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RECITA DEL SANTO ROSARIO NEI GIARDINI VATICANI

 

Fonte: Radio Vaticana

GRANDE PARTECIPAZIONE ANCHE IERI SERA ALLA CERIMONIA DI CONCLUSIONE DEL MESE MARIANO NEI GIARDINI VATICANI   

Benedetto XVI ha preso parte ieri sera alla celebrazione mariana per la conclusione del mese di maggio in Vaticano. Il Santo Padre si è unito alla preghiera dei tanti fedeli radunatisi per rendere omaggio alla Madonna al termine della recita del Rosario, presieduta da monsignor Angelo Comastri, vicario Generale del Pontefice per lo Stato Città del Vaticano, lungo i viali dei Giardini vaticani. Il servizio di Tiziana Campisi:   

Il Papa nei giardini Vaticani

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Scandito da canti, alla luce di tante fiaccole, il tradizionale incontro di preghiera con il quale ogni anno si chiude il mese di maggio nei giardini vaticani ha radunato migliaia di fedeli. Dalla Chiesa di Santo Stefano degli Abissini si è snodata una processione per la recita del Rosario fino alla Grotta della Madonna di Lourdes dove alle 21.20, dopo la liturgia della parola, è arrivato Benedetto XVI. E prima del messaggio del Papa la preghiera di consacrazione a Maria. 

“Insegnaci ogni giorno il tuo sì, o Maria, per amare il Cielo restando sulla terra, per stare nel mondo senza appartenergli, per vivere operosi e sereni nell’attesa di arrivare a casa con Te”. 

Sull’episodio che nel Vangelo di Luca narra l’incontro tra Maria ed Elisabetta, la meditazione del Santo Padre: 

“Con la liturgia, ci soffermiamo a meditare il mistero della Visitazione della Vergine a santa Elisabetta. In un certo modo possiamo dire che il suo viaggio è stato – ci piace sottolinearlo in questo Anno dell’Eucaristia - la prima “processione eucaristica” della storia. Tabernacolo vivente del Dio fatto carne”. 

Benedetto XVI lo ha ribadito più volte: Maria è colei che per prima ha accolto Cristo e per questo è ricolmata di gioia dallo Spirito santo. Similmente il cristiano può vivere questo stato di grazia. 

“Accogliere Gesù e portarlo agli altri è la vera gioia del cristiano! Cari fratelli e sorelle, seguiamo ed imitiamo Maria, un’anima profondamente eucaristica, e tutta la nostra vita diventerà un Magnificat”.

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Tiziana Campisi, 1 giugno 2005, Radio Vaticana

DISCORSO DI BENEDETTO XVI
DURANTE LA CELEBRAZIONE MARIANA
PER LA CONCLUSIONE DEL MESE DI MAGGIO IN VATICANO

- Fonte: Vatican Information Service -

Grotta della Madonna di Lourdes nei Giardini Vaticani
Martedì, 31 maggio 2005

 

Cari Fratelli e Sorelle!

Con grande gioia mi unisco a voi al termine di questo incontro di preghiera, promosso dal Vicariato della Città del Vaticano. Vedo con piacere che siete in molti radunati nei Giardini Vaticani, per la conclusione del mese di maggio. In particolare, tra voi ci sono tante persone che vivono o lavorano in Vaticano e le loro famiglie. Saluto tutti cordialmente; in special modo i Signori Cardinali ed i Vescovi, iniziando da Monsignor Angelo Comastri, che ha guidato quest’incontro di preghiera. Saluto poi i sacerdoti, i religiosi, le religiose presenti, con un pensiero anche alle Suore contemplative del Monastero Mater Ecclesiae a noi unite spiritualmente.

Cari amici, siete saliti alla Grotta di Lourdes recitando il santo Rosario, quasi rispondendo all’invito della Vergine ad elevare lo spirito verso il Cielo. La Madonna ci accompagna ogni giorno nella nostra preghiera. Nello speciale Anno dell’Eucaristia, che stiamo vivendo, Maria ci aiuta soprattutto a scoprire sempre più il grande sacramento dell’Eucaristia. L’amato Papa Giovanni Paolo II nell’ultima Enciclica - Ecclesia de Eucharistia – ce l’ha presentata come “donna eucaristica” nell’intera sua vita (cfr n. 53). “Donna eucaristica” in profondità, a partire dal suo atteggiamento interiore: dall’Annunciazione, quando offrì se stessa per l’incarnazione del Verbo di Dio, fino alla croce e alla risurrezione; “donna eucaristica” nel tempo dopo la Pentecoste, quando ricevette nel Sacramento quel Corpo che aveva concepito e portato in grembo.

In particolare oggi, con la liturgia, ci soffermiamo a meditare il mistero della Visitazione della Vergine a santa Elisabetta. Maria si reca dall’anziana cugina Elisabetta, che tutti dicevano sterile e che invece era giunta al sesto mese di una gravidanza donata da Dio (cfr Lc 1,36), portando in grembo Gesù appena concepito. E’ una giovane ragazza, ma non ha paura, perché Dio è con lei, dentro di lei. In un certo modo possiamo dire che il suo viaggio è stato – ci piace sottolinearlo in questo Anno dell’Eucaristia -  la prima “processione eucaristica” della storia. Tabernacolo vivente del Dio fatto carne, Maria è l’arca dell’Alleanza, nella quale il Signore ha visitato e redento il suo popolo. La presenza di Gesù la ricolma di Spirito Santo. Quando entra nella casa di Elisabetta, il suo saluto è traboccante di grazia: Giovanni sussulta nel grembo della madre, quasi avvertendo la venuta di Colui che dovrà un domani annunciare ad Israele. Esultano i figli, esultano le madri. Quest’incontro pervaso dalla gioia dello Spirito trova la sua espressione nel cantico del Magnificat.

Non è forse questa anche la gioia della Chiesa, che incessantemente accoglie Cristo nella santa Eucaristia e lo porta nel mondo con la testimonianza della carità operosa, permeata di fede e di speranza? Sì, accogliere Gesù e portarlo agli altri è la vera gioia del cristiano! Cari fratelli e sorelle, seguiamo ed imitiamo Maria, un’anima profondamente eucaristica, e tutta la nostra vita diventerà un Magnificat (cfr Ecclesia de Eucaristia, 58). Sia questa la grazia che insieme questa sera domandiamo alla Vergine Santissima, a conclusione del mese di maggio. A voi tutti la mia benedizione.            

 

 

 

 

 

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