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il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Fonte,
Radio Vaticana, 17 maggio 2008
Il
Papa a Savona: i cristiani affrontino senza compromessi le
sfide del materialismo, del relativismo e del laicismo ma
sapendo che Dio è misericordia, accoglienza e dialogo
Un
“pellegrinaggio mediante Maria alle sorgenti della fede,
della speranza, dell’amore”. Così il Papa ieri
nell’omelia della Messa in Piazza del Popolo a Savona.
Il Papa ha visitato la città ligure, testimone
dell’apparizione della Vergine nel 1536 e, quasi 3
secoli dopo, della vicenda di Pio VII. Il suo esempio, ha
detto il Papa, “ci invita a conservare inalterata nelle
prove la fiducia in Dio, consapevoli che Egli, se pur
permette per la sua Chiesa momenti difficili, non la
abbandona mai”. Una pagina della storia che aiuta anche
ad affrontare le sfide del mondo: materialismo,
relativismo, laicismo. Ma ripercorriamo la giornata di
ieri a Savona, iniziata con la partenza da Ciampino
intorno alle 15.30, con il servizio della nostra inviata Debora
Donnini.
Una città bagnata dalla pioggia, ma piena di amore
quella che ha accolto il Santo Padre. Prima della Messa il
Papa ha pregato in ginocchio nella cripta del Santuario di
Nostra Signora della Misericordia davanti alla statua
della Madonna e ha deposto sull’altare una rosa d’oro
come omaggio. Oltre 30 mila persone sono arrivate per la
Messa a Savona, nella quale il Papa si è soffermato su
una delle letture della festa della Santissima Trinità,
dove si parla della rivelazione del nome di Dio: “Dio
misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di
grazia e fedeltà”. Parole vere ieri, oggi e sempre. Il
nome di Dio è “Misericordia, Grazia, fedeltà”, ha
ricordato il Papa, nome con cui la Vergine si è
presentata a Savona: “Madonna di misericordia”, in
quanto madre di Gesù, “volto umano della divina
Misericordia”:
“E’ qui tutta l’essenza del cristianesimo,
perché è l’essenza di Dio stesso. Dio è Uno in quanto
è tutto e solo Amore, ma proprio essendo Amore è
apertura, accoglienza, dialogo; e nella sua relazione con
noi, uomini peccatori, è misericordia, compassione,
grazia, perdono. Dio ha creato tutto per l’esistenza e
la sua volontà è sempre e soltanto vita”.
La Vergine a Savona apparve nel 1536, in un momento
tragico per la vita della città. Al Santuario è anche
indissolubilmente legata la vicenda di Papa Pio VII, che
nella città ligure visse quasi 3 anni di prigionia per
volere di Napoleone. Benedetto XVI ha ringraziato i
cittadini di Savona per il coraggio con cui la popolazione
di allora sostenne Pio VII durante la prigionia,
rischiando anche personalmente. Basti pensare a come gli
fecero arrivare di nascosto la corrispondenza dei vescovi.
Una pagina oscura della storia dell’Europa, che per la
forza dello Spirito è divenuta ricca di insegnamenti:
“Essa ci insegna il coraggio nell’affrontare le
sfide del mondo: materialismo, relativismo, laicismo,
senza mai cedere a compromessi, disposti a pagare di
persona pur di rimanere fedeli al Signore e alla sua
Chiesa. L’esempio di serena fermezza dato dal Papa Pio
VII ci invita a conservare inalterata nelle prove la
fiducia in Dio, consapevoli che Egli, se pur permette per
la sua Chiesa momenti difficili, non la abbandona mai”.
La vicenda di Pio VII dunque insegna a confidare in
Maria: il Papa ricevette la notizia della liberazione il
17 marzo, vigilia della festa dell’Apparizione della
Vergine:
“L’apparizione della Vergine, in un momento
tragico della storia di Savona e l’esperienza tremenda
che qui affrontò il Successore di Pietro concorrono a
trasmettere alle generazioni cristiane di questo nostro
tempo un messaggio di speranza, ci incoraggiano ad avere
fiducia negli strumenti della Grazia che il Signore mette
a nostra disposizione in ogni situazione”.
Questi
strumenti sono la preghiera, i sacramenti, le opere di
carità. Un saluto è stato rivolto ai malati e ai
detenuti dell’Istituto penitenziario sant’Agostino. Un
incoraggiamento alle giovani famiglie a sperimentare la
preghiera domestica favorita dalla presenza dei bambini
piccoli, portati a rivolgersi spontaneamente al Signore e
alla Madonna. Parole di coraggio anche per i sacerdoti e
religiosi anziani. Non poteva mancare un pensiero per i
giovani con l’esortazione ad andare controcorrente. Dopo
la Messa Benedetto XVI si è recato in Cattedrale e al
Vescovado per visitare gli appartamenti dove Pio VII fu
tenuto prigioniero e dove si vedono ancora le grate dalle
quali veniva spiato dalle guardie di Napoleone, che
nonostante tutti gli sforzi non riuscì a controllare la
Chiesa. Una vicenda quella di Pio VII che - ha ricordato
Benedetto XVI – “ci invita a confidare sempre
nell’intercessione e nella materna assistenza di Maria”.
