22 APRILE 2005
FONTE: RADIO VATICANA
PRIMA UDIENZA DI PONTIFICATO PER BENEDETTO XVI: IN UN CLIMA DI GRANDE GIOIA E AFFETTO, IL PAPA ACCOGLIE I CARDINALI IN SALA CLEMENTINA E CHIEDE IL LORO SOSTEGNO PER ADEMPIERE ALLA MISSIONE DI PASTORE DELLA CHIESA UNIVERSALE. IL SANTO PADRE RACCONTA L’EMOZIONE DELL’INCONTRO CON I FEDELI DOPO L’ELEZIONE E RICORDA CON PAROLE COMMOSSE GIOVANNI PAOLO II
- Servizio di Alessandro Gisotti -
Gioia e commozione: sono i sentimenti che stamani, in Sala Clementina, hanno accompagnato l’udienza di Benedetto XVI ai padri cardinali, la prima del Pontificato di Papa Joseph Ratzinger. Il Santo Padre ha ringraziato i porporati per averlo eletto vescovo di Roma e Pastore della Chiesa universale ed ha chiesto la loro generosa collaborazione per svolgere la missione che gli è stata affidata. Il discorso del Papa, in un clima particolarmente cordiale ed affettuoso, è stato preceduto dal saluto del cardinale segretario di Stato, Angelo Sodano, a nome di tutto il collegio cardinalizio. Il servizio di Alessandro Gisotti:
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Vorrei farvi parte dello “stato d’animo che sto vivendo in questi giorni”. Così, con queste parole “semplici e fraterne”, Benedetto XVI si è rivolto ai padri cardinali, che martedì scorso lo hanno eletto alla Cattedra di Pietro e agli altri porporati non elettori, che si sono raccolti in Sala Clementina per la prima udienza del 264.mo Successore di Pietro. Benedetto XVI ha ringraziato Dio che gli ha affidato il compito di reggere la Chiesa, nonostante “l’umana fragilità”, convinto che è “l’eterno Pastore a condurre con la forza del suo Spirito il suo gregge”. Quindi, ha raccontato le “intense emozioni”
provate in occasione della morte del “venerato predecessore Giovanni Paolo II” e durante il Conclave. Momenti in cui il Papa ha rivelato di aver avuto un “intimo bisogno di silenzio” a cui si sono assommati “due sentimenti tra loro complementari: un vivo desiderio del cuore di ringraziare” assieme ad un senso di “umana impotenza dinnanzi all’alto compito” che lo attende. Ha così confidato i sentimenti provati al momento del primo abbraccio con il popolo di Dio, dopo l’elezione:
“In questi giorni si è levata corale la preghiera del popolo cristiano per il nuovo Pontefice e davvero emozionante è stato il primo incontro con i fedeli, l’altro ieri sera, in Piazza San Pietro”.
L’atto di fiducia che avete riposto in me, ha proseguito il Papa, “costituisce un incoraggiamento a intraprendere questa nuova missione con più serenità, perché sono persuaso di poter contare, oltre che sull’indispensabile aiuto di Dio, anche sulla vostra generosa collaborazione”. Quindi, Benedetto XVI ha rivolto un’affettuosa esortazione ai padri cardinali:
“Vi prego, non fatemi mai mancare questo vostro sostegno! Se da una parte mi sono presenti i limiti della mia persona e delle mie capacità, dall’altra so bene qual è la natura della missione che mi è affidata e che mi accingo a svolgere con atteggiamento di interiore dedizione. Non si tratta qui di onori, bensì di servizio da svolgere con semplicità e disponibilità, imitando il nostro Maestro e Signore, che non venne per essere servito ma per servire”.
“La vostra spirituale vicinanza, i vostri illuminati consigli e la vostra fattiva cooperazione – ha aggiunto Benedetto XVI – saranno per me un dono del quale vi sarò sempre riconoscente e uno stimolo a portare a compimento il mandato affidatomi con totale fedeltà e dedizione”. Poi, ha messo l’accento sulla profonda unità del Pontefice con i suoi cardinali:
“Ciascuno tornerà ora nella rispettiva Sede per riprendere il suo lavoro, ma spiritualmente resteremo uniti nella fede e nell’amore del Signore, nel vincolo della celebrazione eucaristica, nella preghiera insistente e nella condivisione del quotidiano ministero apostolico”.
Benedetto XVI ha anche rivolto un pensiero speciale ai suoi predecessori: Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I e specialmente Giovanni Paolo II, che, ha detto, con la sua testimonianza “ci ha sostenuto e la cui presenza continuiamo ad avvertire sempre viva”. La luce e la forza di Cristo risorto, ha affermato, “sono state irradiate nella Chiesa da quella sorta di ultima Messa” che Papa Wojtyla “ha celebrato nella sua agonia, culminata nell’“Amen” di una vita interamente offerta, per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, per la salvezza del mondo”. Benedetto XVI ha concluso il suo discorso
affidando a Maria, Mater Ecclesiae, tutte le “attese, le speranze e le preoccupazioni dell’intera comunità dei cristiani”. Nel suo saluto, a nome di tutti i porporati, il cardinale Angelo Sodano si è soffermato sulla scelta del nome Benedetto da parte di Papa Joseph Ratzinger, augurando al Pontefice di imitare “l’opera di san Benedetto per il bene della Chiesa e del mondo”:
“Padre Santo, Noi Cardinali siamo lieti che a dare vigore all’albero della Chiesa, sia oggi il Papa Benedetto XVI. A Lei tutta la nostra devozione, la nostra totale collaborazione ed il nostro fraterno affetto in Cristo Gesù”.
