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VIAGGIO
APOSTOLICO NEL REGNO UNITO (16-19 SETTEMBRE 2010) |
Radio
Vaticana 20 settembre 2010
Il
grazie di Benedetto XVI al Regno Unito. Cameron: il Papa
ha sfidato il Paese a pensare
◊
“La diversità della Gran Bretagna moderna”: una
“sfida” ma anche “una grande opportunità”: così
il Papa nel discorso di congedo all’aeroporto di
Birmingham, al termine del suo XVII viaggio apostolico di
quattro giorni nel Regno Unito, la prima visita di Stato
di un Pontefice in questo Paese. Il servizio di Roberta
Gisotti:
“Thank you for the warmth…..”
“Grazie per il calore della vostra accoglienza e per
l’ospitalità che ho potuto gustare”, il saluto
riconoscente di Benedetto XVI a tutti quanti hanno
contribuito alla riuscita dei tanti eventi che hanno
costellato l’impegnativa visita nel Regno Unito. Ho
incontrato – ha ricordato il Papa - rappresentanti di
“molte comunità, culture, lingue e religioni che
formano la società britannica”.
“The very diversity of modern Britain”
E, “proprio la diversità della Gran Bretagna – ha
aggiunto – è una sfida per il suo Governo e per il suo
popolo, ma rappresenta anche una grande opportunità per
un ulteriore dialogo interculturale e interreligioso per
l’arricchimento dell’intera comunità.”
Il Papa ha citato poi l’incontro con la Regina
Elisabetta II e gli altri leader politici:
“I sincerly hope that these occasions…..”
“Spero davvero – ha sottolineato il Papa – che
queste occasioni possano contribuire a confermare e a
rafforzare le eccellenti relazioni fra la Santa Sede e il
Regno Unito, specialmente nella collaborazione per lo
sviluppo internazionale, nella cura per l’ambiente
naturale e nelle edificazione di una società civile con
un rinnovato senso di valori condivisi ed uno scopo
comune”.
Quindi un cenno particolare alla visita
all’arcivescovo di Cantebury e ai vescovi della Chiesa
d’Inghilterra e ai colloqui con esponenti di altre
religioni, perché insieme si possa contribuire “allo
sviluppo di una società sana e pluralista”.
Il pensiero del Papa è andato infine ai cattolici del
Regno Unito - clero, religiosi, laici, insegnanti,
studenti, anziani - cui era rivolta in particolare la
visita, e che hanno condiviso la gioia della
beatificazione del cardinale John Henry Newman, che
“previde con eccezionale chiarezza” le sfide per i
cristiani nel mondo contemporaneo.
Che la visita di Benedetto XVI nel Regno Unito abbia
lasciato un segno positivo tangibile, si è misurato già
nelle parole del primo ministro britannico David Cameron,
all’aeroporto di Birmingham:
“This ceremony brings to a close an increbibly moving…”
“Questa cerimonia – ha sottolineato – conclude
quattro giorni incredibilmente commoventi per il nostro
Paese.” Una visita - ha aggiunto Cameron - “davvero
storica”, dove il Papa ha parlato ad una nazione di 6
milioni di cattolici, ma è stato ascoltato da un Paese di
oltre 60 milioni di cittadini e molti altri milioni nel
mondo, perché ha offerto “un messaggio non solo alla
Chiesa cattolica ma a ciascuno ed ognuno di noi, di ogni
fede o non credente.”
“It is a challenge to us all to follow...”
E’ una sfida per tutti noi – ha proseguito il
premier britannico - a seguire la nostra coscienza, a
chiederci non quali sono i nostri diritti, ma quali sono
le nostre responsabilità; a chiederci non cosa possiamo
fare per noi stessi, ma cosa possiamo fare per gli
altri”.
Una sfida lanciata al Regno Unito a sedersi e pensare,
“che può essere solo una cosa buona, perché io credo
– ha detto Cameron - che tutti possiamo condividere il
messaggio di lavorare per il bene comune e che tutti noi
abbiamo un obbligo sociale verso gli altri, verso le
nostre famiglie e le nostre comunità.”
