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UDIENZA
AL COLLEGIO DEI POSTULATORI DELLA CONGREG. DELLE
CAUSE DEI SANTI |
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il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Fonte,
Radio Vaticana, 17 dicembre 2007
Il
mondo di oggi ha bisogno di figure di Santi che suscitino
nell'uomo gioia e senso di imitazione: lo ha detto il Papa
ai postulatori delle Cause di canonizzazione
I
Santi generano santi e la santità semina gioia e speranza
in un mondo che ne è assetato. Con parole di grande
profondità, Benedetto XVI ha riflettuto sul lavoro svolto
dai postulatori delle Cause di beatificazione e
canonizzazione, ricevuti questa mattina per un’udienza
definita “speciale” dal cardinale José Saraiva
Martins, il prefetto della Congregazione che si occupa di
vagliare le posizioni dei candidati agli onori degli
altari. Il servizio di Alessandro De Carolis:
Venticinque anni fa, Giovanni Paolo II riformava con la
Costituzione apostolica Divinus perfectionis Magister le
procedure che oggi portano al riconoscimento delle virtù
e quindi alla beatificazione o alla canonizzazione di un
testimone del Vangelo. Procedure che riguardano la ricerca
dei documenti e delle testimonianze in grado di avvalorare
o meno quel fumus di santità che accompagna la vita e la
morte - e talvolta il martirio - di alcune eccezionali
figure che hanno consacrato la vita a Dio e al servizio
della Chiesa. Benedetto XVI ha celebrato questi 25 anni
davanti ad una folta platea “tecnica”, formata dal
Collegio dei postulatori, cioè di quelle persone
incaricate di verificare con “obiettività e
completezza” le prove che dimostrino l’eccellenza dei
candidati ai vari gradi della santità. Ma l’udienza è
stata anzitutto l’occasione per riflettere sulla santità
in sé e sul fatto che “negli ultimi decenni - ha
osservato il Papa - è aumentato l’interesse religioso e
culturale per i campioni della santità cristiana” che
di volta in volta vengono proposti ai fedeli dalla Chiesa:
“Attraverso le beatificazioni e le canonizzazioni,
infatti, essa rende grazie a Dio per il dono di suoi figli
che hanno saputo rispondere generosamente alla grazia
divina, li onora e li invoca come intercessori (…) I
santi e i beati, confessando con la loro esistenza Cristo,
la sua persona, la sua dottrina e rimanendo a Lui
strettamente uniti, sono quasi un’illustrazione vivente
dell’uno e dell’altro aspetto della perfezione del
divino Maestro”.
Ecco perché il lavoro dei postulatori e di tutti
coloro che sono coinvolti nella “fase diocesana” e in
quella “apostolica” dei processi canonici è, per il
Pontefice, “particolarmente prezioso”. Dunque,
Benedetto XVI ha concluso richiamando le coscienze di
ciascuno al valore alla “rettitudine” finalizzata alla
sola “ricerca della verità”. Ai postulatori, ha
detto:
“Sono richieste competenza professionale, capacità
di discernimento e onestà nell’aiutare i Vescovi
diocesani ad istruire inchieste complete, obiettive e
valide tanto dal punto di vista formale che sostanziale.
Non meno delicato e importante è l’aiuto che essi
prestano al Dicastero delle Cause dei Santi nella ricerca
processuale della verità da raggiungere mediante una
appropriata discussione, che tenga conto della certezza
morale da acquisire e dei mezzi di prova realisticamente
disponibili”.
Di questi esempi di perfezione evangelica - o, secondo
la bella espressione del cardinale Saraiva Martins, di
questi “battiti del cuore della Chiesa” - ha
certamente bisogno anche il nostro tempo, ha proseguito
Benedetto XVI. “I santi - ha affermato rivolgendosi ai
postulatori - se giustamente presentati nel loro dinamismo
spirituale e nella loro realtà storica, contribuiscono a
rendere più credibile ed attraente la parola del Vangelo
e la missione della Chiesa”. E possono generare una
auspicabile imitazione:
“Il contatto con essi apre la strada a vere
risurrezioni spirituali, a conversioni durature e alla
fioritura di nuovi santi. I santi normalmente generano
altri santi e la vicinanza alle loro persone, oppure
soltanto alle loro orme, è sempre salutare: depura ed
eleva la mente, apre il cuore all’amore verso Dio e i
fratelli. La santità semina gioia e speranza, risponde
alla sete di felicità che gli uomini, anche oggi,
avvertono”.
DISCORSO
DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
Signor
Cardinale,
Venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio,
cari fratelli e sorelle!
Sono
lieto di accogliere e di dare il benvenuto a voi, cari
postulatori e postulatrici accreditati presso la
Congregazione delle Cause dei Santi, e colgo volentieri
l’occasione per manifestarvi la mia stima e la mia
riconoscenza per il lavoro che lodevolmente prestate nella
trattazione delle cause di beatificazione e di
canonizzazione. Saluto il Prefetto della Congregazione
delle Cause dei Santi, Cardinale José Saraiva Martins, e
lo ringrazio per le cortesi parole che mi ha rivolto
interpretando i comuni sentimenti. Con lui saluto il
Segretario, Mons. Michele Di Ruberto, il Sottosegretario e
gli officiali di codesto Dicastero, chiamato a dare una
indispensabile e qualificata collaborazione al Successore
di Pietro in un ambito di grande rilevanza ecclesiale.
