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Sisto
I è uno dei primi vescovi di Roma o Papi
(circa 115-125), si suppone che sia stato un
sacerdote e un martire. Tutte le fonti gli
assegnano un episcopato di circa 10 anni e lo
collocano durante il regno di Adriano. Il suo
nome, probabilmente di origine greca, potrebbe
stare a significare che fu il sesto successore di
San Pietro. Governò la chiesa in un'epoca in cui
la dignità pontificia era un preludio al
martirio. Apparentemente era romano di nascita,
benchè come per altri Papi che lo precedettero,
non si abbiano molte notizie sulla sua vita. |
La
tradizione vuole che come papa abbia disposto che il
calice e la patena, che servono per la celebrazione
dell'eucarestia, potessero essere toccati solo dai
sacerdoti. Dalla sua morte tutti i martiriologi antichi
lo venerano come martire, ma poiché non ci sono
dettagli sul tipo di martirio che patì, né prove, è
stato depennato dal Calendario Universale della Chiesa.
Viene ancora celebrato come santo il 6 aprile.
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Fonte:
Santi e beati
Verso
la fine del suo regno anche l'imperatore Traiano ritenne
di dover mitigare la propria politica persecutoria nei
confronti dei cristiani, anche perchè l'
"infamia" di essere cristiano serviva più
spesso a risolvere faide politiche e famigliari che non
a dirimere questioni religiose.
Questo clima di pseudo tolleranza, che non cambiò
comunque i metodi e le persecuzioni, proseguì anche
sotto l'imperatore Adriano il quale scrisse al
proconsole d'Asia: "Se uno fa le sue accuse e
dimostra che i cristiani operano contro le leggi, allora
la colpa deve essere punita secondo la sua gravità. Ma
se qualcuno si avvale di questo pretesto per calunniare
allora ? quest'ultimo che deve essere punito".
In questa realtà nacque Sisto I, figlio di pastori
romani, si presume sia assurto al soglio intorno al 115.
A Sisto primo si deve l'introduzione di molte norme di
culto, tra le quali il divieto ai laici di toccare il il
sacro calice e la patena (n.d.a : piattino di metallo
dorato, argentato o di metallo nobile usato per la
deposizione dell'Ostia consacrata) lasciando agli uomini
di culto il privilegio di questi atti.
A Sisto I venne fatta risalire anche l'introduzione del
triplice cantico "Sanctus" durante la
celebrazione della messa (nda: tratto dal tardo latino
mittere, mandare, inviare ... e soprattutto dalla
formula finale del rito cristiano fondamentale della
celebrazione eucaristica: ite missa est "andate,
sei inviato!"), ma questo è dubbio, come è dubbia
l' attribuzione, a Sisto, l'introduzione dell'acqua
nella celebrazione del rito eucaristico e dell'acqua
santa per le abluzioni ( n.d.a: queste ultime attribuite
al suo predecessore, Alessandro I).
Viene celebrato come santo, ma dal Calendario Universale
della Chiesa è stato depennato, perchè probabilmente
non sub„ alcun martirio. La tradizione lo considera
sepolto accanto al corpo di Pietro, come per altro tutti
i predecessori ma, l'unica cattedrale dove ancora viene
celebrato come santo è quella di Alatri (nda: cittadina
in provincia di Frosinone).