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UDIENZA AI PARTECIPANTI ALL'ASSEMBLEA DELLA ROACO (25 GIUGNO 2009)

Radio Vaticana, 25 giugno 2009

Nuovo appello di Benedetto XVI per la pace in Medio Oriente: Gaza abbandonata a se stessa

Mai più guerra e violenza in Terra Santa. L’udienza ai membri della Roaco, la Riunione delle Opere in Aiuto delle Chiese Orientali, ha offerto questa mattina a Benedetto XVI l’occasione per riflettere su uno dei punti nevralgici del pianeta, il Medio Oriente, dove il destino della Chiesa locale è strettamente intrecciato con le vicissitudini del conflitto israelo-palestinese. Con molta schiettezza, il Papa si è soffermato sulla situazione della Striscia di Gaza e sul fenomeno degli immigrati, chiedendo sia affrontato con “competenza” e grande solidarietà. Il servizio di Alessandro De Carolis.

Primo, evitare tutto ciò che inutile. Secondo, analizzare con “sobrietà” la situazione - che sia la crisi economica mondiale, il dramma degli immigrati o il conflitto infinito in Medio Oriente - per poi intervenire sui bisogni reali, la cui soluzione rappresenta la prima pietra della pace. E’ la concretezza a caratterizzare in larga parte il discorso del Papa alla Roaco, un insieme di agenzie ecclesiali che fanno dell’azione solidale tra i cristiani dell’Oriente del mondo la loro cifra missionaria. I luoghi dove la fede cristiana è diventata storia sono stati al centro dei pensieri di Benedetto XVI che - parlando in quattro lingue - ha ricordato il pellegrinaggio di un mese e mezzo fa e i suoi “molti momenti di grazia, quando - ha detto - ho potuto incoraggiare e confortare la comunità cattolica in Terra Santa, esortando i suoi membri a perseverare nella loro testimonianza - una testimonianza riempita dalla fedeltà, dalla celebrazione, e, a volte da grandi sofferenze”:

“I renew my prayer and my appeal…
Rinnovo la mia preghiera e il mio appello perché non vi sia più guerra, non più violenza, non più ingiustizia. Desidero assicurarvi che la Chiesa universale resta al fianco di tutti i nostri fratelli e sorelle che vivono in Terra Santa”.
 
Poco prima, parlando della conclusione ormai imminente dell’Anno Paolino, il Papa aveva ribadito che la carità “è la fonte feconda di tutto il servizio nella Chiesa, la sua misura, il suo metodo e la sua verifica”. Un metro sul quale, ha proseguito, la Roaco e la Congregazione per le Chiese Orientali fondano le loro iniziative, pensate per dare “sostegno spirituale e materiale” alla vita ecclesiale nei Paesi d’Oriente. Tuttavia, ha obiettato Benedetto XVI, questo “movimento di carità” che dal Papa cerca di giungere alle comunità più piccole e lontane non è esente dal dovere del raziocinio, di un’organizzazione curata e lungimirante capace di cogliere, ha sostenuto, le giuste priorità”:
 
“Aus dem Geist des Glaubens...
In spirito di fede, con analisi competenti e la dovuta sobrietà si possono correggere delle decisioni inutili e si possono affrontare i bisogni attuali; per esempio la situazione dei rifugiati e dei migranti, un problema soprattutto nelle Chiese Orientali, e la ristrutturazione della Striscia di Gaza, che è ancora abbandonata a se stessa, dove si deve anche tenere conto della legittima preoccupazione dello Stato di Israele per la sua sicurezza”.
 
Poi, un nuovo pensiero all’Anno Sacerdotale. “Mi preme raccomandarvi - ha affermato il Pontefice - di considerare col massimo favore la cura dei sacerdoti e il sostegno ai seminari. “Quando - ha soggiunto - venerdì scorso, solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, ho inaugurato questo singolare anno giubilare”:
 
“Ho affidato al Cuore di Cristo e della Madre Immacolata tutti i sacerdoti del mondo, con un pensiero speciale per quelli che in Oriente come in Occidente stanno vivendo momenti di difficoltà e di prova. Colgo la presente occasione per chiedere anche a voi di pregare per i presbiteri. Vi domando di continuare a sostenere anche me, Successore dell’apostolo Pietro, perché possa svolgere appieno la mia missione al servizio della Chiesa universale”.


DISCORSO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
A
I PARTECIPANTI ALL'ASSEMBLEA
DELLA «RIUNIONE DELLE OPERE PER L'AIUTO
ALLE CHIESE ORIENTALI» (R.O.A.C.O.)


Sala Clementina

Giovedì, 25 giugno 2009

 

Signori Cardinali,
venerati Confratelli nell'Episcopato e nel Sacerdozio,
cari Membri ed Amici della ROACO,

1. È per me una felice consuetudine accogliervi al termine della seconda sessione annuale della Riunione delle Opere in Aiuto alle Chiese Orientali. Sono grato al Signor Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, per le gentili espressioni che mi ha rivolto a nome di tutti. Le ricambio con un cordiale saluto, estendendolo volentieri all'Arcivescovo Segretario, Mons. Cyril Vasil', e al Sotto-Segretario recentemente nominati, agli altri collaboratori del Dicastero e al Cardinale Foley. Saluto gli Ecc.mi Presuli e il Custode di Terra Santa qui convenuti con i Rappresentanti delle Agenzie Cattoliche Internazionali e della Bethlehem University. Vi ringrazio di cuore, cari amici, per quanto state facendo in favore delle comunità orientali e latine presenti nei territori affidati a codesta Congregazione e nelle altre regioni del mondo, dove i figli dell'Oriente Cattolico, con i loro pastori, si sforzano di costruire una pacifica convivenza insieme con i fedeli di altre confessioni cristiane e di diverse religioni.

