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UDIENZA
AI SEDIARI PONTIFICI (13 GENNAIO 2006) |
Ascolta il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Radio Vaticana,
13 gennaio 2006
“L’ESSERE
AL SERVIZIO DELLA SANTA SEDE” COMPORTA “PRIMA DI TUTTO
UNA MENTALITÀ E UNO STILE DI VITA CRISTIANO: COSI’
BENEDETTO XVI, NELL’UDIENZA DI STAMANI AI SEDIARI
PONTIFICI
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Una
mansione antica, evoluta nei secoli secondo diverse
modalità, ma che mantiene sempre un legame
strettissimo con il Successore di Pietro: così
Benedetto XVI ha descritto l’opera dei Sediari
Pontifici, che stamani sono stati ricevuti dal Papa
in udienza nella Sala del Concistoro. Il Papa li ha
ringraziati per il loro servizio, svolto sempre con
“solerzia, cortesia e discrezione”.
Sull’incontro di stamani, ci riferisce Alessandro
Gisotti: |
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“L’essere
al servizio della Santa Sede” comporta “prima di tutto
una mentalità e uno stile di vita cristiano”: è il
richiamo di Benedetto XVI che nell’udienza ai Sediari
Pontifici ha ricordato come “la stessa denominazione”
indichi che il loro “è un compito da sempre legato alla
Sede di Pietro”. Del Collegio dei Sediari si ha,
infatti, notizia fin dal secolo XIV:
“Tutto
questo, cari amici, deve portarvi a vedere nella vostra
attività, al di là dei suoi aspetti transitori e
caduchi, il valore del legame con la
Sede di Pietro. Il vostro lavoro, pertanto, si
inserisce in un contesto dove tutto deve parlare a tutti
della Chiesa di Cristo, e deve farlo in modo coerente,
imitando Colui che “non è venuto per essere servito, ma
per servire e dare la propria vita in riscatto per
molti”.
“In
quest’ottica – ha aggiunto il Papa – vanno viste le
recenti riforme attuate dai miei venerati Predecessori, in
particolare dal Papa Paolo VI, cui spettò l’attuazione
delle nuove istanze conciliari”. In particolare, ha
ricordato, per quanto riguarda il cerimoniale, che è
stato semplificato per ricondurlo a una “maggiore
sobrietà, meglio intonata al messaggio cristiano e alle
esigenze dei tempi”.
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DISCORSO
DEL PAPA
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FONTE: VATICAN INFORMATION SERVICE -
Cari
amici!
Sono
lieto di accogliervi e rivolgo a ciascuno il mio cordiale
saluto, che estendo alle vostre gentili consorti, insieme
con l’augurio di ogni bene per l’anno da poco
iniziato. Ho modo di vedervi quasi quotidianamente
nell’adempimento del mio ministero, specialmente quando
ricevo personalità e gruppi. Quella odierna, però, è
l’occasione propizia di incontrarvi tutti insieme, in un
clima familiare, per esprimervi apprezzamento e
riconoscenza per il contributo che rendete all’ordinato
svolgimento delle udienze e delle celebrazioni pontificie.
Solerzia, cortesia e discrezione sono i tratti che devono
distinguervi nel vostro lavoro, manifestando concretamente
il vostro amore per la Chiesa e la vostra dedizione al
Successore di Pietro.
Quella di
Sediario pontificio è una mansione antica, che nel corso
dei secoli si è evoluta secondo diverse modalità, legate
alle usanze e alle necessità dei tempi, ed è andata
consolidandosi con l’affermarsi del ruolo singolare
della Chiesa di Roma e del suo Vescovo. Come ricorda la
stessa denominazione, il vostro è un compito da sempre
legato alla Sede di Pietro. Del Collegio dei Sediari si
ha, infatti, notizia fin dal secolo XIV. Essi furono
addetti a varie mansioni, alle dipendenze del Prefetto dei
Sacri Palazzi Apostolici o del Maggiordomo, mansioni che,
pur in modo diverso, perdurano in buona sostanza fino ad
oggi.
Tutto
questo, cari amici, deve portarvi a vedere nella vostra
attività, al di là dei suoi aspetti transitori e
caduchi, il valore del legame con la Sede di Pietro. Il
vostro lavoro, pertanto, si inserisce in un contesto dove
tutto deve parlare a tutti della Chiesa di Cristo, e deve
farlo in modo coerente, imitando Colui che "non è
venuto per essere servito, ma per servire e dare la
propria vita in riscatto per molti" (Mc
10,45). In quest’ottica vanno viste le recenti riforme
attuate dai miei venerati Predecessori, in particolare dal
Papa Paolo VI, cui spettò l’attuazione delle nuove
istanze conciliari. E’ stato semplificato il
cerimoniale, per ricondurlo a una maggiore sobrietà,
meglio intonata al messaggio cristiano e alle esigenze dei
tempi.
Il mio
augurio, cari amici, è che possiate sempre essere, in
Vaticano come a casa, in parrocchia e in ogni ambiente,
persone servizievoli e attente al prossimo. E’ questo un
insegnamento prezioso per i vostri figli e nipoti, che
apprenderanno dal vostro esempio come l’essere al
servizio della Santa Sede comporti prima di tutto una
mentalità e uno stile di vita cristiano. Nel clima
familiare di questo nostro incontro, desidero assicurare
una preghiera speciale per le vostre intenzioni e per
quelle dei vostri cari, invocando su tutti la materna
protezione di Maria Santissima e di san Pietro. Il Signore
vi aiuti a compiere sempre il vostro lavoro in spirito di
fede e di sincero amore alla Chiesa. A voi, qui presenti,
e ai vostri cari imparto di cuore la Benedizione
Apostolica.
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