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il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Radio Vaticana,
3 giugno 2007
Quattro
nuovi Santi europei per la Chiesa universale, cui guardare
come i nostri ‘Fratelli maggiori’: così Benedetto XVI
nella Messa per la canonizzazione, stamane in Piazza San
Pietro. L’invocazione del Papa all’Angelus perché le
armi nel mondo cedano alla pietà
Nell’odierna
Festa della Santissima Trinità, il Santo Padre ha
proclamato quattro nuovi Santi. La solenne Messa si è
svolta stamane in piazza San Pietro, affollata di migliaia
di fedeli, costretti dalla pioggia sotto gli ombrelli.
Presenti alla cerimonia i capi di Stato delle Filippine,
dell’Irlanda, di Malta e della Polonia, oltre a
delegazioni ufficiali del Messico, della Francia e dei
Paesi Bassi. Tra gli intervenuti anche l’arcivescovo
Peter Carnley, della Comunione anglicana in Australia.
Tutti europei i beati oggi canonizzati: Giorgio Preca,
maltese, Simone da Lipnica, polacco, Maria Eugenia di Gesù,
francese, Carlo di Sant’Andrea, olandese. Il Servizio di
Roberta Gisotti:
“Quattro nuovi ‘Fratelli maggiori’”: cosi
dobbiamo guardare tutti “a questi testimoni esemplari
del Vangelo”, – ha sollecitato Benedetto XVI i fedeli
- ammirando “la gloria di Dio, che si riflette nella
vita dei Santi”.
“Ogni singolo Santo partecipa della ricchezza di
Cristo ripresa dal Padre e comunicata a tempo opportuno.
E’ sempre la stessa santità di Gesù, è sempre Lui, il
'Santo', che lo Spirito plasma nelle 'anime sante',
formando amici di Gesù e testimoni della sua santità”.
“Un amico di Geù e testimone della santità che
viene da Lui”, ha osservato il Papa fu Giorgio Preca,
“anima profondamente sacerdotale e mistica”, nato nel
1880 a La Valletta nell’isola di Malta. “Tutto dedito
all’evangelizzazione: con gli scritti, con la guida
spirituale e all’amministrazione dei Sacramenti e prima
di tutto con l’esempio della sua vita”. Antesignano
dell’apostolato dei laici, fondatore della “Società
della Dottrina Cristiana”, “un’opera benemerita” -
ha ricordato il Santo Padre “che mira ad assicurare alle
parrocchie il servizio qualificato di catechisti ben
preparati e generosi”. Spentosi all’età di 82 anni il
sacerdote maltese è stato beatificato nel 2001.
“San Giorgio Preca aiuti la Chiesa ad essere
sempre, a Malta e nel mondo, l’eco fedele della voce del
Cristo, Verbo incarnato”.
Si è soffermato poi il Papa sul “grande figlio della
terra polacca”, Simone da Lipnica, “testimone di
Cristo e seguace della spiritualità di San Francesco
d’Assisi”, “vissuto in epoca lontana”, nel XV
secolo, “ma proprio oggi – ha sottolineato Benedetto
XVI - è proposto alla Chiesa come modello attuale di un
cristiano che, animato dallo spirito del Vangelo – è
pronto a dedicare la vita per i fratelli”.
“Tak też, przepełniony miłosierną
miłością, którą czerpał z
Eucharystii, ...".
“Colmo della misericordia che attingeva
dall’Eucaristia non esitò a portare l’aiuto ai malati
colpiti dalla peste”, che condusse a morte anche lui,
poco più che quarantenne. Alla protezione di San Simone
il Papa ha affidato oggi in modo particolare “coloro che
soffrono a causa della povertà, della malattia, della
solitudine e dell’ingiustizia sociale”.
Fortemente amato, negli anni del suo ministero
sacerdotale nell’Inghilterra e nell’Irlanda
dell’800, fu anche il sacerdote passionista olandese
Carlo di Sant’Andrea. Intorno a lui accorsero le persone
per cercare “il suo saggio consiglio, la sua
compassionevole attenzione, il suo contatto salutare”.
In the sick and the suffering he recognized the face
of the Crucified Christ,...".
“Nella malattia e nella sofferenza San Carlo di
Sant’Andrea” – beatificato nel 1988 – “riconobbe
– ha evidenziato il Papa - il volto del Cristo
Crocefisso, di cui fu devoto per tutta la vita”.
