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Radio
Vaticana 26 novembre 2010
Siate
giornali della gente servendo la verità con coraggio: così
il Papa ai settimanali cattolici
◊ In un'epoca che
guarda alla verità con scetticismo, le testate
giornalistiche di ispirazione cattolica sappiano
presentare le “ragioni della fede” al di là di ogni
steccato ideologico. E’ l’auspicio che Benedetto XVI
ha espresso questa mattina nel ricevere in udienza una
folta delegazione della Federazione italiana dei
settimanali cattolici. Siate, ha detto loro il Papa,
“giornali della gente” capaci di informare ma anche di
formare ai valori del Vangelo. Il servizio di Alessandro
De Carolis:
“Lievito” che fa fermentare il buono che c’è
nella società, “palestra” che ospita dibattiti leali,
“efficace cassa di risonanza” dei valori e della fede
che la Chiesa porta ogni giorno nelle realtà umane. E’
a questo identikit che ogni testata cattolica, di
qualsiasi livello, dovrebbe conformarsi, secondo le
convinzioni di Benedetto XVI. Di fronte alle 300 persone
presenti in Sala Clementina, in rappresentanza delle 188
testate iscritte alla Federazione italiana dei settimanali
cattolici, il Papa ha per prima cosa ribadito la
“funzione peculiare” dei giornali di ispirazione
cattolica:
“Annunciare la Buona Novella attraverso il
racconto dei fatti concreti che vivono le comunità
cristiane e delle situazioni reali in cui sono inserite.
Come una piccola quantità di lievito, mescolato con la
farina, fa fermentare tutto l’impasto, così la Chiesa,
presente nella società, fa crescere e maturare ciò che
vi è di vero, di buono e di bello; e voi avete il compito
di dare conto di questa presenza, che promuove e fortifica
ciò che è autenticamente umano e che porta all’uomo
d’oggi il messaggio di verità e di speranza del Signore
Gesù”.
Tra i presenti, il Papa ha ringraziato in modo
particolare i direttori dell’Avvenire e dell’agenzia
Sir, entrambi organi d’informazione dei vescovi
italiani. E con loro tutti i rappresentanti dei
settimanali diocesani e di vari altri media della stampa
che con il loro lavoro, ha riconosciuto il Pontefice,
svolgono in Italia “il prezioso compito di far conoscere
l’attività e l’insegnamento della Chiesa”. Un
lavoro, ha osservato, che l’attuale “contesto della
post-modernità” ha trasformato in una “sfida” sul
modo di intendere la verità:
“La cultura dominante, quella più diffusa
nell’areopago mediatico, si pone, nei confronti della
verità, con un atteggiamento scettico e relativista,
considerandola alla stregua delle semplici opinioni e
ritenendo, di conseguenza, compossibili e legittime molte
‘verità’”.
Al fianco della Chiesa, che annuncia all’uomo che
esiste una verità più grande, le testate cattoliche –
ha affermato il Papa – sono chiamate "a servire con
coraggio la verità” davanti all’opinione pubblica,
con uno stile ben preciso:
“Si tratta di presentare le ragioni della fede,
che, in quanto tali, vanno al di là di qualsiasi visione
ideologica e hanno pieno diritto di cittadinanza nel
dibattito pubblico. Da questa esigenza nasce il vostro
impegno costante a dare voce ad un punto di vista che
rispecchi il pensiero cattolico in tutte le questioni
etiche e sociali”.
Ricordando che non può esservi un buon giornalista
cattolico che non coltivi “un legame costante e profondo
con Cristo”, Benedetto XVI ha terminato l’udienza
esortando la Federazione a informare con puntualità
“sulle vicende che segnano il cammino delle comunità,
sul loro vissuto quotidiano, sulle tante iniziative
caritative e benefiche che esse promuovono”:
“Continuate ad essere giornali della gente, che
cercano di favorire un dialogo autentico tra le varie
componenti sociali, palestre di confronto e di dibattito
leale fra opinioni diverse. Così facendo, i giornali
cattolici, mentre adempiono l’importante compito di
informare, svolgono, al tempo stesso, una insostituibile
funzione formativa, promuovendo un’intelligenza
evangelica della realtà complessa, come pure
l’educazione di coscienze critiche e cristiane”.
DISCORSO DEL PAPA
Cari
fratelli e sorelle!
Sono
lieto di incontrarvi, in occasione dell’Assemblea della
Federazione Italiana dei Settimanali Cattolici. Il mio
cordiale saluto va a Mons. Mariano Crociata, Segretario
della Conferenza Episcopale Italiana, ai Presuli e
Sacerdoti presenti, e a don Giorgio Zucchelli, Presidente
della Federazione, che ringrazio per le cortesi parole.
Saluto tutti voi, Direttori e collaboratori delle 188
testate giornalistiche cattoliche rappresentate nella
Federazione; in particolare il Direttore dell’agenzia
Sir e il Direttore del quotidiano Avvenire. Sono grato per
questo incontro, con il quale manifestate la vostra fedeltà
alla Chiesa e al suo magistero; vi ringrazio anche per
l’appoggio che continuate a dare alla colletta
dell’Obolo di San Pietro e alle iniziative benefiche
promosse e sostenute dalla Santa Sede.
