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SALUTO
DEL PAPA AI MONACI DI MONTECASSINO |
Radio Vaticana,
21 marzo 2006
IL
PAPA INVIA IL SUO SALUTO AI MONACI
DI MONTECASSINO CHE OGGI FESTEGGIANO
SAN BENEDETTO. IL CARDINALE PAUL POUPARD HA
PRESIEDUTO STAMANE UNA SOLENNE CELEBRAZIONE
ALL’ABBAZIA DI MONTECASSINO
-
Intervista con l’abate Edmund Power -
Oggi
l’Ordine benedettino festeggia il suo fondatore, San
Benedetto abate. In questa data, che coincide
nell’emisfero boreale con l’inizio della primavera, si
ricorda il transito del Patrono d’Europa, ma la solennità
è celebrata dalla Chiesa l’11 luglio. Il Papa ha voluto
inviare i suoi saluti e la sua benedizione apostolica ai
monaci dell’abbazia di Montecassino delegandoli al
cardinale Paul Poupard, presidente del Pontificio
Consiglio della cultura. Il porporato, proprio a
Montecassino, questa mattina ha infatti presieduto una
solenne celebrazione eucaristica. Nel pomeriggio si
svolgerà una processione in onore di San Benedetto, poi,
l’abate vescovo Bernardo D’Onorio impartirà la
benedizione all’Europa con la reliquia del Santo. Il
servizio di Tiziana Campisi.
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“Mi
ha incaricato di manifestare a tutti voi la sua vicinanza
nella preghiera, la sua spirituale partecipazione a questa
celebrazione, il suo profondo e continuo interesse per le
sorti dell’Europa e dei popoli che la compongono”. Con
queste parole il cardinale Paul Poupard si è fatto latore
dei saluti di Benedetto XVI ricordando il profondo legame
e la venerazione che il Papa nutre per il padre del
monachesimo occidentale, motivi che lo hanno indotto alla
scelta del proprio nome. Il Santo, ha detto più volte il
Papa, costituisce un fondamentale punto di riferimento per
l’unità dell’Europa e richiama fortemente alle radici
cristiane della sua cultura e della sua civiltà.
In
particolare il porporato ha voluto sottolineare le
frequenti citazioni del Pontefice della regola di San
Benedetto che prescrive di non anteporre nulla all’amore
Cristo. Un invito che deve toccare il cuore di ogni
cristiano e lo stesso richiamo all’amore di Dio, ha
detto ancora il cardinale Poupard, nell’Enciclica di
Benedetto XVI “Deus caritas est”, vuol dire che
solo mettendo l’amore, “che ha la sua misura piena e
perfetta in Cristo, al primo posto si può sinceramente ed
efficacemente promuovere la pace, l’armonia ed il
dialogo tra i popoli e le culture, la collaborazione e la
solidarietà tra i Paesi più progrediti economicamente e
quelli che hanno bisogno ancora dell’essenziale per la
sopravvivenza”. San Benedetto, ispirato dal Signore, si
è dedicato alla costruzione della evangelica “città
posta sul monte”, ha detto ancora il porporato, perché
potesse illuminare tutti i popoli facendoli progredire
nella concordia fraterna e nella pace. Infine il cardinale
Poupard, ha chiesto l’intercessione del Patrono
d’Europa per questo particolare momento storico,
caratterizzato da conflitti, violenze, incomprensioni e
divisioni, perché possa essere costruita, nella pace,
sull’esempio di San Benedetto, la città degli uomini
dove nulla si anteponga all’Amore di Cristo.
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E
sulla figura di San Benedetto ascoltiamo al microfono di
Marco Cardinali l’abate benedettino dell’abbazia di
San Paolo fuori le Mura a Roma Edmund Power.
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R.
– San Benedetto è un personaggio simbolico, in un senso
molto profondo per la storia dell’Europa, perché lui è
il ponte fra la cultura antica cioè classica – è nato
a Norcia tra le mura di quella città romana – e la
tradizione patristica e monastica. In qualche modo ha
potuto radunare questi elementi e metterli in un modo
molto ragionevole, molto moderato molto vivibile.
D.
– La regola stessa è simbolo di questo equilibrio…
R.
– Questa regola è un punto di trasmissione di una
cultura antica, ricca, cristiana anche romana e ha potuto
dunque superare il passaggio dei secoli e portare avanti
questa civiltà. Poi naturalmente durante l’Alto
Medioevo la tradizione benedettina ha avuto un effetto
molto grande su diversi aspetti della cultura europea.
D.
– Padre abate Power, quale sono secondo lei le sfide
odierne dell’ordine benedettino della Chiesa, nella
nostra Europa?
R.
– La sfida di oggi è abbastanza grande, è interessante
questo aspetto dei valori cristiani del mondo di oggi,
anche nello scambio di lettere tra il Santo Padre e il
Patriarca di Mosca. Il Patriarca ha nominato questo
aspetto di difendere insieme i valori cristiani
dell’Europa. Per noi benedettini ovviamente il nostro
primo scopo è la ricerca di Dio, ma non siamo collegati a
nessun modo di vivere, a nessuna attività particolare, ci
troviamo più al servizio della vita umana in tutti i suoi
sensi. Da questo punto di vista possiamo cercare i modi di
rispondere alla sfida dei tempi. Non siamo così numerosi
come nel passato, perché ci sono altri movimenti e
congregazioni nella Chiesa, ma per noi questa ricerca di
Dio è il fondamento, perché la ricerca della verità è
collegata alla bellezza e questo apprezzamento della
cultura è anche un apprezzamento della bellezza. Alla
fine la bellezza è Dio stesso, allora cercare il volto di
Dio, il volto della bellezza è cercare la verità e
questa è la base di qualsiasi attività culturale direi
in qualsiasi società, in qualsiasi epoca.
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