi un ambiente idoneo per lo studio e la
fraternità, durante il periodo di formazione a Roma.
Di questo
Pontificio Istituto, che è stato testimone di tanti
avvenimenti significativi per la Chiesa in Polonia, ora
fate parte anche voi, cari Sacerdoti studenti, che, giunti
nel cuore della cristianità, desiderate seriamente
approfondire la vostra preparazione intellettuale e
spirituale, per assolvere nel modo migliore a tutti ai
compiti di responsabilità che vi verranno via via
affidati dai vostri Vescovi per il servizio del Popolo di
Dio. Sentitevi "pietre vive", parte importante
di questa storia che oggi richiede anche la vostra
personale ed incisiva risposta, offrendo il vostro
generoso contributo, come lo offrì, nel corso del
Concilio Vaticano II, l’indimenticabile Primate della
Polonia, il Cardinale Stefan Wyszyński, che proprio
nell’Istituto Polacco ebbe l’opportunità di preparare
la celebrazione del Millennio del Battesimo della Polonia
e lo storico Messaggio di riconciliazione che i vescovi
Polacchi indirizzarono ai Presuli Tedeschi, contenente le
famose parole: "Perdoniamo e chiediamo perdono".
La Chiesa
ha bisogno di sacerdoti ben preparati, ricchi di quella
sapienza che si acquisisce nell’amicizia con il Signore
Gesù, attingendo costantemente alla Mensa eucaristica e
alla fonte inesauribile del suo Vangelo. Da queste due
insostituibili sorgenti sappiate trarre il continuo
sostegno e la necessaria ispirazione per la vostra vita e
il vostro ministero, per un sincero amore alla Verità,
che oggi siete chiamati ad approfondire anche attraverso
lo studio e la ricerca scientifica e che potrete domani
condividere con molti. La ricerca della Verità, per voi
che da sacerdoti vivete questa peculiare esperienza
romana, viene stimolata e arricchita dalla vicinanza alla
Sede Apostolica, a cui compete uno specifico ed universale
servizio alla comunione cattolica nella verità e nella
carità. Rimanere legati a Pietro, nel cuore della Chiesa,
significa riconoscere, pieni di gratitudine, di essere
all’interno di una plurisecolare e feconda storia di
salvezza, che per una multiforme grazia vi ha raggiunti e
alla quale siete chiamati a partecipare attivamente
affinché, come albero rigoglioso, porti sempre i suoi
preziosi frutti. L’amore e la devozione alla figura di
Pietro vi spinga a servire generosamente la comunione di
tutta la Chiesa cattolica e delle vostre Chiese
particolari, perché, come una sola e grande famiglia,
tutti possano imparare a riconoscere in Gesù, via, verità
e vita, il volto del Padre misericordioso, il quale vuole
che nessuno dei suoi figli vada perduto.
Venerati
e cari Fratelli, vi affido tutti alla Vergine Maria, tanto
amata dal popolo polacco. Invocatela sempre quale Madre
del vostro sacerdozio, perché vi accompagni nel cammino
della vita ed attiri sul vostro ministero presente e
futuro l’abbondanza dei doni dello Spirito Santo. Maria
vi aiuti a perseverare con gioiosa fedeltà nella grazia e
nell’impegno di seguire Gesù, e a nutrire costantemente
una fruttuosa dedizione al vostro quotidiano lavoro e a
coloro che il Signore vi pone accanto.
Pragnę
zatem z serca udzielić wam wszystkim, jak również
waszym rodzinom i tym, którzy są wam drodzy, mojego
szczególnego Apostolskiego Błogosławieństwa.
Niech będzie pochwalony Jezus Chrystus.
[Imparto
di cuore a tutti voi, come pure ai vostri familiari ed a
quanti vi sono cari, una speciale Benedizione Apostolica.
Sia lodato Gesù Cristo.]
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