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VIAGGIO
APOSTOLICO NEL REGNO UNITO (16-19 SETTEMBRE 2010) |
Radio Vaticana, 17 settembre
2010
Il Papa a
Glasgow: la società ha bisogno di voci chiare sulla
verità dell'uomo
◊ Una
splendida giornata di sole, clima di preghiera e tanto
entusiasmo hanno caratterizzato ieri pomeriggio la Messa
presieduta dal Papa al Bellahouston Park di Glasgow, a
conclusione della tappa in Scozia. Oltre 70 mila i fedeli
presenti. Ce ne parla Sergio Centofanti.
(Canto)
Tanta gioia e affetto per il Papa al Bellahouston Park
di Glasgow ma anche clima di profondo raccoglimento per la
celebrazione dell’Eucaristia. Benedetto XVI,
nell’omelia, ha sottolineato che “Cristo continua a
inviare i suoi discepoli nel mondo per annunciare la
venuta del suo Regno e portare la sua pace”. Ha lodato
la presenza di università e scuole cattoliche in Scozia,
“segno di grande speranza per la Chiesa”,
incoraggiando a evangelizzare la cultura contemporanea:
“The evangelization of culture is all the more
important in our times…
L’evangelizzazione della cultura è tanto più
importante nella nostra epoca, in cui una ‘dittatura del
relativismo’ minaccia di oscurare l’immutabile verità
sulla natura dell’uomo, il suo destino e il suo bene
ultimo. Vi sono oggi alcuni che cercano di escludere il
credo religioso dalla sfera pubblica, di privatizzarlo o
addirittura di presentarlo come una minaccia
all’uguaglianza e alla libertà. Al contrario, la
religione è in verità una garanzia di autentica libertà
e rispetto, che ci porta a guardare ogni persona come un
fratello od una sorella”.
Il Papa ha quindi lanciato un appello ai fedeli laici
affinché sappiano promuovere nella sfera pubblica la
visione del mondo che deriva dalla fede:
“Society today needs clear voices…
La società odierna necessita di voci chiare, che
propongano il nostro diritto a vivere non in una giungla
di libertà auto-distruttive ed arbitrarie, ma in una
società che lavora per il vero benessere dei suoi
cittadini, offrendo loro guida e protezione di fronte alle
loro debolezze e fragilità. Non abbiate paura di
dedicarvi a questo servizio in favore dei vostri fratelli
e sorelle, e del futuro della vostra amata nazione”.
Come esempio per i cattolici scozzesi, il Papa ha
citato San Ninian, uno dei primi evangelizzatori di queste
terre, che “non ebbe paura di essere una voce
solitaria”. E infine ha invitato i giovani ad andare
controcorrente per vivere una vita degna del Vangelo:
“There are many temptations placed before you
every day…
Vi sono molte tentazioni che dovete affrontare ogni
giorno – droga, denaro, sesso, pornografia, alcool –
che secondo il mondo vi daranno felicità, mentre in
realtà si tratta di cose distruttive, che creano
divisione. C’è una sola cosa che permane: l’amore
personale di Gesù Cristo per ciascuno di voi. Cercatelo,
conoscetelo ed amatelo, ed egli vi renderà liberi dalla
schiavitù dell’esistenza seducente ma superficiale
frequentemente proposta dalla società di oggi. Lasciate
da parte ciò che non è degno di valore e prendete
consapevolezza della vostra dignità di figli di Dio”.
(Applausi)
Al termine della Messa, tra gli applausi ha cantato in
onore del Papa, l’ormai nota Susan Boyle: la fede e la
preghiera – ha detto la cantante, cattolica impegnata
– sono il pilastro della mia vita.
(Canto di Susan Boyle)
SANTA MESSA
OMELIA
DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
Bellahouston
Park - Glasgow
Giovedì, 16 settembre 2010
Cari
fratelli e sorelle in Cristo,
“È
vicino a voi il regno di Dio” (Lc 10,9). Con
queste parole del Vangelo che abbiamo appena ascoltato,
saluto tutti voi con grande affetto nel Signore. Davvero
il Regno di Dio è già in mezzo a noi! In questa
celebrazione Eucaristica, nella quale la Chiesa che è in
Scozia si raduna attorno all’altare, in unione con il
Successore di Pietro, riaffermiamo la nostra fede nella
parola di Cristo e la nostra speranza – una speranza che
mai delude – nelle sue promesse! Saluto cordialmente il
Card. O’Brien e i vescovi scozzesi; ringrazio in
particolare l’Arcivescovo Conti per le gentili parole di
benvenuto, che mi ha rivolto a nome vostro; ed esprimo la
mia profonda gratitudine per il lavoro che i Governi
Britannico e Scozzese e la municipalità di Glasgow hanno
svolto per rendere possibile questa circostanza.
