UDIENZA AI VESCOVI DEL RWANDA (21 MAGGIO 2005) |
Servizio di Radio Vaticana
RIEDIFICARE IL RWANDA SUI VALORI EVANGELICI DELLA FRATERNITA’ E DELLA GIUSTIZIA SENZA CEDERE ALLO SCORAGGIAMENTO. COSI’ BENEDETTO XVI AI VESCOVI RWANDESI RICEVUTI OGGI PER LA VISITA AD LIMINA
Riedificare il Rwanda sul valore della fraternità, della verità e della giustizia, con i cristiani in prima linea a permeare dei valori evangelici il tessuto sociale, senza cedere alla tentazione dello scoraggiamento. E’ il messaggio affidato da Benedetto XVI ai vescovi del Paese africano, ricevuti questa mattina in visita ad Limina. Da parte sua il presidente dei vescovi rwandesi, mons. Alexis Habiyambere, ha sottolineato le priorità della Chiesa locale: l’impegno per la riconciliazione dopo la tragedia del genocidio del 1994, la lotta contro la povertà
e l’AIDS. Il presule ha definito ignobili le accuse rivolte ad alcune autorità cattoliche sul loro ruolo durante il conflitto, ma ha parlato anche di una reale normalizzazione con lo Stato rwandese. Infine il presidente della Conferenza episcopale rwandese ha auspicato che il Papa possa essere accolto un giorno in questa terra. Ma torniamo all’intervento di Benedetto XVI. Ce ne parla Alessandro De Carolis:
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Una “pastorale di vicinanza”, che sostenga i rwandesi nel loro impegno di restituire il Paese alla pace e alla riconciliazione. La scelta dei vescovi dello Stato africano, “duramente provato” e condizionato dal genocidio del 1994, è stata salutata con soddisfazione da Benedetto XVI, nell’incontro di questa mattina. Quello dei presuli, ha sottolineato, è un grande lavoro apostolico fondato sull’ausilio e “sull’impegno di piccole comunità di laici nella pastorale missionaria della Chiesa, in armonia con i pastori”. Il Papa ha incoraggiato i vescovi del Rwanda a sostenere queste comunità,
“sviluppando allo stesso tempo – ha detto – una vita ecclesiale e spirituale più forte”.
Consapevole delle difficoltà in cui la Chiesa rwandese si trova ad operare, il Pontefice ha introdotto il suo discorso spronando la Chiesa locale a spendersi per questa causa: “Esorto sacerdoti e fedeli - ha affermato - a rimanere saldi nella fede, a perseverare nella speranza che dona il Cristo risorto, superando ogni tentazione di scoraggiamento”. In quest’ottica, Benedetto XVI ha sollecitato i fedeli ad assumersi le proprie responsabilità in campo sociale, in particolare nei settori della politica e dell’economia, facendo uso – ha precisato - di un “senso morale nutrito dalla Dottrina
sociale della Chiesa”.
Il Papa ha avuto parole di apprezzamento per i giovani, speranza del Rwanda di domani, e per i sacerdoti ai quali è doveroso assicurare, ha detto, la “formazione permanente a livello teologico e spirituale”. Benedetto XVI ha invitato i vescovi ad assicurarsi sulle “condizioni di vita” del clero, perché i sacerdoti siano “testimoni veritieri” della Parola che annunciano. Il Pontefice ha concluso il suo discorso auspicando che fedeli e pastori costruiscano “comunità animate da un amore reciproco sincero”, caratterizzato “dal desiderio imperioso di lavorare ad un’autentica
riconciliazione”.
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Alessandro De Carolis, Radio Vaticana, 20 maggio 2005
TESTO DEL DISCORSO DIFFUSO DALLA SALA STAMPA VATICANA
Cari Fratelli nell'Episcopato,
mentre realizzate il vostro pellegrinaggio presso le tombe degli Apostoli Pietro e Paolo, sono lieto di accogliervi, voi che avete ricevuto dal Signore il compito di guidare la sua Chiesa in Rwanda. Ringrazio Monsignor Alexis Habiyambere, Vescovo di Nyundo, Presidente della vostra Conferenza Episcopale, per le sue parole fraterne. Attraverso di voi, rivolgo un saluto affettuoso alle vostre comunità, esortando sacerdoti e fedeli, duramente provati dal genocidio del 1994 e dalle sue conseguenze, a restare saldi nella fede, a perseverare nella speranza che dà Cristo risorto, superando ogni tentazione di scoraggiamento. Possa lo Spirito di Pentecoste, effuso su
tutto l'universo, rendere fecondi gli sforzi di quanti s'impegnano a edificare la fraternità fra tutti i rwandesi, in uno spirito di verità e di giustizia!
I vostri rapporti quinquennali riflettono l'opera dello Spirito, che edifica la Chiesa in Rwanda nelle vicissitudini della sua storia. Per contribuire attivamente alla pace e alla riconciliazione, voi privilegiate soprattutto una pastorale di prossimità, fondata sull'impegno di piccole comunità di laici nella pastorale missionaria della Chiesa, in armonia con i Pastori. Vi incoraggio a sostenere queste comunità, affinché i fedeli accolgano le verità di fede e le sue esigenze, sviluppando così una vita ecclesiale e spirituale più intensa, senza lasciarsi distogliere dal Vangelo di Cristo, in particolare dalle numerose sette presenti nel Paese. Operate senza
posa affinché il Vangelo penetri sempre più profondamente nel cuore e nell'esistenza dei credenti, invitando i fedeli ad assumersi sempre più le proprie responsabilità nella società, in particolare nel campo dell'economia e della politica, con un senso morale alimentato dal Vangelo e dalla dottrina sociale della Chiesa.
Saluto i sacerdoti delle vostre Diocesi, e i giovani che, con generosità, si preparano a divenirlo. Il loro numero è un autentico segno di speranza per il futuro. Mentre il clero diviene autoctono, desidero rendere onore al lavoro paziente svolto dai missionari per annunciare Cristo e il suo Vangelo, e per far nascere le comunità cristiane di cui siete oggi responsabili. Vi invito a stare vicino ai vostri sacerdoti, preoccupandovi della loro formazione permanente a livello teologico e spirituale, attenti alle loro condizioni di vita e di esercizio della loro missione, affinché siano testimoni autentici della Parola che annunciano e dei sacramenti dei quali
sono i ministri. Possano, nel dono di se stessi a Cristo e al popolo di cui sono i Pastori, restare fedeli alle esigenze del loro stato e vivere il loro sacerdozio come un vero cammino di santità!
Al termine del nostro incontro, cari Fratelli nell'Episcopato, desidero sentirmi vicino al popolo che vi è stato affidato, esortando i fedeli e i Pastori a costruire comunità animate da un amore reciproco sincero e abitate dal desiderio imperioso di adoperarsi per un'autentica riconciliazione! Che su tutte le colline riecheggi il canto dei messaggeri della Buona Novella di Cristo vincitore della morte (cfr Is 52, 7)! Affidando le speranze e le sofferenze del popolo rwandese all'intercessione della Regina degli Apostoli, vi imparto un'affettuosa Benedizione Apostolica, che estendo volentieri ai sacerdoti, ai religiosi, alle religiose, ai catechisti e a
tutti i fedeli delle vostre Diocesi.
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