|

|
Stefano
VII
(morto nell'ottobre 897) fu Papa
dal maggio 896 al luglio o agosto
897.
Secondo
la tradizione, sarebbe stato di
origine romana, e figlio di un
prete di nome Giovanni. Fu
nominato vescovo di Anagni da Papa
Formoso, forse contro la sua
volontà. |
Le
circostanze della sua elezione non sono chiare, ma
venne sponsorizzato da una delle potenti famiglie
romane, la Casa di Spoleto, che all'epoca era in
competizione sia per il Papato che per l'Impero.
Nel
gennaio dell'897, Stefano VII ordinò un processo
per sacrilegio, chiamato poi "sinodo del
cadavere" (synod horrenda): l'imputato
fu infatti il cadavere del defunto Papa Formoso,
predecessore di Stefano VII (prima di Bonifacio
VI).
Formoso
era ritenuto colpevole di essere salito al soglio
pontificio grazie all'appoggio del partito
filogermanico, e senza rinunciare alla sua
precedente sede vescovile di Porto (Ostia).
Probabili
istigatori di Stefano furono i vecchi nemici di
Formoso, Lamberto da Spoleto (Imperatore eletto) e
sua madre Ageltruda, che avevano ristabilito il
loro prestigio a Roma verso l'inizio del 897
abbandonando le loro altre pretese sui territori
dell'Italia centrale.
Il
processo, con il conseguente strazio del cadavere,
suscitò una rivolta popolare in tutta Roma.
La
rivolta si concluse con la cattura di Stefano, che
venne imprigionato a Castel Sant'Angelo, e ucciso
per strangolamento nell'estate dello stesso anno.
Del
breve pontificato di Stefano VII si ricordano,
oltre al synod horrenda, soltanto le
forzate dimissioni di alcuni vescovi ordinati da
Formoso e la concessione di speciali privilegi ad
alcune chiese.
Sul
piano politico, Stefano fu coinvolto nel conflitto
fra Lamberto da Spoleto e Arnolfo di Carinzia,
entrambi pretendenti alla corona del Sacro Romano
Impero, senza peraltro giocare un ruolo
significativo.
|