La Sacra Bibbia

Il Vangelo di oggi

Santi di oggi

Santo Rosario

 
 
Web www.ratzingerbenedettoxvi.com PageRankTop.com


SOLENNITA' DI SANTO STEFANO (26 DICEMBRE 2007)

Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana

Fonte, Radio Vaticana, 26 dicembre 2007

Nella Solennità di Santo Stefano, Benedetto XVI sottolinea che il martirio cristiano è sempre un atto d’amore verso Dio e gli uomini. Il Papa ricorda i tanti cristiani tuttora vittime di persecuzioni

Con il suo straordinario esempio, Santo Stefano rammenta ad ognuno di noi che il martirio cristiano è esclusivamente un atto d’amore verso Dio e verso gli uomini: è quanto sottolineato da Benedetto XVI, all’Angelus in Piazza San Pietro, incentrato sulla figura del primo martire cristiano. Il Papa ha poi messo l’accento sulla testimonianza offerta ancora oggi da tanti cristiani che soffrono e muoiono per annunciare il Vangelo, come anche per vivere in comunione con la Chiesa ed essere fedeli al Papa. Il servizio di Alessandro Gisotti:

“Fu lapidato alle porte della città e morì, come Gesù, invocando il perdono per i suoi uccisori”. Benedetto XVI ha sottolineato che è la “carità divina” il profondo legame tra Cristo e il suo primo martire Stefano. Quello stesso Amore “che spinse il Figlio di Dio a spogliare se stesso e a farsi obbediente fino alla morte di croce”, è stata la sua riflessione, “ha poi spinto gli Apostoli e i martiri a dare la vita per il Vangelo”:
 
“Bisogna sempre rimarcare questa caratteristica distintiva del martirio cristiano: esso è esclusivamente un atto d’amore, verso Dio e verso gli uomini, compresi i persecutori. Perciò noi oggi, nella santa Messa, preghiamo il Signore che ci insegni “ad amare anche i nostri nemici sull’esempio di [Stefano] che morendo pregò per i suoi persecutori”.
 
“Quanti figli e figlie della Chiesa nel corso dei secoli – ha rammentato - hanno seguito questo esempio!”. Una testimonianza che inizia durante la prima persecuzione a Gerusalemme, fino alle schiere dei martiri dei nostri tempi:
 
“Non di rado, infatti, anche oggi giungono notizie da varie parti del mondo di missionari, sacerdoti, vescovi, religiosi, religiose e fedeli laici perseguitati, imprigionati, torturati, privati della libertà o impediti nell’esercitarla perché discepoli di Cristo e apostoli del Vangelo; a volte si soffre e si muore anche per la comunione con la Chiesa universale e la fedeltà al Papa”.

 
Riprendendo la sua Enciclica "Spe salvi", il Papa ha dunque ricordato l’esperienza del martire vietnamita Paolo Le-Bao-Thin che trasformò la sofferenza in gioia “mediante la forza della speranza che proviene dalla fede”. Ed ha aggiunto: “Il martire cristiano, come Cristo e mediante l’unione con Lui, “accetta nel suo intimo la croce, la morte e la trasforma in un’azione d’amore”. La violenza, è stato il suo richiamo, “si trasforma in amore e quindi la morte in vita”:
 
“Il martire cristiano attualizza la vittoria dell’amore sull’odio e sulla morte. Preghiamo per quanti soffrono a motivo della fedeltà a Cristo e alla sua Chiesa. Maria Santissima, Regina dei Martiri, ci aiuti ad essere testimoni credibili del Vangelo, rispondendo ai nemici con la forza disarmante della verità e della carità”.

FESTA DI SANTO STEFANO PROTOMARTIRE

BENEDETTO XVI

ANGELUS

Piazza San Pietro
Mercoledì, 26 dicembre 2007

 

Cari fratelli e sorelle!

All’indomani del Natale, la liturgia ci fa celebrare la "nascita al cielo" del primo martire, santo Stefano. "Pieno di fede e di Spirito Santo" (At 6,5), egli fu scelto come diacono nella Comunità di Gerusalemme, insieme con altri sei discepoli di cultura greca. Con la forza che gli veniva da Dio, Stefano compiva numerosi miracoli ed annunciava nelle sinagoghe il Vangelo con "sapienza ispirata". Fu lapidato alle porte della città e morì, come Gesù, invocando il perdono per i suoi uccisori (At 7,59-60). Il legame profondo che unisce Cristo al suo primo martire Stefano è la Carità divina: lo stesso Amore che spinse il Figlio di Dio a spogliare se stesso e a farsi obbediente fino alla morte di croce (cfr Fil 2,6-8), ha poi spinto gli Apostoli e i martiri a dare la vita per il Vangelo.

