|
A
SUPERIORI E SUPERIORE GENERALI |
Radio
Vaticana 26 novembre 2010
Il
Papa ai religiosi: annunciate al mondo il Dio
“ignoto”, l'essenziale che non passa
◊
Siate “Vangelo vivente”, testimoniate la bellezza
della fede, per annunciare al mondo il Dio “ignoto”:
è l’invito del Papa ai responsabili delle Congregazioni
religiose maschili e femminili, incontrati oggi in
Vaticano in occasione dell’Assemblea dell’Unione dei
superiori generali. Il servizio di Sergio Centofanti.
Il Papa parla a chi ha scelto di vivere la fede in modo
radicale rinunciando a tutto per seguire Gesù. Rivolge il
suo pensiero ai religiosi che soffrono e rischiano la vita
per testimoniare il Vangelo, esprimendo la propria
gratitudine alle Congregazioni per il loro impegno nel
campo educativo e sociale e per la loro vicinanza ai più
poveri. Una testimonianza che parte dal cercare
innanzitutto Dio, ovvero l’essenziale:
“Passate dalle cose secondarie a quelle
essenziali, a ciò che è veramente importante; cercate il
definitivo, cercate Dio, mantenete lo sguardo rivolto a
Lui. Come i primi monaci, coltivate un orientamento
escatologico: dietro il provvisorio cercate ciò che
rimane, ciò che non passa … Siate sempre appassionati
cercatori e testimoni di Dio!".
“Il rinnovamento profondo della vita consacrata –
afferma il Papa - parte dalla centralità della Parola di
Dio” ascoltata e messa in pratica:
“È il Vangelo vissuto quotidianamente
l’elemento che dà fascino e bellezza alla vita
consacrata e vi presenta davanti al mondo come
un’alternativa affidabile. Di questo ha bisogno la
società attuale, questo attende da voi la Chiesa: essere
Vangelo vivente”.
Altro aspetto fondamentale della vita consacrata è la
fraternità, “elemento profetico importante” nel
contesto di “una società fortemente
individualistica”. Il Papa sottolinea “le difficoltà
che la vita comunitaria comporta” invitando a cercare i
mezzi per “favorire la comunione … il calore e la
verità nelle relazioni reciproche”. Ma è necessario
“un serio e costante discernimento … per riconoscere
quello che viene dal Signore e quello che gli è
contrario”:
“Senza il discernimento, accompagnato dalla
preghiera e dalla riflessione, la vita consacrata corre il
pericolo di accomodarsi sui criteri di questo mondo:
l’individualismo, il consumismo, il materialismo;
criteri che fanno venir meno la fraternità e fanno
perdere fascino e mordente alla stessa vita consacrata”.
Infine, senza dimenticare il calo delle vocazioni
religiose, soprattutto in Europa, Benedetto XVI rileva che
la missione fa parte dell’identità stessa della vita
dei consacrati, che sono chiamati “a portare il Vangelo
a tutti, senza confini”:
“Andate, dunque, e in fedeltà creativa fate
vostra la sfida della nuova evangelizzazione. Rinnovate la
vostra presenza negli areopaghi di oggi per annunciare,
come fece san Paolo ad Atene, il Dio ‘ignoto’”.
DISCORSO DEL PAPA
Carissimi
Fratelli e Sorelle!
Sono
lieto di incontrarvi in occasione dell’Assemblea
Semestrale dell’Unione dei Superiori Generali, che state
celebrando, in continuità con quella del maggio scorso,
sul tema della vita consacrata in Europa. Saluto il
Presidente, Don Pascual Chávez - che ringrazio per le
parole rivoltemi - come pure il Consiglio Esecutivo; un
saluto particolare al Comitato Direttivo dell’Unione
Internazionale delle Superiore Generali e ai numerosi
Superiori Generali. Estendo il mio pensiero a tutti i
vostri confratelli e consorelle sparsi nel mondo,
specialmente a quanti soffrono per testimoniare il
Vangelo. Desidero esprimere vivo ringraziamento per quanto
fate nella Chiesa e con la Chiesa in favore
dell’evangelizzazione e dell’uomo. Penso alle
molteplici attività pastorali nelle parrocchie, nei
santuari e nei centri di culto, per la catechesi e la
formazione cristiana dei bambini, dei giovani e degli
adulti, manifestando la vostra passione per Cristo e per
l’umanità. Penso al grande lavoro nel campo educativo,
nelle università e nelle scuole; alle molteplici opere
sociali, attraverso le quali andate incontro ai fratelli
più bisognosi con l’amore stesso di Dio. Penso anche
alla testimonianza, a volte rischiosa, di vita evangelica
nelle missioni ad gentes, in circostanze spesso
difficili.
Le vostre
due ultime Assemblee sono state dedicate a considerare il
futuro della vita consacrata in Europa. Questo ha
significato ripensare il senso stesso della vostra
vocazione, che comporta, prima di tutto, il cercare Dio, quaerere
Deum: siete per vocazione cercatori di Dio. A questa
ricerca consacrate le migliori energie della vostra vita.