Infine Benedetto XVI ha reso omaggio alla beata
francese Maria Eugenia di Gesù, fondatrice all’indomani
della Rivoluzione francese delle Religiose
dell’Assunzione,beatificata nel 1975. Ella comprese
“l’importanza di trasmettere alle giovani generazioni,
in particolare alle ragazze, una formazione intellettuale,
orale e spirituale, che le rendesse delle adulte, capaci
di prendersi in carico la vita della loro famiglia,
sapendo apportare il loro contributo alla Chiesa e alla
società”
“Puisse l’exemple de sainte Marie-Eugénie
inviter les hommes et les femmes ...".
"Possa quindi l’esempio di Santa Maria Eugenia
ispirare gli uomini e le donne di oggi a trasmettere ai
giovani i valori che li aiutino a divenire degli adulti
forti e dei testimoni gioiosi della Resurrezione".
Finita la celebrazione i saluti di Benedetto XVI ai
fedeli dei vari Paesi, con un accenno al tempo inclemente:
"Vi ringrazio per la vostra pazienza, ma
l’acqua è un grande bene e perciò siamo anche grati
per l’acqua".
Prima della recita dell’Angelus, il pensiero del Papa
è corso alle tante popolazioni sofferenti per le guerre:
“Saluto i pellegrini di lingua italiana, in
particolare l’Associazione Nazionale della Sanità
Militare, il cui motto recita: “Arma pietati cedant - Le
armi cedano alla pietà”: possa questo realizzarsi nel
mondo intero!”.
Infine ha ricordato i 750 anni dell’abolizione della
schiavitù nella città di Bologna, auspicando "un
rinnovato impegno" per superare le "nuove
schiavitù che ancora affliggono l’umanità".
Al termine infine della preghiera mariana Benedetto XVI
ha ricevuto nella Cappella della Pietà i capi delle
delegazioni dei Paesi intervenuti alla cerimonia di
canonizzazione.
OMELIA
DEL SANTO PADRE
Cari
fratelli e sorelle,
celebriamo
oggi la solennità della Santissima Trinità. Dopo il
tempo pasquale, dopo aver rivissuto l’avvenimento della
Pentecoste, che rinnova il battesimo della Chiesa nello
Spirito Santo, volgiamo per così dire lo sguardo verso
"i cieli aperti" per entrare con gli occhi della
fede nelle profondità del mistero di Dio, Uno nella
sostanza e Trino nelle persone: Padre e Figlio e Spirito
Santo. Mentre ci lasciamo avvolgere da questo sommo
mistero, ammiriamo la gloria di Dio, che si riflette nella
vita dei Santi; la contempliamo soprattutto in quelli che
poc’anzi ho proposto alla venerazione della Chiesa
universale: Giorgio Preca, Szymon di Lipnica, Karel van
Sint Andries Houben e Marie Eugénie de Jésus Milleret. A
tutti i pellegrini, qui convenuti per rendere omaggio a
questi testimoni esemplari del Vangelo, rivolgo il mio
cordiale saluto. Saluto, in particolare, i Signori
Cardinali, i Signori Presidenti delle Filippine, di
Irlanda, di Malta e di Polonia, i venerati Fratelli
nell’Episcopato, le Delegazioni governative e le altre
Autorità civili, che prendono parte a questa
celebrazione.
Nella
prima Lettura, tratta dal Libro dei Proverbi, entra
in scena la Sapienza, che sta al fianco di Dio come
assistente, come "architetto" (8,30). Stupenda
è la "panoramica" sul cosmo osservato con i
suoi occhi. La Sapienza stessa confessa: "Mi ricreavo
sul globo terrestre, / ponendo le mie delizie tra i figli
dell’uomo" (8,31). È in mezzo agli esseri umani
che essa ama dimorare, perché in essi riconosce
l’immagine e la somiglianza del Creatore. Questa
relazione preferenziale della Sapienza con gli uomini fa
pensare ad un celebre passo di un altro libro sapienziale,
il Libro della Sapienza: "La sapienza – vi
leggiamo – è un’emanazione della potenza di Dio /…
Pur rimanendo in se stessa, tutto rinnova / e attraverso
le età entrando nelle anime sante, / forma amici di Dio e
profeti" (Sap 7,25-27). Quest’ultima
suggestiva espressione invita a considerare la multiforme
e inesauribile manifestazione della santità nel
popolo di Dio lungo i secoli. La Sapienza di Dio si
manifesta nel cosmo, nella varietà e bellezza dei suoi
elementi, ma i suoi capolavori sono i santi.
