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DISCORSO
AI MEMBRI DELL'ISPETTORATO GENERALE DI PUBBLICA
SICUREZZA |
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Fonte,
Radio Vaticana, 11 gennaio 2008
La famiglia è
il luogo primario dell'umanizzazione della persona e della
società: così il Papa all'Ispettorato generale di
Pubblica Sicurezza Il
tema della famiglia è stato al centro oggi del
tradizionale incontro per l’inizio dell’anno tra il
Papa e i dirigenti e il personale dell'Ispettorato
generale di Pubblica Sicurezza che svolge il suo servizio
presso il Vaticano. Ce ne parla Sergio Centofanti:
Il Papa ha espresso la sua riconoscenza per il servizio
che quotidianamente viene svolto dal personale della
Polizia italiana presso il Vaticano: un servizio – ha
detto – “caratterizzato da solerzia e professionalità”
e “da costante attenzione alle persone”:
“La società ha bisogno di persone che compiano il
loro dovere, consapevoli che ogni lavoro, ogni servizio
svolto con coscienza contribuisce alla costruzione di una
società più giusta e veramente libera”.
Ha quindi invitato gli agenti a vedere nei tanti
pellegrini che giungono in San Pietro “il volto di un
fratello o di una sorella che Dio pone” sulla loro
strada “sapendo che tutti facciamo parte dell’unica
grande famiglia umana” come ha scritto nell’ultimo
Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace sul tema:
"Famiglia umana, comunità di pace”:
“Non è forse vero … che noi non viviamo gli uni
accanto agli altri per caso? Non stiamo forse tutti
percorrendo uno stesso cammino come uomini e quindi come
fratelli e sorelle?"
“Ecco perché … è essenziale – ha aggiunto - che
ciascuno si impegni a vivere la propria vita in
atteggiamento di responsabilità davanti a Dio,
riconoscendo in Lui la sorgente originaria della propria,
come dell'altrui, esistenza”:
“In effetti, proprio risalendo a questo supremo
Principio può essere percepito il valore incondizionato
di ogni essere umano; è grazie a questa consapevolezza
che possono essere poste le premesse per l'edificazione di
un'umanità pacificata. Sia ben chiaro: senza il
fondamento trascendente, che è Dio, la società rischia
di diventare una mera aggregazione di vicini, cessa di
essere una comunità di fratelli e sorelle, chiamati a
formare una grande famiglia”.
E continuando a citare il suo Messaggio per la Giornata
della Pace ha ribadito:
“La famiglia naturale, quale intima comunione di
vita e d'amore, fondata sul matrimonio tra un uomo e una
donna, costituisce il luogo primario dell'umanizzazione
della persona e della società, la culla della vita e
dell'amore. A ragione, pertanto, la famiglia è
qualificata come la prima società naturale,
un'istituzione divina che sta a fondamento della vita
delle persone, come prototipo di ogni ordinamento
sociale”.
DISCORSO
DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
AI DIRIGENTI E AL PERSONALE DELL’ISPETTORATO GENERALE
DI PUBBLICA SICUREZZA PRESSO IL VATICANO
Sala Clementina
Venerdì, 11 gennaio 2008
Cari
amici,
l’incontro
con voi, che fate parte dell’Ispettorato Generale di
Pubblica Sicurezza presso il Vaticano, è ormai diventato
un appuntamento atteso e desiderato all’inizio del nuovo
anno. Mentre con piacere vi accolgo e con affetto vi
saluto, profitto dell’occasione per rinnovarvi
l’espressione della mia stima e della mia riconoscenza
per il servizio che quotidianamente svolgete. Saluto in
primo luogo il Prefetto Salvatore Festa, il Questore di
Roma, Marcello Fulvi, e il dottor Vincenzo Caso, che
ringrazio per le cortesi parole rivoltemi e al quale
esprimo la mia gratitudine per il lavoro svolto in questi
anni come Dirigente dell’Ispettorato. Uno speciale e
deferente pensiero dirigo anche al Capo della Polizia,
Prefetto Antonio Manganelli. Con amicizia mi indirizzo poi
agli altri componenti dell’Ispettorato della Polizia di
Stato presso la Città del Vaticano, che non hanno potuto
essere oggi con noi, ma che a noi si uniscono
spiritualmente in così sentita circostanza. A tutti e a
ciascuno sono lieto di formulare, per l’anno da poco
iniziato, ogni migliore augurio, estendendo questi miei
voti augurali alle rispettive famiglie.