Il
Vangelo odierno ci ricorda che Cristo continua a inviare i
suoi discepoli nel mondo per annunciare la venuta del suo
Regno e portare la sua pace nel mondo, passando di casa in
casa, di famiglia in famiglia, di città in città. Sono
venuto in mezzo a voi, i figli spirituali di S. Andrea,
come araldo di questa pace, e per confermarvi nella fede
di Pietro (cfr Lc 22,32). E’ con una certa
emozione che mi rivolgo a voi, non lontano dal luogo dove
il mio amato predecessore, il Papa
Giovanni Paolo II, circa trent’anni fa celebrò con voi
la Messa, accolto dalla più grande folla che mai si
sia riunita nella storia scozzese.
Molte
cose sono accadute da quella storica
visita, in Scozia e nella Chiesa che è in questo
Paese. Noto con grande soddisfazione come l’esortazione
che vi rivolse Papa Giovanni Paolo, a camminare mano
nella mano con i vostri fratelli cristiani, abbia portato
ad una maggiore fiducia e amicizia con i membri della
Chiesa di Scozia, della Chiesa Episcopale Scozzese e delle
altre comunità cristiane. Permettetemi di incoraggiarvi a
continuare a pregare e lavorare con loro nel costruire un
futuro più luminoso per la Scozia, fondato sulla
nostra comune eredità cristiana. Nella prima
lettura oggi proclamata abbiamo ascoltato l’invito
rivolto da S. Paolo ai Romani a riconoscere che, come
membra del corpo di Cristo, apparteniamo gli uni agli
altri (cfr Rm 12,5), e a vivere con rispetto ed
amore vicendevole. In questo spirito saluto i
rappresentanti delle altre confessioni cristiane, che ci
onorano della loro presenza. Quest’anno ricorre il 450°
anniversario del “Reformation Parliament”, ma anche il
centenario della Conferenza Missionaria Mondiale di
Edimburgo, che è generalmente considerata come la nascita
del movimento ecumenico moderno. Rendiamo grazie al
Signore per la promessa che rappresenta l’intesa e la
cooperazione ecumenica, in vista di una
testimonianza concorde alla verità salvifica della parola
di Dio nell’odierna società in rapido mutamento.
Tra i
diversi doni che S. Paolo elenca per l’edificazione
della Chiesa vi è quello dell’insegnamento (cfr Rm 12,7).
La predicazione del Vangelo è sempre stata accompagnata
da una preoccupazione per la parola: la parola ispirata di
Dio e la cultura nella quale quella parola mette radici e
si sviluppa. Qui in Scozia, penso alle tre università
medievali fondate dai pontefici, compresa quella di S.
Andrea, che sta per celebrare il sesto centenario della
sua fondazione. Negli ultimi trent’anni, con l’aiuto
delle autorità civili, le scuole cattoliche scozzesi
hanno raccolto la sfida di assicurare una educazione
integrale ad un maggior numero di studenti, e ciò è
stato di aiuto ai giovani non solo per il cammino di uno
sviluppo umano e spirituale, ma anche per l’inserimento
nelle professioni e nella vita pubblica. Questo è un
segno di grande speranza per la Chiesa e desidero
incoraggiare i professionisti, i politici e gli educatori
cattolici scozzesi a non perdere mai di vista la loro
chiamata ad usare i propri talenti e la propria esperienza
a servizio della fede, confrontandosi con la cultura
scozzese contemporanea ad ogni livello.
L’evangelizzazione
della cultura è tanto più importante nella nostra epoca,
in cui una “dittatura del relativismo” minaccia di
oscurare l’immutabile verità sulla natura dell’uomo,
il suo destino e il suo bene ultimo. Vi sono oggi alcuni
che cercano di escludere il credo religioso dalla sfera
pubblica, di privatizzarlo o addirittura di presentarlo
come una minaccia all’uguaglianza e alla libertà. Al
contrario, la religione è in verità una garanzia di
autentica libertà e rispetto, che ci porta a guardare
ogni persona come un fratello od una sorella. Per questo
motivo faccio appello in particolare a voi, fedeli laici,
affinché, in conformità con la vostra vocazione e
missione battesimale, non solo possiate essere esempio
pubblico di fede, ma sappiate anche farvi avvocati nella
sfera pubblica della promozione della sapienza e della
visione del mondo che derivano dalla fede. La società
odierna necessita di voci chiare, che propongano il nostro
diritto a vivere non in una giungla di libertà
auto-distruttive ed arbitrarie, ma in una società che
lavora per il vero benessere dei suoi cittadini, offrendo
loro guida e protezione di fronte alle loro debolezze e
fragilità. Non abbiate paura di dedicarvi a questo
servizio in favore dei vostri fratelli e sorelle, e del
futuro della vostra amata nazione.
