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CONGEDO DEL CARDINALE RUINI (27 GIUGNO 2008)

Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana

Radio Vaticana 27 giugno 2008

Il cardinale Vallini è il nuovo vicario del Papa per la diocesi di Roma. Benedetto XVI ringrazia il cardinale Ruini per la sua lungimiranza nel servizio al Vescovo di Roma e alla Chiesa italiana

Il cardinale Agostino Vallini è il nuovo vicario del Papa per la diocesi di Roma. Benedetto XVI ha accolto la rinuncia presentata, per raggiunti limiti d'età, dal cardinale Camillo Ruini agli incarichi di vicario generale per la diocesi di Roma e di arciprete della Papale Arcibasilica Lateranense ed ha chiamato a succedergli il cardinale Vallini, 68 anni, finora prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. Stamani, in Sala Clementina, il Papa ha ricevuto i due porporati assieme agli officiali del Vicariato. Un’udienza nella quale Benedetto XVI ha ringraziato il cardinale Ruini per il lavoro svolto ed ha accolto e incoraggiato il cardinale Vallini nel suo nuovo incarico. Il servizio di Alessandro Gisotti:

Intelligenza e sapienza: queste, ha detto con gratitudine Benedetto XVI, sono state le doti che il cardinale Camillo Ruini ha messo al servizio del Papa, della Chiesa e della Santa Sede. Un “contributo rilevante”, quello offerto dal porporato, con il quale, ha ricordato il Pontefice, ho collaborato in tante occasioni e in particolare “sui temi dei convegni ecclesiali diocesani, tesi a rispondere alle principali urgenze pastorali tenendo conto del contesto sociale e culturale” di Roma. Quindi, il Papa si è soffermato su una grande intuizione del cardinale Ruini:
 
“Tutti sappiamo che il 'progetto culturale' è una particolare iniziativa della Chiesa italiana dovuta allo zelo e alla lungimiranza del cardinale Ruini, ma questa espressione, 'progetto culturale', più in generale e radicalmente richiama il modo di porsi della Chiesa nella società: il desiderio cioè della comunità cristiana - rispondente alla missione del suo Signore - di essere presente in mezzo agli uomini e alla storia con un progetto di uomo, di famiglia, di relazioni sociali ispirato alla Parola di Dio e declinato in dialogo con la cultura del tempo”.
 
Per questo, ha proseguito, il cardinale Ruini ha dato “un esempio che rimane al di là delle iniziative del momento, un esempio nell’impegno di “pensare la fede”, in assoluta fedeltà al Magistero della Chiesa, con puntuale attenzione agli insegnamenti del Vescovo di Roma”. E al tempo stesso, ha detto, “in costante ascolto delle domande che emergono dalla cultura contemporanea e dai problemi dell’attuale società”. Benedetto XVI è così tornato con la memoria agli ultimi anni del secolo scorso, quando, nel 1991, il cardinale Ruini fu chiamato da Giovanni Paolo II a succedere al cardinale Poletti. Un “tempo straordinario”, tanto più, ha notato, per chi “ha avuto in sorte di viverli al fianco di un autentico gigante della fede e della missione della Chiesa”, come Karol Wojtyla:
 
“Collaborando strettamente con lui siamo stati 'trascinati' dalla sua eccezionale forza spirituale, radicata nella preghiera, nell’unione profonda con il Signore Gesù Cristo e nell’intimità filiale con la sua Madre Santissima. Il carisma missionario del Papa Giovanni Paolo II ha avuto, come è giusto, un influsso determinante sul periodo del suo Pontificato, in particolare sul tempo di preparazione al Giubileo del 2000”.
 
Questo carisma missionario, ha sottolineato, si è potuto verificare direttamente nella diocesi di Roma, proprio grazie all’impegno costante del cardinale vicario e dei suoi collaboratori:
 
“Come esempio di questo mi limito a ricordare la Missione cittadina di Roma e i cosiddetti 'Dialoghi in Cattedrale', espressione di una Chiesa che, nel momento stesso in cui andava prendendo maggiore coscienza della sua identità diocesana e ne assumeva progressivamente la fisionomia, si apriva decisamente a una mentalità missionaria e ad uno stile coerente con essa, mentalità e stile destinati a non durare solo il tempo di una stagione, bensì, come è stato spesso ribadito, a diventare permanenti”.
 