Proprio
alle famiglie ho pensato quest’anno nel preparare il Messaggio
per la Giornata Mondiale della Pace che si celebra appunto
il 1° gennaio. In questo testo, che ha come tema: Famiglia
umana, comunità di pace, ho ricordato che “la
famiglia naturale, quale intima comunione di vita e
d'amore, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna,
costituisce il luogo primario dell'umanizzazione della
persona e della società, la culla della vita e
dell'amore. A ragione, pertanto, la famiglia è
qualificata come la prima società naturale,
un'istituzione divina che sta a fondamento della vita
delle persone, come prototipo di ogni ordinamento
sociale” (n. 2).
Voi, cari
Funzionari e Agenti, nei compiti di vigilanza che
quotidianamente svolgete, incontrate non poche famiglie.
Esse giungono qui da ogni parte del mondo per rendere
omaggio agli Apostoli e in particolare a san Pietro, sulla
cui fede Cristo ha fondato la Chiesa; vengono per
rinnovare insieme la professione di questa fede, per
visitare e prendere contatto con varie realtà del
Vaticano e per partecipare alle udienze e alle
celebrazioni presiedute dal Successore dell’apostolo
Pietro. Vi sono grato per il servizio che rendete,
caratterizzato da solerzia e professionalità, da costante
attenzione alle persone e alle finalità che le animano,
ed insieme da disponibilità, pazienza e spirito di
sacrificio. Così, con la collaborazione delle autorità
che hanno cura di rendere la città di Roma sempre più
bella ed accogliente, anche voi contribuite al
fruttuoso incontro ed alla serena convivenza tra i
cittadini di Roma e gli ospiti provenienti dai vari Paesi
del mondo!
Quanto
numerosi sono i pellegrini che durante l’anno vi capita
di incontrare! In ciascuno di essi vorrei invitarvi a
vedere il volto di un fratello o di una sorella che Dio
pone sulla vostra strada, una persona amica anche se
sconosciuta da accogliere e aiutare con paziente ascolto,
sapendo che tutti facciamo parte dell’unica grande
famiglia umana. Non è forse vero, come ho scritto nel Messaggio
sopra ricordato, che noi non viviamo gli uni accanto agli
altri per caso? Non stiamo forse tutti percorrendo uno
stesso cammino come uomini e quindi come fratelli e
sorelle? Ecco perché allora è essenziale che ciascuno si
impegni a vivere la propria vita in atteggiamento di
responsabilità davanti a Dio, riconoscendo in Lui la
sorgente originaria della propria, come dell'altrui,
esistenza. In effetti, proprio risalendo a questo supremo
Principio può essere percepito il valore incondizionato
di ogni essere umano; è grazie a questa consapevolezza
che possono essere poste le premesse per l'edificazione di
un'umanità pacificata. Sia ben chiaro: senza il
fondamento trascendente, che è Dio, la società rischia
di diventare una mera aggregazione di vicini, cessa di
essere una comunità di fratelli e sorelle, chiamati a
formare una grande famiglia (cfr n. 6).
Cari
amici, il Signore vi aiuti a svolgere la vostra
professione rimanendo sempre fedeli a quegli ideali che
devono costantemente ispirarla. La società ha bisogno di
persone che compiano il loro dovere, consapevoli che ogni
lavoro, ogni servizio svolto con coscienza contribuisce
alla costruzione di una società più giusta e veramente
libera. Vi affido alla Vergine Santa e, mentre rinnovo a
ciascuno il mio sincero ringraziamento per la gentile
visita, volentieri imparto a voi, come pure alle persone a
voi care, una speciale Benedizione.
©
Copyright 2008 - Libreria Editrice Vaticana
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