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REGINA CAELI (24 MARZO 2008)

Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana

Radio Vaticana, 24 marzo 2008

Nel lunedì dell’Angelo, il Papa auspica - al Regina Caeli - che la Risurrezione di Cristo sia per il mondo fonte di speranza. Poi l’invito di Benedetto XVI a testimoniare con più coraggio la propria fede, sull’esempio dei missionari martiri
 

“La nostra testimonianza della Risurrezione di Cristo sia per il mondo fonte di speranza”: cosi Benedetto XVI nel Lunedì dell’Angelo, rivolto ai fedeli raccolti nel Cortile del Palazzo apostolico di Castel Gandolfo, per recitare insieme al Papa l’antifona mariana del Regina Caeli, che durante il tempo pasquale sostituisce la preghiera dell’Angelus. Servizio di Roberta Gisotti:


“Tutti gli uomini siano partecipi della salvezza”: il rinnovato auspicio del Santo Padre a lodare il Signore “nei giorni del tempo pasquale”, a partire da quell’“avvenimento assolutamente nuovo” nella storia dell’umanità: “la morte e la risurrezione di Cristo”, “questa esperienza” - ha spiegato Benedetto XVI - che “ha inscritto una volta per sempre l’alleluia nel cuore della Chiesa! Anche nel nostro cuore”. Ecco perché il Regina Caeli “è come una nuova ‘annunciazione’ a Maria, fatta questa volta non da un angelo, ma dai cristiani che invitano la Madre a rallegrarsi perché il suo Figlio, da lei portato nel grembo, è risorto come aveva promesso”. “Dopo il dramma della Passione, risuona un nuovo invito alla gioia”.

 
“Cari fratelli e sorelle, lasciamo che l’alleluia pasquale si imprima profondamente anche in noi in tutte le circostanze, così che non sia soltanto una parola in certe circostanze esteriori, ma sia l’espressione proprio della nostra stessa vita”.
 
Dopo la preghiera mariana, il Papa ha fatto memoria di quanti cristiani sono caduti per testimoniare la loro fede, nell’odierna Giornata di preghiera e di digiuno per i missionari martiri:

 
“Ricordare e pregare forse oggi non digiunare ma pregare, per questi nostri fratelli e sorelle – vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e laici – caduti lungo il 2007, mentre svolgevano il loro servizio missionario è un dovere di gratitudine per tutta la Chiesa e uno stimolo per ciascuno di noi a testimoniare in modo sempre più coraggioso la nostra fede e la nostra speranza in Colui che sulla Croce ha vinto per sempre il potere dell’odio e della violenza con l’onnipotenza del suo amore”.
 
Il pensiero di Benedetto XVI è andato poi ai malati di tubercolosi e alle loro famiglie, ricorrendo oggi anche la Giornata Mondiale per la Lotta contro la Tubercolosi. “Auspico – ha detto il Papa - che cresca l’impegno a livello mondiale per debellare questo flagello”; quindi un invito particolare:

 
“Il mio appello si rivolge soprattutto alle istituzioni cattoliche, affinché quanti soffrono possano riconoscere, attraverso la loro opera, il Signore Risorto che dona ad essi guarigione, conforto e pace”.
 
Infine l’augurio del Papa:
 
“A tutti e ciascuno auguro di trascorrere serenamente questo Lunedì dell’Angelo, in cui risuona con forza l’annuncio gioioso della Pasqua. Buona e santa Pasqua a tutti!”.



 

REGINA CAELI DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI

 

Cari fratelli e sorelle!

Nella solenne Veglia pasquale è tornato a risuonare, dopo i giorni della Quaresima, il canto dell’Alleluia, parola ebraica universalmente nota, che significa "Lodate il Signore". Nei giorni del tempo pasquale questo invito alla lode rimbalza di bocca in bocca, di cuore in cuore. Riecheggia a partire da un avvenimento assolutamente nuovo: la morte e risurrezione di Cristo. L’alleluia è sbocciato nei cuori dei primi discepoli e discepole di Gesù in quel mattino di Pasqua, a Gerusalemme… Sembra quasi di sentire le loro voci: quella di Maria di Magdala, che per prima vide il Signore risorto nel giardino presso il Calvario; le voci delle donne, che Lo incontrarono mentre correvano, impaurite e felici, a dare ai discepoli l’annuncio della tomba vuota; le voci dei due discepoli, che si erano incamminati verso Emmaus col volto triste e a sera tornarono a Gerusalemme pieni di gioia per aver ascoltato la sua parola e averLo riconosciuto "nello spezzare il pane"; le voci degli undici Apostoli, che in quella stessa sera lo videro apparire in mezzo a loro nel cenacolo, mostrare le ferite dei chiodi e della lancia e dire loro: "Pace a voi!". Questa esperienza ha inscritto una volta per sempre l’alleluia nel cuore della Chiesa!