Questo, ha detto il Papa, “è un aspetto particolarmente importante, di cui desidero renderLe merito”, tanto più, ha costatato, visto che è stato promosso dal cardinale Ruini “anche a livello dell’intera nazione italiana, quale presidente della Conferenza episcopale”:
 
“La sollecitudine per la missione è stata sempre accompagnata e sostenuta da un’eccellente capacità di riflessione teologica e filosofica, che Ella ha manifestato ed esercitato fin dagli anni giovanili. L’apostolato, specialmente nel nostro tempo, deve nutrirsi costantemente di pensiero, per motivare il significato dei gesti e delle azioni, altrimenti è destinato a ridursi a sterile attivismo”.
 
Benedetto XVI non ha poi mancato di dare il suo benvenuto al cardinale Agostino Vallini suo nuovo Vicario per la diocesi di Roma:
 
“Lo saluto con grande affetto e lo accolgo nel nuovo incarico, che gli affido tenendo conto della sua esperienza pastorale, maturata dapprima quale ausiliare nella grande Diocesi di Napoli e poi come vescovo di Albano; esperienze a cui egli unisce provate doti di saggezza e di affabilità”.
 
Il Papa si è detto certo che nel suo nuovo incarico, il cardinale Vallini potrà avvalersi di quanti lavorano nel Vicariato a Roma. Il Papa lo ha quindi incoraggiato a “fare sempre meglio per il bene della Chiesa che è a Roma”. Sentimenti di gratitudine ed emozione hanno contraddistinto il discorso di congedo del cardinale Ruini al Papa:

“Padre Santo, essere il Suo primo collaboratore nella Diocesi di Roma è stata certo una grande responsabilità, ma soprattutto un dono e una gioia, una fonte costante di arricchimento spirituale. I diciassette anni e mezzo in cui ho esercitato questo ministero rimarranno nella mia memoria come un lungo tempo di grazia”.
 
Il cardinale Ruini ha rivolto un pensiero speciale al suo successore a cui, ha detto, lo legano “una stima profonda e un’amicizia antica”. Il porporato ha quindi assicurato la sua costante preghiera per “l’amata Chiesa di Roma”. E' stata poi la volta del cardinale Vallini, che ha espresso la sua profonda gratitudine al Papa ed ha sottolineato l'importanza del suo nuovo incarico:
 
"Sono consapevole del rapporto unico che la Chiesa di Roma ha con il Romano Pontefice. Rapporto che implica una speciale partecipazione della comunità ecclesiale alla sollecitudine universale del suo vescovo, nè mi sfugge il compito di esemplarità a cui la nostra Chiesa è chiamata verso tutte le altre Chiese sparse nel mondo".
 
Il cardinale Vallini ha quindi ribadito l'impegno della Chiesa di Roma "ad educare alla Speranza, continuando con rinnovata lena ad annunciare il Vangelo".
 
Il cardinale Agostino Vallini, già prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, è nato a Poli, piccolo paese in provincia di Roma e in diocesi di Tivoli, il 17 aprile 1940. E’ stato ordinato sacerdote il 19 luglio 1964 dal vescovo ausiliare di Napoli, mons. Vittorio Longo, per volere dell'arcivescovo, il cardinale Alfonso Castaldo. Desiderando perfezionare gli studi in ecclesiologia, nello stesso 1964 fu inviato a Roma a specializzarsi in Diritto canonico, in vista del futuro insegnamento nella Facoltà Teologica partenopea. Gli anni romani furono molto intensi, vissuti nel clima del Concilio Vaticano II. Si iscrisse alle Facoltà giuridiche della Pontificia Università Lateranense, presso le quali ha conseguito il dottorato in utroque iure.

