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UDIENZA
AI PRESULI SLOVACCHI (15 GIUGNO 2007) |
Fonte,
Radio Vaticana, 14 giugno 2007
Difendere
il patrimonio delle radici cristiane dall’attacco del
relativismo e del consumismo: così, il Papa
nell’udienza ai presuli slovacchi, in visita ad Limina
Il popolo
slovacco riscopra la propria tradizione cristiana: è
l’invito di Benedetto XVI nell’udienza, di stamani, ai
presuli slovacchi in visita ad Limina. I giovani,
la difesa della famiglia e la pastorale vocazionale sono
stati i temi forti al centro del discorso del Papa. A
guidare i presuli, il presidente della Conferenza
episcopale slovacca, mons. František Tondra. Il servizio
di Alessandro Gisotti:
Essere fedeli a Cristo e alla Chiesa: è questo, ha
sottolineato il Papa, un autentico “programma
apostolico” per i cattolici in Slovacchia e in Europa.
Appello quanto mai attuale nel Vecchio continente, ha
aggiunto, dove un’“insistente pressione ideologica”
vorrebbe il cristianesimo “ridotto alla mera dimensione
privata”. In effetti, ha detto, “la Slovacchia sta
entrando sempre di più, dal punto di vista
religioso-culturale, nella dinamica tipica di altri Paesi
europei di antica tradizione cristiana, fortemente
segnati, in questa nostra epoca, da un vasto processo di
secolarizzazione”. Queste comunità cristiane, “che
hanno conservato antiche e radicate pratiche religiose
cattoliche”, è stata la riflessione del Pontefice
“dopo essere uscite dal tunnel della persecuzione, si
trovano oggi a percorrere il cammino del rinnovamento
promosso dal Concilio Vaticano II”. La Slovacchia e la
Polonia, ha ribadito, sono i due Paesi dell’est Europa
“portatori della più ricca eredità di tradizione
cattolica”. Eppure, sono attualmente esposti “al
rischio di vedere tale patrimonio, che il regime comunista
non è riuscito a distruggere, pesantemente intaccato dai
fermenti caratteristici delle società occidentali: il
consumismo, l’edonismo, il laicismo, il relativismo”.
Di qui l’urgenza sottolineata dal Papa di una rinnovata
azione evangelizzatrice, nel segno dei Santi Cirillo e
Metodio evangelizzatori delle terre slovacche.
Il Papa ha poi messo l’accento sulla pastorale
giovanile “sia in ambito scolastico che parrocchiale”.
C’è bisogno, ha affermato, di una “istruzione di
qualità” che sia al tempo stesso “un’educazione
spirituale, morale e umana integrale”. Lodando
l’impegno delle scuole cattoliche slovacche, le ha
esortate ad aiutare i giovani “a formarsi una coscienza
cristiana capace di resistere alle lusinghe del consumismo
sempre più insidiose ed invasive”. Il Papa non ha
mancato di rivolgere il suo pensiero alla realtà delle
famiglie, rilevando che anche nella Slovacchia si registra
“una diminuita considerazione sociale del valore del
matrimonio”. A questo fenomeno, si “unisce una
fragilità delle nuove generazioni, timorose spesso di
assumere stabili decisioni e impegni per tutta la vita”.
Altro “fattore destabilizzante”, ha constato, è
“l’attacco sistematico al matrimonio e alla famiglia
condotto nell’ambito di una certa cultura e dei mass
media”. Ecco, allora, l’esortazione del Papa affinché
la Chiesa continui “ad impegnarsi con forza per
sostenere la famiglia”. Infine, si è soffermato sulla
pastorale delle vocazioni. Benedetto XVI ha sottolineato
che l’aumento delle vocazioni “dipende pure dalla vita
spirituale delle famiglie”. Per questo, “lavorare per
e con le famiglie è pertanto un modo quanto mai opportuno
per favorire il nascere e il consolidarsi delle vocazioni
al sacerdozio”. Infine, un invito del Papa ai vescovi a
continuare ad “intrattenere rapporti paterni e aperti”
con i propri sacerdoti, “facendosi carico delle loro
difficoltà” e della loro formazione spirituale.
DISCORSO
DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
Cari
Fratelli nell’Episcopato!
