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UDIENZA
AI PARTECIPANTI AL PRIMO INCONTRO EUROPEO DEGLI
STUDENTI UNIVERSITARI |
Radio
Vaticana 11 luglio 2009
Il
Papa ai partecipanti al primo Incontro europeo degli
studenti universitari: insostituibile il servizio della
fede alla conoscenza
Vocazione
alla conoscenza e incontro con Cristo al centro delle
parole che il Papa ha pronunciato nell’incontro,
stamani, con i giovani di 31 nazioni che hanno partecipato
in questi giorni al primo Incontro europeo degli studenti
universitari. “Nuovi discepoli di Emmaus. Da cristiani
in università” è stato il tema dell’incontro
promosso dalla Commissione Catechesi-Scuola-Università
del Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee).
Il servizio di Fausta Speranza:
“Siate sempre consapevoli delle vostre potenzialità
e, al tempo stesso, delle vostre responsabilità”. Così
il Papa incoraggia i giovani a proseguire il cammino di
elaborazione culturale che “San Benedetto intuì come
necessario per la maturazione umana e cristiana dei popoli
dell’Europa”. L’obiettivo - indica il Papa - è
diventare “fermento e lievito di una società vivificata
dall’amore evangelico”. E Benedetto XVI sottolinea
chiaramente che c’è una sola via da percorrere:
“Questo può avvenire - dice - se voi, come i discepoli
di Emmaus, incontrate il Signore risorto nella concreta
esperienza ecclesiale, ed in particolare nella
celebrazione eucaristica”. “Lavorare per lo sviluppo
della conoscenza è la vocazione specifica
dell’Università”, ricorda Benedetto XVI per poi
sottolineare che tutto ciò richiede “qualità morali e
spirituali sempre più elevate, di fronte alla vastità e
alla complessità del sapere che l’umanità ha a sua
disposizione”. C’è bisogno - dice - di intellettuali
capaci di parlare di Dio:
“Come è facile comprendere, anche l’azione
pastorale universitaria deve allora esprimersi in tutta la
sua valenza teologica e spirituale, aiutando i giovani a
far sì che la comunione con Cristo li conduca a percepire
il mistero più profondo dell’uomo e della storia”.
“Nell’Università la presenza cristiana si fa
sempre più esigente e nello stesso tempo affascinante”
- sottolinea il Papa - perché la fede è chiamata, come
nei secoli passati, ad offrire il suo insostituibile
servizio alla conoscenza, che, nella società
contemporanea, è il vero motore dello sviluppo”.
“Dalla conoscenza, arricchita con l’apporto
della fede dipende la capacità di un popolo di saper
guardare al futuro con speranza, superando le tentazioni
di una visione puramente materialistica dell’esistenza e
della storia”.
DISCORSO
DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
AI
PARTECIPANTI AL PRIMO INCONTRO
EUROPEO DEGLI STUDENTI UNIVERSITARI,
PROMOSSO DALLA COMMISSIONE
CATECHESI-SCUOLA-UNIVERSITÀ DEL CONSIGLIO
DELLE CONFERENZE EPISCOPALI EUROPEE (CCEE)
Aula
della Benedizione
Sabato, 11
luglio 2009
Signor
Cardinale,
venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio,
cari fratelli e sorelle!
Grazie di
cuore per questa vostra visita, che avviene nel giorno
della festa di san Benedetto, patrono d’Europa, in
occasione del primo Incontro Europeo degli Studenti
Universitari, promosso dalla Commissione
Catechesi-Scuola-Università del Consiglio delle
Conferenze Episcopali Europee (CCEE). A ciascuno di voi
qui presenti il mio più cordiale benvenuto. Saluto, in
primo luogo, il Vescovo Marek Jędraszewski, Vice
Presidente della Commissione, e lo ringrazio per le parole
che mi ha rivolto a nome vostro. Saluto, in modo speciale,
il Cardinale Vicario Agostino Vallini e gli manifesto
tutta la mia gratitudine per il prezioso servizio che la
pastorale universitaria di Roma rende alla Chiesa che è
in Europa. E non posso non elogiare Mons. Lorenzo Leuzzi,
infaticabile animatore dell’Ufficio diocesano. Saluto
inoltre con viva riconoscenza il Prof. Renato Lauro,
Magnifico Rettore dell’Università di Roma Tor Vergata.
E soprattutto a voi, cari giovani, rivolgo il mio
pensiero: benvenuti nella casa di Pietro! Voi appartenete
a ben 31 Nazioni, e vi state preparando per assumere
nell’Europa del terzo millennio importanti ruoli e
mansioni. Siate sempre consapevoli delle vostre
potenzialità e, al tempo stesso, delle vostre
responsabilità.
Che cosa
la Chiesa attende da voi? È il tema stesso sul quale
state riflettendo a suggerire l’opportuna risposta: “Nuovi
discepoli di Emmaus. Da cristiani in Università”.