San
Ninian, la cui festa oggi celebriamo, non ebbe paura di
essere una voce solitaria. Sulle orme dei discepoli che
nostro Signore aveva inviato davanti a sé, Ninian fu uno
dei primissimi missionari cattolici a portare ai suoi
connazionali la buona novella di Gesù Cristo. La sua
missione a Galloway divenne un centro per la prima
evangelizzazione di questo Paese. Quell’opera venne in
seguito portata avanti da San Mungo, il patrono di
Glasgow, e da altri santi, tra i maggiori dei quali si
devono ricordare San Columba e Santa Margaret. Ispirati da
loro, molti uomini e donne lavorarono per molti secoli,
per far giungere la fede fino a voi. Cercate di essere
degni di questa grande tradizione! Sia vostra costante
ispirazione l’esortazione di San Paolo nella prima
lettura: “Non siate pigri nel fare il bene, siate invece
ferventi nello spirito; servite il Signore. Siate lieti
nella speranza, costanti nella tribolazione, perseveranti
nella preghiera” (cfr Rm 12,11-12).
Desidero
ora rivolgere una speciale parola ai vescovi della Scozia.
Cari confratelli, permettetemi di incoraggiarvi nella
vostra responsabilità pastorale verso i cattolici della
Scozia. Come sapete, uno dei primi compiti pastorali è
per i vostri sacerdoti (cfr Presbyterorum
Ordinis, 7) e per la loro santificazione. Come
essi sono alter Christus per la comunità
Cattolica, così voi lo siete per loro. Vivete in pienezza
la carità che promana da Cristo nel vostro fraterno
ministero verso i vostri sacerdoti, collaborando con tutti
loro ed in particolare con quanti hanno scarsi contatti
con i loro confratelli. Pregate con loro per le vocazioni,
affinché il Signore della messe mandi operai nella sua
messe (cfr Lc 10,2). Così come è l’Eucarestia
che fa la Chiesa, il sacerdozio è centrale per la vita
della Chiesa. Impegnatevi personalmente nel formare i
vostri sacerdoti come una fraternità che ispira altri a
dedicare completamente se stessi al servizio di Dio
Onnipotente. Abbiate cura anche dei vostri diaconi, il cui
ministero di servizio è unito in modo particolare con
quello dell’ordine dei vescovi. Siate per loro dei padri
e delle guide sul cammino della santità, incoraggiandoli
a crescere in conoscenza e sapienza nel compiere la
missione di annunciatori alla quale sono stati chiamati.
Cari
sacerdoti della Scozia, siete chiamati alla santità e a
servire il popolo di Dio modellando le vostre vite sul
mistero della croce del Signore. Predicate il Vangelo con
un cuore puro ed una coscienza retta. Dedicate voi stessi
a Dio solo, e diventerete per i giovani esempi luminosi di
una vita santa, semplice e gioiosa: essi, a loro volta,
desidereranno certamente unirsi a voi nel vostro assiduo
servizio al popolo di Dio. Che l’esempio di dedizione,
di generosità e di coraggio di San John Ogilvie ispiri
tutti voi. Similmente, permettetemi di incoraggiare anche
voi, monaci, religiose e religiosi di Scozia, ad essere
come una luce posta sulla sommità del colle, vivendo una
autentica vita cristiana di preghiera ed azione che
testimoni, in modo luminoso la forza del vangelo.
Infine,
desidero rivolgere una parola a voi, miei cari giovani
cattolici di Scozia. Vi esorto a vivere una vita degna di
nostro Signore (cfr Ef 4,1) e di voi stessi. Vi
sono molte tentazioni che dovete affrontare ogni giorno
– droga, denaro, sesso, pornografia, alcool – che
secondo il mondo vi daranno felicità, mentre in realtà
si tratta di cose distruttive, che creano divisione. C’è
una sola cosa che permane: l’amore personale di Gesù
Cristo per ciascuno di voi. Cercatelo, conoscetelo ed
amatelo, ed egli vi renderà liberi dalla schiavitù
dell’esistenza seducente ma superficiale frequentemente
proposta dalla società di oggi. Lasciate da parte ciò
che non è degno di valore e prendete consapevolezza della
vostra dignità di figli di Dio. Nel vangelo odierno, Gesù
ci chiede di pregare per la vocazioni: prego perché molti
fra voi conoscano ed amino Gesù Cristo e, attraverso tale
incontro, giungano a dedicarsi completamente a Dio, in
modo particolare quanti fra di voi sono chiamati al
sacerdozio e alla vita religiosa. Questa è la sfida che
il Signore oggi vi rivolge: la Chiesa ora appartiene a
voi!
Cari
amici, esprimo ancora una volta la mia gioia di celebrare
questa Messa con voi. Mi fa piacere assicuravi delle mie
preghiere nell’antica lingua del vostro paese: Sìth
agus beannachd Dhe dhuib uile; Dia bhi timcheall oirbh;
agus gum beannaicheadh Dia Alba. La pace e la
benedizione di Dio siano con tutti voi; Dio vi protegga; e
Dio benedica il popolo di Scozia!
©
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