E non è un caso che le due prime tappe di Benedetto XVI
sia a Savona sia a Genova siano iniziate con la visita a
due Santuari mariani. (Da Genova, Debora Donnini, Radio
Vaticana)
OMELIA DEL
SANTO PADRE
CONCELEBRAZIONE
EUCARISTICA IN PIAZZA DEL POPOLO A SAVONA
OMELIA
DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
Sabato, 17
maggio 2008
Cari
fratelli e sorelle!
È una
grande gioia per me trovarmi in mezzo a voi e celebrare
per voi l’Eucaristia, nella festa solenne della
Santissima Trinità. Saluto con affetto il vostro Pastore,
Monsignor Vittorio Lupi, che ringrazio per le parole con
cui, all’inizio della celebrazione, mi ha presentato la
Comunità diocesana, e più ancora per i sentimenti di
carità e di speranza pastorale che ha manifestato.
Ringrazio anche il Signor Sindaco per il saluto cordiale
che ha voluto rivolgermi a nome di tutta la Città. Saluto
le Autorità civili, i sacerdoti, i religiosi, i diaconi,
i responsabili di associazioni, movimenti e comunità
ecclesiali. A tutti rinnovo in Cristo il mio augurio di
grazia e di pace.
In questa
solennità la liturgia ci invita a lodare Dio non
semplicemente per una meraviglia da Lui compiuta, ma per
come Lui è; per la bellezza e la bontà del suo essere,
da cui discende il suo agire. Siamo invitati a
contemplare, per così dire, il Cuore di Dio, la sua realtà
più profonda, che è quella di essere Unità nella Trinità,
somma e profonda Comunione di amore e di vita. Tutta la
Sacra Scrittura ci parla di Lui. Anzi, è Lui stesso che
ci parla di Sé nelle Scritture e si rivela, come Creatore
dell’universo e Signore della storia. Oggi abbiamo
ascoltato un brano del Libro dell’Esodo in cui
addirittura – cosa del tutto eccezionale – Dio
proclama il proprio nome! Lo fa alla presenza di Mosè,
con il quale parlava faccia a faccia, come con un amico. E
qual è questo nome di Dio? Ogni volta è commovente
ascoltarlo: "Il Signore, il Signore, Dio
misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di
grazia e di fedeltà" (Es 34,6). Sono parole
umane, ma suggerite e quasi pronunciate dallo Spirito
Santo. Esse ci dicono la verità su Dio: erano vere ieri,
sono vere oggi e saranno vere sempre; ci fanno vedere con
gli occhi della mente il volto dell’Invisibile, ci
dicono il nome dell’Ineffabile. Questo nome è
Misericordia, Grazia, Fedeltà.
Cari
amici, trovandomi qui a Savona, come posso non gioire
insieme con voi per il fatto che questo nome è proprio
quello con cui si è presentata la Vergine Maria,
apparendo il 18 marzo 1536 a un contadino, figlio di
questa terra? "Madonna di Misericordia" è il
titolo con cui è venerata – e di Lei abbiamo da qualche
anno una grande immagine anche nei Giardini Vaticani. Ma
Maria non parlava di sé, non parla mai di sé, ma sempre
di Dio, e lo ha fatto con questo nome così antico e
sempre nuovo: misericordia, che è sinonimo di amore, di
grazia. E’ qui tutta l’essenza del cristianesimo,
perché è l’essenza di Dio stesso. Dio è Uno in quanto
è tutto e solo Amore, ma proprio essendo Amore è
apertura, accoglienza, dialogo; e nella sua relazione con
noi, uomini peccatori, è misericordia, compassione,
grazia, perdono. Dio ha creato tutto per l’esistenza e
la sua volontà è sempre e soltanto vita.
Per chi
si trova nel pericolo, è salvezza. Lo abbiamo ascoltato
poco fa nel Vangelo di Giovanni: "Dio ha tanto amato
il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque
crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna" (Gv
3,16): in questo donarsi di Dio nella Persona del Figlio
è all’opera l’intera Trinità: il Padre che mette a
nostra disposizione quanto ha di più caro; il Figlio che,
consenziente col Padre, si spoglia della sua gloria per
donarsi a noi; lo Spirito che esce dal pacifico abbraccio
divino per irrigare i deserti dell’umanità. Per
quest’opera della sua misericordia Dio, disponendosi a
prendere la nostra carne, ha voluto aver bisogno di un
"sì" umano, del "sì" di una donna
che diventasse la Madre del suo Verbo incarnato, Gesù, il
Volto umano della divina Misericordia. Maria è diventata
così e rimane per sempre la "Madre della
Misericordia", come si è fatta conoscere anche qui,
a Savona.
