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Ponziano,
fu Papa dal 230 al 235. Durante il suo pontificato
lo scisma di Ippolito giunse a conclusione.
Ponziano e altri capi della chiesa, tra i quali
Ippolito, vennero esiliati dall'Imperatore Massimo
Trace in Sardegna. Come conseguenza Ponziano abdicò
il 25 settembre 235. Non si sa quanto tempo passò
in esilio, ma secondo il Liber Pontificalis
morì a causa del trattamento disumano che
ricevette nelle miniere sarde. I suoi resti
vennero portati a Roma da Papa Fabiano e
seppelliti nella Catacomba di Callisto. La sua
festa era celebrata il 19 novembre, ma attualmente
cade il 13 agosto, come per l'Antipapa Ippolito. |
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Fonte:
Santi e beati
Ponziano,
dell'antica e nobile famiglia dei Calpurni, venne eletto
papa nel 230, durante l'impero del mite e saggio
Alessandro Severo, la cui tolleranza in fatto di
religione permise alla Chiesa di riorganizzarsi. Ma
proprio in questa parentesi di pace avvenne nella Chiesa
di Roma la prima funesta scissione che contrappose al
legittimo pontefice un antipapa, nella persona di quell'Ippolito,
restituito da un provvidenziale martirio all'unità e
alla santità. Ippolito, sacerdote, colto e austero,
poco incline all'indulgenza e timoroso che in ogni
riforma si celasse l'errore, era giunto ad accusare di
eresia lo stesso pontefice S. Zefirino e il diacono
Callisto, e quando quest'ultimo fu eletto papa nel 217,
si ribellò, accettando di essere lui stesso
invalidamente eletto dai suoi partigiani.
Si
mantenne nello scisma anche durante il pontificato di S.
Urbano I e di S. Ponziano. Intanto l'imperatore
Alessandro Severo veniva ucciso in Germania dai suoi
legionari e gli subentrava il trace Massimino, che
rispolverò gli antichi editti persecutori nei confronti
dei cristiani. Trovandosi di fronte a una Chiesa con due
capi, senza pensarci su spedì entrambi ai lavori
forzati in una miniera della Sardegna. Ponziano è il
primo papa deportato. Era un fatto nuovo che si
verificava nella Chiesa e Ponziano seppe risolverlo con
saggezza e umiltà: perché i cristiani non fossero
privati del loro pastore rinunciò al pontificato, e
anche questa spontanea rinuncia è un fatto nuovo.
A
succedergli fu il greco Antero, che governò la Chiesa
per quaranta giorni soltanto. Il gesto generoso di
Ponziano deve aver commosso l'intransigente Ippolito che
morì infatti riconciliato con la Chiesa nel 235.
Secondo un'epigrafe dettata da papa Damaso, Ippolito,
pur essendosi ostinato nello scisma per un malinteso
zelo, nell'ora della prova "al tempo in cui la
spada dilaniava le viscere della madre Chiesa, mentre
fedele a Cristo camminava verso il regno dei
santi", ai seguaci che gli domandavano quale
pastore seguire indicò il legittimo papa come unica
guida e "per questa professione di fede meritò
d'essere nostro martire". D'altronde studi recenti
porterebbero a distinguere tre diversi personaggi: un
Ippolito vescovo e scrittore, un Ippolito martire romano
e un terzo, autore di saggi filosofici, da identificarsi
con l'antipapa contrapposto a Callisto e a Ponziano. I
corpi dei due martiri, trasportati a Roma con grande
onore vennero sepolti, Ippolito lungo la via Tiburtina e
Ponziano nelle catacombe di S. Callisto.