Dopo aver rivolto il suo discorso, il Santo Padre si è intrattenuto con i cardinali che gli hanno reso omaggio individualmente, in un clima di gioia visibile e sincero affetto. Il Papa ha dato appuntamento ai cardinali alla Messa di inizio Pontificato:
“Auguri! Grazie, ci vediamo domenica!”.
Infine, l’udienza si è conclusa con il canto Oremus pro Pontifice, intonato dai cardinali.
(canto)
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LA TESTIMONIANZA DEL CARDINALE BERTONE DOPO L’INCONTRO DI OGGI CON IL PAPA
Si è trattato dunque di un incontro semplice e fraterno: i cardinali si sono stretti intorno al nuovo Pontefice in un clima di intima familiarità. Tra questi il cardinale Tarcisio Bertone, arcivescovo di Genova: il porporato conosce molto bene il nuovo Pontefice per essere stato suo vice alla Congregazione per la Dottrina della Fede. Luca Collodi lo ha intervistato, chiedendogli di parlarci della personalità di Benedetto XVI:
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R. – E’ una personalità eccezionale di sincera, di schietta umanità, affabilissimo. Il cliché che hanno disegnato a volte nel passato e anche adesso, certi mezzi di comunicazione è assolutamente falso. Chi l’ha avvicinato personalmente, chi ha trattato con lui, anche chi l’ha incontrato a Borgo Pio o attraversando Piazza San Pietro, ha potuto sperimentare proprio la sua umanità, la sua dolcezza di tratto, la sua cortesia, la nobiltà d’animo. E quindi, vorrei dire: non un uomo autoritario; autorevole, sì, ma non autoritario. E poi, un uomo che vive con una sensibilità musicale, una sensibilità verso la natura, un uomo
che sa stare con gli uomini di scienza, con i grandi teologi, e con la gente semplice, che sa parlare al cuore ... Ecco, questo è l’uomo Ratzinger. Un uomo che sa dire anche la battuta spiritosa, che sa essere amico. E che coltiva stabili amicizie. Ecco: un uomo di amicizia.
D. – Cardinale Bertone, la prima sfida, che il Papa sarà chiamato a nome della Chiesa ad affrontare, con la sua pastorale, con il suo magistero ...
R. – La prima sfida è proprio l’annuncio del Vangelo, la nuova evangelizzazione. Il Papa ha chiesto in modo speciale a noi cardinali di aiutarlo in questa opera titanica, di annunciare, di dare le ragioni della fede agli uomini del nostro tempo. Anche se qualche filosofo, abbiamo sentito, dubita dell’utilità di dare le ragioni della fede, ma noi crediamo che proprio per il confronto con la razionalità umana, il confronto tra fede e ragione, sia importante dare le ragioni della nostra fede. San Pietro ci invita a dare le ragioni della speranza; il cardinale Ratzinger ci ha abituati, ci ha educati a dare
le ragioni della nostra fede.
D. – Quindi, una chiara identità cristiana ...
R. – Una chiara identità cristiana. Per dialogare con tutti i membri di qualsiasi religione, credenza anche i non credenti, bisogna partire da una comprensione e da una testimonianza della propria identità di fede. Poi, con il rispetto per tutti, proponendo non imponendo, naturalmente, come ha sempre fatto lui, anche nel dialogo con i dissenzienti. Lui ha citato una seconda grande sfida: di portare a compimento il Concilio Vaticano II, che è un’opera incompiuta. Poi, abbiamo sentito, il compito del dialogo, dell’opera incompiuta, anche questa, dell’unità tra i cristiani e ha detto: non solo con il
dialogo teologico, ma con gesti concreti. Quindi, si è impegnato a compiere gesti concreti e io credo che ci sorprenderà; perché lui ha detto, tra l’altro, che Giovanni Paolo II ci ha lasciato una Chiesa più giovane, più coraggiosa e più libera. E’ un uomo di grande libertà di spirito. Quindi con questa sua libertà io credo che stupirà il mondo, cristiano e non cristiano.
D. – Cardinale Bertone, un’ultima riflessione, io mi permetto di farla con lei perché so che lei è uomo di sport. Possiamo pensare ad un rapporto tra il Papa e il mondo dello sport, del calcio? Sappiamo che il Papa è amante della montagna ...
R. – Sì, il Papa ama la montagna, ama la natura rigogliosa e bella, passa le sue vacanze in qualche abbazia o tra i monti della Baviera o vicino a Bressanone, come sappiamo ... Ma è anche amante dello sport! Non dimentichiamo che il Papa era tifoso del Bayern, quando allenatore del Bayern era un famoso allenatore: Trapattoni. E il Papa ha dedicato dei suoi libri in tedesco a Trapattoni e Trapattoni leggeva i libri del cardinale Ratzinger in tedesco!
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