Fonte,
Radio Vaticana, 5 febbraio 2007
LA
“FERMA CONDANNA” PER OGNI GESTO DI VIOLENZA CHE
MACCHIA IL MONDO DEL CALCIO: NEL TELEGRAMMA INVIATO A NOME
DEL PAPA IN SEGUITO ALL’UCCISIONE
DELL’ISPETTORE CAPO RACITI. STAMANE I FUNERALI
NELLA CATTEDRALE DI CATANIA
-
Intervista con il cardinale Fiorenzo Angelini -
La
“ferma condanna” per ogni gesto di violenza che
macchia il mondo del calcio: è quanto esprime Benedetto
XVI nel telegramma inviato a suo nome all’arcivescovo di
Catania in seguito all’uccisione, venerdì scorso,
dell’ispettore capo Filippo Raciti. Proprio stamane la
città di Catania si è raccolta nella cattedrale per i
funerali. Sulle parole di Benedetto XVI, ci riferisce
Alessandro De Carolis.
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“Ferma
condanna per ogni gesto di violenza che macchia il mondo
del calcio”. Nel giorno dei funerali dell’ispettore di
Polizia, Filippo Raciti, celebrati solennemente questa
mattina nel Duomo di Catania davanti a migliaia di persone
commosse, Benedetto XVI ha unito la propria voce alla
costernazione e alla solidarietà di un intero Paese,
inviando all’arcivescovo di Catania, Salvatore Gristina,
un telegramma di cordoglio a firma del cardinale
segretario di Stato, Tarcisio Bertone. Riferendosi alla
“tragica uccisione” del 38.enne funzionario della
Polizia italiana, avvenuta venerdì scorso durante i
violenti scontri seguiti all’incontro di calcio
Catania-Palermo, il Papa ha esortato i “protagonisti”
del calcio “a promuovere con maggior determinazione e
rispetto la legalità, favorendo la lealtà, la solidarietà
e la sana competitività”. La condanna di Benedetto XVI
segue la presa di posizione sull’accaduto manifestata
sabato scorso dallo stesso cardinale Bertone e ricordata
ieri pomeriggio dal direttore della Sala Stampa Vaticana,
padre Federico Lombardi. Anche l’Osservatore Romano
nell’edizione di ieri, invocava, tra l’altro, in un
fondo il “coraggio” di fermare “almeno per un
anno” il campionato di calcio, definito “un baraccone
ingovernabile soffocato dagli scandali”.
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Un
appello ai giovani a dire no alla violenza ed un invito ad
essere veri cristiani superando l’egoismo. Li ha rivolti
questa mattina a Catania, nel giorno della festa di
Sant’Agata, patrona della città, mons. Paolo Romeo,
nuovo arcivescovo di Palermo, ai fedeli che hanno preso
parte ai funerali di Filippo Raciti, ucciso in seguito
agli scontri dei tifosi durante la partita di calcio
Catania-Palermo. Un interminabile applauso ha accolto il
feretro in piazza duomo dove migliaia di persone si erano
radunate silenziosamente dalle prime ore della giornata. E
intanto stamattina, il presidente della Repubblica
italiana Giorgio Napolitano, in un messaggio al capo della
polizia Gianni De Gennaro, ha chiesto al governo
“decisioni severe” per le violenze nei campi di
calcio. Il servizio di Tiziana Campisi:
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“Ci
troviamo insieme anche per dare il nostro doveroso saluto
cristiano ad un fratello nella fede e servitore fedele e
orgoglioso dello Stato, l’ispettore capo Filippo Raciti".
Ha
definito con queste parole mons. Paolo Romeo l’ispettore
di polizia ucciso. Il presule, nella sua omelia, ha
richiamato più volte la figura di Sant’Agata
ricordandone la testimonianza e paragonandola a quella
dell’agente ucciso. Quindi ha aggiunto:
“Quanti
di noi, che ci diciamo, e siamo, cristiani, abbiamo il
coraggio di eliminare dalla nostra vita tutto ciò che
appesantisce il nostro cuore, le nostre relazioni
interpersonali, la nostra credibilità, nell’ambito
della famiglia, nel lavoro, lungo le strade che
percorriamo sempre più in fretta? Non ci è forse chiesto
di dare chiara e inequivocabile testimonianza della nostra
dignità di figli di Dio?”
Poi
mons. Romeo si è rivolto ai giovani:
“Incontrando
Sant’Agata, abbiate il coraggio cari giovani di
abbandonare ogni forma di disprezzo della vita, di non
cedere per nessuna ragione a presunti facili guadagni ed a
interessi materiali, che inducono alla violenza, svilendo
la vostra dignità e il vostro futuro. Lasciatevi
piuttosto condurre all’incontro personale con Gesù
Cristo, a mettervi in attento ascolto della missione che
il Signore desidera affidare ad ognuno di voi, perché ha
fiducia in ognuno di voi per il bene di questa città”.
