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VIAGGIO
IN SPAGNA, VISITA ALLA CATTEDRALE DI SANTIAGO |
Radio Vaticana,
6 novembre 2010
Benedetto
XVI a Santiago de Compostela: la Chiesa è l'abbraccio di
Dio agli uomini
◊
La Chiesa è al servizio della verità e della libertà,
non può rinunciare a nessuna di queste due dimensioni: è
quanto ha detto il Papa durante la visita nella Cattedrale
di Santiago de Compostela, dove si è recato subito dopo
la cerimonia di benvenuto. Benedetto XVI è stato accolto
tra gli applausi, accompagnato dall'Inno del pellegrino.
Il servizio di Sergio Centofanti.
(Inno del pellegrino, applausi)
Il Papa ha ricevuto il caldo abbraccio di migliaia di
fedeli a Santiago de Compostela e spiega che è proprio
questo il risultato della fede, l’essere introdotti in
un “mistero di amore” ed essere “in un certo modo
abbracciati da Dio, trasformati dal suo amore”:
“La Iglesia es ese abrazo de Dios...
La Chiesa è questo abbraccio di Dio nel quale gli
uomini imparano anche ad abbracciare i propri fratelli,
scoprendo in essi l’immagine e somiglianza divina, che
costituisce la verità più profonda del loro essere, e
che è origine della vera libertà”.
Quindi ha proseguito:
“Entre verdad y libertad hay una relación
estrecha y necesaria...
Tra verità e libertà vi è una relazione stretta e
necessaria. La ricerca onesta della verità,
l’aspirazione ad essa, è la condizione per
un’autentica libertà. Non si può vivere l’una senza
l’altra. La Chiesa, che desidera servire con tutte le
sue forze la persona umana e la sua dignità, è al
servizio di entrambe, della verità e della libertà. Non
può rinunciare ad esse, perché è in gioco l’essere
umano, perché la spinge l’amore all’uomo … e perché
senza tale aspirazione alla verità, alla giustizia e alla
libertà, l’uomo si perderebbe esso stesso”.
Il Papa, dopo aver ricordato che Compostela è
"cuore spirituale della Galizia e, allo stesso tempo,
scuola di universalità senza confini", ha invitato
tutti i fedeli “a vivere illuminati dalla verità di
Cristo, professando la fede con gioia, coerenza e
semplicità, in casa, nel lavoro e nell’impegno come
cittadini”:
“Que la alegría de sentiros hijos queridos de
Dios...
Che la gioia di sentirvi figli amati di Dio vi
spinga anche ad un amore sempre più profondo per la
Chiesa, collaborando con essa nella sua opera di portare
Cristo a tutti gli uomini. Pregate il Padrone della messe,
perché molti giovani si consacrino a questa missione nel
ministero sacerdotale e nella vita consacrata: oggi, come
sempre, vale la pena dedicarsi per tutta la vita a
proporre la novità del Vangelo”.
Infine, dopo aver spiegato che “andare in
pellegrinaggio significa … uscire da noi stessi per
andare incontro a Dio là dove Egli si è manifestato, là
dove la grazia divina si è mostrata con particolare
splendore e ha prodotto abbondanti frutti di conversione e
santità tra i credenti”, ha espresso il suo
ringraziamento “a tutti i cattolici spagnoli per la
generosità con la quale sostengono tante istituzioni di
carità e di promozione umana”, invitando a non
stancarsi “di mantenere queste opere, che apportano
beneficio a tutta la società, e la cui efficacia si è
manifestata in modo speciale nell’attuale crisi
economica, così come in occasione delle gravi calamità
naturali che hanno colpito vari Paesi”.
Durante la visita in Cattedrale il Pontefice ha pregato
in silenzio davanti alla Tomba dell'Apostolo Giacomo, i
cui resti la tradizione vuole che siano custoditi in
questo luogo. Quindi ha dato il via al tradizionale rito
del "Botafumeiro", antico e prezioso incensiere
d'argento, pesante una settantina di chili, azionato
mentre veniva cantato l'Inno a San Giacomo.
VISITA
ALLA CATTEDRALE
DI SANTIAGO
DE COMPOSTELA
PAROLE
DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
Santiago de
Compostela
Sabato, 6 novembre 2010
Signori
Cardinali,
Cari Fratelli nell’Episcopato,
Distinte Autorità,
Cari sacerdoti, seminaristi, religiosi e religiose,
Cari fratelli e sorelle,
Amici tutti.
