INCONTRO
CON I GIORNALISTI DELLA FEDERAZIONE ITALIANA
SETTIMANALI CATTOLICI
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Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
25
novembre 2006 - Radio Vaticana
DI
FRONTE AI TENTATIVI DI SCARDINARE LE RADICI CRISTIANE
DELLA CIVILTA’ OCCIDENTALE, LA STAMPA CATTOLICA PUNTI
ALLA FORMAZIONE DELL’OPINIONE PUBBLICA SECONDO LO
SPIRITO DEL VANGELO: E’ L’ESORTAZIONE DEL PAPA AI
GIORNALISTI DELLA FEDERAZIONE ITALIANA SETTIMANALI
CATTOLICI, RICEVUTI
STAMANI IN VATICANO
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La
stampa cattolica ha il compito di formare
l’opinione pubblica secondo lo spirito del
Vangelo: è quanto sottolineato da Benedetto XVI
nell’udienza di stamani ai partecipanti
all'Incontro promosso dalla FISC, la Federazione
italiana settimanali cattolici sul tema “Cattolici
in politica. Liberi o dispersi?”. |
Il
Papa ha messo l’accento sul ruolo dei periodici
diocesani non solo per l’azione pastorale della Chiesa,
ma anche come palestre di confronto tra idee per la
crescita della comunità civile ed ecclesiale. La
delegazione, ricevuta nella Sala Clementina del Palazzo
apostolico, è stata guidata da mons. Giuseppe Betori,
segretario della Conferenza episcopale italiana, e dal
presidente della FISC, don Giorgio Zucchelli. Il servizio
di Alessandro Gisotti:
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Obiettivo
della stampa cattolica “è di offrire a tutti un
messaggio di verità e di speranza, sottolineando fatti e
realtà dove il Vangelo è vissuto, il bene e la verità
trionfano”: è l’esortazione che Benedetto XVI ha
rivolto ai direttori e giornalisti delle oltre 160 testate
diocesane riunite nella Federazione italiana settimanali
cattolici. Un compito, ha sottolineato il Papa, che si
rivela ancor più urgente oggi:
“Di
fronte ad una multiforme azione tesa a scardinare le
radici cristiane della civiltà occidentale, la peculiare
funzione degli strumenti di comunicazione sociale di
ispirazione cattolica è quella di educare
l’intelligenza e formare l’opinione pubblica secondo
lo spirito del Vangelo”.
“Il
rapido evolversi dei mezzi di comunicazione sociale” e
l’avvento di “avanzate tecnologie nel campo dei
media”, ha proseguito, non ha reso vana la funzione dei
giornali diocesani, giacché “danno voce alle comunità
locali che non possono trovare eco adeguata nei grandi
organi di informazione”. I vostri periodici, ha detto il
Papa, sono un “prezioso veicolo di informazione e un
mezzo di penetrazione evangelica”. Grazie alla loro
“capillare diffusione”, ha poi riconosciuto, i
settimanali cattolici possono “giungere anche là dove
non si riesce ad incidere con i tradizionali strumenti
della pastorale”. Ha così sintetizzato il valore
aggiunto che la stampa cattolica può offrire a tutta la
società italiana:
“I
vostri settimanali sono poi definiti giustamente
‘giornali del popolo’, perché restano legati ai fatti
e alla vita della gente del territorio e tramandano le
tradizioni popolari e il ricco patrimonio culturale e
religioso dei vostri paesi e città. Raccontando le
vicende quotidiane, fate conoscere quella realtà intrisa
di fede e di bontà che non fa rumore, ma costituisce
l’autentico tessuto della società italiana”.
