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Radio
Vaticana, 20 giugno 2011
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I sammarinesi restino fedeli ai valori delle fede
cristiana: è l’esortazione rivolta da Benedetto XVI,
ieri pomeriggio, nel discorso ai Capitani reggenti e al
Corpo diplomatico accreditato presso la Repubblica di San
Marino. Nel suo intervento, nella storica cornice della
Sala del Consiglio del Palazzo pubblico, il Papa si è
soffermato sul valore della sana laicità, in particolare
con riferimento alla difesa della vita e alla promozione
della famiglia. Il servizio di Alessandro Gisotti:
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
La forza di San Marino è la sua fedeltà ai valori
cristiani: è quanto sottolineato da Benedetto XVI, che
nel suo discorso alle autorità sammarinesi si è
soffermato sui veri capisaldi di una società democratica
che persegua il bene comune. Il Papa ha innanzitutto
elogiato l’attaccamento dei sammarinesi alle proprie
radici cristiane che ne rappresentano l’identità più
profonda:
“Grazie ad essa, si può costruire una società
attenta al vero bene della persona umana, alla sua dignità
e libertà, e capace di salvaguardare il diritto di ogni
popolo a vivere nella pace. Sono questi i capisaldi della
sana laicità, all’interno della quale devono agire le
istituzioni civili, nel loro costante impegno a difesa del
bene comune”.
La Chiesa, ha soggiunto, “rispettosa della legittima
autonomia di cui il potere civile deve godere, collabora
con esso al servizio dell’uomo, nella difesa dei suoi
diritti fondamentali, di quelle istanze etiche che sono
iscritte nella sua stessa natura”:
“Per questo la Chiesa si impegna affinché le
legislazioni civili promuovano e tutelino sempre la vita
umana, dal concepimento fino al suo spegnersi naturale.
Inoltre, chiede per la famiglia il dovuto riconoscimento e
un sostegno fattivo. Ben sappiamo, infatti, come
nell’attuale contesto l’istituzione familiare venga
messa in discussione, quasi nel tentativo di disconoscerne
l’irrinunciabile valore”.
A subirne le conseguenze, ha poi aggiunto, “sono le
fasce sociali più deboli, specialmente le giovani
generazioni, più vulnerabili e perciò facilmente esposte
al disorientamento, a situazioni di auto-emarginazione e
alla schiavitù delle dipendenze”. Talvolta, ha poi
osservato il Papa, “le realtà educative faticano a dare
ai giovani risposte adeguate e, venendo meno il sostegno
familiare, spesso essi si vedono precluso un normale
inserimento nel tessuto sociale”:
“Anche per questo è importante riconoscere che la
famiglia, così come Dio l’ha costituita, è il
principale soggetto che può favorire una crescita
armoniosa e far maturare persone libere e responsabili,
formate ai valori profondi e perenni”.
Riprendendo poi un discorso del Beato Giovanni XXIII,
il Pontefice ha rivolto il pensiero all’“amore della
libertà” che a San Marino, ha detto, vanta
“squisitamente radici cristiane”:
“La libertà che le istituzioni sono chiamate a
promuovere e difendere a livello sociale, ne manifesta una
più grande e profonda, quella libertà animata dallo
Spirito di Dio, la cui presenza vivificante nel cuore
dell’uomo dona alla volontà la capacità di orientarsi
e determinarsi per il bene”.
Il Papa non ha mancato di incoraggiare il popolo
sammarinese, che affronta oggi difficoltà economiche
comuni al contesto italiano e internazionale. E ha
concluso il suo discorso con un augurio per il futuro di
San Marino:
“Esprimo di
cuore l’auspicio che l’intera vostra comunità, nella
comunanza dei valori civili e con le sue specifiche
peculiarità culturali e religiose, possa scrivere una
nuova e nobile pagina di storia e divenga sempre più una
terra in cui prosperino la solidarietà e la pace”.
INCONTRO
UFFICIALE CON I MEMBRI DEL GOVERNO,
DEL CONGRESSO E DEL CORPO DIPLOMATICO
DISCORSO
DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
Sala del
Consiglio Grande e Generale del Palazzo Pubblico -
Repubblica di San Marino
Domenica, 19 giugno 2011
Serenissimi
Capitani Reggenti,
illustri Signori e Signore!