Passate dalle cose secondarie a quelle essenziali, a ciò
che è veramente importante; cercate il definitivo,
cercate Dio, mantenete lo sguardo rivolto a Lui. Come i
primi monaci, coltivate un orientamento escatologico:
dietro il provvisorio cercate ciò che rimane, ciò che
non passa (cfr Discorso
nel Collège des Bernardins, Parigi, 12 settembre
2008). Cercate Dio nei confratelli che vi ha dato, con i
quali condividete la stessa vita e missione. Lo cercate
negli uomini e nelle donne del nostro tempo, ai quali
siete inviati per offrire loro, con la vita e la parola,
il dono del Vangelo. Lo cercate particolarmente nei
poveri, primi destinatari della Buona Notizia (cfr Lc 4,18).
Lo cercate nella Chiesa, dove il Signore si fa presente,
soprattutto nell’Eucaristia e negli altri Sacramenti, e
nella sua Parola, che è via maestra per la ricerca di
Dio, ci introduce nel colloquio con Lui e ci rivela il suo
vero volto. Siate sempre appassionati cercatori e
testimoni di Dio!
Il
rinnovamento profondo della vita consacrata parte dalla
centralità della Parola di Dio, e più concretamente del
Vangelo, regola suprema per tutti voi, come afferma
il Concilio Vaticano II nel Decreto Perfectae
caritatis (cfr n. 2) e come ben compresero i
vostri Fondatori: la vita consacrata è una pianta ricca
di rami che affonda le radici nel Vangelo. Lo dimostra la
storia dei vostri Istituti, nei quali la ferma volontà di
vivere il Messaggio di Cristo e di configurare la propria
vita ad esso, è stata e rimane il criterio fondamentale
del discernimento vocazionale e del vostro discernimento
personale e comunitario. È il Vangelo vissuto
quotidianamente l’elemento che dà fascino e bellezza
alla vita consacrata e vi presenta davanti al mondo come
un’alternativa affidabile. Di questo ha bisogno la
società attuale, questo attende da voi la Chiesa: essere
Vangelo vivente.
Un altro
aspetto fondamentale della vita consacrata che vorrei
sottolineare è la fraternità: “confessio Trinitatis”
(cfr Giovanni Paolo II, Esort. Ap. Vita
consecrata, 41) e parabola della Chiesa comunione.
Attraverso di essa, infatti, passa la testimonianza della
vostra consacrazione. La vita fraterna è uno degli
aspetti che maggiormente cercano i giovani quando si
avvicinano alla vostra vita; è un elemento profetico
importante che offrite in una società fortemente
individualistica. Conosco gli sforzi che state facendo in
questo campo, come conosco anche le difficoltà che la
vita comunitaria comporta. C’è bisogno di un serio e
costante discernimento per ascoltare quello che lo Spirito
dice alla comunità (cfr Αp 2,7), per
riconoscere quello che viene dal Signore e quello che gli
è contrario (cfr Vita
consecrata, 73). Senza il discernimento,
accompagnato dalla preghiera e dalla riflessione, la vita
consacrata corre il pericolo di accomodarsi sui criteri di
questo mondo: l’individualismo, il consumismo, il
materialismo; criteri che fanno venir meno la fraternità
e fanno perdere fascino e mordente alla stessa vita
consacrata. Siate maestri di discernimento, affinché i
vostri confratelli e le vostre consorelle assumano questo habitus
e le vostre comunità siano segno eloquente per il mondo
di oggi. Voi che esercitate il servizio dell’autorità,
e che avete compiti di guida e di progettualità del
futuro dei vostri Istituti Religiosi, ricordate che una
parte importante dell’animazione spirituale e del
governo è la ricerca comune dei mezzi per favorire la
comunione, la mutua comunicazione, il calore e la verità
nelle relazione reciproche.
Un ultimo
elemento che voglio evidenziare è la missione. La
missione è il modo di essere della Chiesa e, in essa,
della vita consacrata; fa parte della vostra identità; vi
spinge a portare il Vangelo a tutti, senza confini. La
missione, sostenuta da una forte esperienza di Dio, da una
robusta formazione e dalla vita fraterna in comunità, è
una chiave per comprendere e rivitalizzare la vita
consacrata. Andate, dunque, e in fedeltà creativa fate
vostra la sfida della nuova evangelizzazione. Rinnovate la
vostra presenza negli areopaghi di oggi per annunciare,
come fece san Paolo ad Atene, il Dio “ignoto” (cfr Discorso
nel Collège des Bernardins).
Cari
Superiori Generali, il momento attuale presenta per non
pochi Istituti il dato della diminuzione numerica,
particolarmente in Europa. Le difficoltà, però, non
devono farci dimenticare che la vita consacrata ha la sua
origine nel Signore: è voluta da Lui per l’edificazione
e la santità della sua Chiesa, e perciò la Chiesa stessa
non ne sarà mai privata. Mentre vi incoraggio a camminare
nella fede e nella speranza, vi chiedo un rinnovato
impegno nella pastorale vocazionale e nella formazione
iniziale e permanente. Vi affido alla Beata Vergine Maria,
ai vostri Santi Fondatori e Patroni, mentre di cuore vi
imparto la mia Apostolica Benedizione, che estendo alle
vostre Famiglie religiose.
©
Copyright 2010 - Libreria Editrice Vaticana
|
|