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VIAGGIO
IN REPUBBLICA CECA, CERIMONIA DI CONGEDO (28
SETTEMBRE 2009) |
Radio
Vaticana 29 settembre 2009
Aperti
alla bellezza della verità per costruire un mondo che
rifletta la bellezza divina: così Benedetto XVI nella
cerimonia di congedo a Praga
Restare
aperti alla bellezza della verità per sperare di
costruire un mondo che rifletta qualcosa della bellezza
divina: è quanto ha detto ieri pomeriggio il Papa nella
cerimonia di congedo all’aeroporto di Praga, a
conclusione del viaggio apostolico nella Repubblica Ceca
che ha visto il Pontefice fare ritorno in serata alla sua
residenza di Castel Gandolfo. A sorpresa, il presidente
ceco Vaclav Klaus ha pronunciato il suo discorso in
italiano ricevendo i complimenti di Benedetto XVI. Da
Praga, il servizio del nostro inviato Sergio Centofanti:
Il presidente ceco parla in italiano, il Papa inizia il
suo discorso in lingua ceca, per poi proseguirlo in
inglese. Scambio di cortesie alla cerimonia di congedo.
Benedetto XVI per la seconda volta fa gli auguri di buon
onomastico al capo di Stato nella ricorrenza di San
Venceslao, traduzione italiana di Vaclav. Il Papa esprime
la propria gratitudine a quanti hanno collaborato alla
buona riuscita del viaggio. Elenca gli eventi principali
di questi tre giorni: i momenti di preghiera con i
vescovi, i sacerdoti e i fedeli del Paese. Esprime la
propria commozione per la Messa a Stará Boleslav, luogo
del martirio di San Venceslao, e poi la Messa a Brno, in
Moravia, dove i Santi Cirillo e Metodio hanno dato il via
alla loro missione evangelizzatrice nelle terre slave:
“The Church in this country has been truly blessed…”
“La Chiesa in questo Paese - ha detto - è stata
veramente benedetta con una straordinaria schiera di
missionari e di martiri, come anche di Santi
contemplativi”, tra i quali il Papa cita Sant’Agnese
di Boemia, la cui canonizzazione, venti anni fa, è stata
“messaggera della liberazione di questo Paese
dall’oppressione atea”.
L’incontro con le altre comunità cristiane - ha
aggiunto Benedetto XVI - ha ancora una volta sottolineato
“l’importanza del dialogo ecumenico in questa terra
che ha assai sofferto per le conseguenze della divisione
religiosa al tempo della guerra dei Trent’anni. Molto è
già stato fatto per sanare le ferite del passato - ha
affermato - e sono stati intrapresi dei passi decisivi sul
cammino della riconciliazione e della vera unità in
Cristo”. C’è poi l’incontro con la comunità
accademica che - ha rilevato il Pontefice - “ha un
importante ruolo da svolgere, mediante una ricerca della
verità senza compromessi”. Infine, l’incontro con i
giovani che il Papa ha incoraggiato “a costruire sulle
migliori tradizioni del passato di questa nazione, in
particolar modo sulla eredità cristiana”. Quindi,
Benedetto XVI ha citato un detto attribuito a Franz Kafka:
“Chi mantiene la capacità di vedere la bellezza non
invecchia mai”:
“If our eyes remain open to the beauty of God’s
creation…”
“Se i nostri occhi rimangono aperti alla bellezza
della creazione di Dio e le nostre menti alla bellezza
della sua verità - ha commentato il Papa - allora
possiamo davvero sperare di rimanere giovani e di
costruire un mondo che rifletta qualcosa della bellezza
divina, in modo da offrire ispirazione alle future
generazioni per fare altrettanto”.
“May God bless the Czech Republic! Ať Pražské
Jezulátko...“
“Dio benedica la Repubblica Ceca! - così ha salutato
il Papa - che, proseguendo in lingua ceca ha affidatto
questo Paese al Bambino Gesù di Praga.
Il presidente Klaus ringrazia a sua volta il Papa;
parla di visita memorabile, di rafforzamento dei rapporti
tra Repubblica Ceca e Santa Sede. Ci ha portato un
messaggio convincente - esclama - e noi lo abbiamo capito
e lo terremo a mente a lungo:
“Lei ci ha portato - per utilizzare le sue parole -
una nuova speranza. La sua grande fede, il suo coraggio
nell’esprimere posizioni che non sono sempre
politicamente corrette e condivise da tutti, il suo
impegno a favore del rispetto delle idee e dei principi
fondamentali della nostra civiltà e della cristianità
sono qui per dare a tutti noi un esempio e per
incoraggiarci”.
Prima della cerimonia di congedo, il Papa aveva
incontrato a pranzo i vescovi cechi presso
l’arcivescovado di Praga, esprimendo l’incoraggiamento
della Chiesa universale alla Chiesa di questa terra.
