Articoli di Amedeo Lomonaco per la Radio Vaticana >>

 
 
Web www.ratzingerbenedettoxvi.com PageRankTop.com


VIAGGIO IN SPAGNA, CERIMONIA DI BENVENUTO 

Radio Vaticana, 6 novembre 2010

Il Papa in Spagna: l'Europa rafforzi le sue radici cristiane, attenta ai valori spirituali e non solo materiali

◊   Vengo come pellegrino per esortare la Spagna e l’Europa a dare nuovo vigore alle loro radici cristiane. Con queste parole pronunciate questa mattina dal Papa all’aeroporto internazionale di Santiago de Compostela ha preso il via il 18.mo viaggio apostolico di Benedetto XVI. Arrivando in Galizia il Santo Padre ha ricordato come la tradizione cristiana e il Vangelo abbiano segnato indelebilmente la Spagna e il Vecchio Continente. Accolto dai principi delle Asturie, dall’arcivescovo Barrio Barrio e dalle autorità locali Benedetto XVI ha spiegato: “Nel più profondo del suo essere l’uomo è sempre in cammino e alla ricerca della verità”. La fitta nebbia non ha nascosto la gioia e l’entusiasmo di decine di migliaia di fedeli accorsi per le strade a salutare il passaggio del Successore di Pietro. Il servizio è di Paolo Ondarza:

Un Papa pellegrino in cammino con la Chiesa e l’umanità, che da sempre cerca la verità. Benedetto XVI si è presentato così alla Spagna giungendo all’aeroporto internazionale di Santiago de Compostela. La Chiesa è in cammino - ha detto il Santo Padre – e nel contempo compie il proprio cammino interiore, quello che la conduce attraverso la fede, la speranza e l’amore, a farsi trasparenza di Cristo per il mondo, essere in mezzo agli uomini, presenza di Cristo:

“...también yo me he puesto en camino para confirmar en la fe a mis hermanos. ...
...anch’io – ha detto il Papa - mi sono messo in cammino per confermare nella fede i miei fratelli. Vengo come pellegrino in questo Anno Santo Compostelano e porto nel cuore lo stesso amore a Cristo che spingeva l’Apostolo Paolo a intraprendere i suoi viaggi, con l’anelito di giungere anche in Spagna”.

Benedetto XVI ha espresso il desiderio di unirsi alla grande schiera di pellegrini, uomini e donne che, nei secoli sono venuti da ogni angolo del mondo a Compostela sulla tomba dell’apostolo Giacomo. "Essi – ha indicato il Papa - con le orme dei loro passi hanno creato una via di cultura, preghiera, conversione, concretizzatasi in chiese e ospedali, in ostelli, ponti e monasteri". In questa maniera – ha proseguito – la Spagna e l’Europa svilupparono una fisionomia spirituale marcata in modo indelebile dal Vangelo.

Un Papa testimone e messaggero del Vangelo anche per Barcellona, città in cui giungerà in serata “per rinvigorire la fede del suo popolo – definito da Benedetto XVI – “accogliente e dinamico”:

“Una fe sembrada ya en los albores del cristianismo, y que fue germinando y ...
Una fede seminata già agli albori del cristianesimo, e che germinò e crebbe al calore di innumerevoli esempi di santità - Ignazio di Loyola, Teresa di Gesù, Giovanni della Croce, Francesco Saverio - dando origine a tante istituzioni di beneficienza, cultura, educazione”.

Fede – ha proseguito il Pontefice – che ispirò il geniale architetto Antoni Gaudí nell’impresa della Sagrada Familia. A tal riguardo il Papa ha espresso la gioia di dedicare domani questa chiesa, “nella quale si riflette tutta la grandezza dello spirito umano che si apre a Dio”.

