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DISCORSO
AGLI AMMINISTRATORI DELLA REGIONE LAZIO |
Radio
Vaticana, 141 gennaio 2010
Benedetto
XVI agli amministratori locali di Roma e del Lazio: la
persona e la famiglia siano al centro dell'azione
politica. Educare i giovani ad una visione alta dell'uomo
◊ La
difesa della vita, la promozione della famiglia, l’aiuto
ai bisognosi, l’educazione dei giovani: sono i quattro
pilastri che Benedetto XVI ha indicato agli amministratori
locali di Roma e del Lazio, ricevuti in Vaticano per i
tradizionali auguri di inizio anno. Incontro nel quale
sono state innanzitutto ricordate le vittime dell'immane
tragedia che ha colpito Haiti. Dal Pontefice
l’esortazione agli amministratori ad impegnarsi per il
bene comune senza egoismi e particolarismi. Gli indirizzi
d’omaggio al Papa sono stati rivolti dal vicepresidente
della giunta regionale, Esterino Montino, dal sindaco
capitolino, Gianni Alemanno, e dal presidente della
provincia, Nicola Zingaretti. Il servizio di Alessandro
Gisotti:
La persona umana sia sempre al centro delle politiche
locali: è l’esortazione rivolta da Benedetto XVI agli
amministratori di Roma e Lazio. Ancor più in tempi di
crisi economica, ha poi osservato il Papa, lo sviluppo
“deve riguardare l’uomo nella sua totalità”,
“nella carità e nella verità”:
“La persona umana, infatti, è al centro
dell'azione politica e la sua crescita morale e spirituale
deve essere la prima preoccupazione per coloro che sono
stati chiamati ad amministrare la comunità civile. È
fondamentale che quanti hanno ricevuto dalla fiducia dei
cittadini l'alta responsabilità di governare le
istituzioni avvertano come prioritaria l'esigenza di
perseguire costantemente il bene comune”.
Affinché ciò avvenga, ha affermato, è opportuno
favorire “una sana dialettica” nelle sedi
istituzionali. Solo così, infatti, i provvedimenti presi
saranno condivisi e permetteranno “un efficace sviluppo
per gli abitanti dei territori amministrati”. Il Papa
non ha mancato di esprimere apprezzamento per gli sforzi
compiuti dalle amministrazioni locali per venire incontro
alle fasce più deboli “in vista della promozione di una
convivenza più giusta e solidale”:
“Al riguardo, vorrei invitarvi a porre ogni cura
perché la centralità della persona umana e della
famiglia costituiscano il principio ispiratore di ogni
vostra scelta. Ad esso, in particolare, occorre far
riferimento nella realizzazione dei nuovi insediamenti
della città, perché i complessi abitativi che vanno
sorgendo non siano solo quartieri dormitorio”.
Per questo, ha proseguito, è opportuno che “siano
previste quelle strutture che favoriscono i processi di
socializzazione”, evitando “la chiusura
nell'individualismo” dannosa per ogni convivenza umana.
La Chiesa, ha ribadito il Papa, “è lieta di offrire il
proprio contributo perché in questi quartieri ci sia una
vita sociale degna dell'uomo”. Ed ha fatto riferimento
in particolare alla costruzione delle nuove parrocchie,
“che oltre ad essere punti di riferimento per la vita
cristiana, svolgono anche una fondamentale funzione
educativa e sociale”. Né ha mancato di menzionare
l’apertura degli “oratori dei piccoli”, che in
alcuni nuovi quartieri permettono ai bambini di
trascorrere serenamente le ore della giornata mentre i
genitori sono al lavoro:
“Auspico, altresì, che possano essere adottati
anche ulteriori provvedimenti in favore delle famiglie, in
particolare di quelle numerose, in modo che l'intera città
goda dell'insostituibile funzione di questa fondamentale
istituzione, prima e indispensabile cellula della società”.
