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MESSAGGIO AI GIOVANI DI TAIZE' (23 DICEMBRE 2006)

Fonte, Radio Vaticana, 23 dicembre 2006

Promuovete un'umanità in cui ognuno sia amato per se stesso: così il Papa ai giovani di Taizé

“Un segno di speranza”: Benedetto XVI parla così del XXIX Incontro europeo dei giovani animato dalla Comunità di Taizé, nel messaggio inviato a firma del cardinale Segretario di Stato, Tarcisio Bertone. L’incontro si svolgerà a Zagabria, in Croazia, dal 28 dicembre al 1° gennaio prossimo. Il servizio di Fausta Speranza:
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Rivolgendosi ai ragazzi e alle ragazze, il Papa parla di “pellegrinaggio sulla terra inaugurato dal caro Frère Roger” e li incoraggia a prendere “sempre di più coscienza dell’importanza della fraternità fra gli uomini e della necessaria apertura ad ogni persona”. E Benedetto XVI sottolinea che “con un’attenzione rinnovata verso gli altri” i giovani contribuiscono a “stabilire relazioni più fraterne, affinché su tutto il pianeta si realizzi concretamente la famiglia umana, dove ciascuno è accolto e amato per se stesso, riconosciuto e rispettato come figlio di Dio”. E il Papa sottolinea che, in particolare in terra croata segnata nel corso degli anni passati da conflitti, i giovani di Taizé sono un segno eloquente di speranza. “Dimostrate – dice Benedetto XVI – che voi, i giovani, volete un’umanità nuova, fondata sul riconoscimento di ogni persona, indipendentemente dalla nazionalità o dalla religione”. “Segnati dall’unico Battesimo – aggiunge inoltre il Papa – “possiate rendere presente il Cristo, che vi chiama ad amare e ad agire come lui”.
Anche il Patriarca ecumenico, Bartolomeo I; il Patriarca di Mosca e di tutta la Russia, Alessio II, e il Primate della Comunione anglicana, arcivescovo di Canterbury, dottor Rowan Williams, hanno inviato rispettivi messaggi. Bartolomeo I esprime un significativo augurio: arricchiti spiritualmente – dice – diventate come delle “icone viventi, delle immagini di Cristo, dei veri figli del Dio Trinitario, benedetti, pieni di speranza ed amati”. Parla di una società “talvolta lontana dal Signore” rinnovando l’invito ai giovani “a dirigersi verso il regno dei Cieli, con la parola di Dio come guida capace di trasfigurarvi”. Tra le parole di Alessio II, l’invito “a vedere la vita come un pellegrinaggio, compiuto nella fiducia in Dio”. “E’ necessario ricordarci sempre – afferma – che il solo orientamento verso il denaro, il successo, il benessere ed il piacere, tolgono alla vita il suo senso”. “Dio solo – aggiunge – può dare la pienezza e la gioia dell’esistenza”.
Da parte sua, l’arcivescovo Rowan Williams sottolinea che “dappertutto sembra che il sospetto fra le comunità di fede, di razze o nazioni, sia cresciuto, incoraggiato da tutti coloro che vivono nella paura o che amano il potere”. “Nelle società sviluppate – aggiunge – c’è molto cinismo verso tutte le autorità e tutti gli ideali”. Per poi affermare che “abbiamo bisogno di fiducia, come abbiamo bisogno dell’aria fresca. Il nostro mondo manca sempre di più di respiro e d’aria a causa del sospetto, del dubbio, della disperazione”. “E’ dello Spirito di Dio, del Soffio Santo di Dio, che abbiamo bisogno – sottolinea il dottor Rowan Williams - per considerarci gli uni gli altri con uno sguardo nuovo e fiducioso”.
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MESSAGGIO DEL SANTO PADRE AI PARTECIPANTI ALL’INCONTRO EUROPEO DEI GIOVANI PROMOSSO DALLA COMUNITÀ DI TAIZÉ (ZAGABRIA, 28 DICEMBRE 2006-1° GENNAIO 2007)

Le Pape souhaite que vous tous, jeunes rassemblés à Zagreb, vous preniez toujours davantage conscience de l’importance de la fraternité entre les hommes et de la nécessaire ouverture à toutes les personnes qui vous entourent. Ainsi, dans une attention renouvelée aux autres, vous apporterez votre contribution à l’établissement de relations plus fraternelles, pour que sur toute la planète, se réalise concrètement la famille humaine, où chacun est accueilli et aimé pour lui-même, reconnu et respecté comme enfant de Dieu. Dans cette terre croate, marquée au cours des années passées par des conflits, vous êtes le signe d’une espérance nouvelle et vous montrez que vous, les jeunes, vous voulez une humanité nouvelle, fondée sur la reconnaissance de toutes les personnes, indépendamment de sa nationalité, de sa religion. En tant que chrétiens, marqués pas l’unique Baptême qui nous rend tous ensemble fils du même Père, vous êtes appelés à manifester que le message évangélique est universelle et rejoint tout homme sur la route de la vie. Par votre regard sur autrui, par vos attentions à chacun, puissiez-vous rendre présent le Christ, qui vous appelle à aimer et à agir comme lui. C’est ainsi que vous serez vraiment libres et que vous vivrez votre responsabilité humaine et chrétienne.

En vous confiant à l’intercession de la Vierge Marie, Mère des croyants, Sa Sainteté Benoît XVI vous accorde de grand cœur une affectueuse Bénédiction apostolique, ainsi qu’aux Frères de Taizé, à toutes les personnes qui ont organisé ce pèlerinage, aux Pasteurs et aux fidèles qui vous accueillent, et à vos familles.


 

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