“Voi
siete il futuro di Catania, e non dovete né potete
permettere che ne veniate espropriati”, ha detto ancora
il presule, che ha chiesto poi a tutti i cristiani di
offrire una vera testimonianza del loro credo:
“Rifuggiamo
dal barattare la nostra fedeltà a Cristo e l’onesta e
faticosa ricerca del bene comune, con opportunità di
benefici egoistici, che sempre sono a scapito degli altri
e di questa società, che tutti auspichiamo migliore”.
Al
termine della celebrazione delle esequie hanno parlato la
figlia Fabiana e la moglie di Filippo Raciti, Marisa
Grasso. “Era un educatore alla vita, ha detto la vedova,
vorrei che lo fosse anche adesso che non c’è più. La
sportività è una cosa bella – ha concluso – la
violenza no”.
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Su
quanto successo a Catania, Luca Collodi ha chiesto un
commento al cardinale Fiorenzo Angelini, prefetto emerito
del Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari, da
sempre attento al mondo del calcio:
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R.
– C’è uno stato d’animo direi inqualificabile che
trova modo di esplodere dove naturalmente non dovrebbe
esplodere, perché se c’è un momento, un luogo dove la
pace e la serenità e il riposo deve trionfare, è proprio
una partita di calcio. Per cui lì c’è proprio la
faziosità, la delinquenza che va ad annidarsi dove il
singolo e la pubblica opinione non possono immaginare che
ci possa essere. Ciò è anche un tradimento dell’onestà
delle persone.
D.
– Come dobbiamo operare in concreto?
R.
– Io
non sono un responsabile di questo però bisognerebbe che
le persone fossero veramente convinte che il gioco calcio
non è un affare ma è un mezzo, uno strumento di
qualificazione morale, spirituale e civica del cittadino e
della società. Quindi, non soltanto fare discorsi aulici,
specialmente in prossimità delle Olimpiadi, ma sempre.
D.
– Eminenza, quale responsabilità possono avere i mezzi
di comunicazione?
R.
- Il calcio non ha bisogno di essere spinto, esaltato,
eccitato. E’ necessario invece influire, formare per un
equilibrio mentale, razionale, moderato. Il gioco calcio,
e l’esperienza lo dimostra, può essere una miccia, un
detonatore sempre pronto ad esplodere. E’ necessario
perciò attenuare i toni, spesso trionfalistici di certa
cronaca, dei titoli, dell’esaltazione spesso falsamente
eroica dei giocatori, della descrizione di partite come
fossero delle guerre, della mistificazione di alcuni
atleti che sono, come lo siamo tutti, della povera gente.
Ci si lamenta che le persone vanno sempre meno negli stadi
e si ritiene che ciò dipenda dai prezzi alti del
biglietto dell’ingresso ma perchè invece non si pensa
al timore e oggi al terrore dell’insicurezza delle
persone. Chi risponde dell’agente di pubblica sicurezza
morto a 38 anni? Chi ha responsabilità di governo e nello
sport, deve agire per correggere e, se necessario, anche
per reprimere. Lo sport, il gioco calcio, non può
significare paura e morte ma deve poter riaffermare di
essere essenzialmente vitalità e vita.
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MESSAGGIO
DEL PAPA
A SUA
ECCELLENZA REV.MA MONS. SALVATORE GRISTINA
ARCIVESCOVO DI CATANIA
INFORMATO
TRAGICA UCCISIONE ISPETTORE CAPO FILIPPO RACITI SOMMO
PONTEFICE ESPRIME SUA SPIRITUALE VICINANZA AT CONSORTE ET
FIGLI VITTIMA COME ANCHE AT FERITI ET POLIZIA DI STATO
IMPEGNATA CON ALTRE FORZE DELL’ORDINE AT MANTENIMENTO
SICUREZZA DEI CITTADINI (.) NEL RIBADIRE SUA FERMA
CONDANNA PER OGNI GESTO DI VIOLENZA CHE MACCHIA MONDO DEL
CALCIO SANTO PADRE NE ESORTA PROTAGONISTI AT PROMUOVERE
CON MAGGIOR DETERMINAZIONE RISPETTO LEGALITÀ FAVORENDO
LEALTÀ SOLIDARIETÀ ET SANA COMPETITIVITÀ (.) CON TALI
VOTI SUA SANTITÀ ELEVA FERVIDE PREGHIERE DI SUFFRAGIO PER
FEDELE SERVITORE DELLO STATO ET MENTRE INVOCA CONSOLAZIONE
CELESTE SU FAMILIARI COLLEGHI ET SU QUANTI SONO COLPITI DA
COSI’ DRAMMATICO LUTTO INVIA CONFORTATRICE BENEDIZIONE
APOSTOLICA ESTENSIBILE AT PRESENTI RITO ESEQUIALE