Nel brano
della Lettera dell’apostolo Paolo ai Romani troviamo
un’immagine simile: quella dell’amore di Dio
"riversato nei cuori" dei santi, cioè dei
battezzati, "per mezzo dello Spirito Santo" che
è stato loro donato (cfr Rm 5,5). È attraverso
Cristo che passa il dono dello Spirito, "Persona-amore,
Persona-dono", come l’ha definito il Servo di Dio
Giovanni Paolo II (Enc. Dominum et vivificantem,
10). Per mezzo di Cristo, lo Spirito di Dio giunge a noi
quale principio di vita nuova, "santa". Lo
Spirito pone l’amore di Dio nel cuore dei credenti nella
forma concreta che aveva nell’uomo Gesù di Nazaret. Si
realizza così quanto dice san Paolo nella Lettera ai
Colossesi: "Cristo in voi, speranza della
gloria" (1,27). Le "tribolazioni" non sono
in contrasto con questa speranza, anzi, concorrono a
realizzarla, attraverso la "pazienza" e la
"virtù provata" (Rm 5,3-4): è la via di
Gesù, la via della Croce.
Nella
medesima prospettiva, della Sapienza di Dio incarnata in
Cristo e comunicata dallo Spirito Santo, il Vangelo ci ha
suggerito che Dio Padre continua a manifestare il suo
disegno d’amore mediante i santi. Anche qui, accade
quanto abbiamo già notato a proposito della Sapienza: lo
Spirito di verità rivela il disegno di Dio nella
molteplicità degli elementi del cosmo e lo fa soprattutto
mediante le persone umane, in modo speciale mediante i
santi e le sante. In effetti, "l’immagine del Dio
invisibile" (Col 1,15) è propriamente solo
Gesù Cristo, "il Santo e il Giusto" (At
3,14). Egli è la Sapienza incarnata, il Logos
creatore che trova la sua gioia nel dimorare tra i figli
dell’uomo, in mezzo ai quali ha posto la sua tenda (cfr Gv
1,14). In Lui è piaciuto a Dio riporre "ogni
pienezza" (cfr Col 1,19); o, come dice Egli
stesso nel brano evangelico odierno: "Tutto quello
che il Padre possiede è mio" (Gv 16,15). Ogni
singolo Santo partecipa della ricchezza di Cristo ripresa
dal Padre e comunicata a tempo opportuno. È sempre la
stessa santità di Gesù, è sempre Lui, il
"Santo", che lo Spirito plasma nelle "anime
sante", formando amici di Gesù e testimoni della sua
santità.
Un amico
di Gesù e testimone della santità che viene da Lui fu Giorgio
Preca, nato a La Valletta nell’isola di Malta. Fu un
sacerdote tutto dedito all’evangelizzazione: con la
predicazione, con gli scritti, con la guida spirituale e
l’amministrazione dei Sacramenti e prima di tutto con
l’esempio della sua vita. L’espressione del Vangelo di
Giovanni "Verbum caro factum est" orientò
sempre la sua anima e la sua azione, e così il Signore ha
potuto servirsi di lui per dar vita ad un’opera
benemerita, la "Società della Dottrina
Cristiana", che mira ad assicurare alle parrocchie il
servizio qualificato di catechisti ben preparati e
generosi. Anima profondamente sacerdotale e mistica, egli
si effondeva in slanci d’amore verso Dio, verso Gesù,
la Vergine Maria e i Santi. Amava ripetere: "Signore
Dio, quanto ti sono obbligato! Grazie, Signore Dio, e
perdonami, Signore Dio!". San Giorgio Preca aiuti la
Chiesa ad essere sempre, a Malta e nel mondo, l’eco
fedele della voce del Cristo, Verbo incarnato.