Ringrazio
Monsignor Julián Barrio Barrio, Arcivescovo di Santiago
di Compostela, per le cortesi parole che mi ha appena
rivolto e alle quali rispondo con piacere, salutando tutti
con affetto nel Signore e ringraziandovi per la vostra
presenza in questo luogo così significativo.
Andare in
pellegrinaggio non è semplicemente visitare un luogo
qualsiasi per ammirare i suoi tesori di natura, arte o
storia. Andare in pellegrinaggio significa, piuttosto,
uscire da noi stessi per andare incontro a Dio là dove
Egli si è manifestato, là dove la grazia divina si è
mostrata con particolare splendore e ha prodotto
abbondanti frutti di conversione e santità tra i
credenti. I cristiani andarono in pellegrinaggio,
anzitutto, nei luoghi legati alla passione, morte e
resurrezione del Signore, in Terra Santa. Poi a Roma, città
del martirio di Pietro e Paolo, e anche a Compostela, che,
unita alla memoria di san Giacomo, ha accolto pellegrini
di tutto il mondo, desiderosi di rafforzare il loro
spirito con la testimonianza di fede e amore
dell’Apostolo.
In questo
Anno Santo Compostelano, come Successore di Pietro, ho
voluto anch’io venire in pellegrinaggio alla Casa del
“Señor Santiago” [san Giacomo ndt.], che si appresta
a celebrare l’anniversario degli ottocento anni dalla
sua consacrazione, per confermare la vostra fede e
ravvivare la vostra speranza, e per affidare
all’intercessione dell’Apostolo i vostri aneliti,
fatiche e opere per il Vangelo. Nell’abbracciare la sua
venerata immagine, ho pregato anche per tutti i figli
della Chiesa, che ha la sua origine nel mistero di
comunione che è Dio. Mediante la fede, siamo introdotti
nel mistero di amore che è la Santissima Trinità. Siamo,
in un certo modo, abbracciati da Dio, trasformati dal suo
amore. La Chiesa è questo abbraccio di Dio nel quale gli
uomini imparano anche ad abbracciare i propri fratelli,
scoprendo in essi l’immagine e somiglianza divina, che
costituisce la verità più profonda del loro essere, e
che è origine della vera libertà.
Tra verità
e libertà vi è una relazione stretta e necessaria. La
ricerca onesta della verità, l’aspirazione ad essa, è
la condizione per un’autentica libertà. Non si può
vivere l’una senza l’altra. La Chiesa, che desidera
servire con tutte le sue forze la persona umana e la sua
dignità, è al servizio di entrambe, della verità e
della libertà. Non può rinunciare ad esse, perché è in
gioco l’essere umano, perché la spinge l’amore
all’uomo, “il quale in terra è la sola creatura che
Iddio abbia voluto per se stessa” (Gaudium et spes,
24), e perché senza tale aspirazione alla verità, alla
giustizia e alla libertà, l’uomo si perderebbe esso
stesso.
Permettetemi
che da Compostela, cuore spirituale della Galizia e, allo
stesso tempo, scuola di universalità senza confini,
esorti tutti i fedeli di questa cara Arcidiocesi, e tutti
quelli della Chiesa in Spagna, a vivere illuminati dalla
verità di Cristo, professando la fede con gioia, coerenza
e semplicità, in casa, nel lavoro e nell’impegno come
cittadini.
Che la
gioia di sentirvi figli amati di Dio vi spinga anche ad
una amore sempre più profondo per la Chiesa, collaborando
con essa nella sua opera di portare Cristo a tutti gli
uomini. Pregate il Padrone della messe, perché molti
giovani si consacrino a questa missione nel ministero
sacerdotale e nella vita consacrata: oggi, come sempre,
vale la pena dedicarsi per tutta la vita a proporre la
novità del Vangelo.
Non
voglio concludere senza prima esprimere felicitazione e
ringraziamento a tutti i cattolici spagnoli per la
generosità con la quale sostengono tante istituzioni di
carità e di promozione umana. Non stancatevi di mantenere
queste opere, che apportano beneficio a tutta la società,
e la cui efficacia si è manifestata in modo speciale
nell’attuale crisi economica, così come in occasione
delle gravi calamità naturali che hanno colpito vari
Paesi.
Con
questi sentimenti, prego l’Altissimo che conceda a tutta
l’audacia che ebbe san Giacomo per essere testimone di
Cristo Risorto, e così rimaniate fedeli nei cammini della
santità e vi spendiate per la gloria di Dio e il bene dei
fratelli più abbandonati. Molte grazie.
©
Copyright 2010 - Libreria Editrice Vaticana
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