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VISITA AL PRESEPE DEI NETTURBINI (5 GENNAIO 2006)

Fonte: Radio Vaticana, 6 gennaio 2006

COMMOZIONE ED EMOZIONE IERI POMERIGGIO PER BENEDETTO XVI CHE HA VOLUTO PROSEGUIRE LA TRADIZIONALE VISITA DEI SUOI PREDECESSORI AL PRESEPE DEI NETTURBINI DI ROMA. AD ACCOGLIERLO CENTINAIA DI PERSONE 

Centinaia di persone ieri pomeriggio a Roma hanno voluto salutare Benedetto XVI che ha visitato, nei pressi del Vaticano, il presepe dei netturbini. Ad accogliere il Santo Padre, insieme al personale dell’Azienda Municipale Ambiente, il sindaco di Roma Walter Veltroni. C’era per noi Tiziana Campisi. 

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Come Paolo VI e Giovanni Paolo II anche Benedetto XVI ha voluto visitare il presepe dei netturbini di Roma, ormai da 34 anni un simbolo tradizionale delle festività natalizie nella capitale. Costruito secondo lo stile delle abitazioni della Palestina di 2000 anni fa, il presepe viene arricchito ogni anno di nuovi particolari e dettagli e con le oltre 1200 pietre provenienti da tutte le parti del mondo, vuole essere segno di unità per tutti i popoli oltre che lanciare un messaggio di pace. Nel suo discorso agli operatori ecologici, commosso ed emozionato, il Papa ha affermato di voler proseguire la tradizione iniziata dai suoi predecessori, soltanto Giovanni Paolo II ha visitato infatti il presepe dei netturbini per 24 anni. Quindi il Santo Padre ha sottolineato l’importanza del lavoro degli addetti dell’Azienda Municipale Ambiente ringraziandoli per la pulizia che assicurano alla città di Roma: 

“Questa pulizia, questo ordine, non è solo una cosa esteriore, è veramente espressione di uno spirito, di una mentalità: esprime la purezza interiore che cerchiamo e che rende così ospitale la nostra città”.  

La visita al presepe è da immaginare come un pellegrinaggio a Betlemme, ha detto poi il Pontefice, dove giunsero dall’Oriente anche i Magi: 

“Soffermarsi a contemplare queste scene evangeliche diventa uno stimolo a meditare sul mistero centrale della nostra salvezza: Dio si è fatto uomo per noi. Possiamo accoglierlo nel nostro cuore e sperimentare la gioia della sua presenza santificatrice”. 

Ma non basta fermarsi a guardare, ha proseguito Benedetto XVI: 

“E’ necessario che Gesù diventi il centro di tutta la nostra esistenza. Sì, è importante, che Egli sia la guida del nostro quotidiano cammino e la meta ultima e definitiva del nostro pellegrinaggio terreno”. E nel riformulare a tutti i suoi auguri per il nuovo anno appena iniziato, il Papa ha sottolineato la frase di Sant’Agostino da lui scelta per questo Natale: “Destati uomo: perché per te Dio si è fatto uomo”. Un richiamo a non lasciarsi andare all’effimero: 

“Il Signore ci vuole vigili e attenti, senza lasciarsi abbindolare dai fallaci richiami di tutto ciò che è effimero e passeggero”. 

Prima di impartire la sua benedizione il Papa ha invitato i fedeli a recitare il Padre Nostro, poi al termine della sua visita, alla domanda di un giornalista sulla situazione in Medio Oriente, ha risposto: “Preghiamo per la pace in Terra Santa, perché il Signore conceda loro la pace duratura. Il Signore illumini le anime di quel popolo e conceda loro la pace definitiva”.

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