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Su Stella
Lomonaco Giugni e su uno dei suoi libri, "Terra e
Tempio di Maria", è incentrata l'intervista,
rilasciata alla Radio Vaticana dal sindaco di Praia a
Mare, professor Biagio Praticò. Ascolta
l'intervista andata in onda il 15 gennaio 2007 :
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| Leggi le opere di Stella Lomonaco Giugni:
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A proposito di Faville nel Roseto: Benedetto XVI tra le rose dei Giardini Vaticani |
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BIOGRAFIA DI STELLA LOMONACO GIUGNI
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Stella Lomonaco Giugni è nata ad Aieta il 10 luglio 1900. Fin da bambina si è particolarmente distinta negli studi tanto da conseguire il diploma magistrale a 17 anni; amava molto il nuoto e le lunghe cavalcate sulla spiaggia da Fiuzzi al fiume Noce.
Nel 1918 si è classificata al secondo posto nella graduatoria di un concorso nazionale a cattedre per la scuola elementare risultando così una delle più giovani maestre in servizio, con alunni non di rado più grandi di lei dato l'analfabetismo molto diffuso in quegli anni.
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Al riguardo era solita dire che quella occasione di precoce inserimento nella scuola da un lato l’aveva resa felice, ma dall’altro l’aveva rattristata perchè di fatto le aveva precluso la realizzazione di un doppio sogno: laurea in lettere a Firenze e insegnamento di Dante da una cattedra universitaria.
Il 10 dicembre del 1928 si sposò con Amedeo Lomonaco, anche lui nativo di Aieta, giovane segretario comunale di Praia a Mare. Dalla loro unione nacquero 8 figli, due dei quali deceduti nella prima infanzia; nonostante i gravosi impegni materni nel tirar su una famiglia numerosa, donna Stellina o la maestra Stellina (così ormai era chiamata e conosciuta a Praia) seppe con particolare dedizione abbinare, da fervente cattolica praticante, l’insegnamento scolastico con l’insegnamento religioso.
L’attività di maestra, da lei intesa come una missione, era caratterizzata da una profonda umanità; la maestra Stellina era una dei pochi insegnanti che non ricorreva alla bacchetta , a quei tempi spesso usata.
Ricordava con piacere un episodio riguardante Giacomino, per lunghi anni il sacrestano del paese; costui, non proprio un alunno modello, dopo infruttuosi tentativi di promozione con i vari insegnanti alternatisi in prima elementare, fu promosso da lei in seconda. Quel tardivo successo scolastico rese Giacomino talmente felice da fargli esibire orgoglioso la pagella dicendo a tutti:”donna Stellina m’ha passatu ”.
Quasi ogni giorno trovava il tempo per salire alla Grotta e pregare la Madonna lì venerata, di cui era devotissima e in onore della quale scrisse il libro “Terra e tempio di Maria”, che narra il prodigioso approdo della Vergine a Praia, nonché la storia del paese dalle origini fino ai primi anni cinquanta; scrisse inoltre l’inno dedicato alla sua Madonnina “Solingo speco fu la dimora… nella tua grotta Praia t’onora…” cantato ancora oggi in occasione delle novene e delle processioni solenni.
Per oltre un trentennio ha ricoperto la carica di presidente dell’Azione cattolica di Praia ed è stata prodiga di consigli e insegnamenti soprattutto per le persone più umili (pescatori, braccianti, ecc.) desiderose di ascoltare da lei la parola di Dio nelle ore serali.
Il suo approccio religioso con quelle persone risultava così efficace che alcuni volevano confessarsi soltanto con lei prima di ricevere la comunione, faticando la maestra non poco a convincerli che il sacramento della confessione era una esclusiva peculiarità del sacerdote.
Abitando tra l’altro sopra il bar più frequentato di Praia rappresentava un freno per quelli che, pentiti dopo aver smoccolato una bestemmia, dicevano: “non jistimamu sinò donna Stellina si dispiaci”.
La maestra Stellina e il marito Amedeo Lomonaco hanno costituito per generazioni di praiesi un costante e rassicurante polo di riferimento nella realtà sociale e amministrativa del paese fino al 1956 quando, divenuto Amedeo Lomonaco dirigente nel ministero del Tesoro, si trasferirono a Roma con i figli.
A Roma Stella Lomonaco Giugni, ormai in pensione da qualche anno, continuò il suo impegno cattolico nell’ambito della parrocchia nel quartiere Flaminio dove abitava e mantenne per molti anni una apprezzata collaborazione giornalistica settimanale sulla pagina parrocchiale de “L’Osservatore Romano”.