Conclusi gli studi romani, nel 1969, ritornò a Napoli dove cominciò ad insegnare diritto canonico. Dopo due anni, su proposta del rettore della Lateranense, mons. Pietro Pavan, fu chiamato a ricoprire l'incarico di docente di “Diritto pubblico ecclesiastico”. Nel 1978 ha lasciato l'insegnamento al Laterano per fare ritorno a Napoli, dove ha rivestito l’incarico di rettore del Seminario Maggiore, fino al 1987, quando fu nominato decano della sezione San Tommaso della Facoltà Teologica dell'Italia meridionale. Nel 1989, Giovanni Paolo II lo ha nominato vescovo ausiliare di Napoli. Dopo undici anni di servizio nella diocesi partenopea, il 13 novembre 1999 venne trasferito alla Chiesa Suburbicaria di Albano, dove ha esercitato il ministero episcopale per cinque anni.

In seno alla Conferenza episcopale italiana, il cardinale Vallini è stato per molti anni membro della Commissione per i problemi giuridici e, da ultimo, presidente del Comitato per gli enti e beni ecclesiastici della CEI. Nel 2004, Giovanni Paolo II lo ha nominato prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica, promuovendolo in pari tempo alla dignità di arcivescovo. È anche presidente della Corte di Cassazione dello Stato della Città del Vaticano e, dal 15 settembre 2007, presidente della Commissione per gli Avvocati. Nel 2006, Benedetto XVI lo ha creato cardinale. È membro delle Congregazioni delle Cause dei Santi; per i Vescovi; per gli Istituti di vita consacrata - e le Società di vita apostolica; per l'Evangelizzazione dei Popoli; del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi; dell’Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica.

DISCORSO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
AGLI OFFICIALI DEL VICARIATO DI ROMA
PER IL CONGEDO DELL'EM.MO CARD. CAMILLO RUINI

Sala Clementina
Venerdì,
27 giugno 2008

Signori Cardinali,
venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio,
cari fratelli e sorelle!

Sono molto lieto di accogliervi e di porgere a ciascuno di voi il mio cordiale benvenuto. Lo rivolgo in primo luogo e specialmente a Lei, caro Cardinale Camillo Ruini, che oggi voglio pubblicamente ringraziare, al termine del Suo lungo servizio quale Vicario Generale per la Diocesi di Roma. Ho già avuto occasione di manifestarLe i miei sentimenti nei giorni scorsi con una lettera, nella quale ho avuto modo di ricordare i molteplici aspetti di tale diuturno e apprezzato ministero, iniziato nel gennaio 1991, quando il Servo di Dio Giovanni Paolo II La chiamò a succedere al Cardinale Ugo Poletti. Ora ho l’opportunità di rinnovarLe l’espressione della mia riconoscenza dinanzi ai Vescovi Ausiliari, ai Parroci Prefetti, alle altre rappresentanze della realtà diocesana e alla comunità di lavoro del Vicariato di Roma.

Gli ultimi anni del secolo scorso e i primi del nuovo sono stati un tempo davvero straordinario, tanto più per chi, come noi, ha avuto in sorte di viverli al fianco di un autentico gigante della fede e della missione della Chiesa, il venerato mio Predecessore. Egli ha guidato il Popolo di Dio verso lo storico traguardo dell’anno Duemila e, attraverso il Grande Giubileo, l’ha introdotto nel terzo millennio dell’era cristiana. Collaborando strettamente con lui siamo stati “trascinati” dalla sua eccezionale forza spirituale, radicata nella preghiera, nell’unione profonda con il Signore Gesù Cristo e nell’intimità filiale con la sua Madre Santissima. Il carisma missionario del Papa Giovanni Paolo II ha avuto, come è giusto, un influsso determinante sul periodo del suo pontificato, in particolare sul tempo di preparazione al Giubileo del 2000; e questo lo si è potuto verificare direttamente nella Diocesi di Roma, la Diocesi del Papa, grazie all’impegno costante del Cardinale Vicario e dei suoi collaboratori. Come esempio di questo mi limito a ricordare la Missione cittadina di Roma e i cosiddetti “Dialoghi in Cattedrale”, espressione di una Chiesa che, nel momento stesso in cui andava prendendo maggiore coscienza della sua identità diocesana e ne assumeva progressivamente la fisionomia, si apriva decisamente a una mentalità missionaria e ad uno stile coerente con essa, mentalità e stile destinati a non durare solo il tempo di una stagione, bensì, come è stato spesso ribadito, a diventare permanenti. Questo, venerato Fratello, è un aspetto particolarmente importante, di cui desidero renderLe merito, tanto più che Lei lo ha promosso e curato, oltre che qui a Roma, anche a livello dell’intera Nazione italiana, quale Presidente della Conferenza Episcopale.

