REGINA
CAELI DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
Cari
fratelli e sorelle!
Nella
solenne Veglia pasquale è tornato a risuonare, dopo
i giorni della Quaresima, il canto dell’Alleluia,
parola ebraica universalmente nota, che significa
"Lodate il Signore". Nei giorni del tempo
pasquale questo invito alla lode rimbalza di bocca
in bocca, di cuore in cuore. Riecheggia a partire da
un avvenimento assolutamente nuovo: la morte e
risurrezione di Cristo. L’alleluia è
sbocciato nei cuori dei primi discepoli e discepole
di Gesù in quel mattino di Pasqua, a Gerusalemme…
Sembra quasi di sentire le loro voci: quella di
Maria di Magdala, che per prima vide il Signore
risorto nel giardino presso il Calvario; le voci
delle donne, che Lo incontrarono mentre correvano,
impaurite e felici, a dare ai discepoli l’annuncio
della tomba vuota; le voci dei due discepoli, che si
erano incamminati verso Emmaus col volto triste e a
sera tornarono a Gerusalemme pieni di gioia per aver
ascoltato la sua parola e averLo riconosciuto
"nello spezzare il pane"; le voci degli
undici Apostoli, che in quella stessa sera lo videro
apparire in mezzo a loro nel cenacolo, mostrare le
ferite dei chiodi e della lancia e dire loro:
"Pace a voi!". Questa esperienza ha
inscritto una volta per sempre l’alleluia
nel cuore della Chiesa!
Da
quella stessa esperienza deriva anche la preghiera
che noi recitiamo quest’oggi e ogni giorno del
tempo pasquale al posto dell’Angelus:
l’antifona mariana Regina Caeli. Il testo
è breve e ha la forma diretta di un annuncio: è
come una nuova "annunciazione" a Maria,
fatta questa volta non da un angelo, ma dai
cristiani che invitano la Madre a rallegrarsi perché
il suo Figlio, da lei portato nel grembo, è risorto
come aveva promesso. In effetti,
"rallegrati" era stata, a Nazaret, la
prima parola rivolta alla Vergine dal messaggero
celeste. E il senso era questo: Gioisci, Maria,
perché il Figlio di Dio sta per farsi uomo in te.
Ora, dopo il dramma della Passione, risuona un nuovo
invito alla gioia: "Gaude et laetare, Virgo
Maria, alleluia, quia surrexit Dominus vere,
alleluia – Gioisci e rallegrati, Vergine Maria,
alleluia, perché il Signore è risorto davvero,
alleluia!".
Cari
fratelli e sorelle, lasciamo che l’alleluia
pasquale si imprima profondamente anche in noi, così
che non sia soltanto una parola, ma l’espressione
della nostra stessa vita: l’esistenza di persone
che invitano tutti a lodare il Signore e lo fanno
con il loro comportamento da "risorti".
"Prega il Signore per noi", diciamo a
Maria, affinché Colui che, nella risurrezione del
suo Figlio, ha ridato la gioia al mondo intero, ci
conceda di godere di questa gioia ora e nella vita
senza fine.
DOPO
IL REGINA CÆLI
Je
vous salue pèlerins francophones, venus en ce jour
prier la Mère de Dieu avec le Regina coeli.
Au lendemain de la fête de Pâques, qui illumine
notre vie chrétienne et lui donne tout son sens,
rendons grâce au Seigneur pour son amour et
demandons à la Vierge Marie de nous aider à entrer
dans une foi toujours plus profonde au Christ
ressuscité. Saint temps pascal.
To
the English-speaking pilgrims gathered for today’s
Regina Caeli, I offer greetings of Easter joy.
Christ has conquered the world! His victory over sin
and death fills our hearts with burning hope. As we
celebrate the Paschal feast, let us radiate his
peace, grace and love in all we say and do. Happy
Easter!
Einen
freudigen Ostergruß richte ich an alle Pilger und
Besucher deutscher Sprache. Mit Maria und der ganzen
Kirche stimmen wir ein in den österlichen Jubel:
Der Herr ist wahrhaft auferstanden! Euch und euren
Familien wünsche ich von Herzen eine frohe
Osterwoche.
Saludo
con afecto a los peregrinos de lengua española, en
este lunes de la octava de Pascua. Os invito a
alegraros y a regocijaros con la Virgen María,
porque el Señor Jesús resucitó de entre los
muertos y reina para siempre. Él intercede por
vosotros y os alienta a vivir de acuerdo con la fe
que profesáis. Feliz tiempo de Pascua.
Pozdrawiam
wszystkich Polaków. Dzisiejsza liturgia przypomina
słowa św. Piotra: „Jezusa wskrzesił
Bóg, a my wszyscy jesteśmy tego świadkami"
(Dz 2, 32). Niech nasze świadectwo o
zmartwychwstaniu Chrystusa będzie dla świata
źródłem nadziei. Niech zbawienie stanie
się udziałem wszystkich ludzi. Serdecznie
wam błogosławię!
[Saluto
tutti i polacchi. La liturgia di oggi ci ricorda le
parole di S. Pietro: "Questo Gesù Dio l’ha
resuscitato e noi tutti ne siamo testimoni" (At
2, 32). La nostra testimonianza della risurrezione
di Cristo sia per il mondo fonte di speranza. Tutti
gli uomini siano partecipi della salvezza. Vi
benedico di cuore!]
Nella
luce di Cristo risorto acquista particolare valore
l’annuale Giornata di preghiera e di digiuno per i
missionari martiri, che ricorre proprio oggi, 24
marzo. Ricordare e pregare per questi nostri
fratelli e sorelle – vescovi, sacerdoti,
religiosi, religiose e laici – caduti lungo il
2007, mentre svolgevano il loro servizio missionario
è un dovere di gratitudine per tutta la Chiesa e
uno stimolo per ciascuno di noi a testimoniare in
modo sempre più coraggioso la nostra fede e la
nostra speranza in Colui che sulla Croce ha vinto
per sempre il potere dell’odio e della violenza
con l’onnipotenza del suo amore.
Ricorre
oggi anche la Giornata Mondiale per la Lotta contro
la Tubercolosi. Sono particolarmente vicino ai
malati e alle loro famiglie e auspico che cresca
l’impegno a livello mondiale per debellare questo
flagello. Il mio appello si rivolge soprattutto alle
istituzioni cattoliche, affinché quanti soffrono
possano riconoscere, attraverso la loro opera, il
Signore Risorto che dona ad essi guarigione,
conforto e pace.
Saluto
infine i pellegrini di lingua italiana, con un
ricordo particolare per le autorità e gli abitanti
di Castel Gandolfo sempre così ospitali. A tutti e
ciascuno auguro di trascorrere serenamente questo
Lunedì dell’Angelo, in cui risuona con forza
l’annuncio gioioso della Pasqua. Buona e santa
Pasqua a tutti!
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