|
DISCORSO
AL TERMINE DEL ROSARIO (30 MAGGIO 2009) |
Radio
Vaticana, 31 maggio 2009
Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Maria
e lo Spirito Santo nel discorso del Papa ieri al termine
del Rosario nei Giardini Vaticani
L’importanza
della Pentecoste è stata ribadita dal Papa anche ieri
sera, al termine del Santo Rosario che si è svolto nei
Giardini Vaticani, in chiusura del mese mariano di maggio.
Nelle sue parole, Benedetto XVI ha sottolineato lo stretto
rapporto tra Maria e lo Spirito Santo, invitando tutti i
fedeli a seguirne docilmente le ispirazioni. Il servizio
di Isabella Piro:
(canto: “Mira il tuo popolo”)
È un cielo che mozza il fiato e rafforza la preghiera
quello che si stende su Roma e i Giardini Vaticani quando
inizia la recita del Santo Rosario. Un cielo così bello e
profondo che rende grazie al suo Creatore. Tanti i fedeli
presenti, ognuno con una fiaccola alzata in onore di Maria
e con la preghiera pronta, nel cuore e sulle labbra. A
passo lento, percorrono la strada in salita che va dalla
Chiesa di Santo Stefano degli Abissini alla Grotta di
Lourdes. Lì, ad attenderli, c’è Benedetto XVI. “La
grande festa di Pentecoste – dice il Papa – ci invita
a meditare sul rapporto tra lo Spirito Santo e Maria, un
rapporto strettissimo, privilegiato, indissolubile”,
perché “la fede di Maria ‘attira’ il dono dello
Spirito Santo”:
"L’intera vicenda della nascita di Gesù e
della sua prima infanzia è guidata in maniera quasi
palpabile dallo Spirito Santo, anche se non viene sempre
nominato. Il cuore di Maria, in perfetta consonanza con il
Figlio divino, è tempio dello Spirito di verità, dove
ogni parola e ogni avvenimento vengono custoditi nella
fede, nella speranza e nella carità (cfr Lc
2,19.51)".
Nel cuore immacolato della Madre, continua il Papa, Gesù
ha sempre trovato “un “focolare” acceso di preghiera
e di costante attenzione alla voce dello Spirito”, segno
di una “singolare sintonia tra Madre e Figlio nel
cercare la volontà di Dio”. Poi, il Santo Padre si
sofferma sugli ultimi istanti della vita di Gesù, quando,
sul Calvario, lascia a Maria l’effusione del suo Spirito
e il “grido silenzioso del suo Sangue”, versato per la
salvezza del mondo:
"Maria sapeva da dove veniva quel sangue: si
era formato in lei per opera dello Spirito Santo, e sapeva
che quella stessa “potenza” creatrice avrebbe
risuscitato Gesù, come Egli aveva promesso".
In questo modo, continua Benedetto XVI, la fede di
Maria finisce per essere un punto di riferimento per i
discepoli e per tutti i credenti:
"Nella Pentecoste, la Vergine Madre appare
nuovamente come Sposa dello Spirito, per una maternità
universale nei confronti di tutti coloro che sono generati
da Dio per la fede in Cristo. Ecco perché Maria è per
tutte le generazioni immagine e modello della Chiesa, che
insieme allo Spirito cammina nel tempo invocando il
ritorno glorioso di Cristo: “Vieni, Signore Gesù” (cfr
Ap 22,17.20)".
Di qui, l’invito finale del Papa ad imitare la Madre
di Gesù:
"Cari amici, alla scuola di Maria, impariamo
anche noi a riconoscere la presenza dello Spirito Santo
nella nostra vita, ad ascoltare le sue ispirazioni e a
seguirle docilmente. Egli ci fa crescere secondo la
pienezza di Cristo, secondo quei frutti buoni che
l’apostolo Paolo elenca nella Lettera ai Galati:
“Amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà,
fedeltà, mitezza, dominio di sé” (Gal 5,22)".
(canto:”
È l’ora che pia”)
CELEBRAZIONE
MARIANA
PER LA CONCLUSIONE DEL MESE DI MAGGIO
IN VATICANO
DISCORSO
DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
Giardini Vaticani
Sabato, 30 maggio 2009
Venerati
Fratelli,
cari fratelli e sorelle,
vi saluto
tutti con affetto, al termine della tradizionale veglia
mariana, che conclude il mese di Maggio in Vaticano.
Quest’anno essa ha acquistato un valore tutto speciale,
perché cade alla vigilia di Pentecoste. Radunandovi
insieme, spiritualmente raccolti intorno alla Vergine
Maria, e contemplando i misteri del Santo Rosario, avete
rivissuto l’esperienza dei primi discepoli, riuniti nel
Cenacolo con “la madre di Gesù”, “perseveranti e
concordi nella preghiera” in attesa della venuta dello
Spirito Santo (cfr At 1,14). Anche noi, in questa
penultima sera di maggio, dal colle Vaticano invochiamo
l’effusione dello Spirito Paraclito su di noi, sulla
Chiesa che è in Roma e su tutto il popolo cristiano.