Vi
ringrazio sentitamente per la vostra accoglienza; in
particolare esprimo la mia riconoscenza ai Capitani
Reggenti, anche per le cortesi parole che mi hanno
rivolto. Saluto i Membri del Governo e del Congresso, come
pure il Corpo diplomatico e tutte le altre Autorità qui
convenute. Nel rivolgermi a voi, abbraccio idealmente
l’intero popolo di San Marino. Fin dal suo nascere,
questa Repubblica ha intrattenuto relazioni amichevoli con
la Sede Apostolica, e negli ultimi tempi esse sono andate
intensificandosi e consolidandosi; la mia presenza qui,
nel cuore di quest’antica Repubblica, esprime e conferma
questa amicizia.
Più di
diciassette secoli fa, un gruppo di fedeli, conquistati al
Vangelo dalla predicazione del diacono Marino e dalla sua
testimonianza di santità, si aggregò attorno a lui per
dare vita ad una nuova comunità. Raccogliendo questa
preziosa eredità, i Sammarinesi sono rimasti sempre
fedeli ai valori della fede cristiana, ancorando
saldamente ad essi la propria convivenza pacifica, secondo
criteri di democrazia e di solidarietà. Lungo i secoli, i
vostri padri, consapevoli di queste radici cristiane,
hanno saputo mettere a frutto il grande patrimonio morale
e culturale che avevano a loro volta ricevuto, dando vita
ad un popolo laborioso e libero, che, pur nell’esiguità
del territorio, non ha mancato di offrire alle confinanti
popolazioni della Penisola italiana e al mondo intero uno
specifico contributo di civiltà, improntata alla
convivenza pacifica e al mutuo rispetto.
Rivolgendomi
oggi a voi, mi rallegro del vostro attaccamento a questo
patrimonio di valori e vi esorto a conservarlo e a
valorizzarlo, perché esso è alla base della vostra
identità più profonda, un’identità che chiede alle
genti ed alle istituzioni sammarinesi di essere assunta in
pienezza. Grazie ad essa, si può costruire una società
attenta al vero bene della persona umana, alla sua dignità
e libertà, e capace di salvaguardare il diritto di ogni
popolo a vivere nella pace. Sono questi i capisaldi della
sana laicità, all’interno della quale devono agire le
istituzioni civili, nel loro costante impegno a difesa del
bene comune. La Chiesa, rispettosa della legittima
autonomia di cui il potere civile deve godere, collabora
con esso al servizio dell’uomo, nella difesa dei suoi
diritti fondamentali, di quelle istanze etiche che sono
iscritte nella sua stessa natura. Per questo la Chiesa si
impegna affinché le legislazioni civili promuovano e
tutelino sempre la vita umana, dal concepimento fino al
suo spegnersi naturale. Inoltre, chiede per la famiglia il
dovuto riconoscimento e un sostegno fattivo. Ben sappiamo,
infatti, come nell’attuale contesto l’istituzione
familiare venga messa in discussione, quasi nel tentativo
di disconoscerne l’irrinunciabile valore. A subirne le
conseguenze sono le fasce sociali più deboli,
specialmente le giovani generazioni, più vulnerabili e
perciò più facilmente esposte al disorientamento, a
situazioni di auto-emarginazione ed alla schiavitù delle
dipendenze. Talvolta le realtà educative faticano a dare
ai giovani risposte adeguate e, venendo meno il sostegno
familiare, spesso essi si vedono precluso un normale
inserimento nel tessuto sociale. Anche per questo è
importante riconoscere che la famiglia, così come Dio
l’ha costituita, è il principale soggetto che può
favorire una crescita armoniosa e far maturare persone
libere e responsabili, formate ai valori profondi e
perenni.