2. Con la festa dei santi Pietro e Paolo ormai prossima, l'anno dedicato all'Apostolo delle Genti per il bimillenario della sua nascita giunge alla sua conclusione. Preso da Cristo e rapito dallo Spirito Santo, è stato un testimone privilegiato del mistero dell'amore di Dio manifestato in Cristo Gesù. La sua parola ispirata e la sua testimonianza confermata dal dono supremo del martirio, sono state un elogio incomparabile della carità cristiana e sono di grande attualità. Mi riferisco in particolare all'Inno alla Carità della Prima Lettera ai Corinzi (1 Cor 13). Nella bocca di Paolo di Tarso, la Parola di Dio ci indica inequivocabilmente ciò che "è più grande" per i discepoli di Cristo: la carità! È la fonte feconda di ogni servizio di Chiesa, la sua misura, il suo metodo e la sua verifica. Con la vostra adesione alla ROACO, voi desiderate vivere questa carità, offrendo in particolare la vostra disponibilità al vescovo di Roma attraverso la Congregazione delle Chiese Orientali. In tal modo, potrà continuare e persino crescere "quel movimento di carità che, per mandato del Papa, la Congregazione segue affinché in modo ordinato ed equo la Terra Santa e le altre regioni orientali ricevano il necessario sostegno spirituale e materiale per far fronte alla vita ecclesiale ordinaria e a particolari necessità" (Discorso alla Congregazione per le Chiese Orientali, 9 giugno 2007).

3. L'incontro di oggi riaccende la gioia del mio recente pellegrinaggio in Terra Santa. A questo proposito, rinnovo la mia gratitudine al Patriarca di Gerusalemme dei Latini, al Rappresentante Pontificio in Israele e nei Territori palestinesi, al Padre Custode e a tutti coloro che hanno contribuito a rendere feconda la mia visita. Infatti, ci sono stati molti momenti di grazia quando ho potuto incoraggiare e confortare le comunità cattoliche in Terra Santa, esortandole a perseverare nella loro testimonianza, una testimonianza piena di fedeltà, celebrazione e, a volte, grande sofferenza. Ho potuto anche ricordare ai cristiani della regione la loro responsabilità interreligiosa ed ecumenica, in sintonia con lo spirito del Concilio Vaticano II. Rinnovo la mia preghiera e il mio appello: mai più guerra, mai più violenza, mai più ingiustizia. Desidero assicurarvi del fatto che la Chiesa universale resta al fianco dei nostri fratelli e delle nostre sorelle che risiedono in Terra Santa. Questa preoccupazione si riflette in modo particolare nella Colletta Annuale per la Terra Santa. Quindi esorto le vostre agenzie della ROACO a proseguire le proprie attività caritative con zelo e con fedeltà al Successore di Pietro.

4. Cari amici della ROACO, con particolare apprezzamento accompagno le vostre opere in questa spinosa situazione mondiale, che minaccia di compromettere l'amorevole servizio ecclesiale in generale e i progetti già intrapresi e quelli futuri delle vostre opere assistenziali in particolare. Desidero cogliere l'opportunità di esortare voi e le opere che rappresentate a un impegno supplementare. Grazie allo spirito di fede, ad analisi accurate e al necessario realismo si potrebbero correggere alcune inutili decisioni e affrontare efficacemente le attuali situazioni di bisogno. Penso alla situazione dei rifugiati e dei migranti, che interessa fortemente le Chiese Orientali, e la riedificazione della Striscia di Gaza, ancora abbandonata a se stessa, laddove bisogna anche tener conto della legittima preoccupazione di Israele per la propria sicurezza. Di fronte alle sfide totalmente nuove il servizio amorevole della Chiesa resta lo strumento di salvezza efficace e l'investimento più sicuro per il presente e per il futuro.

5. Cari amici, più volte ho sottolineato l'importanza dell'educazione del Popolo di Dio, e ancor più ora, che abbiamo appena iniziato l'Anno Sacerdotale, mi preme raccomandarvi di considerare col massimo favore la cura dei sacerdoti e il sostegno ai seminari. Quando, venerdì scorso, solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, ho inaugurato questo singolare anno giubilare, ho affidato al Cuore di Cristo e della Madre Immacolata tutti i sacerdoti del mondo, con un pensiero speciale per quelli che in Oriente come in Occidente stanno vivendo momenti di difficoltà e di prova. Colgo la presente occasione per chiedere anche a voi di pregare per i presbiteri. Vi domando di continuare a sostenere anche me, Successore dell'apostolo Pietro, perché possa svolgere appieno la mia missione al servizio della Chiesa universale. Grazie ancora per il lavoro che state compiendo: Iddio vi ricompensi abbondantemente. Con questi sentimenti, imparto a ciascuno di voi, alle persone care, alle comunità ed agenzie che rappresentate, la confortatrice Benedizione Apostolica.

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