Primo bagno di folla per Benedetto XVI. La notizia della sua uscita dal Vaticano arriva alle 16.00. Immediatamente i dintorni di Piazza della Città Leonina, dove fino a pochi giorni fa il Papa ha abitato, si riempiono di gente. Il Santo Padre entra nella sua ex residenza. Inizia l’attesa della folla e dei tanti giornalisti.
Arrivano le 19.10: grande ovazione. Benedetto XVI esce, accarezza e bacia due bimbi francesi: Blandine e Hubert. Poi saluta con ampi gesti le migliaia di persone, prima di salire nell’auto che l’aspetta: una Mercedes nera con targa SCV1. Rientra in Vaticano per la Porta Sant’Anna. Tra gli ex coinquilini del Santo Padre, il cardinale Castrillón Hoyos, sorpreso da una visita tanto inaspettata:
R. – Era la semplicità del buon vicino che si congeda dai vicini di casa. E’ stato nel suo appartamento. Forse è l’ultima volta che viene. Avrà fatto le sue cose normali: guardare le carte, stare lì … Poi ha avuto questo gesto cordiale di entrare negli appartamenti dei suoi vicini. Non lo immaginavo. Ha fatto le scale…
Ed è stata forte l’emozione della gente…
R. – Un pochino l’ho visto, appena, appena.
R. – I’M COMING FROM…
Vengo dalla Baviera e sono molto felice di vederlo.
R. – Sì, l’abbiamo visto in macchina. E‘ stato bellissimo.
R. – Mi è bastato vedere la spiritualità che trasmetteva.
Ed emozionatissimo si è detto lo stesso Pontefice che si è rivolto in tono amichevole ad alcuni giornalisti.
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Un altro momento emozionante della giornata di ieri si è registrato in tarda mattinata, quando il nuovo Papa ha salutato i suoi ex collaboratori, negli Uffici della Congregazione per la Dottrina della Fede. A loro, Benedetto XVI ha confessato il proprio stupore per l’elezione al soglio di Pietro:
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Cari amici, ancora non posso credere di stare adesso in un altro posto. Sì è realizzato quanto il Signore ha detto a Pietro: “Tu sei guidato dove non volevi andare”.
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Per la Radio Vaticana, Paolo Ondarza, 20 aprile 2005

2005-04-21 16:30
Nuova uscita di Papa Benedetto XVI
Il Pontefice e' tornato nella sua vecchia abitazione
(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 21 aprile - Nuova uscita di Benedetto XVI dal Vaticano: il Papa si e' recato di nuovo nella sua vecchia abitazione. Il Pontefice ha compiuto in auto il breve tratto di strada da porta S.Anna a piazza della Citta' Leonina, lo stesso percorso di ieri. Si e' subito creata una piccola folla di curiosi e di giornalisti, che Ratzinger ha salutato alzando le mani e poi congiungendole. Il nuovo papa ha sorriso e poi e' entrato nel palazzo.
NEL SEGNO DELLA CONTINUITA’ IL DIALOGO TRA CATTOLICI ED EBREI. MESSAGGIO DI BENEDETTO XVI PER IL RABBINO CAPO DI ROMA DI SEGNI
“Confido nell’aiuto dell’Altissimo per continuare il dialogo e rafforzare la collaborazione con i figli e le figlie del popolo ebraico”. E’ quanto scrive Benedetto XVI nel messaggio inviato ieri al rabbino Capo di Roma, Riccardo Di Segni, che mercoledì, a sua volta, aveva inviato un telegramma di felicitazioni al nuovo Pontefice. Grande è stata la soddisfazione della comunità ebraica, come sottolinea lo stesso Riccardo Di Segni, al microfono di Barbara Castelli:
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R. - E’ stata per me una piacevole sorpresa. E’ un segno molto importante, che allontana le nubi che qualcuno cercava di porre in cielo. Ci fa capire che il problema del dialogo con gli ebrei per questo nuovo Papa rappresenta una necessità ed anche un’urgenza.
D. – C’è, quindi, un segno di continuità sulle orme di Giovanni Paolo II, che ha sempre manifestato affetto per il popolo ebraico, visitando, ad esempio, la sinagoga di Roma nel 1986 e citando nel suo testamento l’ex rabbino Capo di Roma, Elio Toaff?
R. – Io vedo in questo gesto, così tempestivo, un indirizzo preciso e la volontà di continuare sul cammino del dialogo. Questo Papa è stato protagonista del Pontificato precedente dal punto di vista dottrinale e, quindi, non mi aspetto da lui variazioni di tendenza. Ma semplicemente un’importante forza di continuità.
D. – Aveva già avuto modo di confrontarsi con l’allora cardinale Ratzinger? Quale impressione ne aveva avuto?
R. – Tre anni fa ho avuto modo di incontrarlo in privato, durante un incontro organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio. Abbiamo parlato a lungo di vari aspetti legati al problema del rapporto Chiesa cattolica e mondo ebraico e ci siamo confrontati anche con esperienze personali. L’immagine che ho avuto è quella di una grandissima personalità, nella saggezza e nella dottrina.
D. – E’ prevista una delegazione della comunità ebraica per la solenne inaugurazione del Pontificato di Benedetto XVI?
R. – Il problema è che questa domenica coincide con il primo giorno della nostra Pasqua. Per noi questo è un giorno solennissimo, nel quale siamo impegnati nei nostri riti. Abbiamo poi delle difficoltà di movimento. Per motivi rituali, quindi, non possiamo essere presenti fisicamente, ma, in ogni caso, lo saremo nello spirito.
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Radio Vaticana, 22 aprile 2005