Nowy
święty, Szymon z Lipnicy, wielki syn
ziemi polskiej i świadek Chrystusa o duchowości
św. Franciszka z Asyżu, żył w odległych
czasach, ale właśnie dziś jest dany Kościołowi
jako aktualny wzór chrześcijanina, który –
zainspirowany duchem Ewangelii – gotów jest oddać
życie za braci. Tak też, przepełniony miłosierną
miłością, którą czerpał z
Eucharystii, nie ociągał się z niesieniem
pomocy chorym dotkniętym zarazą, która i jego
doprowadziła do śmierci. Dziś w sposób
szczególny zawierzamy jego opiece tych, którzy cierpią
z powodu ubóstwa, choroby, osamotnienia i niesprawiedliwości
społecznej. Przez jego wstawiennictwo prosimy dla nas
o łaskę wytrwałej, czynnej miłości
do Chrystusa i do braci.
[Il
novello santo, Simone da Lipnica, grande figlio della
terra polacca, testimone di Cristo e seguace della
spiritualità di San Francesco d’Assisi, è vissuto in
epoca lontana, ma proprio oggi è proposto alla Chiesa
come modello attuale di un cristiano che – animato dallo
spirito del Vangelo – è pronto a dedicare la vita per i
fratelli. Così, colmo della misericordia che attingeva
dall’Eucaristia, non esitò a portare l’aiuto ai
malati colpiti dalla peste, contraendo tale morbo che
condusse alla morte anche lui. Oggi in modo particolare
affidiamo alla sua protezione coloro che soffrono a causa
della povertà, della malattia, della solitudine e
dell’ingiustizia sociale. Tramite la sua intercessione
chiediamo per noi la grazia dell’amore perseverante ed
attivo, per Cristo e per i fratelli.]
"The
love of God has been poured into our hearts by the Holy
Spirit which has been given us." Truly, in the case
of the Passionist priest, Charles of Saint Andrew
Houben, we see how that love overflowed in a life
totally dedicated to the care of souls. During his many
years of priestly ministry in England and Ireland, the
people flocked to him to seek out his wise counsel, his
compassionate care and his healing touch. In the sick and
the suffering he recognized the face of the Crucified
Christ, to whom he had a lifelong devotion. He drank
deeply from the rivers of living water that poured forth
from the side of the Pierced One, and in the power of the
Spirit he bore witness before the world to the Father’s
love. At the funeral of this much-loved priest,
affectionately known as Father Charles of Mount Argus, his
superior was moved to observe: "The people have
already declared him a saint."
Marie-Eugénie
Milleret nous rappelle tout d’abord l’importance
de l’Eucharistie dans la vie chrétienne et dans la
croissance spirituelle. En effet, comme elle le souligne
elle-même, sa première communion fut un temps fort, même
si elle ne s’en aperçut pas complètement à ce
moment-là. Le Christ, présent au plus profond de son cœur,
travaillait en elle, lui laissant le temps de marcher à
son rythme, de poursuivre sa quête intérieure qui la
conduirait jusqu’à se donner totalement au Seigneur
dans la vie religieuse, en réponse aux appels de son
temps. Elle percevait notamment l’importance de
transmettre aux jeunes générations, en particulier aux
jeunes filles, une formation intellectuelle, morale et
spirituelle, qui ferait d’elles des adultes capables de
prendre en charge la vie de leur famille, sachant apporter
leur contribution à l’Église et à la société. Tout
au long de sa vie elle trouva la force pour sa mission
dans la vie d’oraison, associant sans cesse
contemplation et action. Puisse l’exemple de sainte
Marie-Eugénie inviter les hommes et les femmes d’aujourd’hui
à transmettre aux jeunes les valeurs qui les aideront à
devenir des adultes forts et des témoins joyeux du
Ressuscité. Que les jeunes n’aient pas peur d’accueillir
ces valeurs morales et spirituelles, de les vivre dans la
patience et la fidélité. C’est ainsi qu’ils
construiront leur personnalité et qu’ils prépareront
leur avenir.
Cari
fratelli e sorelle, rendiamo grazie a Dio per le
meraviglie che ha compiuto nei Santi, nei quali risplende
la sua gloria. Lasciamoci attrarre dai loro esempi,
lasciamoci guidare dai loro insegnamenti, perché tutta la
nostra esistenza diventi, come la loro, un cantico di lode
a gloria della Santissima Trinità. Ci ottenga questa
grazia Maria, la Regina dei Santi, e l’intercessione di
questi quattro nuovi "Fratelli maggiori" che
oggi con gioia veneriamo. Amen.