Nella lista degli obiettivi comuni tra Santa Sede e
Regno Unito, Cameron ha posto l’impegno per contrastare
i cambiamenti climatici, la promozione del dialogo
interreligioso e della pace nel mondo, la lotta alla
povertà, anche nell’attuale periodo di crisi economica.
Ha garantito Cameron al Papa che la Gran Bretagna manterrà
le sue promesse in materia di aiuti e lavorerà perché
anche gli altri Paesi le mantengano.
"When you think of our contry..."
“Quando pensate al nostro Paese pensatelo sempre non
solo come un Paese che tiene alla fede ma profondamente e
quietamente compassionevole”, ha concluso Cameron.
CERIMONIA DI
CONGEDO
DISCORSO
DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
Aeroporto
Internazionale di Birmingham
Domenica, 19 settembre 2010
Signor
Primo Ministro,
Grazie
per le gentili parole di congedo rivoltemi a nome del
Governo di Sua Maestà e degli abitanti del Regno Unito.
Sono molto grato per tutto l’impegnativo lavoro di
preparazione da parte sia dell’attuale che del
precedente Governo, da parte degli impiegati civili, delle
autorità locali e della polizia, come pure da parte dei
molti volontari che con tanta pazienza son venuti in aiuto
per preparare gli eventi di questi quattro giorni. Grazie
per il calore della vostra accoglienza e per l’ospitalità
che ho potuto gustare.
Nel tempo
in cui sono stato con voi, ho potuto incontrare i
rappresentanti delle molte comunità, culture, lingue e
religioni che formano la società britannica. Proprio la
diversità della Gran Bretagna moderna è una sfida per il
suo Governo e per il popolo, ma rappresenta anche una
grande opportunità per ulteriore dialogo interculturale e
interreligioso per l’arricchimento dell’intera comunità.
Sono
stato grato per l’opportunità, che mi è stata data in
questi giorni, di incontrare Sua Maestà la Regina, come
pure lei ed altri leader politici, ed aver avuto modo di
discutere materie di comune interesse sia qui che altrove.
Sono stato particolarmente onorato di essere invitato a
rivolgermi ad entrambe le Camere del Parlamento nello
storico ambiente di Westminster Hall. Spero davvero che
queste occasioni possano contribuire a confermare e a
rafforzare le eccellenti relazioni fra la Santa Sede e il
Regno Unito, specialmente nella collaborazione per lo
sviluppo internazionale, nella cura per l’ambiente
naturale e nella edificazione di una società civile con
un rinnovato senso di valori condivisi ed uno scopo
comune.
È stato
inoltre un piacere compiere una visita a Sua Grazia
l’Arcivescovo di Canterbury ed ai vescovi della Chiesa
d’Inghilterra, e successivamente di pregare con loro e
con fedeli cristiani nell’evocativo spazio di
Westminster Abbey, un luogo che parla così eloquentemente
delle nostre tradizioni religiose e culturali condivise.
Poiché la Gran Bretagna è casa di moltissime tradizioni
religiose, sono stato lieto di aver avuto l’opportunità
di incontrare i loro rappresentanti e di condividere con
loro qualche pensiero circa il contributo che le religioni
possono offrire allo sviluppo di una società sana e
pluralistica.
Naturalmente,
la mia visita era rivolta in modo speciale ai cattolici
del Regno Unito. Ricordo con intima gioia il tempo
trascorso con i Vescovi, il clero, i religiosi ed i laici,
come pure quello con gli insegnanti, gli studenti e gli
anziani. E’ stato commovente in maniera speciale
celebrare con loro, qui a Birmingham, la beatificazione di
un grande figlio dell’Inghilterra, il Cardinale John
Henry Newman. Con la sua vasta eredità di scritti
accademici e spirituali, sono certo che egli abbia ancora
molto da insegnarci sulla vita e la testimonianza
cristiane tra le sfide del mondo contemporaneo, sfide che
egli previde con eccezionale chiarezza.
Nel
congedarmi da voi, permettetemi ancora una volta di
formulare i migliori voti e le mie preghiere per la pace e
la prosperità della Gran Bretagna. Grazie molte e Dio vi
benedica tutti!
©
Copyright 2010 - Libreria Editrice Vaticana
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