Il Papa ha così rivolto il pensiero ad un tema che gli
è particolarmente caro: l’educazione delle nuove
generazioni, su cui, ha detto, la diocesi di Roma e quelle
del Lazio sono particolarmente impegnate:
"È davanti agli occhi di tutti la necessità e
l'urgenza di aiutare i giovani a progettare la vita sui
valori autentici, che fanno riferimento ad una visione
'alta' dell’uomo e che trovano nel patrimonio religioso
e culturale cristiano una delle sue espressioni più
sublimi".
“Oggi – ha detto – le nuove generazioni chiedono
di sapere chi sia l'uomo e quale sia il suo destino e
cercano risposte capaci di indicare loro la strada da
percorrere per fondare l’esistenza sui valori
perenni”:
“In particolare, nelle proposte formative circa i
grandi temi dell'affettività e della sessualità, così
importanti per la vita, occorre evitare di prospettare
agli adolescenti e ai giovani vie che favoriscono la
banalizzazione di queste fondamentali dimensioni
dell'esistenza umana. A tale scopo, la Chiesa chiede la
collaborazione di tutti, in particolare di quanti operano
nella scuola, per educare a una visione alta dell’amore
e della sessualità umana”.
Ha così ribadito che quelli che sembrano i “no”
della Chiesa sono invece dei “sì” alla vita,
all’amore “che si apre alla vita e non si chiude in
una visione narcisistica della coppia”. La Chiesa, ha
soggiunto, è convinta che “soltanto tali scelte possano
condurre ad un modello di vita, nel quale la felicità è
un bene condiviso”. Da ultimo, il Papa ha esortato le
autorità locali a mostrare un’attenzione “costante e
coerente al mondo della malattia e della sofferenza”. Ed
ha rammentato che a Roma e nel Lazio, operano da secoli
strutture sanitarie cattoliche:
“Ispirandosi al Vangelo, esse si sforzano di
accostarsi alle persone sofferenti con amore e speranza,
sostenendo anche la ricerca di senso e cercando di fornire
risposte agli interrogativi che inevitabilmente sorgono
nei cuori di quanti vivono la difficile dimensione della
malattia e del dolore. (…) Confido pertanto che,
nonostante le persistenti difficoltà economiche, tali
strutture possano essere adeguatamente sostenute nel loro
prezioso servizio”.
DISCORSO
DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
AGLI AMMINISTRATORI DELLA REGIONE LAZIO
DEL COMUNE E DELLA PROVINCIA DI ROMA
Sala Clementina
Giovedì, 14 gennaio 2010
Illustri
Signori e Gentili Signore!
Sono
lieto di incontrarvi in questo tradizionale appuntamento,
che ci offre l’occasione di scambiarci cordiali auguri
per il nuovo anno e di riflettere sulla realtà del nostro
territorio, nel quale da 2000 anni è presente il
Successore di Pietro, come Vescovo di Roma e Arcivescovo
metropolita della Provincia ecclesiastica romana, che
comprende l’intero Lazio. Vi sono grato per questa
visita e porgo il mio deferente e cordiale saluto al Vice
Presidente della Giunta Regionale del Lazio, On. Esterino
Montino, al Sindaco di Roma, On. Gianni Alemanno, ed al
Presidente della Provincia di Roma, On. Nicola Zingaretti,
ai quali desidero esprimere il mio vivo ringraziamento per
le cortesi parole che mi hanno rivolto anche a nome delle
Amministrazioni che essi guidano. Con loro, saluto i
Presidenti delle rispettive Assemblee Consiliari e tutti i
presenti.
La crisi
che ha investito l'economia mondiale – come è stato
ricordato - ha avuto conseguenze anche per gli abitanti e
le imprese di Roma e del Lazio. Allo stesso tempo, essa ha
offerto la possibilità di ripensare il modello di
crescita perseguito in questi ultimi anni.