Il
Pontefice ha quindi esortato i direttori delle testate
cattoliche a far sì che i loro giornali continuino ad
essere “giornali della gente tra la gente”,
“palestre di confronto e di dibattito leale fra opinioni
diverse, così da favorire un autentico dialogo,
indispensabile per la crescita della comunità civile ed
ecclesiale”. Se il “legittimo pluralismo delle scelte
politiche non ha nulla a che fare con una diaspora
culturale dei cattolici”, ha rilevato, è allora ancor
più significativo il ruolo che la stampa cattolica può
svolgere “anche in campo sociale e politico”:
“I
vostri settimanali possono rappresentare alcuni
significativi ‘luoghi’ d’incontro e di attento
discernimento per i fedeli laici impegnati in campo
sociale e politico, al fine di dialogare e trovare
convergenze ed obiettivi di azione condivisa al servizio
del Vangelo e del bene comune”.
Per
portare a compimento questo impegno, è stata la sua
esortazione, coltivate sempre “una rapporto costante e
profondo con Cristo nella preghiera”. Quanti lavorano
nei settimanali cattolici, ha concluso, non svolgono “un
qualsiasi lavoro”, ma sono “cooperatori della grande
missione evangelizzatrice della Chiesa”.
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DISCORSO
DEL PAPA
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FONTE: VATICAN INFORMATION SERVICE -
Cari
fratelli e sorelle,
con gioia
vi accolgo e vi sono grato per questa vostra gentile
visita. A tutti il mio cordiale saluto, che va in primo
luogo a Mons. Giuseppe Betori, Segretario della Conferenza
Episcopale Italiana, e a don Giorgio Zucchelli, Presidente
della Federazione Italiana dei Settimanali Cattolici,
ringraziandolo anche per essersi fatto interprete dei
comuni sentimenti. Il mio saluto si estende ai Direttori
delle oltre 160 testate diocesane e ai tanti collaboratori
che, in vario modo, contribuiscono alla redazione dei
singoli settimanali. Saluto il Direttore e i giornalisti
dell’agenzia Sir, come pure il Direttore
del quotidiano Avvenire. Vi sono particolarmente
riconoscente perché, a conclusione del vostro convegno
sul tema "Cattolici in politica. Liberi o
dispersi?", avete voluto far visita al Successore
dell’apostolo Pietro, rinnovando così l’attestazione
della vostra fedeltà alla Chiesa, al cui servizio ogni
giorno dedicate le vostre energie umane e professionali. A
questo proposito, sento anche il dovere di ringraziarvi
per l’opera di sensibilizzazione che svolgete presso i
fedeli nei confronti delle iniziative di bene del
Successore di Pietro per le necessità della Chiesa
universale.
La
Federazione Italiana Settimanali Cattolici che, come ha
ricordato poco fa il vostro Presidente, riunisce i
periodici diocesani, celebra in questi giorni quarant’anni
dalla sua nascita. Era infatti il 27 novembre del 1966,
quando i vostri predecessori pensarono di unire insieme le
potenzialità intellettuali e creative dei vari organi
d’informazione, che già svolgevano un proficuo servizio
nelle diocesi italiane. L’iniziativa scaturì dal
desiderio di dare maggiore visibilità e incisività alla
presenza e all’azione pastorale della Chiesa, di cui si
intendeva sostenere l’impegno soprattutto nei momenti di
maggiore fatica. Sfogliando i vostri settimanali dei
trascorsi quattro decenni, è possibile ripercorre la vita
della Chiesa e della società in Italia: tanti gli eventi
che l’hanno segnata e notevoli i cambiamenti sociali e
religiosi sopravvenuti. Tali eventi e mutamenti sono
puntualmente registrati e commentati in queste pagine con
un’attenzione speciale al vissuto quotidiano delle
parrocchie e delle comunità diocesane. Di fronte ad una
multiforme azione tesa a scardinare le radici cristiane
della civiltà occidentale, la peculiare funzione degli
strumenti di comunicazione sociale di ispirazione
cattolica è quella di educare l’intelligenza e formare
l’opinione pubblica secondo lo spirito del Vangelo. Loro
compito è di servire con coraggio la verità, aiutando
l’opinione pubblica a guardare, a leggere e a vivere la
realtà con gli occhi di Dio. Obiettivo del giornale
diocesano è di offrire a tutti un messaggio di verità e
di speranza, sottolineando fatti e realtà dove il Vangelo
è vissuto, il bene e la verità trionfano, l’uomo con
operosità e fantasia costruisce e ricostruisce il tessuto
umano delle piccole realtà comunitarie.