Anche nel XX secolo - ha poi rammentato il Santo Padre - la Spagna ha suscitato nuove istituzioni, gruppi e comunità di vita cristiana e negli ultimi decenni cammina in concordia e unità, in libertà e pace, guardando al futuro con speranza e responsabilità. Mossa dal suo ricco patrimonio di valori umani e spirituali, cerca pure di progredire – ha aggiunto - in mezzo alle difficoltà e offrire la sua solidarietà alla comunità internazionale. Da qui il Papa ha allargato il suo pensiero all’Europa ponendosi in continuità con Giovanni Paolo II che da Santiago de Compostela, quasi trent’anni fa, spronò il Vecchio Continente a dare nuovo vigore alle sue radici cristiane. “Anch’io – ha detto – vorrei esortare la Spagna e l’Europa a edificare il loro presente e a progettare il loro futuro a partire dalla verità autentica dell’uomo, dalla libertà che rispetta questa verità e mai la ferisce e dalla giustizia per tutti, iniziando dai più poveri e derelitti":

“Una España y una Europa no sólo preocupadas de las necesidades materiales...
Una Spagna e un’Europa - ha detto - non solo preoccupate delle necessità materiali degli uomini, ma anche di quelle morali e sociali, di quelle spirituali e religiose, perché tutte queste sono esigenze autentiche dell’uomo e solo così si opera in modo efficace, integro e fecondo per il suo bene”.

(inno spagnolo)

Nel suo saluto il principe delle Asturie, Felipe di Spagna, accompagnato dalla principessa Letizia, ha definito un grande onore per la casa Reale e per tutto il popolo spagnolo la visita del Papa. “Il vostro affetto per la Spagna – ha detto il principe Felipe – è di grande valore per tutti noi. Gli spagnoli – ha aggiunto - si sentono onorati dal fatto che nei primi cinque anni di pontificato Benedetto XVI abbia visitato la Spagna per due volte.

(cori e applausi)

Ed effettivamente la fitta nebbia su Santiago non ha offuscato il calore e la luminosa gioia dei tanti pellegrini, decine di migliaia per la strada, che con cori festosi hanno acclamato l’arrivo del successore di Pietro. Da parte sua il Papa, nell’entusiasmo generale, non ha mancato di salutare tutti in lingua gallega:

“Ao encomendar à intercesión do Apóstolo Santiago a miña estadía entre vós ...
Nell’affidare all’intercessione di San Giacomo Apostolo la mia presenza tra voi, supplico Dio che giunga a tutti la sua benedizione”.

(applausi)

CERIMONIA DI BENVENUTO

DISCORSO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI

Aeroporto di Santiago de Compostela
Sabato, 6 novembre 2010
 

 

Altezze Reali,
Distinte Autorità Nazionali, Regionali e Locali,
Signor Arcivescovo di Santiago di Compostela,
Signor Cardinale Presidente della Conferenza Episcopale Spagnola,
Signori Cardinali e Fratelli nell’Episcopato,
Cari fratelli e sorelle,
Amici tutti.

Grazie, Altezza, per le deferenti parole che mi ha rivolto a nome di tutti, e che sono l’eco profondo dei sentimenti di affetto verso il Successore di Pietro dei figli e delle figlie di queste nobili terre.

Saluto cordialmente coloro che sono qui presenti e tutti quelli che si uniscono a noi attraverso i mezzi di comunicazione sociale, ringraziando anche quanti hanno collaborato generosamente, ai diversi livelli ecclesiale e civile, perché questo breve ma intenso viaggio a Santiago di Compostela e Barcellona sia molto fruttuoso.

Nel più profondo del suo essere, l’uomo è sempre in cammino, è alla ricerca della verità. La Chiesa partecipa a questo anelito profondo dell’essere umano e si pone essa stessa in cammino, accompagnando l’uomo che anela alla pienezza del proprio essere. Allo stesso tempo, la Chiesa compie il proprio cammino interiore, quello che la conduce attraverso la fede, la speranza e l’amore, a farsi trasparenza di Cristo per il mondo. Questa è la sua missione e questo è il suo cammino: essere sempre più, in mezzo agli uomini, presenza di Cristo, “il quale per noi è diventato sapienza per opera di Dio, giustizia, santificazione e redenzione” (1Cor 1,30). Perciò, anch’io mi sono messo in cammino per confermare nella fede i miei fratelli (cfr Lc 22,32).