Grazie alla fede incrollabile seppe sopportare con cristiana rassegnazione la prematura e repentina perdita dello sposo deceduto nel 1959.
Nella capitale proseguì feconda la sua attività di scrittrice e poetessa quasi interamente di carattere religioso; fece parte di prestigiose accademie letterarie quali l'Accademia Tiberina e l'Accademia latinati excolendae artium et litterarum e ottenne vari premi e riconoscimenti; tra gli altri un premio della rivista Calabria letteraria, un premio letterario Omnia, un altro internazionale di poesia "Lupa capitolina", un diploma di lauro d'oro per la poesia del Centro letterario del Lazio.
Il 5 dicembre del 1983 si spense serenamente a Roma attorniata da figli, generi, nuore e nipoti e particolarmente toccanti furono le parole pronunciate dal Parroco celebrante il funerale: “amavo sedermi accanto a lei raccolta in preghiera per attingere alla sua fede”.
Le sue principali opere poetiche, i cui proventi sono stati interamente devoluti in beneficenza, sono: Paolo VI Pellegrino in Terra Santa, raccolta in versi del 1964 dedicata allo storico viaggio del papa Paolo VI, al quale l’autrice donò personalmente la sua opera; “Celeste monito” del 1973, raccolta poetica in onore della Madonna di Siracusa; “Faville nel Roseto”, vasta raccolta di poesie postuma del 1990 in onore della Madonna di Pompei, ognuna delle quali contempla le varie preghiere, meditazioni e invocazioni che compongono il S. Rosario.
Quest’ultima opera fu donata personalmente nel maggio del 1991 al papa Giovanni Paolo II dal figlio
Giuseppe, in occasione di una udienza particolare accordata a lui e alla sua famiglia.
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Il
Radiogiornale del 21 ottobre 2006 della Radio Vaticana
aveva dato la notizia della presentazione della ristampa
di "Terra e Tempio di Maria":
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Fonte:
Radio Vaticana, 21/10/2006 >>>
NEL
POMERIGGIO, A PRAIA A MARE, LA PRESENTAZIONE
DELLA
RISTAMPA DI “TERRA E TEMPIO DI MARIA”, OPERA
DELLA SCRITTRICE STELLA GIUGNI LOMONACO, DEDICATA ALLA
STORIA DEL PAESE CALABRESE E DEL SUO SANTUARIO MARIANO
PRAIA
A MARE. = “Una striscia semicircolare di terra,
un’insenatura e una distesa di mare: ecco la terra e
il luogo che Maria predilesse”. E’ una delle prime,
suggestive descrizioni presenti in “Terra e Tempio di
Maria”, opera della scrittrice Stella Giugni Lomonaco
dedicata alla storia del santuario mariano di Praia a
Mare, paese in provincia di Cosenza. Il libro, a cura
dell’amministrazione comunale, sarà presentato nel
pomeriggio nell’amena località calabrese
nell’ambito delle celebrazioni del primo centenario
dell’incoronazione della Madonna della Grotta.
L’opera è espressione della devozione dell’autrice
per la Vergine Maria e del suo profondo amore per il
paese natio, descritto come “un semicerchio di colline
e monti”. Un vero e proprio “inno poetico” – si
legge nella presentazione del sindaco, Biagio Praticò
– scritto seguendo il “dettame del cuore” per
narrare il “prodigioso approdo della Vergine a Praia e
la storia del paese fino ai primi anni ‘50”. Il massiccio
roccioso che ospita la grotta ed il santuario è sacro
alla Madonna fin dal lontano 1326. In quell’anno,
il capitano di una nave proveniente dall’Oriente
nascose nella grotta una statua lignea della Vergine che
i marinai volevano gettare in mare. Anche oggi, la
devozione a Maria è molto sentita: nel mese di maggio
la statua della Madonna viene
portata in corteo per le vie del paese ed il 14 agosto,
seguita da migliaia di persone, assume particolare
rilevanza e solennità la processione sul mare. Altre
opere
di Stella Giugni Lomonaco, scomparsa a Roma il 5
dicembre del 1983, sono: “Paolo VI pellegrino in terra
Santa”, raccolta in versi donata personalmente
dall’autrice a Papa Giovanni Battista Montini;
“Celeste Monito”, in onore della Madonna di
Siracusa; “Faville nel roseto”, il Santo Rosario in
versi in onore della Madonna di Pompei. Quest’ultimo
libro è stato donato dal figlio Giuseppe a Giovanni
Paolo II nel 1991. Tutti i proventi delle opere sono
stati devoluti in beneficenza. (A.L.)
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