VESPRI
E TE DEUM DI FINE ANNO (31 DICEMBRE 2007) |
Ascolta
il servizio trasmesso da Radio Vaticana
Fonte,
Radio Vaticana, 1 gennaio 2008
Abbiamo
bisogno della speranza cristiana per vincere il deficit di
fiducia dell'umanità: così il Papa durante i Primi
Vespri e il Te Deum di fine anno
"E'
Cristo la nostra speranza affidabile" di fronte alle
difficoltà della vita e Maria è la "Stella della
speranza" che "collabora all'iniziativa di
salvezza dell'intera umanità": così ieri il Papa
durante la Celebrazione, nella Basilica Vaticana, dei
Primi Vespri della Solennità di Maria Santissima Madre di
Dio e il Te Deum di ringraziamento a conclusione
dell’anno. Nell’omelia, Benedetto XVI ha ricordato il
“deficit di speranza e di fiducia nella vita” inteso
come male “oscuro” della società occidentale ed ha
invitato a lavorare per rispondere all’attuale
“emergenza educativa”. Presente al rito anche il
sindaco di Roma Walter Veltroni. Al termine il Santo Padre
ha sostato in preghiera davanti al presepe collocato in
Piazza San Pietro. Il servizio di Benedetta Capelli:
Cantare la gratitudine per l’anno che tramonta e per
quello che si intravede. Un anno che porta a volgere lo
sguardo verso Colui che è eterno ma affidandosi a
“Maria di Nazaret, donna singolare” chiamata a
condividere, perché Madre del Salvatore, la missione del
Figlio. “Missione per noi e per la salvezza di tutti gli
uomini”: così il Papa ricordando ciò che scrive San
Paolo nella Lettera ai Galati durante la Celebrazione dei
Primi Vespri della Solennità di Maria Santissima Madre di
Dio e il Te Deum. “ContemplandoLa – aggiunge Benedetto
XVI- la Chiesa scorge in Lei i tratti della propria
fisionomia":
"Maria vive la fede e la carità; Maria è una
creatura, salvata anch’essa dall’unico Salvatore;
Maria collabora all’iniziativa di salvezza dell’intera
umanità. Così Maria costituisce per la Chiesa la propria
immagine più vera: Colei nella quale la Comunità
ecclesiale deve continuamente scoprire il senso autentico
della sua vocazione e del proprio mistero".
Ma perché ringraziare con il Te Deum? Perché “il
Verbo incarnato - dice il Papa - trasforma dall’interno
l’esistenza umana. Si è fatto come noi per farci come
Lui: figli nel Figlio, dunque uomini liberi dalla legge
del peccato”. E nella preghiera chiederemo l’aiuto del
Signore affinché soccorra le nostre città dove “gravi
carenze e povertà - aggiunge il Santo Padre - pesano
sulla vita delle persone e delle famiglie, impedendo di
guardare al futuro con fiducia”. Il Papa ha parole anche
per i giovani:
"Sono attratti da una falsa esaltazione o,
meglio, profanazione del corpo e dalla banalizzazione
della sessualità; come enumerare poi le molteplici sfide
che, legate al consumismo e al secolarismo, interpellano i
credenti e gli uomini di buona volontà? Per dire tutto in
una parola, anche a Roma si avverte quel deficit di
speranza e di fiducia nella vita che costituisce il male
'oscuro' della moderna società occidentale".
Tante ombre dunque accanto alle quali non manca la
speranza, al centro dell’ultima Enciclica. Speranza
nell’impegno verso la “grande emergenza educativa”
una sfida già ricordata l’11 giugno scorso dal Papa
nell’incontro con i partecipanti al Convegno pastorale
della Diocesi di Roma. Benedetto XVI esorta la comunità a
trasmettere i valori-base dell’esistenza e del retto
comportamento, esalta il lavoro portato avanti in tal
senso dalle parrocchie, dai movimenti ecclesiali e dalle
associazioni per la pastorale familiare. Ricorda le
iniziative missionarie che coinvolgono i giovani, pronti a
impegnarsi per testimoniare il Vangelo. Giovani fermi nel
loro sì alla Chiesa come i 28 diaconi che saranno
ordinati in aprile a Roma dove si sente la necessità di
nuove chiese soprattutto nelle periferie e dove però
almeno otto sono in costruzione. “Il Signore - ricorda
il Papa - è la nostra speranza:
"Ma la nostra speranza è sempre essenzialmente
anche speranza per gli altri, e soltanto così essa è
veramente speranza anche per ciascuno di noi. Cari
fratelli e sorelle della Chiesa di Roma, chiediamo al
Signore che faccia di ciascuno di noi un autentico
fermento di speranza nei vari ambienti, perché si possa
costruire per l’intera città un futuro migliore".
Un augurio affidato alla materna intercessione di Maria,
Madre di Dio e Stella della Speranza come Benedetto XVI La
ama definire nella sua “Spe salvi”. Al termine della
celebrazione il Papa si è recato in Piazza San Pietro per
rendere omaggio al presepe inaugurato lo scorso 24
dicembre.
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