Dopo l’incontro europeo dei docenti svoltosi due anni
orsono, anche voi, studenti, vi ritrovate ora insieme per
offrire alle Conferenze Episcopali d’Europa la vostra
disponibilità a proseguire nel cammino di elaborazione
culturale che San Benedetto intuì come necessario per la
maturazione umana e cristiana dei popoli dell’Europa.
Questo può avvenire se voi, come i discepoli di Emmaus,
incontrate il Signore risorto nella concreta esperienza
ecclesiale, ed in particolare nella celebrazione
eucaristica. “In ogni Messa, infatti, - ebbi a ricordare
ai vostri coetanei un anno
fa durante la Giornata Mondiale della Gioventù a Sydney
- lo Spirito Santo discende nuovamente, invocato nella
solenne preghiera della Chiesa, non solo per trasformare i
nostri doni del pane e del vino nel Corpo e nel Sangue del
Signore, ma anche per trasformare le nostre vite, per fare
di noi, con la sua forza, un solo corpo e un solo spirito
in Cristo”. Il vostro impegno missionario nell’ambito
universitario consiste pertanto nel testimoniare
l’incontro personale che avete avuto con Gesù Cristo,
Verità che illumina il cammino di ogni uomo. E’
dall’incontro con Lui che scaturisce quella “novità
del cuore”, capace di dare un orientamento nuovo
all’esistenza personale; e solo così si diventa
fermento e lievito di una società vivificata dall’amore
evangelico.
Come è
facile comprendere, anche l’azione pastorale
universitaria deve allora esprimersi in tutta la sua
valenza teologica e spirituale, aiutando i giovani a far sì
che la comunione con Cristo li conduca a percepire il
mistero più profondo dell’uomo e della storia. E,
proprio per questa loro specifica azione evangelizzatrice,
le comunità ecclesiali impegnate in tale azione
missionaria, come ad esempio le cappellanie universitarie,
possono essere il luogo della formazione di credenti
maturi, uomini e donne consapevoli di essere amati da Dio
e chiamati, in Cristo, a diventare animatori della
pastorale universitaria. Nell’Università la presenza
cristiana si fa sempre più esigente e nello stesso tempo
affascinante, perché la fede è chiamata, come nei secoli
passati, ad offrire il suo insostituibile servizio alla
conoscenza, che, nella società contemporanea, è il vero
motore dello sviluppo. Dalla conoscenza, arricchita con
l’apporto della fede, dipende la capacità di un popolo
di saper guardare al futuro con speranza, superando le
tentazioni di una visione puramente materialistica
dell’esistenza e della storia.
Cari
giovani, voi siete il futuro dell’Europa. Immersi in
questi anni di studio nel mondo della conoscenza, siete
chiamati ad investire le vostre migliori risorse, non solo
intellettuali, per consolidare le vostre personalità e
per contribuire al bene comune. Lavorare per lo sviluppo
della conoscenza è la vocazione specifica
dell’Università, e richiede qualità morali e
spirituali sempre più elevate, di fronte alla vastità e
alla complessità del sapere che l’umanità ha a sua
disposizione. La nuova sintesi culturale, che in questo
tempo si sta elaborando in Europa e nel mondo globalizzato,
ha bisogno dell’apporto di intellettuali capaci di
riproporre nelle aule accademiche il discorso su Dio, o
meglio, di far rinascere quel desiderio dell’uomo di
cercare Dio - “quaerere Deum”,- a cui ho fatto
riferimento in altre occasioni.
Mentre
ringrazio tutti coloro che operano nel campo della
pastorale universitaria, sotto la guida dagli organismi
del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa,
auspico che prosegua il proficuo cammino iniziato da
alcuni anni e per il quale esprimo il mio più vivo
apprezzamento e incoraggiamento. Sono certo che il vostro
incontro di questi giorni a Roma potrà indicare ulteriori
tappe da percorrere per una più organica progettualità,
che favorisca il coinvolgimento e la comunione tra le
diverse esperienze già operanti in tanti Paesi. Voi, cari
giovani, contribuite, insieme con i vostri docenti, a
creare laboratori della fede e della cultura, condividendo
la fatica dello studio e della ricerca con tutti gli amici
che incontrate in Università. Amate le vostre Università,
che sono palestre di virtù e di servizio. La Chiesa in
Europa confida molto sul generoso impegno apostolico di
tutti voi, consapevole delle sfide e delle difficoltà, ma
anche delle tante potenzialità dell’azione pastorale in
ambito universitario. Quanto a me, vi assicuro il sostegno
della preghiera, e so che a mia volta posso contare sul
vostro entusiasmo, sulla vostra testimonianza, soprattutto
sulla vostra amicizia che oggi mi avete manifestato e di
cui vi ringrazio. San Benedetto, Patrono d’Europa, e
soprattutto la Vergine Maria, da voi invocata come Sedes
Sapientiae, vi accompagnino e guidino i vostri passi.
A tutti la mia Benedizione.
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