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il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Fonte,
Radio Vaticana, 4 maggio 2008
Il
Papa a Santa Maria Maggiore: il Rosario non è una
devozione del passato ma reca pace e riconciliazione e
contiene in sé la potenza risanatrice del nome di Gesù
“Il
Santo Rosario non è una pratica relegata al passato”,
ma è una preghiera che “reca pace e riconciliazione”:
così, Benedetto XVI, a conclusione della preghiera
mariana presieduta ieri pomeriggio nella Basilica di Santa
Maria Maggiore. Moltissimi i fedeli accorsi alla
celebrazione nel primo sabato di maggio, mese
tradizionalmente dedicato a Maria. Tra i presenti, anche
il neo-sindaco di Roma, Gianni Alemanno, cui il Papa ha
rivolto l’augurio di “un proficuo servizio per il bene
dell’intera comunità cittadina”. Il servizio di Isabella
Piro:
(canto: Ave Maria)
Maria, Salus Popoli Romani: l’icona della Vergine,
Salvezza del popolo romano, ha accolto Benedetto XVI al
suo ingresso nella Basilica di Santa Maria Maggiore. Il
Santo Padre l’ha venerata in silenzio, prima di dare
inizio alla preghiera a lei dedicata, il Santo Rosario. La
recita dei Misteri Gaudiosi ha ripercorso le tappe della
vita di Cristo che vanno dall’Annunciazione a Maria
all’episodio di Gesù al tempio, seduto tra i dottori.
Momenti suggestivi, che hanno suscitato nello stesso Papa
ricordi della sua infanzia:
“Nell’esperienza della mia generazione, le sere
di maggio rievocano dolci ricordi legati agli appuntamenti
vespertini per rendere omaggio alla Madonna. Come,
infatti, dimenticare la preghiera del Rosario in
parrocchia oppure nei cortili delle case e nelle contrade
dei paesi?”
Benedetto XVI si è quindi soffermato sulla forza ancora
viva del Santo Rosario e sulla sua dimensione di preghiera
portatrice di pace:
“Oggi insieme confermiamo che il Santo Rosario non
è una pratica relegata al passato, come preghiera di
altri tempi a cui pensare con nostalgia. Il Rosario sta
invece conoscendo quasi una nuova primavera. Questo è
senz’altro uno dei segni più eloquenti dell’amore che
le giovani generazioni nutrono per Gesù e per la Madre
sua Maria. Nel mondo attuale così dispersivo, questa
preghiera aiuta a porre Cristo al centro, come faceva la
Vergine, che meditava interiormente tutto ciò che si
diceva del suo Figlio, e poi quello che Egli faceva e
diceva”.
“Con Maria si orienta il cuore al mistero di Gesù”,
ha aggiunto il Papa; ci aiuti la Beata Vergine ad
accogliere in noi la grazia che promana dai Misteri del
Rosario, “affinché attraverso di noi possa
“irrigare” la società, a partire dalle relazioni
quotidiane, e purificarla da tante forze negative
aprendola alla novità di Dio”. Perchè, ha continuato
il Santo Padre, la potenza della preghiera mariana è
proprio questa:
“Il Rosario, quando è pregato in modo autentico,
non meccanico e superficiale ma profondo, reca infatti
pace e riconciliazione. Contiene in sé la potenza
risanatrice del Nome santissimo di Gesù, invocato con
fede e con amore al centro di ogni Ave Maria”.
Di qui, l’invito rivolto dal Pontefice a tutti i fedeli
affinché, durante il mese mariano, si sentano “vicini e
uniti nella preghiera”, così da formare, con l’aiuto
della Madonna, “un cuore solo e un’anima sola”. E
poi, una richiesta:
“Vi affido le intenzioni più urgenti del mio
ministero, le necessità della Chiesa, i grandi problemi
dell’umanità: la pace nel mondo, l’unità dei
cristiani, il dialogo fra tutte le culture. E pensando a
Roma e all’Italia vi invito a pregare per gli obiettivi
pastorali della Diocesi, e per lo sviluppo solidale di
questo amato Paese”.
Un invito prontamente accolto dal card. Bernard Francis
Law, Arciprete della Basilica di Santa Maria Maggiore, che
ha così salutato Benedetto XVI:
“Oggi ci uniamo alle Sue preghiere per la santità e
l’unità della Chiesa, per la pace nel mondo, costruita
sul riconoscimento della dignità di ogni essere umano, la
quale proviene da Dio, per gli ammalati e i deboli, e per
tutti coloro che sono vulnerabili. Con il cuore pieno di
gratitudine, noi preghiamo per Lei, Santo Padre, e per la
Sua missione di confermarci nella Fede, per ricordarci il
motivo della nostra speranza, e per spingerci a vivere
nell’amore di Cristo”.
(canto: Salve Regina)