Con
grande gioia vi incontro tutti insieme, in occasione della
Visita ad Limina che state compiendo in questi
giorni e rivolgo a ciascuno di voi il mio saluto cordiale,
estendendolo volentieri alle vostre rispettive Comunità
diocesane. Attraverso di voi vorrei inviare il mio saluto
all’intero Popolo slovacco, evangelizzato dai Santi
Cirillo e Metodio, e che, nel secolo scorso, ha dovuto
patire pesanti sofferenze e persecuzioni da parte del
regime totalitario comunista. Mi piace ricordare come tra
i Vescovi, i sacerdoti, i religiosi, le religiose e i
laici che hanno reso in quegli anni non lontani una
testimonianza eroica, vi sia anche il Cardinale Ján
Chryzostom Korec, al quale vi prego di recare il mio
abbraccio fraterno. Alla vostra amata Nazione era molto
legato Giovanni Paolo II, che nella sua terza visita in
Slovacchia, nel settembre del 2003, scelse come motto:
"Fedeli a Cristo, fedeli alla Chiesa".
Questo motto continua ad essere un autentico programma
apostolico e missionario non solo per la Chiesa in
Slovacchia, ma per tutto il Popolo di Dio, sottoposto
com’è, specialmente in Europa, ad una insistente
pressione ideologica che vorrebbe il cristianesimo ridotto
alla mera dimensione "privata".
In
effetti, la Slovacchia sta entrando sempre di più, dal
punto di vista religioso-culturale, nella dinamica tipica
di altri Paesi europei di antica tradizione cristiana,
fortemente segnati, in questa nostra epoca, da un vasto
processo di secolarizzazione. Le comunità
cristiane, che hanno conservato antiche e radicate
pratiche religiose cattoliche, dopo essere uscite dal
tunnel della persecuzione, si trovano oggi a percorrere il
cammino del rinnovamento promosso dal Concilio Vaticano II.
Esse si preoccupano giustamente di custodire il proprio
prezioso patrimonio spirituale e in pari tempo di
aggiornarlo; si sforzano di rimanere fedeli alle proprie
radici e di condividere le loro esperienze con le altre
Chiese che sono in Europa, in un fraterno "scambio di
doni" atto ad arricchire tutti. La Slovacchia e la
Polonia, che nell’Est dell’Europa sono i due Paesi
portatori della più ricca eredità di tradizione
cattolica, sono attualmente esposte al rischio di vedere
tale patrimonio, che il regime comunista non è riuscito a
distruggere, pesantemente intaccato dai fermenti
caratteristici delle società occidentali: il consumismo,
l’edonismo, il laicismo, il relativismo ecc. Ho
ascoltato in questi giorni le vostre testimonianze ed ho
appreso, ad esempio, che molte parrocchie di campagna –
quelle che più conservano la tradizionale cultura e
spiritualità cristiane – vedono diminuire la loro
popolazione, che tende ad accentrarsi nelle città più
grandi, in cerca di maggior benessere e di più redditizie
occupazioni lavorative.
Questa,
venerati e cari Fratelli, è la situazione in cui il
Signore vi chiama a svolgere il vostro ministero
episcopale. So che, proprio per rispondere alle mutate
esigenze pastorali, da tempo siete impegnati
nell’elaborazione del Piano per la Pastorale e
l’Evangelizzazione (P.E.P.) della Chiesa cattolica
in Slovacchia per gli anni 2007-2013, piano che dovrebbe
essere approvato nel prossimo mese di ottobre. In vista
del 2013, anno in cui commemorerete il 1150° anniversario
dell’inizio della missione dei Santi Cirillo e Metodio
nelle vostre Terre, vi siete così proposti di far
rivivere e rendere attuale l’azione evangelizzatrice dei
due santi Fratelli di Salonicco. E come punto di partenza
di questa corale mobilitazione missionaria avete posto la
riscoperta della tradizione e delle radici cristiane, vive
e profonde nel vostro popolo.
Si tratta
di un’impresa pastorale che vuole abbracciare tutti gli
ambiti della società e rispondere alle attese del Popolo
slovacco, prestando singolare attenzione alle esigenze
spirituali dei giovani e delle famiglie. Ecco perché
dedicate grande cura alla pastorale giovanile sia
nell’ambito scolastico che in quello parrocchiale.
L’esperienza vi dice che una formazione di qualità
nell’ambito scolastico è quanto mai utile per il futuro
delle nuove generazioni e, al riguardo, un contributo
prezioso lo offrono le scuole cattoliche, che in
Slovacchia sono numerose. Incominciando dalle scuole
materne fino alle superiori, esse si sforzano di
assicurare agli studenti un’istruzione di qualità e, al
tempo stesso, un’educazione spirituale, morale e umana
integrale. Per quanto poi riguarda la pastorale giovanile
parrocchiale, so che potete contare sul ministero di
numerosi sacerdoti giovani per offrire ai ragazzi e alle
ragazze, oltre alla dovuta preparazione ai Sacramenti
dell’iniziazione cristiana, un vero e proprio itinerario
di crescita spirituale e comunitaria. Raccomando vivamente
che ogni proposta sia sempre inserita in organici progetti
di formazione, così da educare i giovani a collegare
sempre la fede con la vita. Solo così, infatti, potrete
aiutarli a formarsi una coscienza cristiana capace di
resistere alle lusinghe del consumismo sempre più
insidiose ed invasive.