La
Federazione Italiana Settimanali Cattolici riunisce i
settimanali diocesani e i vari organi di stampa di
ispirazione cattolica di tutta la penisola italiana. Essa
sorse nel 1966 per rispondere all’esigenza di sviluppare
sinergie e collaborazioni, volte a favorire il prezioso
compito di far conoscere la vita, l’attività e
l’insegnamento della Chiesa. Creando dei canali di
comunicazione tra i diversi organi di stampa locali,
sparsi in tutta Italia, si è voluto rispondere
all’esigenza di promuovere la collaborazione e dare una
certa organicità alle varie potenzialità intellettuali e
creative, proprio per aumentare l’efficacia e
l’incisività dell’annuncio del messaggio evangelico.
Questa è la funzione peculiare dei giornali di
ispirazione cattolica: annunciare la Buona Novella
attraverso il racconto dei fatti concreti che vivono le
comunità cristiane e delle situazioni reali in cui sono
inserite. Come una piccola quantità di lievito, mescolato
con la farina, fa fermentare tutto l’impasto, così la
Chiesa, presente nella società, fa crescere e maturare ciò
che vi è di vero, di buono e di bello; e voi avete il
compito di dare conto di questa presenza, che promuove e
fortifica ciò che è autenticamente umano e che porta
all’uomo d’oggi il messaggio di verità e di speranza
del Signore Gesù.
Ben
sapete come, nel contesto della post-modernità in cui
viviamo, una delle sfide culturali più importanti
coinvolga il modo di intendere la verità. La cultura
dominante, quella più diffusa nell’areopago mediatico,
si pone, nei confronti della verità, con un atteggiamento
scettico e relativista, considerandola alla stregua delle
semplici opinioni e ritenendo, di conseguenza,
compossibili e legittime molte “verità”. Ma il
desiderio che c’è nel cuore dell’uomo testimonia
l’impossibilità di accontentarsi di verità parziali;
per questo, la persona umana “tende verso una verità
ulteriore che sia in grado di spiegare il senso della
vita; è perciò una ricerca che non può trovare esito se
non nell’assoluto” (Giovanni Paolo II, Enc. Fides
et ratio, 33). La verità, di cui l’uomo è
assetato, è una persona: il Signore Gesù.
Nell’incontro con questa Verità, nel conoscerla ed
amarla, noi troviamo la vera pace e la vera felicità. La
missione della Chiesa consiste nel creare le condizioni
perché si realizzi questo incontro dell’uomo con
Cristo. Collaborando a questo compito, gli organi di
informazione sono chiamati a servire con coraggio la verità,
per aiutare l’opinione pubblica a guardare e a leggere
la realtà da un punto di vista evangelico. Si tratta di
presentare le ragioni della fede, che, in quanto tali,
vanno al di là di qualsiasi visione ideologica e hanno
pieno diritto di cittadinanza nel dibattito pubblico. Da
questa esigenza nasce il vostro impegno costante a dare
voce ad un punto di vista che rispecchi il pensiero
cattolico in tutte le questioni etiche e sociali.
Cari
amici, l’importanza della vostra presenza è
testimoniata dalla diffusione capillare delle testate
giornalistiche che rappresentate. Questa diffusione passa
attraverso il mezzo della carta stampata, che, proprio per
la sua semplicità, continua ad essere efficace cassa di
risonanza di quanto avviene all’interno delle diverse
realtà diocesane. Vi esorto perciò a proseguire nel
vostro servizio di informazione sulle vicende che segnano
il cammino delle comunità, sul loro vissuto quotidiano,
sulle tante iniziative caritative e benefiche che esse
promuovono. Continuate ad essere giornali della gente, che
cercano di favorire un dialogo autentico tra le varie
componenti sociali, palestre di confronto e di dibattito
leale fra opinioni diverse. Così facendo, i giornali
cattolici, mentre adempiono l’importante compito di
informare, svolgono, al tempo stesso, una insostituibile
funzione formativa, promuovendo un’intelligenza
evangelica della realtà complessa, come pure
l’educazione di coscienze critiche e cristiane. Con ciò
voi rispondete anche all’appello della Conferenza
Episcopale Italiana, che ha posto al centro dell’impegno
pastorale del prossimo decennio la sfida educativa, la
necessità di dare al popolo cristiano una formazione
solida e robusta.
Cari
fratelli e sorelle, ogni cristiano, attraverso il
sacramento del Battesimo, diviene tempio dello Spirito
Santo e, immerso nella morte e risurrezione del Signore,
è consacrato a Lui e gli appartiene. Anche voi, per
portare a compimento il vostro importante compito, dovete
innanzitutto coltivare un legame costante e profondo con
Cristo; solo la comunione profonda con Lui vi renderà
capaci di portare all’uomo d’oggi l’annuncio della
Salvezza! Nell’operosità e nella dedizione al vostro
lavoro quotidiano sappiate testimoniare la vostra fede, il
dono grande e gratuito della vocazione cristiana.
Continuate a mantenervi nella comunione ecclesiale con i
vostri Pastori, così da poter cooperare con essi, come
direttori, redattori e amministratori di settimanali
cattolici, alla missione evangelizzatrice della Chiesa.
Nel
congedarmi da voi, vorrei assicurarvi il mio ricordo in
suffragio del compianto Mons. Franco Peradotto,
recentemente scomparso, primo presidente della Federazione
dei Settimanali Cattolici Italiani e a lungo direttore
della “Voce del Popolo” di Torino. Affidando la
Federazione e il vostro lavoro alla celeste intercessione
della Vergine Maria e di san Francesco di Sales, di cuore
imparto a voi e a tutti i vostri collaboratori la
Benedizione Apostolica.
©
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