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DISCORSO
DEL PAPA SUGLI INSEGNAMENTI DEL TEOLOGO GUARDINI |
Radio
Vaticana 29 ottobre 2010
La
libertà è verità: la riflessione del Papa sugli
insegnamenti del teologo Romano Guardini
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La visione cristiana sul mondo, come strumento per
avvicinarsi alla verità di Dio. Lungo questo percorso
interiore, intessuto di dialogo con l’altro, spese la
sua vita di sacerdote e teologo Romano Guardini. Benedetto
XVI, che di Guardini fu giovane allievo, ha parlato dei
punti fondamentali della riflessione del teologo
nell’udienza concessa questa mattina in Vaticano ai
partecipanti al Congresso promosso dalla Fondazione
“Romano Guardini”, dedicato all’analisi
dell’“eredità spirituale ed intellettuale” dello
studioso italo-tedesco, scomparso 40 anni fa. Il servizio
di Alessandro De Carolis:
“Un uomo del dialogo interiore” e dello scambio
culturale con gli uomini, innamorato “della verità di
Dio e della verità sull’uomo”: non come mero
esercizio di astrazione, ma come ricerca che porta alla
scelta del bene nei riguardi del prossimo. È uno sguardo
competente – di chi ebbe modo di ascoltarlo e studiarlo
sin da giovane – e ammirato quello che Benedetto XVI
dedica a Romano Guardini, celebrato in questi giorni da un
Congresso della Fondazione berlinese che porta il nome del
teologo, nato a Verona nel 1885 e spentosi il primo
ottobre del 1968 a Monaco di Baviera. Al teologo – ha
ricordato il Papa – non interessava “conoscere una
cosa qualunque o molte cose; egli voleva conoscere la
verità di Dio e la verità sull’Uomo”, scoprire cosa
significasse la “weltanschauung cristiana”, la visione
cristiana del mondo:
“Und diese Orientierung seiner Lehre war es...
Ed era questo orientamento del suo insegnamento che
aveva colpito noi giovani: noi, infatti, non volevamo
conoscere un’esplosione di tutte le opinioni che
esistevano all’interno o al di fuori della cristianità,
perché noi volevamo conoscere ciò che è. E lì c’era
uno che, senza paure e allo stesso tempo con tutta la
serietà del pensiero critico, si poneva di fronte a
questa domanda e ci aiutava a seguire il pensiero".
Tuttavia, ha proseguito Benedetto XVI, anche se la
verità di Dio “non è astratta o trascendente, ma si
trova nel vivo-concreto, nella figura di Gesù Cristo”,
talvolta anche l’uomo più disponibile “non sempre”
comprende “quello che dice Dio”. Serve, allora, “un
correttivo, e questo consiste nello scambio con
l’altro”:
“Guardini war ein Mann des Dialogs...
Guardini era un uomo del dialogo. Le sue opere sono
nate quasi senza eccezione da un dialogo, se non altro
interiore (...) Dall’apertura dell’Uomo per la verità
per Guardini ne consegue un ethos, un fondamento per il
nostro comportamento morale nei riguardi del nostro
prossimo, come esigenza della nostra esistenza. Proprio
perché l’uomo può incontrare Dio può agire per il
bene”.
Guardini, ha detto il Papa, fu anche un sensibile
pedagogo per i giovani. I loro ideali di
autodeterminazione, responsabilità, sincerità interiore
“li purificava e li approfondiva”, ha affermato,
insegnando che la “libertà è verità” e che l’uomo
è vero se lo è “secondo la sua natura” che porta a
Dio. Inoltre, ha soggiunto il Pontefice, accompagnando i
giovani, Guardini cercò anche un nuovo approccio alla
liturgia:
“Wiederentdeckung der Liturgie war für ihn
Wiederentdeckung der Einheit ...
La riscoperta della liturgia per lui era riscoperta
dell’unità tra spirito e corpo nella completezza
dell’uomo intero. Infatti, l’atteggiamento liturgico
è sempre atteggiamento fisico e spirituale. La preghiera
è allargata dall’agire fisico e comunitario e così
l’unità si apre a tutta la realtà”.
Auspicando che lo studio attento delle opere di Romano
Guardini “approfondisca la consapevolezza dei fondamenti
cristiani della nostra cultura e della nostra società”,
Benedetto XVI ha terminato con una riflessione sulla
“perenne attualità” del “rapporto tra fede e
mondo”, che fu al centro del pensiero del teologo:
“Er sah gerade in der Universität…
Guardini vedeva nell’università il luogo della
ricerca della verità. Questo, però, può essere
solamente se essa è libera da qualsiasi
strumentalizzazione e da qualsiasi coinvolgimento politico
o di altro genere. Oggi più che mai, in un mondo fatto di
globalizzazione e frammentazione, è necessario che questa
esigenza venga portata avanti”.
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