Le
milizie riuscirono a fermare questi oppositori e
Giovanni venne condannato a morte, pena che Sergio
convertì in esilio. A causa di questi
avvenimenti, Sergio venne consacrato senza
attendere la sanzione dell'Imperatore Lotario II,
che di conseguenza inviò suo figlio Lodovico,
recentemente nominato Vicerè d'Italia, alla testa
di un'armata, per punire la violazione della
costituzione dell'824. Alla fine si giunse ad un
accordo pacifico, e Luigi venne incoronato Re di
Lombardia da Sergio, il quale si rifiutò comunque
di prestare giuramento di fedeltà a Lodovico,
sostenendo che poteva farlo solo in presenza di
Lotario. Nell'agosto 846 i pirati Saraceni
attaccarono Porto e Ostia, e saccheggiarono le
chiese di San Pietro e San Paolo, poste fuori
dalle mura di Roma. Sergio si dedicò a grandi
ricostruzioni a Roma, affidandosi a mezzi in
qualche modo dubbi di reperire il denaro. La
simonia fiorì durante il suo regno. Alla sua
morte gli successe Papa Leone IV.
Fonte:
Cronologia
Romano, già arcibresbitero (nda: antica classe gerarchica paragonabile
in qualche modo all' attuale arciprete) e cardinale della diocesi intitolata
ai Ss Silvestro e Martino ai Monti, Sergio fu eletto alla fine di gennaio
del 844. La sua consacrazione fu contratrastata dal diacono Giovanni il quale, forte
del plauso popolare si impadronì del palazzo in Laterano insediandosi
sul trono pontificio. La milizia della nobiltà organizzata fu però comandata ad intervenire
: Sergio (non cambiò nome) fu scortato fino al palazzo pontificio,
sbaragliati i piccoli tumulti di piazza ed abbandonato a se stesso, il diacono
Giovanni fu incarcerato, successivamente condannato a morte, ed in fine fu
invece esiliato per intercessione dello stesso pontefice.
Il tutto avvenne naturalmente senza l'autorizzazione dell' imperatore Lotario,
anche perchè da ambo le parti stava regnando il caos più totale.
La risposta di lotario non si fece attendere: Nella primavera del 845 inviò
il figlio Ludovico, già re d'Italia a verificare la situazione. Ludovico accompagnato dall'arciprete e vescovo di Mertz arrivò fino
ai pressi delle mura ma tramite quest'ultimo, accolto peraltro con tutti gli
onori, fu fatto sapere che l'esercito avrebbe dovuto accamparsi fuori dalle
mura stesse in prossimità dei Prati Neroniani. Ludovico fu accolto dal papa sulla gradinata di San Pietro e all' inno di
" benedictus qui venit in nomine Domini" il re confermò la
sudditanza religiosa al pontefice ed ai suoi rappresentanti di tutto il proprio
regno, con il conseguente riconoscimento di re d' Italia e la sua consacrazione,
avvenuta il 15 giugno dello stesso anno.
Successivamente, anche per continuare ad accativarsi le pur disfatte simpatie
reali ed imperiali, Sergio II fu munifico nell'argire apostolati, cariche
e prebende nepotistiche sia su di un versante che nel proprio.
Tra le corruzioni ed i patti non rientrò però, la protezione
di Roma. La prima incursione saracena avvenne i primi di agosto del 846 e penetrarono
in Roma il 25 dello stesso mese appoggiati da una flotta di 75 navi armate
con 10.000 uomini. La riva destra del Tevere comprese le basiliche di San Pietro e San Paolo
furono letteralmente saccheggiate, mentre la riva sinistra protetta dal grosso
della milizia papalina e dalle mura Aureliane riuscì a respingere l'attacco.
Il potere temporale, in virtù del mancato riconoscimento della propria
influenza su Roma caput mundi, non si mosse.
Sergio II morì il 27 gennaio del 847, lasciando una città in
preda alla carestia, alla miseria e all'abbandono più totale. Fu sepolto in San Pietro.