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DISCORSO
DEL PAPA IN VISTA DEL SINODO DEI VESCOVI DI
OTTOBRE |
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Fonte,
Radio Vaticana, 21 gennaio 2008
Tutti
hanno il diritto di incontrare Gesù: la Chiesa annunci
con coraggio la Parola di Dio. Così il Papa in vista del
Sinodo di ottobre
La
Chiesa “annunci con coraggio e convinzione” la Parola
di Dio perché a tutti va data “la possibilità di
incontrare la Parola viva che è Gesù Cristo”. E’
quanto ha detto il Papa stamani incontrando i membri del
Consiglio ordinario della Segreteria generale del Sinodo
dei Vescovi, che sono riuniti in preparazione al Sinodo
convocato dal 5 al 26 ottobre prossimo sul tema: “La
Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa”.
Il servizio di Sergio Centofanti.
Benedetto XVI esprime le sue speranze per il prossimo
Sinodo sulla Parola di Dio rilevando la dimensione
comunitaria dell’esperienza sinodale alla luce della sua
Enciclica Spe salvi:
“’L'essere in comunione con Gesù Cristo - ho
scritto - ci coinvolge nel suo essere «per tutti», ne fa
il nostro modo di essere. Egli ci impegna per gli altri,
ma solo nella comunione con Lui diventa possibile esserci
veramente per gli altri’, poiché esiste una
‘connessione tra amore di Dio e responsabilità per gli
uomini’ che permette di non ricadere
nell’individualismo della salvezza e della speranza”.
Il Papa ha sottolineato che “i grandi compiti della
Comunità ecclesiale nel mondo contemporaneo” - tra i
tanti, ha ricordato l’evangelizzazione e l’ecumenismo
– “sono incentrati sulla Parola di Dio e nello stesso
tempo sono da essa giustificati e sorretti”:
“Come l’attività missionaria della Chiesa con
la sua opera evangelizzatrice trova ispirazione e scopo
nella rivelazione misericordiosa del Signore, il dialogo
ecumenico non può basarsi su parole di sapienza umana (cfr
1 Cor 2,13) o su sagaci espedienti strategici, ma deve
essere animato unicamente dal riferimento costante
all’originaria Parola, che Dio ha consegnato alla sua
Chiesa”.
In questo ambito – ha aggiunto - la dottrina di San
Paolo rivela una forza tutta speciale fondata sulla
coscienza “dell’unica potenza salvifica, quella cioè
dello Spirito del Signore”.
“Al Signore, che egli prima perseguitò e al quale
poi consacrò tutto il suo essere, Paolo restò fedele
sino alla morte: possa il suo esempio essere di
incoraggiamento per tutti ad accogliere la Parola della
salvezza e a tradurla nella vita quotidiana in fedele
sequela di Cristo”.
Il Papa ritorna quindi alle sue speranze per il Sinodo
del prossimo ottobre: i Padri sinodali, provenienti da
tutto il mondo, si riuniranno in Vaticano ponendo al
centro la Parola di Dio:
“Avranno così l’opportunità di confrontarsi
tra loro, ma soprattutto di unirsi in collegiale comunione
per porsi in ascolto della Parola di vita, che Dio ha
affidato alle cure amorevoli della sua Chiesa, perché
l’annunci con coraggio e convinzione, con la parresia
degli Apostoli, ai vicini e ai lontani. A tutti infatti va
data, per la grazia dello Spirito Santo, la possibilità
di incontrare la Parola viva che è Gesù Cristo”.
DISCORSO
DI SUA SANTITÀ BENEDETTO XVI
Cari e
venerati Fratelli nell’Episcopato!
Sono
lieto di accogliervi mentre state partecipando alla
riunione del Consiglio Ordinario della Segreteria Generale
del Sinodo dei Vescovi in preparazione all’Assemblea
Generale Ordinaria, convocata dal 5 al 26 ottobre
prossimo. Saluto e ringrazio Mons. Nikola Eterović,
Segretario Generale, per le sue cortesi parole; ed estendo
poi i sentimenti della mia riconoscenza a tutti i membri
sia della Segreteria Generale del Sinodo che del Consiglio
Ordinario della Segreteria Generale. Saluto tutti e
ciascuno con sincero affetto.