Nell’Enciclica Caritas
in veritate ho ricordato che lo sviluppo umano per
essere autentico deve riguardare l'uomo nella sua totalità
e deve realizzarsi nella carità e nella verità. La
persona umana, infatti, è al centro dell'azione politica
e la sua crescita morale e spirituale deve essere la prima
preoccupazione per coloro che sono stati chiamati ad
amministrare la comunità civile. È fondamentale che
quanti hanno ricevuto dalla fiducia dei cittadini l'alta
responsabilità di governare le istituzioni avvertano come
prioritaria l'esigenza di perseguire costantemente il bene
comune, che “non è un bene ricercato per se stesso, ma
per le persone che fanno parte della comunità sociale e
che solo in essa possono realmente e più efficacemente
conseguire il loro bene” (Caritas
in veritate, 7). Affinché ciò avvenga, è
opportuno che nelle sedi istituzionali si cerchi di
favorire una sana dialettica perché quanto più le
decisioni e i provvedimenti saranno condivisi tanto più
essi permetteranno un efficace sviluppo per gli abitanti
dei territori amministrati.
In tale
contesto, desidero esprimere apprezzamento per gli sforzi
compiuti da codeste Amministrazioni per venire incontro
alle fasce più deboli ed emarginate della società, in
vista della promozione di una convivenza più giusta e
solidale. Al riguardo, vorrei invitarvi a porre ogni cura
perché la centralità della persona umana e della
famiglia costituiscano il principio ispiratore di ogni
vostra scelta. Ad esso, in particolare, occorre far
riferimento nella realizzazione dei nuovi insediamenti
della città, perché i complessi abitativi che vanno
sorgendo non siano solo quartieri dormitorio. A tal fine,
è opportuno che siano previste quelle strutture che
favoriscono i processi di socializzazione, evitando così
che sorga e si incrementi la chiusura nell'individualismo
e l'attenzione esclusiva ai propri interessi, dannose per
ogni convivenza umana. Rispettando le competenze delle
autorità civili, la Chiesa è lieta di offrire il proprio
contributo perché in questi quartieri ci sia una vita
sociale degna dell'uomo. So che in diverse zone
periferiche della città ciò è già avvenuto, grazie
all’impegno dell’Amministrazione Comunale per la
realizzazione di importanti opere, ed auspico che tali
esigenze siano tenute presenti dovunque. Sono grato per la
consolidata collaborazione esistente fra le
Amministrazioni da voi guidate e il Vicariato, in
particolare per quanto concerne la costruzione dei nuovi
complessi parrocchiali, che, oltre ad essere punti di
riferimento per la vita cristiana, svolgono anche una
fondamentale funzione educativa e sociale.
Tale
collaborazione ha permesso di raggiungere significativi
obiettivi. Al riguardo, mi piace ricordare che in alcuni
nuovi quartieri, dove vivono in particolare giovani
famiglie con bambini piccoli, le comunità ecclesiali,
consapevoli che l'apertura alla vita è al centro del vero
sviluppo umano (cfr Ibid., 28), hanno realizzato
gli “oratori dei piccoli”. Tali utili strutture
permettono ai bambini di trascorrere le ore della
giornata, mentre i genitori sono al lavoro. Confido che
una sempre più feconda sinergia fra le diverse
istituzioni permetta il sorgere nelle zone periferiche,
come anche nel resto della città, di analoghe strutture
che aiutino i giovani genitori nel loro compito educativo.
Auspico, altresì, che possano essere adottati anche
ulteriori provvedimenti in favore delle famiglie, in
particolare di quelle numerose, in modo che l'intera città
goda dell'insostituibile funzione di questa fondamentale
istituzione, prima e indispensabile cellula della società.
All’interno
della promozione del bene comune, l'educazione delle nuove
generazioni, che costituiscono il futuro della nostra
Regione, rappresenta una preoccupazione predominante che
gli Amministratori della cosa pubblica condividono con la
Chiesa e con tutte le organizzazioni formative. Da alcuni
anni la Diocesi di Roma e quelle del Lazio sono impegnate
a offrire il loro contributo per far fronte alle istanze
sempre più urgenti che pervengono dal mondo giovanile e
che chiedono risposte educative adeguate di alto profilo.