Bisogna sempre rimarcare questa caratteristica distintiva del martirio cristiano: esso è esclusivamente un atto d’amore, verso Dio e verso gli uomini, compresi i persecutori. Perciò noi oggi, nella santa Messa, preghiamo il Signore che ci insegni "ad amare anche i nostri nemici sull’esempio di [Stefano] che morendo pregò per i suoi persecutori" (Orazione "colletta"). Quanti figli e figlie della Chiesa nel corso dei secoli hanno seguito questo esempio! Dalla prima persecuzione a Gerusalemme a quelle degli imperatori romani, fino alle schiere dei martiri dei nostri tempi. Non di rado, infatti, anche oggi giungono notizie da varie parti del mondo di missionari, sacerdoti, vescovi, religiosi, religiose e fedeli laici perseguitati, imprigionati, torturati, privati della libertà o impediti nell’esercitarla perché discepoli di Cristo e apostoli del Vangelo; a volte si soffre e si muore anche per la comunione con la Chiesa universale e la fedeltà al Papa. Nella Lettera Enciclica Spe salvi (cfr n. 37), ricordando l’esperienza del martire vietnamita Paolo Le-Bao-Thin (morto nel 1857), faccio notare che la sofferenza è trasformata in gioia mediante la forza della speranza che proviene dalla fede. Il martire cristiano, come Cristo e mediante l’unione con Lui, "accetta nel suo intimo la croce, la morte e la trasforma in un’azione d’amore. Quello che dall’esterno è violenza brutale, dall’interno diventa un atto d’amore che si dona totalmente. La violenza così si trasforma in amore e quindi la morte in vita" (Omelia a Marienfeld - Colonia, 21 agosto 2005). Il martire cristiano attualizza la vittoria dell’amore sull’odio e sulla morte.

Preghiamo per quanti soffrono a motivo della fedeltà a Cristo e alla sua Chiesa. Maria Santissima, Regina dei Martiri, ci aiuti ad essere testimoni credibili del Vangelo, rispondendo ai nemici con la forza disarmante della verità e della carità.

Dopo l'Angelus:

Je vous salue, chers pèlerins de langue française. Aujourd’hui, la mémoire de saint Étienne, premier de tous les martyrs, éclaire le mystère célébré à Noël: par amour, Dieu est devenue proche des hommes. Que l’intercession de saint Étienne vous aide à contempler les cieux ouverts par la naissance du Sauveur et à être témoins de son amour par toute votre existence. Saintes et joyeuses fêtes à vous tous. Avec ma Bénédiction apostolique.

I greet all the English-speaking pilgrims present for today’s Angelus. On this Feast of Saint Stephen the Martyr, Christians throughout the world are reminded that those who stand firm with Christ to the end will be saved. Confident of our Lord’s love for us, may we always make a place for him in our hearts and in our lives. During these Christmas days, may God bless you with the saving power of his peace and love.

Einen weihnachtlichen Gruß richte ich an alle Pilger und Besucher deutscher Sprache. Die Kirche gedenkt heute eines Glaubenszeugen „der ersten Stunde", des heiligen Diakons und Märtyrers Stephanus. Damit ruft sie uns auf, nicht in der Hirtenidylle stehenzubleiben, sondern wie Stephanus missionarisch zu sein und von dem Wunder des sich uns nahenden Gottes Zeugnis zu geben. Zu dieser weihnachtlichen Haltung ermutige ich euch, liebe Freunde, und wünsche euch von Herzen den Segen des Göttlichen Kindes für euch und eure Familien.

Saludo cordialmente a los peregrinos de lengua española que se unen al rezo de esta oración mariana. Que el Misterio de Dios hecho hombre en Belén, que iluminó la vida del mártir San Esteban, cuya fiesta celebramos hoy, os aliente a ser siempre testigos valientes y creíbles del Evangelio de la Salvación. ¡Felices fiestas!

Pozdrawiam serdecznie Polaków. Dzisiaj liturgia wspomina męczeństwo świętego Szczepana, pierwszego męczennika. Niech i w naszym życiu nie zabraknie świadectwa Słowu, które stało się Ciałem. Niech zawsze wspiera was moc Boża.

[Saluto cordialmente tutti i Polacchi. La liturgia odierna rammenta il martirio di Santo Stefano, primo martire della Chiesa. Anche nella nostra vita, non manchi la testimonianza della Parola, che si è fatta Carne. La forza di Dio vi sostenga sempre.]

Rivolgo infine il mio cordiale saluto a voi, pellegrini di lingua italiana, e vi auguro di conservare in questi giorni il clima spirituale di gioia e serenità del Santo Natale.

 

© Copyright 2007 - Libreria Editrice Vaticana


 

 


 

 

Webmaster: Amedeo Lomonaco  Sottofondo: Tu scendi dalle stelle