Da quella stessa esperienza deriva anche la preghiera che noi recitiamo quest’oggi e ogni giorno del tempo pasquale al posto dell’Angelus: l’antifona mariana Regina Caeli. Il testo è breve e ha la forma diretta di un annuncio: è come una nuova "annunciazione" a Maria, fatta questa volta non da un angelo, ma dai cristiani che invitano la Madre a rallegrarsi perché il suo Figlio, da lei portato nel grembo, è risorto come aveva promesso. In effetti, "rallegrati" era stata, a Nazaret, la prima parola rivolta alla Vergine dal messaggero celeste. E il senso era questo: Gioisci, Maria, perché il Figlio di Dio sta per farsi uomo in te. Ora, dopo il dramma della Passione, risuona un nuovo invito alla gioia: "Gaude et laetare, Virgo Maria, alleluia, quia surrexit Dominus vere, alleluia – Gioisci e rallegrati, Vergine Maria, alleluia, perché il Signore è risorto davvero, alleluia!".

Cari fratelli e sorelle, lasciamo che l’alleluia pasquale si imprima profondamente anche in noi, così che non sia soltanto una parola, ma l’espressione della nostra stessa vita: l’esistenza di persone che invitano tutti a lodare il Signore e lo fanno con il loro comportamento da "risorti". "Prega il Signore per noi", diciamo a Maria, affinché Colui che, nella risurrezione del suo Figlio, ha ridato la gioia al mondo intero, ci conceda di godere di questa gioia ora e nella vita senza fine.

DOPO IL REGINA CÆLI

Je vous salue pèlerins francophones, venus en ce jour prier la Mère de Dieu avec le Regina coeli. Au lendemain de la fête de Pâques, qui illumine notre vie chrétienne et lui donne tout son sens, rendons grâce au Seigneur pour son amour et demandons à la Vierge Marie de nous aider à entrer dans une foi toujours plus profonde au Christ ressuscité. Saint temps pascal.

To the English-speaking pilgrims gathered for today’s Regina Caeli, I offer greetings of Easter joy. Christ has conquered the world! His victory over sin and death fills our hearts with burning hope. As we celebrate the Paschal feast, let us radiate his peace, grace and love in all we say and do. Happy Easter!

Einen freudigen Ostergruß richte ich an alle Pilger und Besucher deutscher Sprache. Mit Maria und der ganzen Kirche stimmen wir ein in den österlichen Jubel: Der Herr ist wahrhaft auferstanden! Euch und euren Familien wünsche ich von Herzen eine frohe Osterwoche.

Saludo con afecto a los peregrinos de lengua española, en este lunes de la octava de Pascua. Os invito a alegraros y a regocijaros con la Virgen María, porque el Señor Jesús resucitó de entre los muertos y reina para siempre. Él intercede por vosotros y os alienta a vivir de acuerdo con la fe que profesáis. Feliz tiempo de Pascua.

Pozdrawiam wszystkich Polaków. Dzisiejsza liturgia przypomina słowa św. Piotra: „Jezusa wskrzesił Bóg, a my wszyscy jesteśmy tego świadkami" (Dz 2, 32). Niech nasze świadectwo o zmartwychwstaniu Chrystusa będzie dla świata źródłem nadziei. Niech zbawienie stanie się udziałem wszystkich ludzi. Serdecznie wam błogosławię!

[Saluto tutti i polacchi. La liturgia di oggi ci ricorda le parole di S. Pietro: "Questo Gesù Dio l’ha resuscitato e noi tutti ne siamo testimoni" (At 2, 32). La nostra testimonianza della risurrezione di Cristo sia per il mondo fonte di speranza. Tutti gli uomini siano partecipi della salvezza. Vi benedico di cuore!]

Nella luce di Cristo risorto acquista particolare valore l’annuale Giornata di preghiera e di digiuno per i missionari martiri, che ricorre proprio oggi, 24 marzo. Ricordare e pregare per questi nostri fratelli e sorelle – vescovi, sacerdoti, religiosi, religiose e laici – caduti lungo il 2007, mentre svolgevano il loro servizio missionario è un dovere di gratitudine per tutta la Chiesa e uno stimolo per ciascuno di noi a testimoniare in modo sempre più coraggioso la nostra fede e la nostra speranza in Colui che sulla Croce ha vinto per sempre il potere dell’odio e della violenza con l’onnipotenza del suo amore.

Ricorre oggi anche la Giornata Mondiale per la Lotta contro la Tubercolosi. Sono particolarmente vicino ai malati e alle loro famiglie e auspico che cresca l’impegno a livello mondiale per debellare questo flagello. Il mio appello si rivolge soprattutto alle istituzioni cattoliche, affinché quanti soffrono possano riconoscere, attraverso la loro opera, il Signore Risorto che dona ad essi guarigione, conforto e pace.

Saluto infine i pellegrini di lingua italiana, con un ricordo particolare per le autorità e gli abitanti di Castel Gandolfo sempre così ospitali. A tutti e ciascuno auguro di trascorrere serenamente questo Lunedì dell’Angelo, in cui risuona con forza l’annuncio gioioso della Pasqua. Buona e santa Pasqua a tutti!

 

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