Vengo come pellegrino in questo Anno Santo Compostelano e porto nel cuore lo stesso amore a Cristo che spingeva l’Apostolo Paolo a intraprendere i suoi viaggi, con l’anelito di giungere anche in Spagna (cfr Rm 15,22-29). Desidero unirmi così alla grande schiera di uomini e donne che, lungo i secoli, sono venuti a Compostela da tutti gli angoli della Penisola Iberica e d’Europa, e anzi del mondo intero, per mettersi ai piedi di san Giacomo e lasciarsi trasformare dalla testimonianza della sua fede. Essi, con le orme dei loro passi e pieni di speranza, andarono creando una via di cultura, di preghiera, di misericordia e di conversione, che si è concretizzata in chiese e ospedali, in ostelli, ponti e monasteri. In questa maniera, la Spagna e l’Europa svilupparono una fisionomia spirituale marcata in modo indelebile dal Vangelo.

Proprio come messaggero e testimone del Vangelo, andrò anche a Barcellona, per rinvigorire la fede del suo popolo accogliente e dinamico. Una fede seminata già agli albori del cristianesimo, e che germinò e crebbe al calore di innumerevoli esempi di santità, dando origine a tante istituzioni di beneficienza, cultura ed educazione. Fede che ispirò il geniale architetto Antoni Gaudí a intraprendere in quella città, con il fervore e la collaborazione di molti, quella meraviglia che è la chiesa della Sacra Famiglia. Avrò la gioia di dedicare quella chiesa, nella quale si riflette tutta la grandezza dello spirito umano che si apre a Dio.

Provo una gioia profonda nell’essere di nuovo in Spagna, che ha dato al mondo una moltitudine di grandi Santi, fondatori e poeti, come Ignazio di Loyola, Teresa di Gesù, Giovanni della Croce, Francesco Saverio, fra tanti altri; Spagna che nel secolo XX ha suscitato nuove istituzioni, gruppi e comunità di vita cristiana e di azione apostolica e, negli ultimi decenni, cammina in concordia e unità, in libertà e pace, guardando al futuro con speranza e responsabilità. Mossa dal suo ricco patrimonio di valori umani e spirituali, cerca pure di progredire in mezzo alle difficoltà e offrire la sua solidarietà alla comunità internazionale.

Questi apporti e iniziative della vostra lunga storia, e anche di oggi, insieme al significato di questi due luoghi della vostra bella geografia che visiterò in questa occasione, mi spronano ad allargare il mio pensiero a tutti i popoli di Spagna e d’Europa. Come il Servo di Dio Giovanni Paolo II, che da Compostela esortò il Vecchio Continente a dare nuovo vigore alle sue radici cristiane, anch’io vorrei esortare la Spagna e l’Europa a edificare il loro presente e a progettare il loro futuro a partire dalla verità autentica dell’uomo, dalla libertà che rispetta questa verità e mai la ferisce, e dalla giustizia per tutti, iniziando dai più poveri e derelitti. Una Spagna e un’Europa non solo preoccupate delle necessità materiali degli uomini, ma anche di quelle morali e sociali, di quelle spirituali e religiose, perché tutte queste sono esigenze autentiche dell’unico uomo e solo così si opera in modo efficace, integro e fecondo per il suo bene.

Cari amici, vi ripeto la mia gratitudine per il vostro cordiale benvenuto e la vostra presenza in questo aeroporto. Rinnovo il mio affetto e la mia vicinanza agli amatissimi figli di Galizia, di Catalogna e degli altri popoli della Spagna. Nell’affidare all’intercessione di san Giacomo Apostolo la mia presenza tra voi, supplico Dio che giunga a tutti la sua benedizione. Molte grazie.

 

© Copyright 2010 - Libreria Editrice Vaticana

 

 

 

Webmaster: Amedeo Lomonaco  Sottofondo: Universi