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REGINA
CAELI (23 APRILE 2006) |
Radio
Vaticana, 23.04.2006
NEGARE
LA RISURREZIONE DI CRISTO SIGNIFICA VANIFICARE LA NOSTRA
FEDE: E’ IL RICHIAMO DEL PAPA, CHE AL REGINA CAELI
HA
SOTTOLINEATO COME LA MADONNA SIA MADRE E MAESTRA DI TUTTI
I CRISTIANI, IN OGNI TEMPO
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La
Risurrezione di Cristo è il cuore della nostra fede, una
verità che va riaffermata con vigore: è quanto ribadito
da Benedetto XVI al Regina Caeli, in una piazza San Pietro
gremita di fedeli. Il Papa ha poi ricordato che domani
inizia il mese di maggio, consacrato a Maria. Un periodo,
ha sottolineato, utile a riscoprire la funzione materna
che la Madonna svolge nella nostra vita. Il servizio di
Alessandro Gisotti:
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“Vincere
l’incredulità”, che sperimentarono anche gli
Apostoli, e “credere nella Risurrezione di Cristo”: è
l’esortazione di Benedetto XVI, che al Regina Caeli ha
sottolineato come nel tempo pasquale la liturgia ci offra
“molteplici stimoli per rinsaldare la nostra fede nel
Cristo Risorto”. Ha ricordato così le parole di San
Paolo: “Se Cristo non è risuscitato allora è vana la
nostra predicazione ed è vana anche la nostra fede”. Un
richiamo di straordinaria attualità:
“La
risurrezione di Cristo è il dato centrale del
cristianesimo, verità fondamentale da riaffermare con
vigore in ogni tempo, poiché negarla come in vario modo
si è tentato di fare e si continua a fare o trasformarla
in un avvenimento puramente spirituale, è vanificare la
stessa nostra fede”.
Il
Papa ha rammentato che nei giorni successivi alla
Risurrezione del Signore, gli Apostoli “restarono
raccolti tra loro, confortati dalla presenza di Maria”.
La Madonna, ha ribadito, “fu per loro madre e maestra,
ruolo che continua a svolgere verso i cristiani di tutti i
tempi”. Nel periodo pasquale, ha proseguito,
“riviviamo più intensamente questa esperienza e forse
proprio per questo la tradizione popolare ha consacrato a
Maria il mese di maggio, che normalmente cade tra la
Pasqua e la Pentecoste”. Quindi, ha corredato queste
parole con una riflessione sul mese mariano:
“Questo
mese, che iniziamo domani, ci è pertanto utile a
riscoprire la funzione materna che Lei svolge nella nostra
vita, affinché siamo sempre discepoli docili e testimoni
coraggiosi del Signore risorto. A Maria affidiamo le
necessità della Chiesa e del mondo intero, specialmente
in questo momento segnato da non poche ombre”.
Benedetto
XVI non ha mancato di ricordare San Giuseppe che, ha detto
festeggeremo domani, in particolare “col pensiero al
mondo del lavoro”. Dopo la recita del Regina Caeli, il
Pontefice ha rivolto un saluto alla comunità del
Preseminario San Pio X in Vaticano, in occasione del 50.mo
anniversario di fondazione. Esso, ha affermato, è
affidato alla “benemerita Opera scaturita dalla
generosità di don Giovanni Folci e dedita alla cura e
alla santificazione del clero”. Nei saluti in lingua
inglese, il Papa ha ricordato la Beatificazione in India
di don Agostino Thevarparampil. Quindi, ha dato
appuntamento ai fedeli polacchi a fine maggio quando si
recherà in Polonia, proprio nel mese consacrato alla
devozione mariana. Tanti i gruppi italiani ai quali il
Papa ha voluto indirizzare parole d’affetto. Tra questi,
il Club automobilistico “Passione Rossa”, che ha
portato in Piazza San Pietro decine di Ferrari,
inconfondibili nel loro rosso fiammante.
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LE PAROLE DEL PAPA ALL'ANGELUS
- FONTE: VATICAN INFORMATION SERVICE -
Nel tempo
pasquale la liturgia ci offre molteplici stimoli per
rinsaldare la nostra fede nel Cristo risorto.
Nell’odierna III Domenica di Pasqua, ad esempio, san
Luca narra come i due discepoli di Emmaus, dopo averlo
riconosciuto "nello spezzare il pane", si
recarono pieni di gioia a Gerusalemme per informare gli
altri di quanto era loro accaduto. E proprio mentre
stavano parlando, lo stesso Signore si fece presente
mostrando le mani e i piedi con i segni della passione.
Dinanzi poi allo stupore incredulo degli Apostoli, Gesù
si fece dare del pesce arrostito e lo mangiò sotto i loro
occhi (cfr Lc 24,35-43). In questo e in altri
racconti si coglie un ripetuto invito a vincere
l’incredulità e a credere nella risurrezione di Cristo,
perché i suoi discepoli sono chiamati ad essere testimoni
proprio di questo evento straordinario. La risurrezione di
Cristo è il dato centrale del cristianesimo, verità
fondamentale da riaffermare con vigore in ogni tempo,
poiché negarla come in vario modo si è tentato di fare e
si continua a fare o trasformarla in un avvenimento
puramente spirituale, è vanificare la stessa nostra fede.
"Se Cristo non è risuscitato - afferma san Paolo -,
allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la
nostra fede" (1 Cor 15,14).
Nei
giorni che seguirono la risurrezione del Signore, gli
Apostoli restarono raccolti tra loro, confortati dalla
presenza di Maria, e dopo l’Ascensione perseverarono
insieme a Lei in orante attesa della Pentecoste. La
Madonna fu per loro madre e maestra, ruolo che continua a
svolgere verso i cristiani di tutti i tempi. Ogni anno,
nel tempo pasquale, riviviamo più intensamente questa
esperienza e forse proprio per questo la tradizione
popolare ha consacrato a Maria il mese di maggio, che
normalmente cade tra la Pasqua e la Pentecoste. Questo
mese, che iniziamo domani, ci è pertanto utile a
riscoprire la funzione materna che Lei svolge nella nostra
vita, affinché siamo sempre discepoli docili e testimoni
coraggiosi del Signore risorto.
A Maria
affidiamo le necessità della Chiesa e del mondo intero,
specialmente in questo momento segnato da non poche ombre.
Invocando l’intercessione anche di San Giuseppe, che
domani ricorderemo in modo particolare col pensiero al
mondo del lavoro, a Lei ci rivolgiamo con la preghiera del
Regina Caeli , preghiera che ci fa assaporare la
gioia confortatrice della presenza di Cristo risorto.
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