“Grazie per questa festa di fede e di speranza”, ha
detto il Pontefice, che ha sottolineato di aver incontrato
una Chiesa viva e una Chiesa che prega. I vescovi hanno
donato al Papa un Rosario d’oro con i granati, pietre
preziose tipiche della Repubblica Ceca. La visita del Papa
si chiude nel segno di Maria: è la Madre di Dio che
indica a tutti Cristo, unica Speranza, certa e affidabile,
dell’umanità.
CERIMONIA DI
CONGEDO
DISCORSO
DEL SANTO PADRE
Aeroporto
Internazionale Stará Ruzyně di Praga
Lunedì, 28 settembre 2009
Signor
Presidente,
Signori Cardinali,
Cari Fratelli nell’Episcopato,
Eccellenze, Signori e Signore!
Nel
momento di prendere congedo, desidero ringraziarvi per la
vostra generosa ospitalità durante la mia breve
permanenza in questo splendido Paese. Sono
particolarmente grato a Lei, Signor, Presidente, per le
Sue parole e per il tempo trascorso nella Sua residenza.
In questa festa di San Venceslao, protettore e patrono del
Suo Paese, mi permetta ancora una volta di porgerLe i più
vivi auguri di buon onomastico. Essendo anche
l’onomastico di Sua Eccellenza Mons. Václav Malý,
rivolgo anche a lui il mio augurio e desidero ringraziarlo
per l’alacre lavoro svolto per coordinare
l’organizzazione della mia visita
pastorale nella Repubblica Ceca.
Sono
profondamente grato al Cardinale Vlk, a Sua Eccellenza
Mons. Graubner e a tutti coloro che si sono prodigati per
assicurare l’ordinato svolgimento dei vari incontri e
celebrazioni. Naturalmente includo nei miei ringraziamenti
le autorità, i mezzi di comunicazione e i molti volontari
che hanno aiutato nel regolare l’afflusso della gente e
tutti i fedeli che hanno pregato perché questa visita
portasse buoni frutti alla nazione ceca e alla Chiesa in
questa regione.
Conserverò
la memoria dei momenti
di preghiera che ho potuto trascorrere insieme con i
Vescovi, i sacerdoti e i fedeli di questo Paese. È
stato specialmente commovente, questa mattina, celebrare
la Messa
a Stará Boleslav, luogo del martirio del giovane duca
Venceslao, e venerarlo presso la sua tomba sabato sera,
all’interno della maestosa Cattedrale che domina il
panorama di Praga. Ieri in Moravia, dove i Santi Cirillo e
Metodio diedero il via alla loro missione apostolica, ho
potuto riflettere, in orante rendimento di grazie, sulle
origini del cristianesimo in questa regione ed,
effettivamente, in tutte le terre slave. La Chiesa in
questo Paese è stata veramente benedetta con una
straordinaria schiera di missionari e di martiri, come
anche di santi contemplativi, tra i quali vorrei in
particolare ricordare Sant’Agnese
di Boemia, la cui canonizzazione,
proprio venti anni fa, fu messaggera della liberazione di
questo Paese dall’oppressione atea.
Il mio incontro
di ieri con i rappresentanti delle altre comunità
cristiane mi ha confermato l’importanza del dialogo
ecumenico in questa terra che ha assai sofferto per le
conseguenze della divisione religiosa al tempo della
guerra dei Trent’anni. Molto è già stato fatto per
sanare le ferite del passato, e sono stati intrapresi dei
passi decisivi sul cammino della riconciliazione e della
vera unità in Cristo. Nell’edificare ulteriormente
queste solide fondamenta, la comunità accademica ha un
importante ruolo da svolgere, mediante una ricerca della
verità senza compromessi. È stato un piacere per me
avere l’opportunità di incontrarmi
ieri con i rappresentanti delle università di questo
Paese e di esprimere il mio apprezzamento per la nobile
missione a cui essi hanno dedicato la vita.
Sono
stato particolarmente felice di incontrare
i giovani e di incoraggiarli a costruire sulle
migliori tradizioni del passato di questa nazione, in
particolar modo sulla eredità cristiana. Secondo un detto
attribuito a Franz Kafka, “Chi mantiene la capacità di
vedere la bellezza non invecchia mai” (Gustav Janouch, Conversazioni
con Kafka). Se i nostri occhi rimangono aperti alla
bellezza della creazione di Dio e le nostre menti alla
bellezza della sua verità, allora possiamo davvero
sperare di rimanere giovani e di costruire un mondo che
rifletta qualcosa della bellezza divina, in modo da
offrire ispirazione alle future generazioni per fare
altrettanto.
Signor
Presidente, cari amici: ancora una volta esprimo il mio
grazie, promettendo di ricordarvi nelle mie preghiere e di
portarvi nel mio cuore. Dio benedica la Repubblica Ceca!
Il Bambino Gesù di Praga continui a ispirare e guidare
Lei e tutte le famiglie della nazione! Dio benedica tutti
voi!
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