Nella
recente Lettera enciclica Spe salvi sulla speranza
cristiana, ho voluto sottolineare il "carattere
comunitario della speranza" (n. 14). "L'essere
in comunione con Gesù Cristo - ho scritto - ci coinvolge
nel suo essere «per tutti», ne fa il nostro modo di
essere. Egli ci impegna per gli altri, ma solo nella
comunione con Lui diventa possibile esserci veramente per
gli altri", poiché esiste una "connessione tra
amore di Dio e responsabilità per gli uomini" (ivi,
28), che permette di non ricadere nell’individualismo
della salvezza e della speranza. Credo che si possa
scoprire efficacemente applicato questo fecondo principio
proprio nell’esperienza sinodale, nella quale
l’incontro diventa comunione e la sollecitudine per
tutte le Chiese (cfr 2 Cor 11,28) emerge nella
preoccupazione di tutti.
La
prossima Assemblea Generale del Sinodo dei Vescovi
rifletterà su "La Parola di Dio nella vita
e nella missione della Chiesa". I grandi compiti
della Comunità ecclesiale nel mondo contemporaneo - tra i
tanti, sottolineo l’evangelizzazione e l’ecumenismo -
sono incentrati sulla Parola di Dio e nello stesso tempo
sono da essa giustificati e sorretti. Come l’attività
missionaria della Chiesa con la sua opera evangelizzatrice
trova ispirazione e scopo nella rivelazione misericordiosa
del Signore, il dialogo ecumenico non può basarsi su
parole di sapienza umana (cfr 1 Cor 2,13) o su
sagaci espedienti strategici, ma deve essere animato
unicamente dal riferimento costante all’originaria
Parola, che Dio ha consegnato alla sua Chiesa, perché sia
letta, interpretata e vissuta nella sua comunione. In
questo ambito, la dottrina di San Paolo rivela una forza
tutta speciale, fondata ovviamente sulla rivelazione
divina, ma anche sulla sua stessa esperienza apostolica,
che gli ha confermato sempre di nuovo la coscienza che non
la saggezza e l’eloquenza umana, ma solo la forza dello
Spirito Santo costruisce nella fede la Chiesa (cfr 1
Cor 1,22-24; 2,4s).
Per una
felice concomitanza, san Paolo verrà particolarmente
venerato quest’anno, grazie alla celebrazione
dell’Anno Paolino. Lo svolgimento del prossimo Sinodo
sulla Parola di Dio offrirà pertanto alla contemplazione
della Chiesa, e principalmente dei suoi Pastori, anche la
testimonianza di questo grande Apostolo e araldo della
Parola di Dio. Al Signore, che egli prima perseguitò e al
quale poi consacrò tutto il suo essere, Paolo restò
fedele sino alla morte: possa il suo esempio essere di
incoraggiamento per tutti ad accogliere la Parola della
salvezza e a tradurla nella vita quotidiana in fedele
sequela di Cristo. Alla Parola di Dio hanno dedicato la
loro attenzione diversi organismi ecclesiali consultati in
vista dell’Assemblea del prossimo ottobre. Ad essa
volgeranno il loro cuore i Padri sinodali, dopo aver preso
conoscenza dei documenti preparatori, i Lineamenta
e l’Instrumentum laboris, che voi stessi nella
Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi avete
contribuito a redigere. Avranno così l’opportunità di
confrontarsi tra loro, ma soprattutto di unirsi in
collegiale comunione per porsi in ascolto della Parola di
vita, che Dio ha affidato alle cure amorevoli della sua
Chiesa, perché l’annunci con coraggio e convinzione,
con la parresia degli Apostoli, ai vicini e ai
lontani. A tutti infatti va data, per la grazia dello
Spirito Santo, la possibilità di incontrare la Parola
viva che è Gesù Cristo.
Cari e
venerati Fratelli, come membri del Consiglio Ordinario
della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi, voi
rendete un servizio meritorio alla Chiesa, poiché
l’organismo sinodale costituisce un’istituzione
qualificata per promuovere la verità e l’unità del
dialogo pastorale all’interno del Corpo mistico di
Cristo. Grazie per quanto voi fate non senza sacrificio:
Iddio vi ricompensi! Continuiamo a pregare insieme perché
il Signore renda fruttuosa per tutta la Chiesa
l’Assemblea sinodale. Con tale auspicio, imparto di
cuore una speciale Benedizione Apostolica a voi e alle
Comunità affidate alle vostre cure pastorali, invocando
l’intercessione della Santissima Madre del Signore e dei
Santi Apostoli Pietro e Paolo, che nella Liturgia
chiamiamo, insieme agli altri Apostoli, "colonna e
fondamento della città di Dio".
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