Nel corso
della storia della Chiesa, la Vergine Maria non ha fatto
che invitare i suoi figli a ritornare a Dio, ad affidarsi
a Lui nella preghiera, a bussare con fiduciosa insistenza
alla porta del suo Cuore misericordioso. In verità, altro
Egli non desidera che riversare sul mondo la
sovrabbondanza della sua Grazia. "Misericordia e non
giustizia" ha implorato Maria, sapendo che avrebbe
certamente trovato ascolto presso il Figlio suo Gesù, ma
altrettanto consapevole della necessità della conversione
del cuore dei peccatori. Per questo ha invitato alla
preghiera ed alla penitenza. Pertanto, la mia visita a
Savona, nel giorno della Santissima Trinità, è anzitutto
un pellegrinaggio, mediante Maria, alle sorgenti della
fede, della speranza e dell’amore. Un pellegrinaggio che
è anche memoria e omaggio al mio venerato predecessore
Pio VII, la cui drammatica vicenda è indissolubilmente
legata a questa città e al suo Santuario mariano. A
distanza di due secoli, vengo a rinnovare l’espressione
della riconoscenza della Santa Sede e di tutta la Chiesa
per la fede, l’amore ed il coraggio con cui i vostri
concittadini sostennero il Papa nella sua residenza
coatta, impostagli da Napoleone Bonaparte, in questa Città.
Si conservano numerose testimonianze delle manifestazioni
di solidarietà rese al Pontefice dai Savonesi, a volte
anche con rischio personale. Sono vicende di cui i
Savonesi oggi possono fare memoria con fierezza. Come
giustamente ha osservato il vostro Vescovo, quella pagina
oscura della storia dell’Europa è diventata, per la
forza dello Spirito Santo, ricca di grazie e di
insegnamenti, anche per i nostri giorni. Essa ci insegna
il coraggio nell’affrontare le sfide del mondo:
materialismo, relativismo, laicismo, senza mai cedere a
compromessi, disposti a pagare di persona pur di rimanere
fedeli al Signore e alla sua Chiesa. L’esempio di serena
fermezza dato dal Papa Pio VII ci invita a conservare
inalterata nelle prove la fiducia in Dio, consapevoli che
Egli, se pur permette per la sua Chiesa momenti difficili,
non la abbandona mai. La vicenda vissuta dal grande
Pontefice nella vostra terra ci invita a confidare sempre
nell’intercessione e nella materna assistenza di Maria
Santissima.
L’apparizione
della Vergine, in un momento tragico della storia di
Savona e l’esperienza tremenda che qui affrontò il
Successore di Pietro concorrono a trasmettere alle
generazioni cristiane di questo nostro tempo un messaggio
di speranza, ci incoraggiano ad avere fiducia negli
strumenti della Grazia che il Signore mette a nostra
disposizione in ogni situazione. E tra questi mezzi di
salvezza, vorrei ricordare anzitutto la preghiera: la
preghiera personale, familiare e comunitaria.
Nell’odierna festa della Trinità mi piace sottolineare
la dimensione della lode, della contemplazione,
dell’adorazione. Penso alle giovani famiglie e vorrei
invitarle a non aver timore di sperimentare, fin dai primi
anni di matrimonio, uno stile semplice di preghiera
domestica, favorito dalla presenza dei bambini piccoli,
molto portati a rivolgersi spontaneamente al Signore e
alla Madonna. Esorto le parrocchie e le associazioni a
dare tempo e spazio alla preghiera, perché le attività
sono pastoralmente sterili se non vengono precedute,
accompagnate e sostenute costantemente dalla preghiera.