È davanti agli occhi di tutti la necessità e l'urgenza
di aiutare i giovani a progettare la vita sui valori
autentici, che fanno riferimento ad una visione “alta”
dell’uomo e che trovano nel patrimonio religioso e
culturale cristiano una delle sue espressioni più
sublimi. Oggi le nuove generazioni chiedono di sapere chi
sia l'uomo e quale sia il suo destino e cercano risposte
capaci di indicare loro la strada da percorrere per
fondare l’esistenza sui valori perenni. In particolare,
nelle proposte formative circa i grandi temi
dell'affettività e della sessualità, così importanti
per la vita, occorre evitare di prospettare agli
adolescenti e ai giovani vie che favoriscono la
banalizzazione di queste fondamentali dimensioni
dell'esistenza umana. A tale scopo, la Chiesa chiede la
collaborazione di tutti, in particolare di quanti operano
nella scuola, per educare a una visione alta dell’amore
e della sessualità umana. Desidero, a tal proposito,
invitare tutti a comprendere che, nel pronunciare i suoi no,
la Chiesa in realtà dice dei sì alla vita,
all’amore vissuto nella verità del dono di sé
all’altro, all'amore che si apre alla vita e non si
chiude in una visione narcisistica della coppia. Essa è
convinta che soltanto tali scelte possano condurre ad un
modello di vita, nel quale la felicità è un bene
condiviso. Su questi temi, come anche su quelli della
famiglia fondata sul matrimonio e sul rispetto della vita
dal suo concepimento fino al suo termine naturale, la
comunità ecclesiale non può che essere fedele alla verità
“che, sola, è garanzia di libertà e della possibilità
di uno sviluppo umano integrale” (Ibid., 9).
Infine,
non posso non esortare le autorità competenti ad
un’attenzione costante e coerente al mondo della
malattia e della sofferenza. Le strutture sanitarie, così
numerose a Roma e nel Lazio, che offrono un importante
servizio alla comunità, siano luoghi nei quali si
incontrano sempre più gestione attenta e responsabile
della cosa pubblica, competenze professionali e dedizione
generosa verso il malato, la cui accoglienza e cura,
devono essere il criterio sommo di quanti operano in tale
ambito. Roma e il Lazio, accanto alle strutture sanitarie
pubbliche, vedono da secoli la presenza di quelle di
ispirazione cattolica, che operano a favore di ampie fasce
della popolazione. In esse si cerca di coniugare la
competenza professionale e l’attenzione al malato con la
verità e la carità di Cristo. Infatti, ispirandosi al
Vangelo, esse si sforzano di accostarsi alle persone
sofferenti con amore e speranza, sostenendo anche la
ricerca di senso e cercando di fornire risposte agli
interrogativi che inevitabilmente sorgono nei cuori di
quanti vivono la difficile dimensione della malattia e del
dolore. L’uomo ha, infatti, bisogno di essere curato
nella sua unità di essere spirituale e corporale. Confido
pertanto che, nonostante le persistenti difficoltà
economiche, tali strutture possano essere adeguatamente
sostenute nel loro prezioso servizio.
Gentili
Autorità, mentre esprimo la mia viva gratitudine per la
cortese e gradita visita, assicuro la mia cordiale
vicinanza e la mia preghiera per voi, per le alte
responsabilità che vi sono state affidate e per gli
abitanti delle realtà che amministrate. Il Signore vi
sostenga, vi guidi e dia compimento alle attese di bene
presenti nel cuore di ciascuno.
Con tali
sentimenti, con affetto e benevolenza imparto la
Benedizione Apostolica, estendendola di cuore alle vostre
famiglie e a quanti vivono ed operano a Roma, nella sua
provincia e nell’intero Lazio.
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