Per
quanto, poi, riguarda la realtà delle famiglie, ho
appreso che anche la Slovacchia comincia a risentire della
crisi del matrimonio e della natalità e ciò, in primo
luogo, per cause di carattere economico, che inducono le
giovani coppie di fidanzati a rimandare il loro
matrimonio. Si registra, inoltre, una diminuita
considerazione sociale del valore del matrimonio, a cui si
unisce una fragilità delle nuove generazioni, timorose
spesso di assumere stabili decisioni e impegni per tutta
la vita. Altro fattore destabilizzante è senz’altro
l’attacco sistematico al matrimonio e alla famiglia
condotto nell’ambito di una certa cultura e dei
mass-media. In questo quadro, che cosa deve fare la Chiesa
se non intensificare la preghiera e continuare ad
impegnarsi con forza per sostenere le famiglie
nell’affrontare le sfide del presente? Grazie a Dio, nel
vostro Paese è ben strutturata la pastorale dei
Sacramenti legata a quella della famiglia: Matrimonio,
Battesimo dei bambini, Prima Comunione e Confermazione
prevedono una preparazione obbligatoria ed è impegno
costante di voi Pastori, e dei sacerdoti che vi
coadiuvano, quello di aiutare le famiglie a percorrere un
autentico cammino di fede e di vita cristiana comunitaria.
A questa vostra azione pastorale possono offrire un valido
sostegno i gruppi, i movimenti e le associazioni laicali
ecclesiali, impegnati in prima linea nella promozione
della vita coniugale e familiare e nella diffusione
dell’insegnamento della Chiesa sul matrimonio, sulla
famiglia, sulla morale sessuale e sui temi della bioetica.
All’incrocio
tra la pastorale della famiglia e quella dei giovani sta
la pastorale delle vocazioni. La Slovacchia è una
nazione che, dopo il 1990, ha conosciuto una rigogliosa
fioritura di vocazioni al sacerdozio e alla vita
consacrata. All’unico Seminario rimasto aperto durante
la dittatura, se ne sono aggiunti altri cinque in questi
anni, e oggi quasi tutte le parrocchie sono provviste del
loro pastore. Ringraziamo il Signore per questa ricchezza
di sacerdoti e, in particolare, di giovani sacerdoti.
Tuttavia, come era prevedibile, tale primavera non poteva
durare a lungo e quindi ogni comunità cristiana è oggi
stimolata a dare priorità ad un’attenta pastorale
vocazionale. La formazione dei ministranti è, in tale
direzione, una buona via; molte parrocchie la seguono, in
collaborazione con i Seminari. Naturalmente l’aumento
numerico e qualitativo delle vocazioni dipende pure dalla
vita spirituale delle famiglie: lavorare per e con le
famiglie è pertanto un modo quanto mai opportuno per
favorire il nascere e il consolidarsi delle vocazioni al
sacerdozio ed alla vita consacrata. Non si dimentichi,
inoltre, che tutto deve essere alimentato da costante e
intensa preghiera.
Cari e
venerati Fratelli, continuate ad intrattenere rapporti
paterni e aperti con i vostri sacerdoti; cercate di farvi
carico delle loro difficoltà, sosteneteli e preoccupatevi
della loro formazione spirituale, promovendo per loro
opportuni incontri pastorali, ritiri ed esercizi
spirituali. Mi rallegro perché, secondo le direttive del
Concilio Vaticano II, ogni vostra Diocesi ha elaborato un
piano formativo che prevede una saggia collaborazione tra
sacerdoti anziani e giovani, per venire incontro alle
diverse esigenze di ciascuno. Recate a questi vostri primi
collaboratori il mio cordiale saluto ed assicurate loro
che li ricordo nella preghiera. Fatevi poi interpreti del
mio affetto spirituale con tutti i fedeli affidati alle
vostre cure pastorali, specialmente con i malati e le
persone più bisognose. Su ciascuno invoco la celeste
protezione della Vergine Addolorata, Patrona della
Slovacchia. Con questi sentimenti, imparto di cuore a voi,
cari Confratelli, una speciale Benedizione Apostolica, che
volentieri estendo ai fedeli delle vostre Comunità
cristiane ed a tutti gli abitanti del vostro amato Paese.
©
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