LONDRA,
sabato, 18 settembre 2010 (ZENIT.org).- Facendo visita
questo sabato pomeriggio agli ospiti della “St.
Peter’s Residence”, casa di riposo londinese per
anziani diretta dalle Piccole Sorelle dei Poveri, Papa
Benedetto XVI ha affermato che gli anziani sono “una
benedizione per la società”.
Dopo aver guidato un breve momento di preghiera nella
Cappella, il Pontefice si è recato nel Teatro del
Centro, dove erano riuniti gli anziani insieme ad alcuni
assistenti e volontari.
Nel suo discorso ai presenti, ha ricordato che “con i
progressi della medicina ed altri fattori legati alla
accresciuta longevità, è importante riconoscere la
presenza di un crescente numero di anziani come una
benedizione per la società”.
“Ogni generazione può imparare dall’esperienza e
saggezza della generazione che l’ha preceduta”.
Il provvedere alla cura delle persone anziane, ha
segnalato, “non dovrebbe essere anzitutto considerata
come un atto di generosità, ma come il ripagare un
debito di gratitudine”.
Il Papa ha anche ricordato che la Chiesa “ha sempre
avuto grande rispetto per l’anziano”.
“Il Quarto Comandamento 'Onora tuo padre e tua madre
come il Signore tuo Dio ti ha comandato' è legato alla
promessa 'perché si prolunghino i tuoi giorni e tu sia
felice nel paese che il Signore, tuo Dio, ti dà'”.
“Dio vuole un preciso rispetto per la dignità e il
valore, la salute e il benessere degli anziani e,
attraverso le sue istituzioni caritative in Gran
Bretagna ed altrove, la Chiesa cerca di adempiere il
comando del Signore di rispettare la vita, senza tenere
conto dell’età o delle condizioni”, ha aggiunto.
Accettare la sofferenza
Il Papa ha quindi ricordato che “la vita è un dono
unico, ad ogni stadio, dal concepimento fino alla morte
naturale, e spetta solo a Dio darla e toglierla”.
Anche se si può “godere buona salute in tarda età”,
ha spiegato, “i cristiani non dovrebbero avere paura
di partecipare alle sofferenze di Cristo se Dio vuole
che affrontiamo l’infermità”.
A questo proposito, ha ricordato l'esempio del suo
predecessore, Papa Giovanni Paolo II, che “ha sofferto
pubblicamente negli ultimi anni della sua vita”.
“Appariva chiaro a tutti che viveva questo in unione
alle sofferenze del nostro Salvatore – ha constatato
–. La sua letizia e pazienza nell’affrontare i suoi
ultimi giorni furono un significativo e commovente
esempio per tutti noi che dobbiamo portare il carico
degli anni che avanzano”.
Padre e fratello
Benedetto XVI ha confessato agli anziani di essere
andato a far loro visita “non solo come un Padre, ma
soprattutto come un fratello che conosce bene le gioie e
le sfide che vengono con l’età”.
“I nostri lunghi anni di vita ci offrono
l’opportunità di apprezzare la bellezza dei più
grandi doni che Dio ci ha dato, il dono della vita così
come la fragilità dello spirito umano”, ha
riconosciuto, sottolineando che chi vive a lungo ha
“una meravigliosa opportunità di approfondire la
propria consapevolezza del mistero di Cristo che umiliò
se stesso per condividere la nostra umanità”.
Anche se nell'età avanzata “le nostre capacità
fisiche spesso vengono meno”, “questi periodi
possono essere fra gli anni spiritualmente più
fruttuosi della nostra vita”, ha commentato.
“Sono un’opportunità per ricordare in una preghiera
affettuosa tutti quelli che abbiamo amato in questa vita
e porre tutto quello che siamo stati e abbiamo fatto
davanti alla grazia e alla tenerezza di Dio”.
Ciò, ha aggiunto, “sarà certamente di grande
conforto spirituale e ci permetterà di scoprire di
nuovo il suo amore e la sua bontà tutti i giorni della
nostra vita”.
Il Pontefice si è quindi congedato dagli ospiti della
“St. Peter’s Residence” con un augurio ispirato
alla Sacra Famiglia: “Che la nostra beata Signora ed
il suo sposo San Giuseppe preghino per la nostra felicità
in questa vita e ci ottengano la benedizione di un
sereno passaggio nella prossima”.