L’odierno
incontro cade quasi alla vigilia del 25° anniversario
della promulgazione della Costituzione apostolica Divinus
perfectionis Magister. Con tale documento, pubblicato
il 25 gennaio del 1983 e tuttora in vigore, il mio amato
Predecessore, il Servo di Dio Giovanni Paolo II, volle
rivedere la procedura delle Cause dei Santi e, allo stesso
tempo, provvedere ad un riassetto interno della
Congregazione che venisse incontro alle esigenze degli
studiosi e ai desideri dei pastori che, a più riprese,
avevano sollecitato, nelle cause di beatificazione e di
canonizzazione, una maggiore agilità di procedura, pur
conservando sempre la solidità delle ricerche in questo
campo tanto importante per la vita della Chiesa.
Attraverso le beatificazioni e le canonizzazioni, infatti,
essa rende grazie a Dio per il dono di suoi figli che
hanno saputo rispondere generosamente alla grazia divina,
li onora e li invoca come intercessori. In pari tempo,
presenta questi fulgidi esempi all’imitazione di tutti i
fedeli chiamati con il battesimo alla santità che è
traguardo proposto ad ogni stato di vita. I santi e i
beati, confessando con la loro esistenza Cristo, la sua
persona, la sua dottrina e rimanendo a Lui strettamente
uniti, sono quasi un’illustrazione vivente dell’uno e
dell’altro aspetto della perfezione del divino Maestro.
Al tempo
stesso, guardando a tanti nostri fratelli e sorelle, che
in ogni epoca hanno fatto di se stessi un’offerta totale
a Dio per il suo Regno, le comunità ecclesiali sono
portate a prendere atto della necessità che anche in
questo nostro tempo ci siano testimoni capaci di incarnare
la perenne verità del Vangelo nelle circostanze concrete
della vita, facendone uno strumento di salvezza per il
mondo intero. Anche a questo ho voluto far riferimento
scrivendo nella recente enciclica Spe salvi che
"il nostro agire non è indifferente davanti a Dio e
quindi non è neppure indifferente per lo svolgimento
della storia. Possiamo aprire noi stessi e il mondo
all'ingresso di Dio: della verità, dell'amore, del bene.
È quanto hanno fatto i santi che, come «collaboratori di
Dio», hanno contribuito alla salvezza del mondo" (n.
35). Negli ultimi decenni è aumentato l’interesse
religioso e culturale per i campioni della santità
cristiana, che mostrano il vero volto della Chiesa, sposa
di Cristo "senza macchia né ruga" (cfr Ef
5,27). I santi, se giustamente presentati nel loro
dinamismo spirituale e nella loro realtà storica,
contribuiscono a rendere più credibile ed attraente la
parola del Vangelo e la missione della Chiesa. Il contatto
con essi apre la strada a vere risurrezioni spirituali, a
conversioni durature e alla fioritura di nuovi santi. I
santi normalmente generano altri santi e la vicinanza alle
loro persone, oppure soltanto alle loro orme, è sempre
salutare: depura ed eleva la mente, apre il cuore
all’amore verso Dio e i fratelli. La santità semina
gioia e speranza, risponde alla sete di felicità che gli
uomini, anche oggi, avvertono.
L’importanza
ecclesiale e sociale di proporre sempre nuovi modelli di
santità rende, allora, particolarmente prezioso il lavoro
di quanti collaborano nella trattazione delle cause di
beatificazione e di canonizzazione. Tutti gli operatori
delle cause dei santi, sebbene con ruoli distinti, sono
chiamati a porsi esclusivamente al servizio della verità.
Per questa ragione, nel corso dell’Inchiesta
diocesana, le prove testimoniali e documentali vanno
raccolte sia quando sono favorevoli sia quando sono
contrarie alla santità e alla fama di santità o di
martirio dei Servi di Dio. L’obiettività e la
completezza delle prove raccolte in questa prima - e per
certi versi fondamentale - fase del processo canonico
svolto sotto la responsabilità dei Vescovi diocesani,
devono essere seguite ovviamente dalla oggettività e
dalla compiutezza delle Positiones, che i relatori
della Congregazione preparano con la collaborazione delle
Postulazioni. Basilare è quindi il compito dei
postulatori, sia nella fase diocesana che nella fase
apostolica del processo; è un compito che deve rivelarsi
ineccepibile, ispirato da rettitudine e improntato ad
assoluta probità. Ai postulatori sono richieste
competenza professionale, capacità di discernimento e
onestà nell’aiutare i Vescovi diocesani ad istruire
inchieste complete, obiettive e valide tanto dal punto di
vista formale che sostanziale. Non meno delicato e
importante è l’aiuto che essi prestano al Dicastero
delle Cause dei Santi nella ricerca processuale della
verità da raggiungere mediante una appropriata
discussione, che tenga conto della certezza morale da
acquisire e dei mezzi di prova realisticamente
disponibili.
Cari
fratelli e sorelle, lo Spirito Santo, sorgente ed artefice
della santità cristiana, vi illumini nel vostro lavoro e
la Vergine Maria, Madre della Chiesa, i Santi, i Beati, i
Servi di Dio, di cui state seguendo le Cause, vi ottengano
dal Signore di svolgerlo sempre con fedeltà e amore alla
verità. Alla preghiera per voi, unisco volentieri
l’augurio che possiate seguire voi stessi le orme dei
santi, così come hanno fatto diversi postulatori dei
quali è in corso la Causa di beatificazione.
Nell’imminenza ormai del Santo Natale, formulo infine
fervidi voti augurali per voi e per le vostre famiglie e
per le persone care, mentre di cuore tutti vi benedico.
©
Copyright 2007 - Libreria Editrice Vaticana
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