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REGINA
CAELI (23 APRILE 2006) |
Radio
Vaticana, 23.04.2006
LA
GIOIA PASQUALE
VISSUTA CON MARIA, IL RICORDO DEI 500 ANNI DALLA PRIMA
PIETRA DELLA BASILICA DI SAN PIETRO: NELLE PAROLE DEL PAPA
AL REGINA COELI RECITATO A CASTEL GANDOLFO.
PARTICOLARMENTE FESTOSA L’ATMOSFERA AL MOMENTO DEI
SALUTI
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L’odierna
festa della Divina Misericordia e la Pasqua, che si
celebra oggi nella Chiese d’Oriente, sono le
ricorrenze che hanno ispirato la riflessione del
Papa prima della recita del Regina Coeli, in una
Piazza San Pietro anche stamane affollatissima di
pellegrini di ogni parte del mondo. Il servizio di
Roberta Gisotti
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E’
partita la riflessione di Benedetto XVI dal racconto nel
Vangelo di Giovanni del Cristo Risorto, che appare ai
discepoli chiusi nel Cenacolo il “primo giorno dopo il
sabato” e che si mostrò loro nello stesso luogo “otto
giorni dopo”, a voler indicare fin dall’inizio quel
ritmo settimanale che
la Chiesa
ha assunto nel celebrare il mistero pasquale ogni domenica
giustamente chiamata “giorno del Signore”.
Poi
il ricordo che fa l’evangelista dei “segni della
crocefissione, ben visibili e tangibili” nel corpo
glorioso di Cristo.
“Quelle
sacre piaghe, nelle mani, nei piedi e nel costato, sono
sorgente inesauribile di fede, di speranza e d’amore a
cui ognuno può attingere, specialmente le anime più
assetate della divina misericordia”.
Da
qui nacque l’ispirazione di Giovanni Paolo II che –
“valorizzando l’esperienza spirituale di un umile
suora Santa Faustina Kowalska” – ha rammentato
Benedetto XVI - volle che “
la Domenica
dopo Pasqua fosse dedicata in modo speciale alla Divina
Misericordia” e
la Provvidenza
ha voluto che lui sia morto proprio alla vigilia di questo
giorno. Il
mistero dell’amore misericordioso è stato infatti al
centro del suo pontificato – ha sottolineato Benedetto
XVI, evocando la sua Enclicica Dives
in misericordia e
le parole pronunciate da Papa Wojtyla, nel giorno della
dedicazione del Santuario della Divina Misericordia a
Cracovia, il 17 agosto del 2002. Disse allora Giovanni
Paolo II “Quanto bisogno di misericordia di Dio ha il
mondo di oggi!”, “evidenziando - ha osservato
Benedetto XVI -
che il culto della misericordia divina non è una
devozione secondaria, ma dimensione integrante della fede
e della preghiera del cristiano”.
Il
pensiero del Papa è poi andato ai fratelli delle Chiese
d’Oriente che celebrano oggi
la Pasqua
:
“Christos
anesti!
Christos
vaskries! E nel clima gioioso di questo giorno non
posso non ricordare che molte di queste popolazioni, in
Serbia, Romania e Bulgaria, soffrono a causa delle
inondazioni dei giorni scorsi. Sono loro vicino con la
preghiera ed auspico vivamente che, grazie al contributo
di tutti, possano superare rapidamente questi difficili
momenti.”
Infine
i saluti nelle loro lingue alle decine di migliaia di
fedeli, raccolti nella Piazza: siete davvero tanti, ha
scherzato il Papa, davanti alla lunga nota da leggere di
città e parrocchie italiane. Nella Piazza, dove
campeggiava una grande immagine della Divina misericordia,
anche un gruppo di polacchi giunti proprio dal Santuario
di Cracovia: mi unisco spiritualmente a voi - ha detto
il Papa – e “chiedo la grazia della Divina
Misericordia per
la Chiesa
e per tutto il mondo”. Tra i tanti striscioni, uno in
particolare dedicato a Giovanni Paolo II con su scritto
“Santo subito”. Presenti anche molti giovani, tra cui
numerosi volontari vincenziani, in occasione di una
iniziativa benefica che il Benedetto XVI ha voluto
segnalare, prima di augurare a tutti una buona domenica:
“Ricordo
che proprio oggi
la Società
di San Vincenzo de Paoli avvia
la Campagna
nazionale 2006 “Fatemi studiare, conviene a tutti” con
una Giornata di sensibilizzazione sulla prevenzione della
povertà dell’analfabetismo”.
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LE PAROLE DEL PAPA ALL'ANGELUS
- FONTE: VATICAN INFORMATION SERVICE -
Cari
fratelli e sorelle!
Nell’odierna
domenica il Vangelo di Giovanni narra che Gesù risorto
apparve ai discepoli, chiusi nel Cenacolo, la sera del
"primo giorno dopo il sabato" (Gv 20,19),
e che si mostrò ad essi nuovamente nello stesso luogo
"otto giorni dopo" (Gv 20,26). Fin
dall’inizio, dunque, la comunità cristiana cominciò a
vivere un ritmo settimanale, scandito dall’incontro con
il Signore risorto. È quanto sottolinea anche la
Costituzione del Concilio Vaticano II sulla liturgia,
affermando: "Secondo la tradizione apostolica, che
trae origine dal giorno stesso della Risurrezione di
Cristo, la Chiesa celebra il mistero pasquale ogni otto
giorni, in quello che si chiama giustamente giorno del
Signore o domenica (Sacrosanctum Concilium, 106).
Ricorda
ancora l’Evangelista che in entrambe le apparizioni il
Signore Gesù mostrò ai discepoli i segni della
crocifissione, ben visibili e tangibili anche nel suo
corpo glorioso (cfr Gv 20,20.27). Quelle sacre
piaghe, nelle mani, nei piedi e nel costato, sono sorgente
inesauribile di fede, di speranza e d’amore a cui ognuno
può attingere, specialmente le anime più assetate della
divina misericordia. In considerazione di ciò, il servo
di Dio Giovanni Paolo II, valorizzando l’esperienza
spirituale di un’umile Suora, Santa Faustina Kowalska,
ha voluto che la Domenica dopo Pasqua fosse dedicata in
modo speciale alla Divina Misericordia; e la Provvidenza
ha disposto che egli morisse proprio alla vigilia di
questo giorno. Il mistero dell’amore misericordioso di
Dio è stato al centro del pontificato di questo mio
venerato Predecessore. Ricordiamo, in particolare,
l’Enciclica Dives in misericordia, del 1980, e la
dedicazione del nuovo Santuario della Divina Misericordia
a Cracovia, nel 2002. Le parole che egli pronunciò in
quest’ultima occasione sono state come una sintesi del
suo magistero, evidenziando che il culto della
misericordia divina non è una devozione secondaria, ma
dimensione integrante della fede e della preghiera del
cristiano.
Maria
Santissima, Madre della Chiesa, a cui ora ci rivolgiamo
con il Regina Caeli, ottenga per tutti i cristiani
di vivere in pienezza la Domenica come "pasqua della
settimana", gustando la bellezza dell’incontro con
il Signore risorto e attingendo alla fonte del suo amore
misericordioso, per essere apostoli della sua pace.
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