Cari
amici, il rapido evolversi dei mezzi di comunicazione
sociale e l’avvento di molteplici ed avanzate tecnologie
nel campo dei media non hanno reso vana la vostra
funzione; anzi, per taluni versi, essa è diventata ancor
più significativa ed importante, perché dà voce alle
comunità locali che non possono trovare eco adeguata nei
grandi organi di informazione. Le pagine dei vostri
periodici, raccontando ed alimentando la vitalità e lo
slancio apostolico delle singole comunità, costituiscono
un prezioso veicolo di informazione e un mezzo di
penetrazione evangelica. L’importanza della vostra
presenza, opportunamente ribadita anche nel recente
Convegno della Chiesa Italiana a Verona, è testimoniata
dalla vostra capillare diffusione. Voi potete giungere
anche là dove non si riesce ad incidere con i
tradizionali strumenti della pastorale.
I vostri
settimanali sono poi definiti giustamente "giornali
del popolo", perché restano legati ai fatti e alla
vita della gente del territorio e tramandano le tradizioni
popolari e il ricco patrimonio culturale e religioso dei
vostri paesi e città. Raccontando le vicende quotidiane,
fate conoscere quella realtà intrisa di fede e di bontà
che non fa rumore, ma costituisce l’autentico tessuto
della società italiana. Continuate, cari amici, a fare
delle vostre testate una rete di collegamento che faciliti
le relazioni e l’incontro tra i singoli cittadini e le
istituzioni, tra le associazioni, i diversi gruppi
sociali, le parrocchie e i movimenti ecclesiali.
Continuate ad essere "giornali della gente e tra la
gente", palestre di confronto e di dibattito leale
fra opinioni diverse, così da favorire un autentico
dialogo, indispensabile per la crescita della comunità
civile ed ecclesiale. E’ un servizio questo che voi
potete svolgere anche in campo sociale e politico. Se
infatti, come avete ribadito nel vostro Convegno, il
legittimo pluralismo delle scelte politiche non ha nulla a
che fare con una diaspora culturale dei cattolici, i
vostri settimanali possono rappresentare alcuni
significativi "luoghi" d’incontro e di attento
discernimento per i fedeli laici impegnati in campo
sociale e politico, al fine di dialogare e trovare
convergenze ed obiettivi di azione condivisa al servizio
del Vangelo e del bene comune.
Cari
amici, per portare a compimento il vostro importante
compito occorre innanzitutto che coltiviate voi stessi un
rapporto costante e profondo con Cristo nella preghiera,
nell’ascolto della sua parola e in una intensa vita
sacramentale. E’ necessario al tempo stesso che vi
manteniate attivi e responsabili membri della comunità
ecclesiale in comunione con i vostri Pastori. Come
Direttori, redattori e amministratori di settimanali
cattolici, siatene convinti, voi non svolgete un
"qualsiasi lavoro", ma siete
"cooperatori" della grande missione
evangelizzatrice della Chiesa. Le difficoltà che non
mancano, gli ostacoli che talora possono persino apparire
insormontabili, non vi scoraggino mai. L’esperienza del
passato dimostra che la gente ha bisogno di fonti
d’informazione come le vostre testate. Affido alla
Vergine Maria la vostra Federazione e il vasto pubblico
dei lettori dei settimanali diocesani. Sia Lei ad aiutarvi
nel quotidiano servizio che diligentemente svolgete.
Mentre invoco su di voi anche la celeste intercessione di
san Francesco di Sales, protettore dei giornalisti, tutti
di cuore vi benedico insieme con i vostri familiari e con
le vostre comunità diocesane.
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