E che
dire della Celebrazione eucaristica, specialmente della
Messa domenicale? Il Giorno del Signore è giustamente al
centro dell’attenzione pastorale dei Vescovi italiani:
la Domenica va riscoperta nella sua radice cristiana, a
partire dalla celebrazione del Signore Risorto, incontrato
nella Parola di Dio e riconosciuto allo spezzare del Pane
eucaristico. E poi anche il Sacramento della
Riconciliazione chiede di essere rivalutato come mezzo
fondamentale per la crescita spirituale e per poter
affrontare con forza e coraggio le sfide attuali. Insieme
con la preghiera e i Sacramenti, altri inseparabili
strumenti di crescita sono le opere di carità da
esercitare con viva fede. Su questo aspetto della vita
cristiana ho voluto soffermarmi anche nell’Enciclica Deus
caritas est. Nel mondo moderno, che spesso fa della
bellezza e dell’efficienza fisica un ideale da
perseguire in ogni modo, come cristiani siamo chiamati a
trovare il volto di Gesù Cristo, "il più bello tra
i figli dell’uomo" (Sal 44,3), proprio nelle
persone sofferenti ed escluse. Sono numerose, purtroppo,
oggi le emergenze morali e materiali che ci preoccupano. A
questo proposito, colgo volentieri l’occasione per
rivolgere un saluto ai detenuti e al personale
dell’Istituto penitenziario "Sant’Agostino"
di Savona, che vivono da tempo una situazione di
particolare disagio. Un saluto altrettanto caloroso agli
ammalati degenti nell’Ospedale, nelle Case di cura o
nelle private abitazioni.
Una
parola particolare desidero rivolgere a voi, cari
sacerdoti, per esprimere apprezzamento per il vostro
lavoro silenzioso e l’impegnativa fedeltà con cui lo
svolgete. Cari fratelli in Cristo, credete sempre
nell’efficacia del vostro quotidiano servizio
sacerdotale! Esso è prezioso agli occhi di Dio e dei
fedeli, e il suo valore non può essere quantificato in
cifre e statistiche: i risultati li conosceremo solo in
Paradiso! Molti di voi sono in età avanzata: questo mi fa
pensare a quel passo stupendo del profeta Isaia, che dice:
"Anche i giovani faticano e si stancano, gli adulti
inciampano e cadono; ma quanti sperano nel Signore
riacquistano forza, mettono ali come aquile, corrono senza
affannarsi, camminano senza stancarsi" (Is 40,
30-31). Insieme ai diaconi a servizio della diocesi,
vivete la comunione con il Vescovo e tra di voi,
esprimendola in un’attiva collaborazione, nel sostegno
reciproco e in un condiviso coordinamento pastorale.
Portate avanti la testimonianza coraggiosa e gioiosa del
vostro servizio. Andate in cerca della gente, come faceva
il Signore Gesù: nella visita alle famiglie, nel contatto
con i malati, nel dialogo con i giovani, facendovi
presenti in ogni ambiente di lavoro e di vita. A voi, cari
religiosi e religiose, che ringrazio per la presenza,
ribadisco che il mondo ha bisogno della vostra
testimonianza e della vostra preghiera. Vivete la vostra
vocazione nella fedeltà quotidiana e rendete la vostra
vita un’offerta gradita a Dio: la Chiesa vi è grata e
vi incoraggia a perseverare nel vostro servizio.
Uno
speciale e caloroso saluto voglio riservarlo naturalmente
a voi giovani! Cari amici, mettete la vostra giovinezza al
servizio di Dio e dei fratelli. Seguire Cristo comporta
sempre il coraggio di andare controcorrente. Ne vale però
la pena: questa è la via della vera realizzazione
personale e quindi della vera felicità. Con Cristo si
sperimenta infatti che "c’è più gioia nel dare
che nel ricevere" (At 20,35). Ecco perché vi
incoraggio a prendere sul serio l’ideale della santità.
Un noto scrittore francese ci ha lasciato in una sua opera
una frase che vorrei oggi consegnare a voi: "Vi è
una sola tristezza: quella di non essere dei santi" (Léon
Bloy, La femme pauvre, II, 27). Cari giovani, osate
impegnare la vostra vita in scelte coraggiose, non da
soli, naturalmente, ma con il Signore! Date a questa Città
lo slancio e l’entusiasmo che derivano dalla vostra viva
esperienza di fede, un’esperienza che non mortifica le
aspettative del vivere umano, ma le esalta nella
partecipazione alla stessa esperienza di Cristo.
E questo
vale anche per i cristiani di età non più verde. Il mio
augurio per tutti è che la fede nel Dio Uno e Trino
infonda in ogni persona e in ogni comunità il fervore
dell’amore e della speranza, la gioia di amarsi tra
fratelli e di mettersi umilmente al servizio degli altri.
E’ questo il "lievito" che fa crescere
l’umanità, la luce che brilla nel mondo. Maria
Santissima, Madre di Misericordia, insieme con tutti i
vostri Santi Patroni, vi aiuti a tradurre in vita vissuta
l’esortazione dell’Apostolo, che abbiamo poco fa
ascoltato. Con grande affetto la faccio mia: "State
lieti, tendete alla perfezione, fatevi coraggio a vicenda,
abbiate gli stessi sentimenti, vivete in pace e il Dio
dell’amore e della pace sarà con voi" (2 Cor
13,11). Amen!
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