La sollecitudine per la missione è stata sempre accompagnata e sostenuta da un’eccellente capacità di riflessione teologica e filosofica, che Ella ha manifestato ed esercitato fin dagli anni giovanili. L’apostolato, specialmente nel nostro tempo, deve nutrirsi costantemente di pensiero, per motivare il significato dei gesti e delle azioni, altrimenti è destinato a ridursi a sterile attivismo. E Lei, Signor Cardinale, ha offerto in tal senso un contributo rilevante, ponendo al servizio del Santo Padre, della Santa Sede e della Chiesa intera le Sue ben note doti di intelligenza e di sapienza. Io stesso ne sono stato testimone nel mio precedente ufficio e a maggior ragione in questi ultimi anni, in cui ho potuto avvalermi della Sua vicinanza nel servire la Chiesa che è in Italia e particolarmente in Roma. Mi piace ricordare al riguardo la nostra collaborazione sui temi dei Convegni ecclesiali diocesani, tesi a rispondere alle principali urgenze pastorali tenendo conto del contesto sociale e culturale della Città. Tutti sappiamo che il “progetto culturale” è una particolare iniziativa della Chiesa italiana dovuta allo zelo e alla lungimiranza del Cardinale Ruini, ma questa espressione, “progetto culturale”, più in generale e radicalmente richiama il modo di porsi della Chiesa nella società: il desiderio cioè della Comunità cristiana – rispondente alla missione del suo Signore – di essere presente in mezzo agli uomini e alla storia con un progetto di uomo, di famiglia, di relazioni sociali ispirato alla Parola di Dio e declinato in dialogo con la cultura del tempo. Caro Signor Cardinale, in questo Lei ha dato un esempio che rimane al di là delle iniziative del momento, un esempio nell’impegno di “pensare la fede”, in assoluta fedeltà al Magistero della Chiesa, con puntuale attenzione agli insegnamenti del Vescovo di Roma e, al tempo stesso, in costante ascolto delle domande che emergono dalla cultura contemporanea e dai problemi dell’attuale società.

Mentre esprimo la mia riconoscenza al Cardinale Camillo Ruini, sono lieto di comunicare che, al suo posto, quale Vicario per la Diocesi di Roma, ho nominato il Cardinale Agostino Vallini, fino ad ora Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. Lo saluto con grande affetto e lo accolgo nel nuovo incarico, che gli affido tenendo conto della sua esperienza pastorale, maturata dapprima quale Ausiliare nella grande Diocesi di Napoli e poi come Vescovo di Albano; esperienze a cui egli unisce provate doti di saggezza e di affabilità. Contestualmente l’ho nominato Arciprete della Basilica di San Giovanni in Laterano e Gran Cancelliere della Pontificia Università Lateranense. Caro Signor Cardinale, da oggi la mia preghiera per Lei si farà particolarmente intensa, affinché il Signore Le conceda tutte le grazie necessarie a questo nuovo compito. La incoraggio ad esprimere in pienezza il Suo zelo pastorale e Le auguro un sereno e proficuo ministero, nel quale – sono certo – potrà avvalersi della costante e generosa collaborazione dei Vescovi ausiliari e di tutti i sacerdoti, i religiosi e i laici che lavorano nel Vicariato di Roma. Approfitto anzi di questa felice circostanza, cari fratelli e sorelle, per manifestare a tutti voi, che operate negli uffici centrali della diocesi, la mia viva riconoscenza e il mio incoraggiamento a fare sempre meglio, per il bene della Chiesa che è a Roma.

Cari Signori Cardinali, Dio vi ricolmi in abbondanza dei suoi doni. Ricompensi chi si congeda e sostenga chi subentra. Moltiplichi in tutti il rendimento di grazie alla sua infinita bontà e conceda sempre a ciascuno la gioia di servire Cristo lavorando umilmente per la sua Chiesa. La Vergine Maria, Salus Populi Romani, vegli dal cielo su di noi e ci accompagni. Invocando la sua intercessione, imparto di cuore a tutti voi qui presenti e all’intera città di Roma la Benedizione Apostolica.

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