Nel
frangente di difficoltà economiche in cui versa anche la
Comunità Sammarinese, nel contesto italiano e
internazionale, la mia vuole essere una parola di
incoraggiamento. Sappiamo che gli anni successivi al
secondo conflitto mondiale sono stati un tempo di
ristrettezze economiche, che hanno costretto migliaia di
vostri concittadini ad emigrare. E’ venuto poi un
periodo di prosperità, sulla scia dello sviluppo del
commercio e del turismo, specie di quello estivo trainato
dalla vicinanza della riviera adriatica. In queste fasi di
relativa abbondanza spesso si verifica un certo
smarrimento del senso cristiano della vita e dei valori
fondamentali. Tuttavia, la società Sammarinese manifesta
ancora una buona vitalità e conserva le sue migliori
energie; ne danno prova le molteplici iniziative
caritative e di volontariato a cui si dedicano numerosi
vostri concittadini. Vorrei ricordare anche i numerosi
missionari sammarinesi, laici e religiosi, che negli
ultimi decenni hanno lasciato questa terra per portare il
Vangelo di Cristo in varie parti del mondo. Non mancano
dunque le forze positive che permetteranno alla vostra
Comunità di affrontare e superare l’attuale situazione
di difficoltà. A tale proposito, auspico che la questione
dei lavoratori frontalieri, che vedono in pericolo la
propria occupazione, si possa risolvere tenendo conto del
diritto al lavoro e della tutela delle famiglie.
Anche
nella Repubblica di San Marino, l’attuale situazione di
crisi spinge a riprogettare il cammino e diventa occasione
di discernimento (cfr Enc. Caritas
in veritate, 21); essa infatti pone l’intero
tessuto sociale di fronte all’impellente esigenza di
affrontare i problemi con coraggio e senso di
responsabilità, con generosità e dedizione, facendo
riferimento a quell’amore per la libertà che distingue
il vostro popolo. A questo riguardo, vorrei ripetervi le
parole rivolte dal Beato Giovanni
XXIII ai
Reggenti della Repubblica di San Marino, durante una loro
visita ufficiale presso la Santa Sede: “L’amore
della libertà – diceva Papa Giovanni – vanta tra voi
squisitamente radici cristiane, e i vostri padri,
cogliendone il vero significato, vi insegnarono a non
disgiungere mai il suo nome da quello di Dio, che ne è il
suo insostituibile fondamento” (Discorsi, Messaggi,
Colloqui del Santo Padre Giovanni XXIII, I, 341-343:
AAS 60[1959], 423-424). Questo monito del grande Papa
conserva ancora oggi il suo valore imperituro: la libertà
che le istituzioni sono chiamate a promuovere e difendere
a livello sociale, ne manifesta una più grande e
profonda, quella libertà animata dallo Spirito di Dio, la
cui presenza vivificante nel cuore dell’uomo dona alla
volontà la capacità di orientarsi e determinarsi per il
bene. Come afferma l’apostolo Paolo: “È Dio infatti
che suscita in voi il volere e l’operare secondo il suo
disegno d’amore” (Fil 2,13). E Sant’Agostino,
commentando questo passo, sottolinea: “È certo che
siamo noi a volere, quando vogliamo; ma a fare sì che
vogliamo il bene è Lui”, è Dio, e aggiunge: “Dal
Signore saranno diretti i passi dell’uomo, e l’uomo
vorrà seguire la sua via” (De gratia et libero
arbitrio, 16, 32).
A voi
perciò, illustri Signori e Signore, il compito di
costituire la città terrena nella dovuta autonomia e nel
rispetto di quei principi umani e spirituali a cui ogni
singolo cittadino è chiamato ad aderire con tutta la
responsabilità della propria coscienza personale; e, allo
stesso tempo, il dovere di continuare a operare
attivamente per costruire una comunità fondata su valori
condivisi. Serenissimi Capitani Reggenti e illustri
Autorità della Repubblica di San Marino, esprimo di cuore
l’auspicio che l’intera vostra Comunità, nella
comunanza dei valori civili e con le sue specifiche
peculiarità culturali e religiose, possa scrivere una
nuova e nobile pagina di storia e divenga sempre più una
terra in cui prosperino la solidarietà e la pace. Con
questi sentimenti affido questo diletto popolo alla
materna intercessione della Madonna delle Grazie e di
cuore invoco su tutti e su ciascuno la Benedizione
Apostolica.
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