La grande
festa di Pentecoste ci invita a meditare sul rapporto tra
lo Spirito Santo e Maria, un rapporto strettissimo,
privilegiato, indissolubile. La Vergine di Nazaret fu
prescelta per diventare la Madre del Redentore ad opera
dello Spirito Santo: nella sua umiltà, trovò grazia agli
occhi di Dio (cfr Lc 1,30). In effetti, nel Nuovo
Testamento noi vediamo che la fede di Maria, per così
dire, “attira” il dono dello Spirito Santo. Prima di
tutto nel concepimento del Figlio di Dio, mistero che lo
stesso arcangelo Gabriele spiega così: “Lo Spirito
Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti
coprirà con la sua ombra” (Lc 1,35). Subito dopo
Maria si recò ad aiutare Elisabetta, ed ecco che quando
giunge da lei e la saluta, lo Spirito Santo fa sussultare
il bambino nel grembo dell’anziana parente (cfr Lc
1,44); e tutto il dialogo tra le due madri è ispirato
dallo Spirito di Dio, soprattutto il cantico di lode con
cui Maria esprime i suoi sentimenti profondi, il Magnificat.
L’intera vicenda della nascita di Gesù e della sua
prima infanzia è guidata in maniera quasi palpabile dallo
Spirito Santo, anche se non viene sempre nominato. Il
cuore di Maria, in perfetta consonanza con il Figlio
divino, è tempio dello Spirito di verità, dove ogni
parola e ogni avvenimento vengono custoditi nella fede,
nella speranza e nella carità (cfr Lc 2,19.51).
Possiamo
così essere certi che il cuore santissimo di Gesù in
tutto l’arco della vita nascosta a Nazaret ha sempre
trovato nel cuore immacolato della Madre un “focolare”
sempre acceso di preghiera e di costante attenzione alla
voce dello Spirito. Testimonianza di questa singolare
sintonia tra Madre e Figlio nel cercare la volontà di
Dio, è quanto avvenne alle nozze di Cana. In una
situazione carica di simboli dell’alleanza, quale è il
banchetto nuziale, la Vergine Madre intercede e provoca,
per così dire, un segno di grazia sovrabbondante: il
“vino buono” che rimanda al mistero del Sangue di
Cristo. Questo ci conduce direttamente al Calvario, dove
Maria sta sotto la croce insieme con le altre donne e con
l’apostolo Giovanni. La Madre e il discepolo raccolgono
spiritualmente il testamento di Gesù: le sue ultime
parole e il suo ultimo respiro, nel quale Egli incomincia
ad effondere lo Spirito; e raccolgono il grido silenzioso
del suo Sangue, interamente versato per noi (cfr Gv
19,25-34). Maria sapeva da dove veniva quel sangue: si era
formato in lei per opera dello Spirito Santo, e sapeva che
quella stessa “potenza” creatrice avrebbe risuscitato
Gesù, come Egli aveva promesso.
Così la
fede di Maria sostenne quella dei discepoli fino
all’incontro con il Signore risorto, e continuò ad
accompagnarli anche dopo la sua Ascensione al cielo,
nell’attesa del “battesimo nello Spirito Santo” (cfr
At 1,5). Nella Pentecoste, la Vergine Madre appare
nuovamente come Sposa dello Spirito, per una maternità
universale nei confronti di tutti coloro che sono generati
da Dio per la fede in Cristo. Ecco perché Maria è per
tutte le generazioni immagine e modello della Chiesa, che
insieme allo Spirito cammina nel tempo invocando il
ritorno glorioso di Cristo: “Vieni, Signore Gesù” (cfr
Ap 22,17.20).
Cari
amici, alla scuola di Maria, impariamo anche noi a
riconoscere la presenza dello Spirito Santo nella nostra
vita, ad ascoltare le sue ispirazioni e a seguirle
docilmente. Egli ci fa crescere secondo la pienezza di
Cristo, secondo quei frutti buoni che l’apostolo Paolo
elenca nella Lettera ai Galati: “Amore, gioia,
pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà,
mitezza, dominio di sé” (Gal 5,22). Vi auguro di
essere ricolmi di questi doni e di camminare sempre con
Maria secondo lo Spirito e, mentre vi esprimo la mia lode
per la partecipazione a questa celebrazione serale,
imparto di cuore a tutti voi e ai vostri cari la
Benedizione Apostolica.
©
Copyright 2009 - Libreria Editrice Vaticana
|
|